{"id":281357,"date":"2025-12-29T09:29:09","date_gmt":"2025-12-29T09:29:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/281357\/"},"modified":"2025-12-29T09:29:09","modified_gmt":"2025-12-29T09:29:09","slug":"kyrgios-e-sabalenka-hanno-giocato-per-soldi-tutto-qui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/281357\/","title":{"rendered":"Kyrgios e Sabalenka hanno giocato per soldi. Tutto qui."},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/sport\/2013\/jun\/27\/murray-williams-vegas-tennis-match#:~:text=The%2520most%2520celebrated%2520tennis%2520battle,see%2520how%2520close%2520I%2520get.%2522\" rel=\"nofollow noopener\">Nel 2013 su Twitter<\/a> si gioc\u00f2 una Battaglia dei Sessi che non si ricorda spesso: quella tra Andy Murray e Serena Williams. Un fan twitt\u00f2 che Williams avrebbe vinto contro Murray sull\u2019erba e il tennista britannico per tutta risposta disse che era d\u2019accordo, per poi riprendere l\u2019argomento il giorno seguente, quasi lanciando una proposta a Serena Williams a mezzo BBC su un potenziale incontro a Las Vegas.<\/p>\n<p>La scelta del luogo da parte di Murray non \u00e8 stata casuale: a Las Vegas si gioc\u00f2 quella che per tutti fu la terza Battaglia dei Sessi della storia del tennis, ma che in realt\u00e0 tale non era: l\u2019incontro tra Martina Navratilova e Jimmy Connors fu intitolato Battle of Champions, si disput\u00f2 nel 1992 a Paradise, vicino Las Vegas. Quest\u2019incontro, insieme ad altri match disputati in singolare tra un tennista e una tennista, si annovera tra quelli meno ricordati insieme ad altre partite di esibizione disputate anche in anni recenti, dove il punto \u00e8 solo uno: i tennisti vengono ottimamente remunerati per dare spettacolo e divertirsi.<\/p>\n<p>Serena Williams non gioc\u00f2 contro Andy Murray, e anzi nel 2019 parteciparono insieme in doppio misto a Wimbledon, ma soprattutto entrambi in momenti differenti usarono il proprio successo per portare avanti un certo discorso sulla parit\u00e0 fra atleti e atlete nel tennis. Non \u00e8 marginale nemmeno considerare gli attori che di volta in volta vengono coinvolti in questo tipo di incontri. Andy Murray \u00e8 sempre stato un alleato della causa del tennis femminile e Serena Williams \u00e8 stata una delle eroine della parit\u00e0 che ha sempre guardato al lavoro di Billie Jean King con (quasi) devozione.<\/p>\n<p>0:22 Quando \u201cMale player!\u201d divenne quasi un inno.<\/p>\n<p><strong>COSA C&#8217;\u00c8 IN UN NOME?<br \/><\/strong>Il lato remunerativo, di marketing e infine commerciale di questo tipo di match non \u00e8 mai trascurabile: nessun tennista si metterebbe in condizione di farsi male, di affaticarsi, di aggiungere una esibizione agli impegni previsti se non ci fosse anche una questione remunerativa da tenere presente: questo \u00e8 vero oggi come trent&#8217;anni fa. Nel tennis, inoltre, non si pareggia mai, nemmeno nelle battaglie dei sessi, o nelle battaglie tra i campioni, figurarsi durante una partita di esibizione dove il singolarista diventa, volente o meno, un simbolo.<\/p>\n<p>Di cosa \u00e8 simbolo, per\u00f2, varia nel tempo e secondo un contesto: gi\u00e0 solo annoverare un match di questo tipo come Battaglia dei Sessi o Battaglia dei Campioni ha un significato completamente diverso: nel primo caso a scontrarsi non \u00e8 il gioco percepito almeno formalmente a un livello paritario, bens\u00ec il genere, il maschio e la femmina, dove il primo asserisce sempre che la seconda vale meno. Il valore percepito tra i due sessi nella battaglia dei sessi \u00e8 scontato: \u00e8 la tennista a dover dimostrare qualcosa, non il contrario.