{"id":282454,"date":"2025-12-30T00:33:13","date_gmt":"2025-12-30T00:33:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282454\/"},"modified":"2025-12-30T00:33:13","modified_gmt":"2025-12-30T00:33:13","slug":"parkinson-una-nuova-scoperta-riconsidera-il-trattamento-con-levodopa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282454\/","title":{"rendered":"Parkinson, una nuova scoperta riconsidera il trattamento con levodopa"},"content":{"rendered":"<p>Uno studio condotto dai <strong>ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 McGill<\/strong> e pubblicato su Nature Neuroscience ha messo in discussione un&#8217;idea di lunga data, ovvero il modo in cui la dopamina (un neurotrasmettitore) influenza il movimento. Questi risultati potrebbero aprire la strada a una comprensione migliore e a nuovi trattamenti del <strong>morbo di Parkinson<\/strong>.<\/p>\n<p>Cos&#8217;\u00e8 il morbo di Parkinson<\/p>\n<p>Il morbo di Parkinson \u00e8 un <strong>disturbo neurodegenerativo<\/strong> a lenta ma progressiva evoluzione. Lo caratterizza la neurodegenerazione dei neuroni della substantia nigra, una piccola area del sistema nervoso centrale. Il loro compito \u00e8 quello di produrre la <strong>dopamina<\/strong>, una molecola<strong> fondamentale per il controllo del movimento<\/strong> e della postura.<\/p>\n<p>Nel 70% dei casi a soffrire della patologia sono i soggetti con <strong>pi\u00f9 di 65 anni<\/strong>, soprattutto uomini. Gli episodi a esordio giovanile sono rari (rappresentano infatti circa il 5% delle diagnosi) e quasi sempre vengono considerati geneticamente determinati.<\/p>\n<p>Cause: forme ereditarie e mutazioni genetiche<\/p>\n<p>Le cause precise della malattia sono ancora sconosciute, tuttavia la scienza concorda sulla sua genesi multifattoriale. Da un punto di vista genetico sono state individuate forme ereditarie (<strong>10-15% dei cas<\/strong>i) provocate dalla <strong>mutazione di determinati geni<\/strong>: Parkina, Alfa-sinucleina, Glucocerebrosidasi, PINK1, DJ1, LRRK2-dardarina.<\/p>\n<p>Si \u00e8 altres\u00ec notata una relazione tra l&#8217;insorgenza del Parkinson e alcuni fattori ambientali. Questi includono lo <strong>stile di vita<\/strong> (fumo di sigaretta, dieta sbilanciata) e l&#8217;<strong>esposizione a sostanze tossiche<\/strong> (metalli pesanti, pesticidi, insetticidi, idrocarburi, prodotti chimici industriali e usati in ambito agricolo).<\/p>\n<p>Non dimentichiamo, infine, il ruolo dei <strong>fattori endogeni<\/strong>. Tra di essi figurano l&#8217;accumulo di ferro nella substantia nigra, lo stress ossidativo, le disfunzioni mitocondriali e il fenomeno dell&#8217;eccito-tossicit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"featured-tag__overtitle\">Ti interessa l&#8217;argomento?<\/p>\n<p>morbo di Parkinson<\/p>\n<p>Il ruolo della dopamina nel morbo di Parkinson<\/p>\n<p>Il neurotrasmettitore <strong>dopamina<\/strong> <strong>influenza in maniera significativa la forza e la velocit\u00e0 dei movimenti<\/strong>. Nei pazienti parkinsoniani le cellule cerebrali che la producono si degradano nel tempo. Ci\u00f2 si traduce nei tipici sintomi, ossia lentezza, tremori e problemi dell&#8217;equilibrio.<\/p>\n<p>Attualmente la <strong>levodopa<\/strong> <strong>\u00e8 il trattamento d&#8217;elezione per ripristinare il movimento<\/strong>, <strong>aumentando i livelli di dopamina<\/strong> nel cervello. Tuttavia non \u00e8 ancora del tutto chiaro il meccanismo preciso attraverso cui il farmaco esercita i suoi effetti. Negli ultimi anni strumenti di monitoraggio cerebrale hanno rilevato brevi fluttuazioni dei livelli di dopamina durante il movimento.<\/p>\n<p>Si \u00e8 cos\u00ec ipotizzato che il neurotrasmettitore potesse controllare direttamente l\u2019intensit\u00e0 e il vigore dei movimenti. In realt\u00e0 le nuove scoperte hanno messo in discussione tale ipotesi.<\/p>\n<p>Lo studio<\/p>\n<p>Gli scienziati dell&#8217;Universit\u00e0 McGill <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/articles\/s41593-025-02102-1\" data-datalayer-click-event-target=\"external\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">sono giunti alla conclusione<\/a> che la dopamina non agisce come un <strong>controllore del movimento<\/strong> istante per istante. Per testare questa ipotesi il team ha monitorato l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale dei topi mentre gli animali premevano una leva pesante. Impiegando un metodo basato sulla luce, riuscivano ad accendere o a spegnere le cellule produttrici di dopamina durante il compito.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019ipotesi iniziale,<strong> i cambiamenti dei livelli di dopamina<\/strong> <strong>avrebbero dovuto modificare la velocit\u00e0 <\/strong>o la forza dei movimenti dei roditori.. In realt\u00e0 la regolare attivit\u00e0 dopaminergica durante il movimento<strong> non ha sortito alcuna differenza<\/strong>. Successivamente gli studiosi hanno testato la levodopa e hanno scoperto che il farmaco migliorava le movenze incrementando il livello complessivo di dopamina nel cervello, piuttosto che modulando le fluttuazioni rapide durante l\u2019azione.<\/p>\n<p>Verso trattamenti pi\u00f9 mirati<\/p>\n<p>Secondo i ricercatori la comprensione pi\u00f9 dettagliata di <strong>come agisce la levodopa<\/strong> potrebbe guidare lo sviluppo di futuri trattamenti concentrati sul mantenimento dei <strong>livelli stabili<\/strong> di dopamina.<\/p>\n<p>I risultati dell&#8217;analisi incoraggiano altres\u00ec gli studiosi a rivedere le strategie di cura pi\u00f9 vecchie.\n<\/p>\n<p> In passato gli<strong> agonisti dei<\/strong> <strong>recettori della dopamina<\/strong> hanno mostrato benefici, tuttavia causavano fastidiosi effetti collaterali.<\/p>\n<p>La nuova intuizione potrebbe dunque aiutare il team a progettare <strong>terapie pi\u00f9 sicure<\/strong> che agiscano in maniera selettiva. Servono ulteriori approfondimenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Uno studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 McGill e pubblicato su Nature Neuroscience ha messo in discussione un&#8217;idea di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":282455,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,3405,240,32478],"class_list":{"0":"post-282454","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-morbo-di-parkinson","13":"tag-salute","14":"tag-studi-scientifici"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115805710153684312","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282454","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282454"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282454\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/282455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}