{"id":282790,"date":"2025-12-30T06:20:10","date_gmt":"2025-12-30T06:20:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282790\/"},"modified":"2025-12-30T06:20:10","modified_gmt":"2025-12-30T06:20:10","slug":"rai-nelle-mani-del-governo-grazie-a-una-legge-della-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282790\/","title":{"rendered":"Rai nelle mani del governo? Grazie a una legge della sinistra"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                                                   &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n\t\t\t\t&#13;<br \/>\n\t\t\t\t  &#13;<br \/>\n\t\t      \t<img decoding=\"async\" class=\"img-fluid w-100\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/radiotelevisione-italiana-milano-tower-large-large.jpg\" alt=\"Foto: Sergio D'Afflitto - Wikipedia (Creative Commons)\" title=\"Foto: Sergio D'Afflitto - Wikipedia (Creative Commons)\"\/>&#13;<\/p>\n<p>A dieci anni dall\u2019approvazione della legge n. 220 del 28 dicembre 2015 sulla Rai, voluta dal governo guidato da Matteo Renzi, il dibattito sul controllo politico della televisione pubblica torna di estrema attualit\u00e0 e assume contorni paradossali. Oggi una parte consistente della sinistra accusa il centrodestra di aver trasformato la Rai in \u201cTeleMeloni\u201d, denunciando un uso piegato agli interessi della maggioranza di governo, ma raramente ricorda che proprio quella legge, approvata dieci anni fa con il sostegno determinante del centrosinistra, ha fornito agli esecutivi strumenti molto pi\u00f9 incisivi per orientare la governance e, indirettamente, l\u2019indirizzo editoriale del servizio pubblico.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>La riforma Renzi venne presentata come un passaggio storico<\/strong> per modernizzare l\u2019azienda, renderla pi\u00f9 efficiente, manageriale e finalmente autonoma dai partiti, superando la tradizione della lottizzazione parlamentare. Nelle intenzioni dichiarate, la Rai avrebbe dovuto diventare una media company competitiva, meno ingessata e sottratta ai condizionamenti politici. Tuttavia, col senno di poi, \u00e8 evidente che quell\u2019obiettivo non \u00e8 stato raggiunto e che la nuova architettura istituzionale ha finito per accentuare la dipendenza dell\u2019azienda dall\u2019esecutivo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>La legge del 2015<\/strong> ha ridisegnato la governance riducendo il Consiglio di amministrazione a sette membri e attribuendo al governo un ruolo centrale nella nomina dell\u2019amministratore delegato, figura alla quale sono stati conferiti poteri molto ampi in termini di gestione, organizzazione e indirizzo strategico. Questo spostamento dell\u2019asse decisionale dal Parlamento al governo ha reso la Rai pi\u00f9 esposta alle maggioranze di turno, comprimendo gli spazi di mediazione e rafforzando il controllo dell\u2019esecutivo su un\u2019azienda che dovrebbe essere, per definizione, al servizio dei cittadini.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 dunque sorprendente<\/strong> che, nel corso degli anni, tutti i governi che si sono succeduti abbiano utilizzato la Tv pubblica come strumento di legittimazione e comunicazione politica: lo hanno fatto i governi a guida Renzi, lo hanno fatto quelli guidati da Giuseppe Conte e lo ha fatto anche il governo Draghi. Non perch\u00e9 esistesse una forzatura o un abuso eccezionale, ma perch\u00e9 la legge lo consentiva, anzi lo rendeva strutturalmente possibile. In questo senso, l\u2019attuale polemica sulla presunta egemonia del centrodestra sulla Rai appare quantomeno incompleta se non ipocrita, perch\u00e9 ignora la responsabilit\u00e0 originaria di chi ha costruito un modello di governance che concentra il potere nelle mani dell\u2019esecutivo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Oggi il Parlamento discute nuovamente di riforma della Rai <\/strong>e le proposte arrivano da tutti gli schieramenti, ma il cuore del problema continua a essere eluso: non si tratta di stabilire quale partito o quale coalizione debba controllare la Rai, bens\u00ec di individuare la modalit\u00e0 pi\u00f9 efficace per sottrarla a qualunque forma di controllo politico, come peraltro richiesto anche dall\u2019articolo 5 dell\u2019European Media Freedom Act (EMFA), regolamento europeo che impone agli Stati membri di garantire l\u2019indipendenza dei media pubblici attraverso procedure di nomina trasparenti e criteri basati sulla competenza e sull\u2019autonomia editoriale. Eppure, gran parte delle iniziative legislative continua a ragionare in termini di equilibrio tra maggioranza e opposizione, perpetuando una logica spartitoria che comprime il pluralismo interno e condiziona la distribuzione delle risorse editoriali secondo convenienze politiche pi\u00f9 che secondo le reali esigenze informative del Paese.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Finch\u00e9 la composizione degli organi di vertice rifletter\u00e0 accordi tra partiti<\/strong>, la Rai rester\u00e0 un terreno di conquista e non un autentico servizio pubblico. Se davvero si vuole voltare pagina, occorre un cambio di paradigma radicale, che rompa il legame tra politica e nomine. Un modello coerente con l\u2019EMFA potrebbe prevedere un sistema di selezione totalmente sganciato dai partiti, fondato su requisiti oggettivi, verificabili e pubblici, come l\u2019istituzione di un elenco nazionale di figure qualificate del mondo della cultura, dell\u2019informazione e del management, dal quale estrarre i vertici della Rai attraverso procedure trasparenti, persino mediante sorteggio pubblico. Un meccanismo di questo tipo ridurrebbe drasticamente le interferenze politiche e sposterebbe l\u2019attenzione dal criterio dell\u2019appartenenza a quello del merito. L\u2019esperienza della BBC, pur con i suoi limiti, dimostra che \u00e8 possibile costruire un servizio pubblico in cui l\u2019influenza diretta dell\u2019esecutivo sia contenuta da regole di governance pensate per tutelare l\u2019autonomia editoriale. In Italia, invece, il nodo resta culturale prima ancora che normativo: la difficolt\u00e0 ad accettare che la Rai non appartenga ai partiti ma ai cittadini.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>A dieci anni dalla legge Renzi<\/strong>, il vero bilancio da fare \u00e8 questo: la riforma non ha liberato la Rai dalla politica, ne ha semplicemente spostato il baricentro, rafforzando il governo a scapito del Parlamento e aprendo la strada a quelle accuse di propaganda che oggi animano il dibattito pubblico. Riconoscere questo dato \u00e8 il primo passo per una riforma autentica, capace di restituire alla Rai credibilit\u00e0, autorevolezza e indipendenza, trasformandola finalmente in un presidio democratico e non nel megafono di chi, di volta in volta, occupa Palazzo Chigi.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; A dieci anni dall\u2019approvazione della legge n. 220 del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":282791,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1444],"tags":[203,204,1537,90,89,253],"class_list":{"0":"post-282790","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tv","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-tv"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115807074537860237","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282790","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282790"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282790\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/282791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}