{"id":282488,"date":"2025-12-30T01:02:16","date_gmt":"2025-12-30T01:02:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282488\/"},"modified":"2025-12-30T01:02:16","modified_gmt":"2025-12-30T01:02:16","slug":"antigravity-a1-pregi-e-difetti-del-primo-drone-a-360-nessuno-e-come-lui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282488\/","title":{"rendered":"Antigravity A1, pregi e difetti del primo drone a 360\u00b0. Nessuno \u00e8 come lui"},"content":{"rendered":"<p>Prendete una videocamera a 360 gradi, mettetegli le ali ed ecco Anrtigravity A1: la startup, incubata da Insta360, ha portato sul mercato quello che \u00e8 ad oggi un drone unico. <\/p>\n<p>Il drone che abbiamo fatto volare queste settimane non \u00e8 un drone che rappresenta la classica evoluzione di tecnologie preesistenti, ma un tentativo radicale di ridefinire l&#8217;interazione tra pilota, macchina volante e acquisizione dell&#8217;immagine. Mentre DJI con i suoi droni ha trascorso l&#8217;ultimo decennio a perfezionare il concetto di &#8220;telecamera volante\u201d, dove la competenza del pilota risiede nella capacit\u00e0 di coordinare il volo stesso con quella che era poi anche l\u2019inquadratura dell\u2019ottica, il nuovo Antigravity A1 propone una scissione netta tra queste due variabili. <\/p>\n<p>Attraverso l&#8217;implementazione di un sistema di cattura sferica a 360 gradi, montato su una scocca progettata per garantire l&#8217;invisibilit\u00e0 ottica dove il drone non entra mai nell\u2019inquadratura, \u00e8 solo il mezzo che permette di portare in cielo la fotocamera, questo nuovo concetto di camera 360 volante promette di <b>democratizzare riprese complesse che richiederebbero due persone<\/b>, pilota e operatore camera oppure soluzioni di costo elevato. Ci sar\u00e0 riuscito?<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nUn design costruito con un obiettivo: essere invisibile&#13;<\/p>\n<p>Il design strutturale dell&#8217;Antigravity A1 \u00e8 un esempio lampante di progettazione subordinata all\u2019ottica: a differenza dei droni tradizionali, e prendiamo DJI ad esempio, dove la priorit\u00e0 viene data all&#8217;efficienza aerodinamica o alla stabilit\u00e0 del gimbal meccanico, l\u2019Antigravity A1 \u00e8 stato progettato con un solo obiettivo, <b>garantire al drone la totale invisibilit\u00e0.<\/b> Come nelle camere a 360\u00b0 dove oltre a sparire la camera stessa deve sparire anche lo stick, nell\u2019A1 il drone non deve esistere. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un problema: il drone \u00e8 pi\u00f9 spesso di una camera a 360\u00b0, ma soprattutto ha quattro eliche che sporgono. Non \u00e8 stato facile.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/a28ef4_antigravity_8.JPG\" data-fnumber=\"39\/10\" data-isospeed=\"200\" data-exposure_time=\"1\/160\" data-image=\"g6zzk7yzlq2u\"  \/><\/p>\n<p>Il cuore del design parte ovviamente dalla configurazione \u201csplit-sensor&#8221; necessaria per la ripresa a 360\u00b0: due lenti fisheye posizionate una verso l\u2019alto e una verso il basso provano a catturare l&#8217;intera sfera visiva, con il telaio del drone che deve risiedere interamente all&#8217;interno della &#8220;zona di cucitura&#8221; (stitch line), ovvero l&#8217;intersezione marginale dei campi visivi delle due ottiche. <\/p>\n<p>Per ottenere questo risultato il profilo del drone \u00e8 stato sviluppato verticalmente, concentrando l&#8217;elettronica, la batteria e i componenti necessari in una sezione trasversale stretta e alta: sebbene questa forma garantisca che il drone venga cancellato via software durante l&#8217;elaborazione dell\u2019immagine, avere un design cos\u00ec sviluppato <b>porta a qualche penalizzazione dal punto di vista aerodinamico.