<\/p>\n<p>Quando Margaret Court Smith perse contro Bobby Riggs nella prima Battaglia dei Sessi cos\u00ec denominata aveva 30 anni ed era appena rientrata dalla maternit\u00e0. Accett\u00f2 20.000 dollari, una remunerazione pi\u00f9 alta di quella dei due Slam vinti in quell\u2019anno (Australian Open e French Open), senza curarsi delle conseguenze per il movimento del tennis femminile, che non erano mai state di suo diretto interesse \u2013 era una delle pi\u00f9 lontane dal lavoro politico di Billie Jean King. L\u2019australiana, infatti, non era dentro il movimento per la parit\u00e0 salariale e di trattamento che altre tenniste stavano cercando; nonostante questo, Margaret Court non era una qualunque, n\u00e9 per le colleghe n\u00e9 per i media. Era una delle tenniste migliori, pi\u00f9 vincenti, pi\u00f9 apprezzate, ancora in attivit\u00e0 e se lei avesse perso quella partita a soffrirne sarebbe stato pretestuosamente anche il movimento del tennis femminile. Politicamente era molto rischioso e per questo Billie Jean King rifiut\u00f2 il primo invito da parte di Bobby Riggs, per accettare invece il secondo, costretta solo dopo che Margaret Court perse sonoramente.<\/p>\n<p>Chiamare una partita tra un tennista e una tennista Battaglia dei Sessi richiama inevitabilmente la supponenza di Margaret Court e la sofferenza di Billie Jean King, contro lo stesso sciovinista Bobby Riggs: nel 1973 tutti \u2013 il marketing, la pubblicit\u00e0, i media \u2013 avevano puntato l\u2019accento sul significato pi\u00f9 ampio di quella partita. Riggs non era dalla parte del tennis femminile, n\u00e9 della sua crescita. Si espose in modo sfacciato contro gli ideali e i pensieri di Billie Jean King che non solo accett\u00f2 il gioco mediatico senza potersi sottrarre, ma dovette prendere sul serio quello di campo. Perdere non era un\u2019opzione. Margaret Court arriv\u00f2 al suo match quasi senza preparazione, pensando di vincere facilmente; Billie Jean King, invece, si prepar\u00f2 come per uno Slam, soprattutto perch\u00e9 la perdita mediatica collettiva per il movimento del tennis femminile sarebbe stata pari a quella sua personale. Era come se tutti i suoi sforzi si fossero concentrati in un solo risultato, di una sola partita trasmessa in prime time sulla rete ABC con in palio 100.000 dollari. E non lo aveva deciso.<\/p>\n<p>Nel 1973 applicare la lente politica alla lettura della partita era inevitabile: guardare quell\u2019incontro facendo finta che non esistessero le rivendicazioni continue portate avanti da Billie Jean King sarebbe stato ingenuo e lei lo sapeva. Di pi\u00f9: lo temeva. Nessuna Battaglia dei Sessi sarebbe stata indolore anche perch\u00e9 sul campo, ormai da anni, Billie Jean portava sempre se stessa, usava i microfoni delle vittorie e le conferenze stampa per raccontare i suoi progetti per il tennis, per lo sport femminile; il bagaglio che costruiva passo dopo passo rimaneva accanto a lei in ogni posto in cui andasse e su ogni panchina su cui sedesse. Era inevitabile e non lo avrebbe messo in pericolo per nulla in cambio. Bobby Riggs lo sapeva, gli sponsor dell\u2019incontro lo sapevano, i media lo sapevano meglio di tutti e il titolo di Battaglia dei Sessi per questo non fu casuale, bens\u00ec rilevante e dunque piena di tensione.<\/p>\n<p>Un editorialista del New York Times scrisse che \u201cIn un solo match di tennis Billie\u00a0Jean King fu capace di fare pi\u00f9 per la causa delle donne che la maggior parte delle femministe in una vita intera\u201d. Quello che non scrisse, per\u00f2, fu che questa affermazione fu vera solo perch\u00e9 Billie Jean vinse. Sonoramente. E non vinse solo sul campo, ma anche fuori: accettando ogni illazione, ogni frecciatina, ogni tentativo di minare il suo lavoro politico nei giorni e settimane precedenti.<\/p>\n<p>Nessuno parl\u00f2 mai pi\u00f9 di Battaglia dei Sessi in singolare dopo King vs Riggs 1973 e il match del 1992 fu una Battaglia tra Campioni: fin dal nome uno scontro paritario nelle intenzioni, tra due stelle, tra due atleti talentuosi che si sfidavano per soldi e per piacere, dando vita a una partita non particolarmente brillante ma di certo interessante da un punto di vista simbolico, perch\u00e9 entrambi erano considerati due pilastri del tennis mondiale e il piano della sfida aveva abbandonato quello del genere per abbracciare uno status che, almeno a parole, era identitario per entrambi.