{"id":282350,"date":"2025-12-29T23:09:09","date_gmt":"2025-12-29T23:09:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282350\/"},"modified":"2025-12-29T23:09:09","modified_gmt":"2025-12-29T23:09:09","slug":"lanno-che-verra-linno-alla-speranza-ancora-attuale-di-lucio-dalla-e-la-nuova-chance-che-ci-offre-il-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282350\/","title":{"rendered":"L&#8217;Anno che verr\u00e0, l&#8217;inno alla speranza (ancora attuale) di Lucio Dalla e la nuova chance che ci offre il 2026"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Anno che verr\u00e0 di Lucio Dalla \u00e8 stata scritta nel 1978. E, nonostante si annunciasse un altro anno di piombo, il cantautore mise in parole e musica un inno alla speranza. A distanza di quasi mezzo secolo, la poesia di Dalla conserva una sua attualit\u00e0, quella dei messaggi universali. Per gioco, ma non troppo, scopriamo perch\u00e9 l&#8217;Anno che verr\u00e0 \u00e8 il 2026.<\/p>\n<p>Caro amico ti scrivo\/Cos\u00ec mi distraggo un po&#8217;\/E siccome sei molto lontano\/Pi\u00f9 forte ti scriver\u00f2\u00a0<br \/>Siamo assediati da amici virtuali, gente che non conosciamo e che probabilmente non avremo mai occasione di conoscere. I social, anzich\u00e9 distrarci dalla realt\u00e0, hanno preso a sostituirla, creando un meccanismo di alienazione. Scrivere pi\u00f9 forte, nel 2026, sar\u00e0 l&#8217;antidoto alla vacuit\u00e0 dei rapporti, a un lessico convenzionale di poche battute, all&#8217;assenza di contenuto. Significa riprendere confidenza con la parola e il suo significato, fare i conti con se stessi e avere un amico (uno, non centomila) con cui coltivare l&#8217;arte sempre pi\u00f9 rara della confidenza.<\/p>\n<p>Da quando sei partito\/C&#8217;\u00e8 una grossa novit\u00e0\/L&#8217;anno vecchio \u00e8 finito ormai\/Ma qualcosa ancora qui non va<br \/>La grossa novit\u00e0 \u00e8 un paradosso, perch\u00e9 cela il suo esatto apposto. Nessuna svolta, nessun demiurgo all&#8217;orizzonte. I problemi restano sul tavolo. Il Capodanno \u00e8 il crinale delle grandi aspettative, delle previsioni eccessive. Grandi choc o grandi cambiamenti. Ma quasi sempre rimaniamo delusi. Prendiamo il 2025: doveva essere l&#8217;anno buono per chiudere il mattatoio Ucraina, mettere fine alla guerra, e invece siamo ancora l\u00ec a rammendare un trattativa definita al 90 per cento. Ma quel 10 per cento che resta non \u00e8 banale: riguarda la cessione del Donbass alla Russia, la portata delle garanzie di sicurezza, la gestione della centrale nucleare pi\u00f9 grande al mondo. D&#8217;altra parte chi immaginava che l&#8217;IA avrebbe stravolto il mondo del lavoro, deve prendere atto che gli incrementi di produttivit\u00e0 sono stati inferiori alle attese. E la tendenza \u00e8 di integrare, non sostituire, le mansioni. Dodici mesi di solito non fanno la Storia, e nemmeno l&#8217;affossano. La regola sono le correzioni, non\u00a0 le rivoluzioni.<\/p>\n<p>Si esce poco la sera\/Compreso quando \u00e8 festa\/E c\u2019\u00e8 chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra\/E si sta senza parlare per intere settimane\/E a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane<br \/>Nel 1978 il terrorismo allungava una coltre plumbea sulla vita sociale, nel 2026 i sacchi sabbia davanti alla finestra sono una protezione metaforica rispetto all&#8217;insicurezza economica, ai troppi conflitti che non permettono di guardare al futuro con leggerezza, ad una politica litigiosa e spesso delegittimata. Ma sono anche l&#8217;espressione di una incomunicabilit\u00e0 e di uno sfilacciamento dei rapporti personali che riducono al silenzio soprattutto le persone pi\u00f9 fragili. Dopo il fallimento delle politiche woke, che hanno trasformato la tutela delle minoranze in una forma di integralismo, la vera sfida che ci attende \u00e8 l&#8217;inclusione della maggioranza.