{"id":282892,"date":"2025-12-30T08:10:14","date_gmt":"2025-12-30T08:10:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282892\/"},"modified":"2025-12-30T08:10:14","modified_gmt":"2025-12-30T08:10:14","slug":"park-chan-wook-non-ha-altra-scelta-che-fare-cinema-cosi-e-meno-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/282892\/","title":{"rendered":"Park Chan-wook non ha altra scelta che fare cinema cos\u00ec. E meno male"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSono un regista che tende a tenere ben separate vita privata e lavoro, quindi di solito non rifletto molto me stesso nei miei film\u00bb. E infatti, a vederlo, Park Chan-wook \u00e8 un signore discreto e mite: giacca casual grigio scuro, occhiali da vista, un sorriso gentile, una stretta di mano presente ma misurata. La verit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 che, nella sala di un hotel del Lido di Venezia, mi si siede accanto il pioniere che ha fatto della Korean Wave cinematografica un linguaggio globale, capace di parlare al mondo senza smussare la propria radicalit\u00e0. Il maestro che ha dimostrato come il cinema pop possa essere colto e quello d\u2019autore profondamente disturbante. L\u2019architetto della crudelt\u00e0 morale su grande schermo, che ha trasformato la violenza in un atto di precisione etica. In una parola: Dio (del cinema).<\/p>\n<p>Dopo aver reinventato la vendetta come mito contemporaneo \u2014 da Mr. Vendetta a Oldboy, fino a Lady Vendetta \u2014 Park Chan-wook \u00e8 diventato il cantore dell\u2019impotenza moderna: uomini schiacciati dal lavoro, dall\u2019amore, dal sistema, dalla Storia. No Other Choice \u2013 Non c\u2019\u00e8 altra scelta (in sala con Lucky Red dal 1\u00b0 gennaio, <a href=\"http:\/\/No Other Choice \u2013 Non c&#039;\u00e8 altra scelta\" rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\">qui<\/a> la recensione dalla Mostra) arriva alla fine di questo percorso come una resa dei conti crudele e silenziosa, un film che sembra parlare di un uomo ma in realt\u00e0 parla di tutti, perch\u00e9 ci ricorda quanto possa essere spietato il mondo quando smette di aver bisogno di noi.<\/p>\n<p>Man-su (Lee Byung-hun, ci torniamo) \u00e8 un marito e padre realizzato, ma soprattutto \u00e8 uno specialista nella produzione della carta che crede di \u201cavere tutto\u201d. Fino al giorno in cui viene licenziato e decide di farsi spazio nel mercato del lavoro da solo. Come? Eliminando fisicamente gli altri candidati. \u00c8 una premessa che potrebbe sembrare grottesca, se Park Chan-wook non fosse (di nuovo) Dio: elegante, feroce e profondamente umano nella stessa, magnifica inquadratura.<\/p>\n<p>Tratto dal romanzo The Ax di Donald Westlake (gi\u00e0 adattato da Costa-Gavras nel Cacciatore di teste), No Other Choice parla di lavoro, s\u00ec, ma soprattutto di identit\u00e0, di cosa resta di un uomo quando il ruolo sociale che lo definiva viene cancellato. Non \u00e8 un caso che Park torni pi\u00f9 volte su un punto: \u00abCredo che chiunque lavori nell\u2019industria, o chiunque sia un artista, possa riconoscersi in questo personaggio. Io stesso mi sono identificato completamente con lui, ed \u00e8 per questo che ho voluto raccontare questa storia\u00bb, risponde in coreano, poi sorride, lascia la parola all\u2019interprete e abbassa lo sguardo sulle mani appoggiate sul tavolo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1015189\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/NOC_STI-ADD-Venice_1-1148x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" class=\"size-large wp-image-1015189\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1015189\" class=\"wp-caption-text\">Foto: Lucky Red<\/p>\n<p>Il progetto accompagna Park da oltre vent\u2019anni, ma non come un\u2019ossessione. Piuttosto come qualcosa tornava nei momenti di pausa, quando c\u2019era spazio per guardarla con occhi nuovi. \u00abCi ha messo tanto tempo perch\u00e9 nel frattempo ho realizzato altro: non \u00e8 stata un\u2019idea a cui sono rimasto aggrappato per tutto quel tempo in modo consecutivo\u00bb, precisa. \u00abChiamarlo \u201cil lungometraggio della vita\u201d sarebbe esagerato. Per\u00f2 \u00e8 vero che non l\u2019ho mai abbandonato e che, tra un film e l\u2019altro, nei momenti liberi ci tornavo sempre. In questo senso \u00e8 una storia molto speciale per me\u00bb.