<\/p>\n<p><strong>SIMBOLI<br \/><\/strong>Il 28 dicembre 2025 Aryna Sabalenka e Nick Kyrgios giocano una nuova Battaglia dei Sessi a Dubai su un campo indoor, la Coca-Cola Arena, davanti a 17.000 spettatori (tutto esaurito), in una partita al meglio dei tre set, con un tie-break decisivo ai 10 punti in caso di necessit\u00e0 e un solo servizio disponibile. Il campo ha una particolarit\u00e0: \u00e8 pi\u00f9 piccolo del 9% per la numero 1 del mondo rispetto a quello dell\u2019australiano, perch\u00e9, come ha detto Sabalenka <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GgGa0EOSiUs\" rel=\"nofollow noopener\">in una puntata del podcast Piers Morgan Uncensored<\/a>, \u201cIn queste condizioni, con il campo ridotto del nove per cento, sento che almeno ho una possibilit\u00e0 pi\u00f9 alta di competere e vedere se posso vincere. E se riuscissi a farlo, forse poi potrei anche affrontare una partita regolare.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019incontro \u00e8 trasmesso in tutto il mondo e tra le emittenti interessate ci sono BBC nel Regno Unito e Tennis Channel negli USA e gli organizzatori sono: Tlive, IM8, il Dipartimento dell\u2019Economia e del Turismo di Dubai e la Coca-Cola arena di Dubai.<\/p>\n<p>Il punto di vista di Sabalenka sul significato profondo del match \u00e8 chiaro: \u201c\u00c8 un grande messaggio per le ragazze l\u00e0 fuori: spero che guardino e che vedano quanto sono forte e tosta. E che ho il coraggio di mettermi alla prova contro un uomo [\u2026] Penso che le donne abbiano gi\u00e0 dimostrato di meritare la parit\u00e0. Far\u00f2 vedere che siamo capaci di lottare contro un uomo e divertirci.\u201d Dal canto suo, Nick Kyrgios ha dichiarato che \u201cC\u2019\u00e8 troppa divisione su un tema del genere e poco lavoro di squadra. Questo a prescindere dal risultato, anche se voglio certamente vincere. Insieme possiamo fare cose incredibili.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019intenzione dei due tennisti \u00e8 puntuale: mettersi alla prova e dimostrare una capacit\u00e0 di leadership forte da un lato ed esprimere una comunione di prospettive dall\u2019altro. Quando Sabalenka afferma che non c\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di inserire un discorso sulla parit\u00e0 perch\u00e9 le donne l\u2019hanno gi\u00e0 dimostrata e quando Kyrgios dice che non c\u2019\u00e8 comunione di intenti ma questa \u00e8 una soluzione possibile dimostrano di avere buone intenzioni ma probabilmente nel contesto errato.<\/p>\n<p>Il problema con la simbologia \u00e8 che non pu\u00f2 essere decontestualizzata, n\u00e9 privata della sua storia. Non \u00e8 possibile togliere dalla Battaglia dei Sessi il suo pregresso, nemmeno se lo si desidera ardentemente. Non \u00e8 possibile quindi pensare alla partita tra Sabalenka e Kyrgios senza attaccarle addosso i significati storici che sono in ogni caso il punto di partenza. Quando entrambi saranno a rete a giocarsi il primo servizio, le vittorie e le sconfitte registrate fino a quel momento non scompariranno per desiderio personale. Il problema con la simbologia collettiva \u00e8 che sentire la cosa giusta individualmente non significa automaticamente esprimerla nei giusti confini pubblici. Quello che ha fatto Billie Jean King nel 1973 non ha nulla a che vedere con quello che ha fatto Aryna Sabalenka nel 2025, motivo per cui una partita del genere avrebbe dovuto avere un altro nome, avrebbe dovuto essere un\u2019esibizione come altre con obiettivo economico e di promozione, come tutti i match di esibizione nel tennis contemporaneo.<\/p>\n<p>Nick Kyrgios arriva allo stadio da solo su un cammello. Affronta il corridoio di ingresso al campo con una racchetta tra le mani e il cappellino girato all\u2019indietro. Arriva dimesso, quasi in punta di piedi, quasi come chi ha tutto da perdere, accompagnato da un bambino. Aryna Sabalenka entra a luci spente, con l\u2019occhio di bue puntato addosso, che la segue scendere le scale, come dovesse farsi spazio verso un ring, avvolta da un cappotto di lustrini, mentre suona Eye of the Tiger in sottofondo. Prende in braccio la sua piccola accompagnatrice e arriva sul campo.