<\/b><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/4aaea5_antigravity_4.JPG\" data-fnumber=\"4\/1\" data-isospeed=\"200\" data-exposure_time=\"1\/250\" data-image=\"w5e36epvx18m\"  \/>&#13;<\/p>\n<p>Prima di tutto la superficie laterale del corpo si comporta come una piccola vela in presenza di venti trasversali, e questo vuol dire che rispetto a droni dal profilo appiattito come la serie DJI Mini o Mavic l&#8217;Antigravity A1 ha un coefficiente di resistenza aerodinamica laterale superiore. In una giornata un po\u2019 ventosa il drone <b>ha fatto abbastanza fatica a mantenere la rotta<\/b>: ci \u00e8 riuscito, ma i motori hanno dovuto lavorare pi\u00f9 del dovuto e questo si traduce ovviamente in un consumo maggiore e in una riduzione dell&#8217;autonomia operativa.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>In secondo luogo con un drone tradizionale abbiamo una camera che riprende davanti, mentre qui abbiamo due sensori montati sopra e sotto e la parte frontale, quella che solitamente viene usata per le riprese, <b>si trova nell\u2019area periferica delle lenti<\/b>: le due zone che il drone riprende meglio sono quella superiore, dove di solito c\u2019\u00e8 il cielo (sempre che non si stia passando sotto qualcosa) e inferiore, dove c\u2019\u00e8 la terra. <\/p>\n<p>Le zone utili, quindi fronte, retro e fianco, quelle che solitamente vengono utilizzate per le riprese, <b>si trovano nell\u2019area che offre la minor qualit\u00e0 sul piano teorico<\/b>, bordo lente e area di stitching. In poche parole \u00e8 come avere una Insta360 con le lenti sopra e sotto al posto di fronte e retro.<\/p>\n<p>Sulle riprese ravvicinate, inoltre, l&#8217;area di unione potrebbe mostrare qualche artefatto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6741b7_Screenshot-2025-12-29-alle-00.01.21.jpg\" data-image=\"picture-0\"  \/>&#13;<\/p>\n<p>Il lavoro di Antigravity va comunque elogiato: il blocco frontale sul quale sono montate le due lenti ha richiesto l&#8217;uso di plastiche composite avanzate ma leggere, l\u2019unico modo per ottenere la rigidit\u00e0 strutturale necessaria per mantenere l&#8217;allineamento ottico millimetrico tra le due lenti senza impattare sul peso, inferiore ai 250 grammi. Come una tale rigidit\u00e0 c\u2019era il rischio che le vibrazioni ad alta frequenza generate dai motori si trasferissero direttamente ai sensori fotografici che sono privi di disaccoppiamento meccanico e si affidano interamente alla stabilizzazione elettronica. Qui il blocco <b>\u00e8 stato montato su una struttura smorzata fisicamente che facilita il lavoro dello stabilizzatore.<\/b><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/080d0d_antigravity_5.JPG\" data-fnumber=\"4\/1\" data-isospeed=\"200\" data-exposure_time=\"1\/200\" data-image=\"q0pel5nbd8tu\"  \/>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nIl sistema di ripresa: pro e contro di una sfera 8K&#13;<\/p>\n<p>Il punto forte dell&#8217;Antigravity A1, quello che lo rende un drone unico, \u00e8 il suo sistema di imaging a 360 gradi. Il vantaggio innegabile, che costituisce il principale &#8220;pro&#8221; del sistema, \u00e8 la capacit\u00e0 di cattura ambientale: a differenza di un drone tradizionale che registra solo ci\u00f2 che inquadra il pilota <b>l&#8217;A1 registra tutto l&#8217;ambiente circostante simultaneamente.<\/b><\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Questo elimina ogni possibile errore: se si sbaglia una ripresa con un drone tradizionale non c\u2019\u00e8 nulla fa fare, con l\u2019A1 invece si pu\u00f2 recuperare. In scenari dinamici, come l&#8217;inseguimento di un veicolo da rally o di uno sciatore, il pilota non deve preoccuparsi di mantenere il soggetto al centro dell\u2019inquadratura e pu\u00f2 concentrarsi esclusivamente sulla traiettoria di volo sicura, sapendo che l&#8217;inquadratura perfetta potr\u00e0 essere generata a posteriori.