{"id":282732,"date":"2025-12-30T05:07:17","date_gmt":"2025-12-30T05:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282732\/"},"modified":"2025-12-30T05:07:17","modified_gmt":"2025-12-30T05:07:17","slug":"salima-e-quei-bimbi-mai-piu-della-guerra-in-congo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282732\/","title":{"rendered":"Salima e quei &#8220;bimbi mai pi\u00f9&#8221; della guerra in Congo"},"content":{"rendered":"<p>Salima rest\u00f2 in ascolto, con il cuore che le pulsava all&#8217;impazzata nelle orecchie. Non sentiva quasi gli spari dei vecchi Kalashnikov che crepitavano nella foresta dell&#8217;est del Congo, la stessa dove i miliziani ruandesi dell&#8217;M23 l&#8217;avevano tenuta in schiavit\u00f9 per mesi e mesi a una ventina di chilometri da Goma. Un colpo di mortaio esplose tra i soldati, seminando il caos. E fu solo allora che cap\u00ec che doveva andare. Prese per mano l&#8217;altra ragazzina che era al suo fianco e corse a piedi nudi tra i rami spezzati e per fuggire dagli aguzzini. Questa non \u00e8 fantasia, ma la realt\u00e0 di quasi un anno fa, quando la capitale del Nord Kivu cadde nelle mani dei ribelli fedeli a Kigali.<\/p>\n<p><b>Nulla di tutto questo \u00e8 artificiale, niente \u00e8 intelligente, falso o esagerato<\/b>. Anzi gli inviati di Reuters che la raccontano l&#8217;hanno fatto dopo aver verificato ogni testimonianza, ogni numero fornito da testimoni intervistati nei campi profughi o avuti dalle agenzie umanitarie.\u00a0 Questa \u00e8 la guerra nascosta nelle foreste dell&#8217;est, nel Cuore inesistente di una Tenebra. Questa \u00e8 la vita ancora adesso di diecimila bambini, e la stima delle Ong che si occupano di loro \u00e8 tristemente in difetto, aggregati o arruolati da gruppi armati nel nord e sud del Kivu. Vittime di tutto: di sequestri, di schiavit\u00f9 di ferite fisiche e dell&#8217;anima che non guariranno mai pi\u00f9. Come quelle subite per le 81.388 violenze sessuali denunciate solo nei primi otto mesi di quest&#8217;anno agli operatori delle Nazioni Unite con i quali sono riusciti a entrare in contatto dopo essere usciti dall&#8217;orrore. Un terzo in pi\u00f9 dello stesso periodo dello scorso anno secondo l&#8217;Unicef, che stima che nell&#8217;est del Congo un bambino venga abusato ogni mezz&#8217;ora. Il fondo delle Nazioni Unite per l&#8217;infanzia parla della &#8220;peggiore ondata degli ultimi decenni di atrocit\u00e0 compiute sui pi\u00f9 piccoli e legate a un conflitto&#8221;. E i carnefici non sono solo i ribelli dell&#8217;M23 ma anche truppe regolari congolesi e le milizie Wazalendo loro alleate.<\/p>\n<p>Una voce su tutte si \u00e8 levata, quella del Premio Nobel per la Pace Denis Mukwegwe, il ginecologo congolese costretto a fuggire dal suo Paese dopo aver &#8220;aggiustato&#8221;, come dice lui in un libro, ottantamila donne nella sua clinica di Panzi vicino Bukavu dalla prima guerra del Congo del 1996 e fino all&#8217;ultima: stiamo vivendo il momento pi\u00f9 raccapricciante della nostra storia, ha denuniato. Migliaia di ragazze o madri vittime di un&#8217;arma sperimentata gi\u00e0 vent&#8217;anni fa poco oltre il confine orientale, nel genocidio del 1994 in Ruanda: lo stupro di guerra. L&#8217;infamia contro gli esseri pi\u00f9 indifesi, le donne, le bambine, i bambini. <b>Eppure questa guerra doveva essere finita un anno fa<\/b> quando Trump alla Casa Bianca aveva salutato come un &#8220;grande miracolo&#8221; la vittoria della pace dove &#8220;tanti altri hanno fallito&#8221;. Peccato che poi quell&#8217;accordo non sia mai stato applicato, mentre meno di un mese fa \u00e8 caduta anche Uvira, spinando la strada all&#8217;M23 e al Ruanda verso il sud ricco di terre rare. Questo \u00e8 quello che raccontano i media stranieri di una guerra mai finita.<\/p>\n<p>Ma chi sapr\u00e0 mai che fine ha fatto<b> Robert, catturato dall&#8217;M23 nel gennaio di un anno fa quando non aveva ancora sedici anni<\/b>. L&#8217;hanno minacciato e indottrinato a imbracciare un fucile nella stessa unit\u00e0 di combattimento in cui Salima era con altre ragazze picchiata a sangue e costretta a cucinare, curare i feriti delle battaglie e subire violenze di gruppo ogni giorno. Il compito di Robert, prima di riuscire anche lui a fuggire, era quello di radunare le donne come bottino di guerra in ogni localit\u00e0 conquistata. Le doveva sorvegliare prima che il loro inferno quotidiano, iniziasse. Ora Robert \u00e8 scappato e vive nascosto con la famiglia. Quale tribunale potr\u00e0 mai condannarlo per non aver fatto altro che tentare di sopravvivere che si \u00e8 avventato su di lui quando non aveva ancora quindici anni? <b>Salima invece non \u00e8 stata cos\u00ec fortunata e la sua prigionia di oltre un anno al seguito delle truppe ribelli \u00e8 stata tra le pi\u00f9 lunghe di questa nuova guerra.<\/b> Fuggita nel gennaio dell&#8217;anno scorso portando con se nella foresta la tredicenne Nsimine ha ritrovato la famiglia in un campo profughi proprio a Goma e proprio poche settimane prima che i miliziani lo mettessero a ferro e fuoco. Salima e la famiglia vivono ora in un&#8217;area ancora controllata dall&#8217;M23. Non sa che fine abbiano fatto Nsimine e il bimbo che portava in grembo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Salima rest\u00f2 in ascolto, con il cuore che le pulsava all&#8217;impazzata nelle orecchie. 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