<\/p>\n<p>La partita \u00e8 a tratti una partita di tennis, con passaggi divertenti e momenti in cui i due hanno dimenticato di essere solo su un palcoscenico ma hanno giocato semplicemente a tennis al meglio delle loro possibilit\u00e0. Sono venuti fuori tocchi brillanti, lungolinea profondi e imprendibili, serve and volley e drop shot e il miglior gioco di tutto l\u2019incontro \u00e8 il nono del secondo set, quando Sabalenka riceve per rimanere nel match e perde per un ottimo servizio a uscire che la bielorussa non tiene in campo in risposta. Per tutta la partita, pi\u00f9 o meno scherzosamente Kyrgios gioca sulla stanchezza, gi\u00e0 dopo un quarto d\u2019ora di partita. Il suo fiatone \u00e8 subito rassegnato, quasi una premessa necessaria. Quando Sabalenka \u00e8 stanca, fa respiri profondi sulla linea di servizio, cerca concentrazione nei muscoli, fa un giro in tondo mentre fa rimbalzare la pallina con la racchetta, per prendere le sue decisioni: sono momenti ritualizzati nel suo gioco, dettagli che le permettono spesso di fare la differenza. Nel primo set non lo fa praticamente mai. Ci ride su, come ride quando colpisce forte, quando riceve solida e anticipa le palle corte. Molto meno quando la seconda non pu\u00f2 andarle in soccorso e i punti che regala all\u2019avversario sono ben dieci. Durante la partita manca tensione per lunghi tratti, si sprecano sorrisi reciproci e da questo punto di vista \u00e8 stato un vero e proprio match di esibizione, e in questo senso molto lontano da quello che avevano messo in campo nel 1973.<\/p>\n<p>Dopo la fine del match, durante l\u2019intervista sul campo, Kyrgios ha sottolineato che non \u00e8 lui a essere il campione, ma Sabalenka che ha giocato un livello di tennis molto alto ed \u00e8 riuscita a metterlo in difficolt\u00e0. L\u2019australiano ha dovuto mettere in campo il suo meglio per vincere 6-3, 6-3 e il suo atteggiamento ai microfoni \u00e8 quello di chi sentiva di avere molto da perdere, in caso di sconfitta. Eppure, l\u2019australiano \u00e8 arrivato a questo match affrontando solo sei match in singolare dal 2022, anno in cui \u00e8 arrivato in finale a Wimbledon, la bielorussa \u00e8 numero 1 al mondo nel circuito WTA, presentata come \u201cil volto moderno del tennis femminile\u201d.<\/p>\n<p>Probabilmente qualche ragazzina \u00e8 stata impressionata dal gioco di Aryna Sabalenka e si \u00e8 sentita soddisfatta nel vederla gareggiare contro un tennista maschio. Qualche ragazzino ha pensato che giocare contro una ragazza pu\u00f2 essere competitivo e nel caso di sconfitta nemmeno disdicevole. Ce ne saranno stati altri che avranno notato il campo pi\u00f9 piccolo o si sono domandati se il risultato sarebbe stato pi\u00f9 netto contro Jannik Sinner o Carlos Alcaraz o Novak Djokovic.<br \/>A seconda di quanti ragazzini faranno parte del primo, del secondo e del terzo gruppo potremo dare un significato quantitativo a questo incontro. Ma quello qualitativo passa inevitabilmente da altro.<\/p>\n<p>La caratteristica dei simboli \u00e8 che portano con s\u00e9 una lettura soggetta a interpretazione, il riferimento a un contesto e a interpreti precisi, portatori a loro volta di valori intrinseci \u2013 in questo caso, nessuno dei due tennisti \u00e8 particolarmente coinvolto attivamente nel portare la parit\u00e0 di genere all\u2019interno del tennis o dello sport pi\u00f9 in generale. Non esiste una Battaglia dei Sessi senza sacrificio e c\u2019\u00e8 sempre qualcosa da perdere e qualcuno che rischia maggiormente. Anche oggi \u00e8 toccato allo sport giocato dalle femmine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 2013 su Twitter si gioc\u00f2 una Battaglia dei Sessi che non si ricorda spesso: quella tra Andy&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":281358,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1457],"tags":[1537,90,89,245,244,1273],"class_list":{"0":"post-281357","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tennis","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-sport","12":"tag-sports","13":"tag-tennis"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115802155649240730","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/281357","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=281357"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/281357\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/281358"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=281357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=281357"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=281357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}