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Il sistema di volo dell\u2019A1 permette poi movimenti di camera virtuali impossibili per un gimbal meccanico: \u00e8 possibile effettuare un &#8220;dolly zoom&#8221; in post-produzione, ruotare l&#8217;orizzonte di 360 gradi mentre il drone vola perfettamente livellato, o passare istantaneamente da una vista frontale a una vista posteriore senza che il drone debba ruotare fisicamente sul proprio asse di imbardata. P<b>er i creatori di contenuti che lavorano da soli avere l\u2019A1 equivale ad avere un operatore di camera virtuale infallibile.<\/b><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/010403_antigravity_10.JPG\" data-fnumber=\"4\/1\" data-isospeed=\"200\" data-exposure_time=\"1\/800\" data-image=\"ds4k0x55eyhb\"  \/>&#13;<\/p>\n<p>Come ci sono i pro ci sono anche i contro, e sono gli stessi delle videocamere a 360\u00b0. Nonostante l&#8217;etichetta &#8220;8K&#8221;, la qualit\u00e0 finale dell&#8217;immagine \u00e8 significativamente inferiore a quella di un video 8K nativo planare. L&#8217;intera risoluzione di 7680\u00d73840 pixel \u00e8 spalmata sulla superficie interna di una sfera completa e quando l&#8217;utente seleziona una porzione di questa sfera per creare un video tradizionale in formato 16:9 sta ritagliando solo una frazione dei pixel totali. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/e57043_Nessun_titolo1_Screenshot_1_.jpg\" data-fnumber=\"null\" data-isospeed=\"null\" data-exposure_time=\"null\" data-image=\"kwhjj8dnb2qc\"  \/>La sfera, risoluzione 8K<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/5d408b_Nessun_titolo1_Screenshot_2_.jpg\" data-fnumber=\"null\" data-isospeed=\"null\" data-exposure_time=\"null\" data-image=\"zz0dm10rq01p\"  \/>La stessa ripresa lineare, usa solo una porzione di 8K<\/p>\n<p>Matematicamente, un campo visivo standard &#8220;grandangolare&#8221; estratto dalla sfera 8K dell\u2019A1 c<b>orrisponde approssimativamente a una risoluzione compresa tra il 1080p e il 2.7K<\/b>, a seconda dell&#8217;ampiezza del campo di visione scelto. Se si tenta di stringere l&#8217;inquadratura per simulare una lente teleobiettivo, la degradazione dell&#8217;immagine diventa immediatamente percepibile, con perdita di nitidezza e interpolazione visibile. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/02b013_Nessun_titolo1_Screenshot_3_.jpg\" data-fnumber=\"null\" data-isospeed=\"null\" data-exposure_time=\"null\" data-image=\"xyuh9l8duicu\"  \/>Lo zoom massimo, la risoluzione \u00e8 bassissima<\/p>\n<p>Rispetto a un drone come il DJI Mini 4 Pro o l&#8217;Air 3, che utilizzano l&#8217;intero sensore per generare un&#8217;immagine 4K nitida, l&#8217;Antigravity A1 produce filmati che, pur essendo 8K alla fonte, <b>risultano spesso &#8220;morbidi&#8221; o eccessivamente elaborati digitalmente <\/b>nel prodotto finale esportato e questo si pu\u00f2 vedere benissimo nel nostro video.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Insomma, \u00e8 un drone particolare che pu\u00f2 essere considerato professionale per la tipologia di ripresa e i movimenti di camera ma non per la qualit\u00e0 della ripresa, e chi lavora in ambito pro avrebbe bisogno di entrambi. Il bitrate massimo dichiarato \u00e8 infatti di 170 Mbps e sebbene sembri elevato <b>questo flusso di dati deve codificare l&#8217;intera sfera visiva<\/b>, inclusi i dettagli complessi in tutte le direzioni (cielo, terra, laterali). In un drone tradizionale, 150-200 Mbps sono dedicati a un singolo riquadro fisso. <\/p>\n<p>Nell&#8217;A1, la compressione per &#8220;grado quadrato&#8221; \u00e8 molto pi\u00f9 aggressiva e in scenari ad alta frequenza spaziale come la densa giungla di Bali l&#8217;encoder H.265 fatica a mantenere il dettaglio, introducendo artefatti di compressione o impastamento dei dettagli fini.