{"id":282817,"date":"2025-12-30T06:52:09","date_gmt":"2025-12-30T06:52:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282817\/"},"modified":"2025-12-30T06:52:09","modified_gmt":"2025-12-30T06:52:09","slug":"brigitte-bardot-il-film-di-zalone-e-legemonia-dellopinione-perentoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282817\/","title":{"rendered":"Brigitte Bardot, il film di Zalone, e l\u2019egemonia dell\u2019opinione perentoria"},"content":{"rendered":"<p>\u00abVeniamo da decenni in cui la spiritualit\u00e0 \u00e8 stata derisa in nome dell\u2019egemonia marxista\u00bb, dice Gennaro Nunziante \u2013 se non avete memoria per i nomi: il regista di <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/12\/articolo-su-checco-zalone-lunico-vero-filosofo-italiano-vivente-ma-anche-su-molto-altro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">\u201cBuen Camino\u201d<\/a> \u2013 in un\u2019intervista, e io sono qui a rassicurarlo: non c\u2019\u00e8 nessuna egemonia marxista (non c\u2019\u00e8 neanche nessuna spiritualit\u00e0, ma a questo ci arriviamo dopo).<\/p>\n<p>Non so se sia mai esistita un\u2019egemonia culturale di sinistra \u2013 forse s\u00ec, e per fortuna: se a Bologna non ci fosse stata l\u2019egemonia culturale di sinistra, io ora sarei smarrita come certe coetanee la cui adolescenza non \u00e8 stata plasmata da Francesco Guccini e Nanni Moretti \u2013 ma di certo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Per saperlo, basta aprire i giornali o i social, e vedere come trattano gli incassi di \u201cBuen Camino\u201d e la morte di Brigitte Bardot. A entrambi gli accadimenti che debordano dalle pagine degli spettacoli e si fanno riflessione (inadeguata) sul mondo, sovrintende un unico grido, un unico allarme, un unico dramma: eh, ma \u00e8 di destra.<\/p>\n<p>\u00c8 tutto un coprirsi di ridicolo. Quelli che ti spiegano che Checco Zalone, col suo scoprire la spiritualit\u00e0 (spoiler: non scopre la spiritualit\u00e0, cerca solo di compiacere la figlia adolescente, come tutti i genitori della mia generazione, compresi quelli che fanno i giornali), fa andare al cinema quella met\u00e0 di Italia per cui di solito non si fanno i film. Come se ce ne fosse un\u2019altra met\u00e0, come se ci fossero tre milioni e spicci di altri italiani che normalmente vanno al cinema a vedere altri film in un altro weekend.<\/p>\n<p>Quelli che ti spiegano che per forza la gente lo va a vedere, c\u2019\u00e8 il monopolio, ci sono i contratti con gli esercenti con l\u2019obbligo di tenerlo su tre settimane. Come se i proprietari delle sale cinematografiche abitualmente deserte non vedessero invece l\u2019ora di smontare il film che finalmente li fa incassare come <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2023\/03\/cinema-oscar-hollywood\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">quando esisteva il cinema<\/a>. Come se la gente arrivasse dicendo vi prego, fatemi vedere un film d\u2019autore, e poi, oppressa dal monopolio ma determinata a trascorrere comunque due ore al cinema, si rassegnasse a vedere Zalone.<\/p>\n<p>Ve lo dico con un disegnino, <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/business\/media\/theres-no-happy-ending-for-movie-theaters-no-matter-who-wins-warner-e1d99e45\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">lo pubblicava domenica il Wall Street Journal<\/a> in un articolo intitolato all\u2019impossibile lieto fine per quell\u2019attivit\u00e0 di modernariato che \u00e8 il cinema in sala. Il disegnino era uno schema degli incassi totali in sala ogni anno negli Stati Uniti d\u2019America, cio\u00e8 un posto dove andare al cinema \u00e8 s\u00ec un\u2019attivit\u00e0 non pi\u00f9 in auge, ma non \u00e8 certo un\u2019attivit\u00e0 dismessa come da noi (siamo pur sempre l\u2019unico paese al mondo che \u00e8 riuscito a non andare a vedere neanche <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2022\/06\/tom-cruise-top-gun-maverick-nostalgia-film\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">il seguito di \u201cTop Gun\u201d<\/a>, cio\u00e8 il filmone popolare del momento in cui finalmente si tornava al cinema dopo la pandemia: noi al cinema ci andiamo solo se c\u2019\u00e8 da autoscattarci come ai concerti, quindi solo per <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2023\/07\/reese-witherspoon-e-le-femministe-di-instagram-che-fanno-di-barbie-una-metafora-del-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">\u201cBarbie\u201d<\/a>, solo <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2023\/11\/cortellesi-film-sposa-voto-donne-emancipazione-femminile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">per la Cortellesi,<\/a> solo per Zalone; solo per quel gergo da p.r. milanesi: evento, esperienza, doccia emozionale).