\u00a0<\/p>\n<p>Ma la televisione ha detto che il nuovo anno\/Porter\u00e0 una trasformazione\/E tutti quanti stiamo gi\u00e0 aspettando\/Sar\u00e0 tre volte\u00a0Natale\u00a0e festa tutto il giorno\/Ogni Cristo scender\u00e0 dalla croce\/E anche gli uccelli faranno ritorno\/Ci sar\u00e0 da mangiare e luce tutto l\u2019anno\/Anche i muti potranno parlare\/Mentre i sordi gi\u00e0 lo fanno\/E si far\u00e0 l\u2019amore ognuno come gli va\/Anche i preti potranno sposarsi\/Ma soltanto a una certa et\u00e0<br \/>Il nocciolo della speranza \u00e8 la fede, in un&#8217;accezione laica. Anno dopo anno, dobbiamo conservare e difendere l&#8217;idea che un mondo migliore sia possibile, quello in cui ogni Cristo scender\u00e0 dalla croce: si tratti dei civili ucraini bombardati e lasciati al gelo, o dei palestinesi prigionieri di una tregua debole, degli ebrei ostaggi del terrorismo, della popolazione del Sudan vittima di una strage di cui si parla troppo poco, dei perseguitati di ogni confessione o razza, dei disperati sulle rotte di trafficanti di essere umani, ma anche dei poveri cristi per i quali si \u00e8 fermato l&#8217;ascensore sociale, o di quel mondo di care giver di cui nessuno si prende davvero cura. Il miracolo \u00e8 dietro l&#8217;angolo, se la nostra tenacia sar\u00e0 superiore allo sconforto, se continueremo a credere alla forza trasformativa della nostra umanit\u00e0.<\/p>\n<p>E senza grandi disturbi qualcuno sparir\u00e0\/Saranno forse i troppi furbi\/E i cretini di ogni et\u00e0<br \/>E&#8217; quello che dobbiamo augurarci. Per i cretini abbiamo poche speranze, perch\u00e9 come noto la loro madre \u00e8 sempre incinta. Per i furbi, i corruttori e i corrotti, gli evasori, i professionisti delle scorciatoie, i raccomandati senza titolo, la speranza \u00e8 che si compia finalmente la vera rivoluzione che l&#8217;Italia attende da decenni: quella del merito. Ma non c&#8217;\u00e8 merito senza parit\u00e0 di condizioni, e non ci sono meritevoli se la loro diventa una nuova \u00e9lite dietro la quale scalpita una folla di esclusi.<\/p>\n<p>Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico\/E come sono contento di essere qui in questo momento\/Vedi, vedi, vedi, vedi\/Vedi caro amico cosa si deve inventare\/Per poter riderci sopra\/Per continuare a sperare\/E se quest\u2019anno poi passasse in un istante\/Vedi amico mio come diventa importante\/Che in questo istante ci sia anch\u2019io<br \/>Il valore dell&#8217;individuo e dell&#8217;individualit\u00e0, la partecipazione come strumento di riscatto: il vero proposito per l&#8217;anno che verr\u00e0 dovrebbe essere esattamente questo. Se il 2026 passasse in un istante, l&#8217;importante sarebbe far parte di questo istante, ognuno con le sue aspirazione e possibilit\u00e0, ognuno per il contributo che potr\u00e0 dare alle piccole e grandi cause. Non siamo clandestini a bordo, non siamo fantasmi. L&#8217;invisibilit\u00e0 \u00e8 una condizione che subiamo ma che in parte creiamo noi stessi, rinunciando a votare, a reiventarci, a riqualificarci, a spingere pi\u00f9 in l\u00e0 i nostri limiti. Il momento \u00e8 questo, non ce ne sar\u00e0 un altro. In famiglia, in ufficio, nella vita sociale. E in quella pubblica, anche quando saremo chiamati ad esprimerci sulla separazione delle carriere dei magistrati o a scegliere da che parte stare tra la disinformazione che ci fa comodo e l&#8217;informazione che ci costringe a metterci in discussione.<\/p>\n<p>L\u2019anno che sta arrivando tra un anno passer\u00e0\/Io mi sto preparando\/\u00c8 questa la novit\u00e0<br \/>Proprio cos\u00ec, l&#8217;anno nuovo diventer\u00e0 un anno vecchio. E questo fa s\u00ec che avremo una nuova chance, noi e il mondo caotico che ci \u00e8 toccato in sorte. Nulla \u00e8 immutevole, e vista la piega che hanno preso le prime decadi del Millennio questa \u00e8 la vera grossa novit\u00e0. Ma a cosa dobbiamo prepararci esattamente? A rifare il bagaglio delle nostre abitudini, certezze, dei nostri pregiudizi. O bias, vocabolo inglese che traduce le distorsioni dell&#8217;Intelligenza artificiale. E spiega perch\u00e9, adesso come tra un anno, sarebbe una follia rinunciare all&#8217;Intelligenza umana.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Anno che verr\u00e0 di Lucio Dalla \u00e8 stata scritta nel 1978. 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