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Il sistema registra poi esclusivamente in profondit\u00e0 colore a 8-bit e manca di un vero profilo logaritmico (Log) a 10-bit. Questo limita drasticamente la gamma dinamica recuperabile in post-produzione e in condizioni di alto contrasto (comuni nelle riprese aeree con cielo luminoso e terreno in ombra) le alte luci tendono a bruciarsi e le ombre, se alzate in post produzione, mostrano rumore cromatico e banding. L&#8217;assenza del 10-bit rende difficile integrare i filmati dell&#8217;A1 in timeline miste con altre fotocamere: \u00e8 un drone consumer.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>I sensori da 1\/1.28\u201d, abbinati a lenti fisse f\/2.2, offrono poi prestazioni accettabili in diurna ma <b>soffrono notevolmente al calare della luce<\/b>. L&#8217;A1 non dispone di stabilizzazione meccanica, si affida interamente alla stabilizzazione elettronica FlowState e l&#8217;EIS richiede tempi di posa rapidi per funzionare correttamente, ed evitare il motion blur nei singoli fotogrammi. In condizioni di scarsa luce il drone non pu\u00f2 per\u00f2 abbassare sufficientemente i tempi di posa senza sottoesporre, o deve alzare l&#8217;ISO introducendo rumore, e il risultato \u00e8 che i video crepuscolari mostrano un rumore digitale diffuso che richiede pesanti interventi di denoise in post-produzione, riducendo ulteriormente il dettaglio. Non \u00e8 un drone da far volare con poca luce.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1feb22_recensione_Screenshot.jpg\" data-image=\"picture-0\"  \/>&#13;<br \/>\nVolare in FreeMotion: come un pilota su un aereo&#13;<\/p>\n<p>Passando al volo vero e proprio la vera innovazione dell&#8217;A1 \u00e8 la modalit\u00e0 FreeMotion, che disaccoppia la traiettoria di volo dal punto di vista di chi pilota. In un drone FPV tradizionale, per guardare a sinistra, il drone deve virare a sinistra. Con l&#8217;A1 il pilota pu\u00f2 mantenere una traiettoria di volo rettilinea perfetta mentre il pilota muove la testa (indossando gli occhiali con head tracking) per ispezionare l&#8217;ambiente circostante.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dcc697_antigravity_9.JPG\" data-fnumber=\"4\/1\" data-isospeed=\"200\" data-exposure_time=\"1\/160\" data-image=\"vwh5zlc7lq96\"  \/>&#13;<\/p>\n<p>Questa capacit\u00e0 \u00e8 rivoluzionaria per avere piena consapevolezza della situazione: il pilota pu\u00f2 controllare la presenza di ostacoli laterali o posteriori senza interrompere il movimento del drone, che prosegue per la sua strada. La sensazione che si prova volando \u00e8 estremamente immersiva, simile alla realt\u00e0 virtuale o al &#8220;volare come un pilota di aereo\u201d che pu\u00f2 guardare dai finestrini mentre l\u2019aereo va avanti. Con una differenza, si pu\u00f2 guardare in ogni direzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/646a52_antigravity.JPG\" data-fnumber=\"4\/1\" data-isospeed=\"200\" data-exposure_time=\"1\/160\" data-image=\"7zjt5zqbmq8e\"  \/>&#13;<\/p>\n<p>Il sistema \u00e8 progettato per essere utilizzato con il Grip Motion Controller, un dispositivo che traduce i movimenti del polso in comandi di volo simile al controller che DJI vende da anni per droni come gli Avata. Sebbene intuitivo per chi \u00e8 ai suoi primi voli, <b>il Motion Controller manca della precisione degli stick fisici<\/b>: manovre come orbite a raggio costante o passaggi millimetrici attraverso ostacoli stretti sono molto pi\u00f9 difficili da eseguire con rispetto a un radiocomando tradizionale nella mani di un abile pilota FPV. <\/p>\n<p>Inoltre va considerato che il sistema attuale rende impossibile eseguire voli all&#8217;indietro fluidi e controllati, manovra molto usata nei filmati fatti con i droni. All\u2019Antigravity sembra mancare un supporto nativo per un controller a due stick, stile gamepad, nel bundle base per venire incontro ai piloti FPV veterani che preferiscono il controllo manuale diretto e che trovano il motion control &#8220;giocattoloso&#8221; e limitante.