<\/p>\n<p>Dice lo schemino che nel 2018 il cinema in sala aveva mosso poco meno di 12 miliardi di dollari nelle sale americane. Il 2025, poco pi\u00f9 di otto. La sala va a morire. E, se va a morire l\u00ec, figuriamoci qui.<\/p>\n<p>Mentre i critici (e Nunziante: nessuno \u00e8 pi\u00f9 negato degli autori a capire le opere) si baloccano con l\u2019idea che esistano la destra e la sinistra, e che Checco Zalone, con il suo \u2013 ohib\u00f2 \u2013 pellegrinaggio, s\u2019inserisca nel primo filone culturale, e mentre altri critici pensano che quei tre milioni di italiani che a digestione non ancora completata lo vanno a vedere nei giorni natalizi ci vadano perch\u00e9 glielo impone il monopolio, sapete cos\u2019\u00e8 successo?<\/p>\n<p>Chi c\u2019era nel Novecento sa com\u2019\u00e8 fatto un fenomeno popolare. \u00c8 quella cosa per cui tu andavi ospite al \u201cMaurizio Costanzo Show\u201d e il giorno dopo tutti \u2013 il barista, il panettiere, il parcheggiatore, la collega, la babysitter dei tuoi figli, l\u2019igienista dentale \u2013 ti guardavano con sguardo nuovo dicendoti che ti avevano visto. Era quando i mass media erano, appunto, di massa.<\/p>\n<p>Era quando \u201cLa piovra\u201d faceva diciassette milioni di spettatori. Costanzo no, Costanzo andava in seconda serata, e faceva pi\u00f9 o meno i numeri che \u201cBuen Camino\u201d fa in un weekend: i numeri che definiscono un fenomeno come di massa, i numeri superati i quali puoi dire che t\u2019hanno visto tutti, che ne parlano tutti. La cultura popolare \u00e8 finita <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/12\/sandokan-mozart-amadues-sky-grandi-classici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">quando abbiamo iniziato a definire successi<\/a> prime serate da un milione di spettatori.<\/p>\n<p>Adesso i numeri non vogliono pi\u00f9 dire niente perch\u00e9 abbiamo disimparato quella cosa che insegnava la sondaggista in \u201cThe West Wing\u201d: i numeri mentono. Pensiamo si possano leggere senza contesto: Khaby Lame ha settantotto milioni di follower, facciamogli fare qualcosa, \u00e8 un successo garantito. Poi gli fai fare un libro e vende tremila copie, perch\u00e9 settantotto milioni non significa niente se non specifichi la valuta. Settantotto milioni di persone che pigiano \u201csegui\u201d su uno di cui hanno sentito parlare, capirai. In confronto il gesto di accendere il televisore e mettere su Canale 5 era impegnativo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un ragionamento di destra o di sinistra, quello che ti fa sbagliare l\u2019analisi dei numeri: \u00e8 un ragionamento fesso. Non siamo diventati pi\u00f9 di destra (magari, quella \u00e8 una roba che si risolve): siamo diventati pi\u00f9 scemi.<\/p>\n<p>Muore Brigitte Bardot, e <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2024\/08\/alain-delon-morto-88-anni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">la replica della morte di Alain Delon<\/a> \u00e8 servita: eh, ma era di destra. Eh, ma era razzista. Eh, ma era omofoba (mai incontrato un busone che non fosse pazzo di Brigitte Bardot: cosa ti sei scelto una sessualit\u00e0 dotata di senso estetico a fare, altrimenti). Quand\u2019\u00e8 che siamo diventati cos\u00ec scemi da pensare che sia importante condividere ci\u00f2 che pensano gli attori, gente che veniva sepolta in terra sconsacrata, gente pagata per fare le facce? Avete creduto a Keats e a quella puttanata che la bellezza \u00e8 verit\u00e0? \u00c8 colpa delle facolt\u00e0 umanistiche?<\/p>\n<p>Ascolto ossessivamente da giorni \u201cHistory repeating\u201d: Shirley Bassey andava bene per Zalone e va benissimo per la Bardot. \u00abSecondo voi il primo articolo \u201cinsuccesso del nuovo Zalone, non arriver\u00e0 a sessanta milioni d\u2019incasso\u201d per che data possiamo aspettarcelo?\u00bb scrivevo su Facebook il 26 dicembre 2019: \u201cTolo tolo\u201d sarebbe uscito cinque giorni dopo.<\/p>\n<p>Sei natali pi\u00f9 tardi, Aldo Cazzullo ha chiesto a Luca Medici, inventore e interprete di Checco Zalone, di commentare la separazione professionale da Pietro Valsecchi, produttore dei suoi film precedenti e leggendario collezionista d\u2019arte. Medici ha risposto: \u00ab\u201cQuo vado?\u201d ha incassato 65 milioni. \u201cTolo Tolo\u201d soltanto 48. C\u2019\u00e8 un Burri in meno nel salone di Valsecchi. Uno spazio vuoto nella parete. Che dolore\u00bb. Ho pensato: queste polemiche sempre identiche non sono questione di destra o sinistra, sono questione di soldi.<\/p>\n<p>Poi ho visto lo stralcio dell\u2019intervista riportato da un influencer che forniva al suo pubblico gli elementi necessari per capire una battuta che altrimenti sarebbe stata troppo sofisticata: Alberto Burri era un tizio che faceva quadri. Ho pensato: questo abbassamento del livello non \u00e8 questione di destra o sinistra, \u00e8 questione che nessuno sa pi\u00f9 un cazzo, e quelle quattro nozioni collettive che sono rimaste avanzano dal Novecento, e per far capire a tutti proprio a tutti quant\u2019\u00e8 ignorante Checco Zalone devi farne uno che non sa chi sia Ernest Hemingway, perch\u00e9 se non sapesse chi \u00e8 Jonathan Franzen sarebbe tale e quale al grande pubblico.