{"id":283016,"date":"2025-12-30T09:54:11","date_gmt":"2025-12-30T09:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283016\/"},"modified":"2025-12-30T09:54:11","modified_gmt":"2025-12-30T09:54:11","slug":"alla-periferia-della-periferia-celeste-arte-tra-le-lavatrici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283016\/","title":{"rendered":"Alla periferia della periferia: Celeste, arte tra le lavatrici"},"content":{"rendered":"<p>Uno spazio espositivo \u00e8 un luogo che ospita opere e offre a chi entra non solo una visione, ma un\u2019esperienza: un percorso attraverso il lavoro e l\u2019immaginario di uno o pi\u00f9 artisti. Nel tempo questi spazi si sono trasformati fino a diventare oggi anche luoghi virtuali sui social media con lo scopo di ampliare il proprio pubblico. Durante la pandemia il processo di trasformazione si \u00e8 accelerato con la chiusura temporanea di questi innumerevoli ambienti considerati \u201cnon necessari\u201d. Ma la necessit\u00e0 di incontrarsi, vedersi e parlare con amici, parenti o anche sconosciuti non ha impedito alle persone di fare file interminabili al supermercato, alle poste o in tutti quei luoghi rimasti aperti, per poter interagire con l\u2019altro.<\/p>\n<p>Alle spalle del Gran Sasso, tra il massiccio pi\u00f9 alto degli Appennini e il mare Adriatico, alla periferia di Teramo, si trova \u201cLava pi\u00f9\u201d una lavanderia self service che lava e asciuga. Proprio uno di quei posti rimasti aperti durante la pandemia che, per la semplice presenza di una macchinetta per le merendine e il caff\u00e8, \u00e8 diventato luogo di incontro tra le persone del quartiere Gammarana.<\/p>\n<p>Un luogo che, per Alessandro Di Massimo, Claudia Petraroli e Andrea Marinucci, tre artisti teramani, \u00e8 stata un\u2019occasione per immaginare\u00a0un nuovo tipo di spazio espositivo chiamato Celeste.<\/p>\n<p>\u201cCeleste \u00e8 un\u2019essenza, non ha genere, non ha un\u2019identit\u00e0 definita\u201d ci racconta Claudia, \u201c\u00e8 come il cielo\u201d. E sotto il cielo della Gammarana i tre artisti, oggi anche insegnanti rispettivamente a Teramo, Milano e Parma, si sono improvvisati curatori di queste mostre molto speciali, in un primo momento visibili dalla vetrina sulla strada, ma poi insinuatesi tra le lavatrici e le asciugatrici della lavanderia. Ogni artista viene scelto a seconda della potenzialit\u00e0 del lavoro nell\u2019inserirsi all\u2019interno di questo spazio cos\u00ec particolare comunicando sia con le persone venute consapevolmente per la mostra sia con gli inconsapevoli, ritrovatisi l\u00ec per lavare e asciugare i propri panni.<\/p>\n<p>L\u2019essere artisti di Alessandro, Claudia e Andrea si riflette anche nel loro modo di curare ogni esposizione: lasciandosi trasportare da quello che non possono controllare, da come un\u2019opera esposta nella lavanderia possa\u00a0prendere connotazioni diverse grazie alle persone che abitano quotidianamente quel luogo. Quel lavoro esiste e continua a vivere e camminare sotto un\u2019altra forma senza essere sigillato nella sua definizione come spesso pu\u00f2 accadere visitando ancora molte mostre oggi. I tre curatori ci rivelano come questo aspetto di imprevedibilit\u00e0 rappresenti anche in una sfida per gli stessi coinvolti.<\/p>\n<p>Quello che emerge ritrovandosi da Celeste \u00e8 che non \u00e8 necessario trovarsi a Roma, Londra o New York: anche alla periferia della periferia \u00e8 possibile vivere un\u2019esperienza unica fatta di incontri e trasformazioni che coinvolgono tutte e tutti.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Il viaggio di Alt si prende una pausa esplorativa per andare alla ricerca di nuovi stupori. Rimanete sintonizzati, <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/newsletters\/alt\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">iscrivetevi alla newsletter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Uno spazio espositivo \u00e8 un luogo che ospita opere e offre a chi entra non solo una visione,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":283017,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-283016","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115807916034759465","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283016","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=283016"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283016\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/283017"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=283016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=283016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=283016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}