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6f38dd_antigravity_7.JPG\" data-fnumber=\"39\/10\" data-isospeed=\"200\" data-exposure_time=\"1\/200\" data-image=\"5j1t5gmnjggk\"  \/>&#13;<br \/>\nSegnale non sempre stabile, occhio alla distanza. Autonomia non esagerata&#13;<\/p>\n<p>Quando abbiamo fatto volare la prima volta l\u2019Antigravity A1 eravamo a Bali e abbiamo provato a farlo volare in una giungla fitta seguendo il corso di un fiume. Sopra di noi c\u2019erano gli alberi, e appena abbiamo visto il segnale che andava e veniva ci siamo un po\u2019 preoccupati: il drone ha il ritorno a casa automatico, <b>ma come ci torna se non pu\u00f2 salire per la presenza di ostacoli?\u00a0<\/b>\ufeffIl rilevamento degli ostacoli infatti non sembra essere attivo nel ritorno a casa e nel corso dell&#8217;ultimo volo il drone \u00e8 finito dritto contro una torre di un castello nel tentativo di tornare a casa in linea retta, senza alzarsi di quei 40 metri per evitare l&#8217;ostacolo. Bug? Lo abbiamo segnalato all&#8217;azienda.<b\/><\/p>\n<p>Questo tipo di drone, con la camera a 360\u00b0, \u00e8 perfetto per riprese FPV all\u2019interno di edifici, o per passaggi stretti in punti dove con gli altri droni si fatica a passare e crediamo che la stabilit\u00e0 del segnale video, cos\u00ec come del segnale di controllo, <b>siano fondamentali e non sempre abbiamo avuto la sensazione di un link stabile<\/b>. Il sistema di trasmissione video OmniLink 360, a differenza del protocollo OcuSync 4 (O4) di DJI che ha stabilito uno standard industriale di affidabilit\u00e0 quasi perfetta e penetrazione del segnale <b>ci \u00e8 sembrato essere una tecnologia meno matura<\/b>. Nonostante i 6 Km dichiarati gi\u00e0 a 700 metri in linea d&#8217;aria abbiamo avuto episodi di video di ritorno instabile o scattoso e latenza variabile, con il drone che ha impostato pi\u00f9 volte il ritorno a casa automatico per ritardo di segnale. Siamo davanti ad un sistema dove il pilota si affida esclusivamente al video per navigare, e qualsiasi interruzione o lag nel segnale aumenta esponenzialmente il rischio di collisione. <b>La mancanza di fiducia nel link video ci ha limitato psicologicamente<\/b>, scoraggiandoci nei voli a lungo raggio o in ambienti con ostacoli densi, questo ovviamente in posti dove le normative lo consentono.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019autonomia i dati ufficiali promettono 24 minuti con la batteria standard e 39 minuti con quella ad alta capacit\u00e0 (che fa salire il peso oltre i 250 grammi) tuttavia la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa, con l&#8217;autonomia reale si attesta tra i 15 e i 17 minuti di volo effettivo. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/8e063f_antigravity_6.JPG\" data-fnumber=\"39\/10\" data-isospeed=\"200\" data-exposure_time=\"1\/200\" data-image=\"15hbd35imry4\"  \/><\/p>\n<p>Questo calo rispetto al dichiarato \u00e8 dovuto come abbiamo gi\u00e0 scritto al profilo aerodinamico sfavorevole del drone, che richiede pi\u00f9 energia per penetrare l&#8217;aria, e al consumo elevato dei due sensori e del processore d&#8217;immagine. 15 minuti sono una finestra operativa molto stretta, motivo per cui consigliamo di prendere la versione Fly More. <b>C\u2019\u00e8 da dire che grazie al sistema di ripresa nessun minuto di registrazione viene scartato, sono tutti buoni.<\/b><\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Il drone \u00e8 commercializzato come &#8220;sotto i 249g&#8221;, soglia magica per le normative europee, tuttavia, questo \u00e8 vero solo con la batteria standard a bassa durata. L&#8217;installazione della batteria ad alta capacit\u00e0 spinge il peso ben oltre i 250 grammi ma questa batteria offre un tempo di volo pi\u00f9 adeguato, tra i 25 e i 28 minuti. L&#8217;utente si trova quindi di fronte a un dilemma: volare legalmente con un&#8217;autonomia frustrante (15 min) o volare con un&#8217;autonomia decente rischiando la non conformit\u00e0 normativa e sperando che nessuno pesi il drone?