<\/p>\n<p>Per capire davvero No Other Choice bisogna per\u00f2 tornare indietro. Tornare a quel Park Chan-wook che, all\u2019inizio degli anni Duemila, ha contribuito a ridefinire l\u2019immaginario del cinema sudcoreano nel mondo. Con la cosiddetta \u201ctrilogia della vendetta\u201d, etichetta che lui stesso ha sempre guardato con sospetto, Park ha trasformato la vendetta stessa in un dispositivo tragico, non catartico. E forse oggi il pubblico internazionale si aspetta un certo \u201cstile\u201d da lui? \u00abNon \u00e8 qualcosa a cui penso molto. Film come Mr. Vendetta, I\u2019m a Cyborg, But That\u2019s OK o anche Decision to Leave sono piuttosto lontani da ci\u00f2 che ci si aspetta di solito da me. Mi piace usare stili diversi, purch\u00e9 siano quelli giusti per la storia che voglio raccontare\u00bb. No Other Choice \u00e8 il punto di arrivo di questo percorso: non pi\u00f9 l\u2019atto estremo come risposta a un torto, ma come tentativo disperato di restare visibili.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1015185\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/NOC_STI_PRE_01-1148x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" class=\"size-large wp-image-1015185\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1015185\" class=\"wp-caption-text\">Foto: Lucky Red<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che il film sia attraversato da un\u2019ironia nerissima. Man-su non uccide per rabbia o passione, ma per razionalit\u00e0. \u00c8 un uomo che pianifica, calcola. In questo senso, No Other Choice \u00e8 anche un film profondamente contemporaneo, un racconto sul tardo capitalismo che ha interiorizzato il linguaggio dell\u2019efficienza fino a renderlo indistinguibile dalla violenza. Il discorso si allarga inevitabilmente allo stato dell\u2019industria. Nel film ci sono stoccate evidenti al mondo delle piattaforme (per risparmiare il protagonista deve tagliare diverse cose, la peggiore: disdire l\u2019abbonamento a Netflix!) ma Park rifiuta qualsiasi lettura ideologica. \u00abHo lavorato a un film con Netflix come sceneggiatore e produttore (di Uprising \u2013 Guerra e rivolta, nda), quindi non ho alcuna intenzione di dire che le piattaforme stiano rovinando il cinema\u00bb, chiarisce. Anzi, riconosce apertamente \u00abmolti progetti che erano stati accantonati o che non sarebbero mai stati realizzati sono stati \u201csalvati\u201d proprio grazie a loro\u00bb.<br \/>Poi ci sono film che con gli studios tradizionali sarebbero stati prodotti \u00abcon un budget di un milione di dollari, mentre passando dagli streamer diventano film da due milioni di dollari, e questo li rende, di fatto, migliori. Un altro aspetto importante \u00e8 che le piattaforme hanno aperto le porte a molti filmmaker, permettendo di raccontare storie pi\u00f9 lunghe, anche in forma seriale. Hanno ampliato le scelte creative\u00bb. Il problema, per lui, \u00e8 un altro, perch\u00e9 emerge un paradosso: \u00abOra hai un budget sufficiente, ti viene concessa la libert\u00e0 creativa e puoi realizzare la storia che vuoi\u00bb, osserva. \u00abPuoi fare il film, ma poi non puoi vederlo in sala\u00bb. E allora la domanda diventa inevitabile: \u00abTutta questa libert\u00e0 e tutti questi soldi\u2026 per cosa?\u00bb. \u00c8 una riflessione che No Other Choice traduce in immagini, \u00abuna situazione paragonabile alle azioni di Man-su: tutto viene fatto per proteggere la famiglia, ma alla fine risulta vano\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1015184\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/NOC_STI-BTS-02-1148x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" class=\"size-large wp-image-1015184\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1015184\" class=\"wp-caption-text\">Park Chan-wook e Lee Byung-hun sul set di \u2018No Other Choice\u2019. Foto: Lucky Red<\/p>\n<p>E Lee Byung-hun spinge sul lato pi\u00f9 goffo del protagonista, dipingendolo come un pragmatico vendicativo degno di empatia e decisamente carente in quanto a competenza omicida. Le sue doti da slapstick sono una rivelazione. Attore feticcio del cinema coreano, volto globale anche grazie a Squid Game (dove interpreta l\u2019antagonista principale, aka Front Man), Lee \u00e8 legato a Park da un\u2019amicizia che risale a Joint Security Area (2000). Il regista racconta che anni fa, intorno al 2010, Lee gli chiese se ci fosse una parte per lui in un progetto che allora si chiamava The Ax. \u00abGli dissi: \u201cNo, non sei un uomo bianco. E sei troppo giovane. Quindi non sognartelo nemmeno\u201d\u00bb. Oggi, dice Park, \u00ab\u00e8 passato del tempo, il film \u00e8 diventato coreano e Lee ha qualche ruga in pi\u00f9, il volto di un uomo che corrisponde davvero alla sua et\u00e0\u00bb. Il fatto che dopo la serie-fenomeno Netflix Byung-hun sia una star conosciuta in tutto il mondo aiuta, ma non ha certo influito sulla scelta. Quando chiedo a Park se lo ha voluto anche come simbolo di quel cinema coreano che lui stesso ha contribuito a far conoscere e se si sente l\u2019iniziatore di quell\u2019ondata, sorride e resta su Lee: \u00ab \u00abAnche senza il successo internazionale \u00e8 sempre stato un attore di altissimo