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 morta la Bardot. E ho visto zelanti trentenni spiegarci che \u00e8 molto pi\u00f9 rappresentativa del cinema francese Juliette Binoche (ma dove siamo, in un film di Zalone?), che della Bardot nessuno aveva mai visto un film (ma dove siamo, nella scena in cui Zalone non sa chi sia Hemingway?), che non si celebra la vita di una fascista. Come se, nella celebrabilit\u00e0 della morte di chicchessia nel 2025, non contasse innanzitutto la fotogenia. Come se ci fosse stata, nella storia del mondo, qualcuna pi\u00f9 fotogenica di Brigitte Bardot (forse giusto la Monroe, che ha oltretutto avuto la saggezza di morire prima dell\u2019opinionismo di massa).<\/p>\n<p>Ho pensato tantissimo alla morte di Delon perch\u00e9 erano amici, lui e la Bardot, loro belli e destrorsi, loro belli abbastanza da fottersene dell\u2019essere moralmente giusti; e anche per quella mia amica che, in morte di Alain Delon, mi aveva scritto che era l\u2019ultimo stronzo con stile. Che \u00e8 una buona definizione anche per BB, evidente modello estetico su cui si sono formate tutte le stronze con stile degli ultimi decenni, da Kate Moss in gi\u00f9. Comprereste un\u2019ideologia usata, o almeno una sessione di styling, da una stronza con stile?<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 l\u2019egemonia marxista e di sicuro non c\u2019\u00e8 quella della spiritualit\u00e0. In compenso c\u2019\u00e8 l\u2019egemonia dell\u2019opinione perentoria. C\u2019\u00e8 l\u2019egemonia del credere nelle stronzate ideologiche d\u2019ogni genere, purch\u00e9 dette in tono prescrittivo. C\u2019\u00e8 l\u2019egemonia del voler scrivere \u00abio\u00bb non avendo l\u2019allenamento necessario (Milena Gabanelli, dico a te: ma quel raccontino sulla visita giovanile alla Bardot con un uso dei tempi verbali da ripetere le scuole medie, era proprio necessario?).<\/p>\n<p>Nell\u2019estate del 2000 Harold Bloom, il pi\u00f9 importante critico letterario del Novecento, pubblic\u00f2 sul Wall Street Journal un articolo intitolato \u201cPossono 35 milioni di compratori di libri sbagliarsi? S\u00ec\u201d. Paragonandosi ad Amleto, prendeva le armi contro quel mare di guai rappresentato da chi amava \u201cHarry Potter\u201d. State diventando tutti scemi, diceva Bloom rivolgendosi al New York Times e agli altri lesti a lodare il successo di un libro con, riferiva, sette frasi fatte in una sola pagina. Dubitava che fosse meglio, per i bambini, leggere libri sciatti che non leggere proprio.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 andata come sappiamo, che \u201cHarry Potter\u201d sembra la \u201cRecherche\u201d in confronto alla pornografia che ora chiamano romantasy e che fa s\u00ec che le ragazzine leggano invece di guardare YouPorn, e i genitori possano vantarsi d\u2019aver cresciuto lettrici forti. \u00c8 andata che <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/12\/repubblica-vendita-giornale-elkann-gedi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">la critica non la sa pi\u00f9 fare nessuno<\/a>, e siamo rimasti qui, a Bloom defunto, con l\u2019egemonia di quelli la cui unica obiezione di fronte a un successo sgradito \u00e8: eh, ma \u00e8 di destra.<\/p>\n<p>L\u2019egemonia di non capire il mondo specie allorch\u00e9 pagati per farlo, e quindi di stupirsi ogni volta che la gente ritrova un pezzettino di Novecento nel fare ci\u00f2 che un tempo era normale: aver visto tutti lo stesso film e poterne parlare a cena, \u00abma quanto fa ridere la battuta sull\u201911 settembre?\u00bb; conoscere tutti lo stesso sex symbol e poter conversare di preferenze, fosse anche solo \u00abmeglio le bionde o le more?\u00bb: sembra comunque di stare nel Gruppo 63, rispetto alla conversazione media di questo secolo ritardato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abVeniamo da decenni in cui la spiritualit\u00e0 \u00e8 stata derisa in nome dell\u2019egemonia marxista\u00bb, dice Gennaro Nunziante \u2013&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":282818,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[174],"tags":[12059,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-282817","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-intrattenimento","8":"tag-checco-zalone","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115807200433192698","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282817","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282817"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282817\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/282818"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}