<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nIl costo nascosto della post-produzione&#13;<\/p>\n<p>Chi ha in casa una Insta360 o ha usato una camera a 360\u00b0 in passato sa bene a cosa ci riferiamo: l\u2019Antigravity A1 \u00e8 comodo in fase di ripresa, registra l\u2019ambiente e non la scena, ma per farlo<b> sposta il carico di lavoro dal momento dell&#8217;acquisizione al momento dell&#8217;elaborazione<\/b>. Capire questo cambio \u00e8 fondamentale perch\u00e9 il flusso di lavoro &#8220;Shoot first, frame later&#8221; non \u00e8 gratuito in termini di tempo: per ogni minuto di girato si devono preventivare dai 10 ai 20 minuti di lavoro in post-produzione solo per generare le clip utilizzabili. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6c0833_Screenshot_2025-12-29_alle_09.25.17.jpg\" data-fnumber=\"null\" data-isospeed=\"null\" data-exposure_time=\"null\" data-image=\"2pbt4869u6j4\"  \/><\/p>\n<p>Il processo richiede alcuni passaggi obbligati che sono il trasferimento di file massicci (stimati intorno a 1.3 GB per minuto) su workstation o su smartphone, l\u2019utilizzo del software proprietario (Antigravity Studio o app mobile) per scegliere l&#8217;inquadratura, impostare i keyframe per i movimenti di camera virtuali, gestire la stabilizzazione dell&#8217;orizzonte e selezionare il tipo di proiezione (lineare, tiny planet, fisheye). <\/p>\n<p>Fatto questo \u00e8 necessario fare il rendering delle clip \u201cre-framate\u201d in un formato editabile per il montaggio finale nel software preferito che pu\u00f2 essere Premiere, DaVinci o Final Cut. <\/p>\n<p>L\u2019app e il software di Antigravity permettono un editing di base, ma la cosa migliore da fare \u00e8 gestire le singole clip, esportarle e poi lavorare come si \u00e8 sempre fatto soprattutto se si devono unire le clip del drone ad altre clip. Questo processo \u00e8 computazionalmente oneroso. Computer portatili di fascia media faticano a gestire fluidamente lo scrubbing della timeline 8K, rendendo l&#8217;esperienza frustrante per chi non possiede un laptop con Apple Silicon o con una NVIDIA RTX. <\/p>\n<p>L&#8217;impossibilit\u00e0 di usare direttamente i file grezzi nel software di montaggio senza passare per il middleware proprietario (c\u2019\u00e8 un plugin, ma \u00e8 sempre un middleware) \u00e8 un collo di bottiglia per chi \u00e8 abituato a lavorare pi\u00f9 velocemente. <\/p>\n<p>Il drone registra una sfera, non si pu\u00f2 fare altrimenti, e anche se grazie all\u2019esperienza di Insta360 sono presenti molte modalit\u00e0 IA e alcune funzioni facilitate, come il tracking di persone e oggetti, resta sempre un lavoro dispendioso. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/e0109c_Screenshot_2025-12-29_alle_09.27.12.jpg\" data-fnumber=\"null\" data-isospeed=\"null\" data-exposure_time=\"null\" data-image=\"34jzokbzj2kn\"  \/><\/p>\n<p><b>Il talento di chi fa l\u2019editing definisce poi il risultato finale<\/b>: gli stessi video grezzi, che in mano ad un utente alle prime armi possono dare vita ad un video normale, nelle mani di un editor \u201cpro\u201d possono diventare oro. Se non si \u00e8 bravi a fare editing, e non si ha esperienza di video a 360 e di re-framing <b>si corre il rischio di fare un video pi\u00f9 brutto di quello che si farebbe con un drone classico.<\/b><\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Il lato positivo di questo onere \u00e8 la garanzia del risultato. Errori di pilotaggio che rovinerebbero una ripresa tradizionale, come un soggetto che esce dall&#8217;inquadratura o un orizzonte storto durante una virata aggressiva sono completamente correggibili in post. Il software permette anche di cambiare il rapporto d&#8217;aspetto a posteriori, esportando lo stesso volo in 16:9 per YouTube e in 9:16 per TikTok\/Instagram Reels senza perdere il soggetto, massimizzando il ritorno sull&#8217;investimento di ogni singolo volo. Questo \u00e8 fondamentale per chi usa i droni per riprese sportive che poi vende a terzi.