livello, credo che il suo talento parli da solo\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco restiamo sul cinema corean-globale. Un\u2019invasione domestica, una pistola e una moglie furibonda danno vita a una sequenza favolosa, che andrebbe studiata nelle scuole di cinema per come riesce insieme ad aumentare la tensione e a trasformarla in caos coreografato e comico. E la musica, Red Dragonfly di Cho Yong-pil, \u00e8 sparata a tutto volume, \u00e0 la Parasite. \u00abQuando ho visto il film all\u2019epoca avevo completamente dimenticato quella scena. \u00c8 stato solo dopo aver finito le riprese, durante il montaggio, che qualcuno me l\u2019ha fatto notare. E ho pensato: \u201c\u00c8 curioso, perch\u00e9 io l\u2019avevo gi\u00e0 scritta nel 2009 o 2010\u201d. Questo non significa assolutamente che stia accusando Bong Joon-ho di aver letto le mie sceneggiature! Ma \u00e8 divertente notare come condividiamo un gusto simile per certe idee. Ed \u00e8 ancora pi\u00f9 interessante se pensi che anche in Parasite quella sequenza avviene mentre sta suonando un disco in vinile\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1015183\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/NOC_STI-ADD-Venice_3-1148x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" class=\"size-large wp-image-1015183\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1015183\" class=\"wp-caption-text\">Foto: Lucky Red<\/p>\n<p>Tutto quello che fa il protagonista per\u00f2, alla fine, si rivela solo una vittoria temporanea. No Other Choice si chiude con il pi\u00f9 amaro dei trionfi: l\u2019ultimo uomo rimasto in piedi ha vinto la battaglia ma perso la guerra: \u00abMan-su finisce per puntare la pistola contro colleghi e amici, persone nella sua stessa condizione. E il lavoro che ottiene dopo tutto questo, quanto durer\u00e0? Lo spettatore non pu\u00f2 che guardare la situazione con pessimismo. Il suo ruolo esiste perch\u00e9 serve ancora un essere umano a supervisionare l\u2019automazione, ma finito il periodo di prova sar\u00e0 davvero ancora necessario?\u00bb. Un dettaglio apparentemente innocuo segnala un altro problema gi\u00e0 in agguato all\u2019orizzonte: \u00abNell\u2019ultima sequenza, quando le luci della fabbrica si spengono da sole, il sistema \u00e8 un impianto governato dall\u2019AI. L\u2019ho girata pensando che l\u2019intelligenza artificiale stesse dicendo a Man-su: \u201cNon servi pi\u00f9, vattene\u201d. Non \u00e8 una spinta fisica fuori dallo spazio, ma \u00e8 come se venisse letteralmente espulso dall\u2019oscurit\u00e0 stessa\u00bb.<\/p>\n<p>E allora l\u2019analogico, e cio\u00e8 dischi, carta (nel senso di giornali) e cinema sono destinati a scomparire o possono ancora essere salvati? Park non nasconde la sua preoccupazione per il futuro delle sale, soprattutto in Corea, dove \u00abil mercato fatica a tornare ai livelli pre-pandemia\u00bb. E aggiunge: \u00abA questo punto dobbiamo chiederci quale sar\u00e0 il destino dei film pensati per il grande schermo. Il panorama \u00e8 piuttosto cupo\u00bb, ammette. Eppure rifiuta l\u2019idea della resa: \u00abMa cosa facciamo, allora? Ci arrendiamo? Ci spostiamo tutti sulle piattaforme o realizziamo solo grandi film di supereroi pensati per performare al box office? Alcuni lo faranno. Altri, come me, non possono. Forse \u00e8 una visione pi\u00f9 conservatrice, o una questione di gusti e valori personali, ma io non ho altra scelta che continuare a lavorare come ho sempre fatto\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1015187\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/NOC_STI-MKT-09-1148x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" class=\"size-large wp-image-1015187\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1015187\" class=\"wp-caption-text\">Foto: Lucky Red<\/p>\n<ul id=\"nl_box\">\n<li class=\"l-river__item\">\n<p>Iscriviti<br \/>alla newsletter<\/p>\n<p class=\"c-newsletter-banner__paragraph\">Entra nel mondo della musica, della cultura e dell&#8217;intrattenimento<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSono un regista che tende a tenere ben separate vita privata e lavoro, quindi di solito non rifletto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":282893,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521,47493],"class_list":{"0":"post-282892","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies","15":"tag-no-other-choice"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115807507361247224","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282892","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282892"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282892\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/282893"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}