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nUn drone unico, ma non costa poco e richiede consapevolezza&#13;<\/p>\n<p>L&#8217;Antigravity A1 non \u00e8 il sostituto universale del drone tradizionale. Per i fotografi aerei, i documentaristi naturalistici o i cineasti che necessitano della massima fedelt\u00e0 visiva, gamma dinamica e risoluzione, <b>soluzioni come il DJI Mavic 3 o anche il Mini 4 Pro rimangono superiori qualitativamente e pi\u00f9 efficienti.<\/b><\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>L&#8217;A1 \u00e8 uno strumento specializzato estremamente potente per una nicchia specifica: i content creator d&#8217;azione e gli sperimentatori visivi. Per chi deve filmare un&#8217;azione sportiva o per chi cerca prospettive vertiginose e movimenti di camera surreali che sfidano la fisica tradizionale l&#8217;Antigravity A1 \u00e8 impareggiabile, unico.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Non \u00e8 economico, si parte da 1.399 <b>ma consigliamo il bundle da 1.599 euro,<\/b> e non \u00e8 esente da difetti perch\u00e9 rappresenta un prodotto di &#8220;prima generazione\u201d, e come sappiamo le \u201cprime\u201d in ambito tech non sono mai la perfezione, ma sono un\u2019ottima base da migliorare.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>L\u2019A1 soddisfa parte delle promesse e pu\u00f2 offrire risultati sbalorditivi nelle mani giuste, ma \u00e8 ancora grezzo in alcuni fondamentali come trasmissione del segnale, l\u2019autonomia e la qualit\u00e0 video, dove servirebbe un bitrate almeno doppio (ma i file diventerebbero ancora pi\u00f9 grandi, e sono gi\u00e0 enormi). <b>L&#8217;acquisto \u00e8 consigliato a chi valuta la creativit\u00e0 del video rispetto alla qualit\u00e0 pura<\/b>, e a chi \u00e8 disposto a investire tempo nel montaggio pur di ottenere scatti che nessun altro dispositivo pu\u00f2 catturare. <\/p>\n<p>Tra i pro mettiamo le capacit\u00e0 di ripresa uniche, visto che l\u2019A1 permette inquadrature impossibili per qualsiasi altro drone, e la facilit\u00e0 d&#8217;uso visto che il pilotaggio via Motion Controller e la cattura a 360\u00b0 abbassano drasticamente la barriera d&#8217;ingresso per creare contenuti cinematici. Tra i punti deboli la qualit\u00e0 d\u2019immagine, visto che la risoluzione reale dopo il ritaglio e la gamma dinamica non sono al livello dei droni tradizionali 4K nella stessa fascia di prezzo e il workflow lento e pesante, che richiede computer (o smartphone) potenti e molto tempo in post-produzione per estrarre video utilizzabili. Oltre ad alcuni aspetti puramente tecnici, come la trasmissione OmniLink 360 che mostra problemi di giovent\u00f9 e di stabilit\u00e0 del segnale, il sistema di ritorno a casa che sembra avere bug e <b>una batteria standard che offre tempi di volo reali troppo brevi<\/b>. L\u2019A1 ha per\u00f2 un qualcosa che non si pu\u00f2 comprare: la sua unicit\u00e0, visto che ad oggi non c\u2019\u00e8 sul mercato alternativa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Prendete una videocamera a 360 gradi, mettetegli le ali ed ecco Anrtigravity A1: la startup, incubata da Insta360,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":282489,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-282488","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115805824517881936","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282488","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282488"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282488\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/282489"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282488"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}