{"id":283494,"date":"2025-12-30T16:16:13","date_gmt":"2025-12-30T16:16:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283494\/"},"modified":"2025-12-30T16:16:13","modified_gmt":"2025-12-30T16:16:13","slug":"cinque-film-di-ugo-tognazzi-da-recuperare-se-non-li-hai-ancora-visti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283494\/","title":{"rendered":"Cinque film di Ugo Tognazzi da recuperare se non li hai ancora visti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cinque modi per conoscere un interprete che ha saputo ridere del potere, dei desideri e delle nostre contraddizioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ugo Tognazzi <\/strong>non ha bisogno di presentazioni: \u00e8 stato uno degli attori pi\u00f9 incisivi del cinema italiano, un artista che <strong>attraverso la risata<\/strong> ha mandato messaggi intensi e di grande impatto con al centro lo scontro tra morale e istinto, tra ordine e anarchia. In questa sorta di campo di battaglia, davvero pochi come Ugo Tognazzi hanno saputo muoversi con tanta libert\u00e0.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 piuttosto riduttivo definirlo \u201cmattatore\u201d visto che Tognazzi \u00e8 stato una lente d\u2019ingrandimento che con naturalezza disarmante, ha fatto emergere le ipocrisie di un Paese in trasformazione. Per questo, pi\u00f9 che celebrarlo, vale la pena tornare a suoi cinque film-chiave. Film diversi per tono e poetica, ma uniti da un denominatore comune: l\u2019idea che il cinema possa ancora disturbare, divertire e far pensare allo stesso tempo.<\/p>\n<p>Cinque film, cinque occasioni per (ri)scoprire un grande attore italiano<\/p>\n<p><strong>La tragedia di un uomo ridicolo: <\/strong>Viene considerato il punto pi\u00f9 alto del Tognazzi drammatico. Diretto da Bernardo Bertolucci, il film affida all\u2019attore un personaggio travolto dal conflitto tra orgoglio personale e crollo di un sistema di valori. Il suo imprenditore provinciale, ruvido e vulnerabile, \u00e8 una figura che assorbe le tensioni dell\u2019Italia post-industriale. Primo Spaggiari, industriale caseario di umili origini, vede la propria vita sconvolta dal rapimento del figlio Giovanni, mentre la sua azienda \u00e8 travolta da una profonda crisi economica. Convinto di dover pagare un ingente riscatto, raccoglie il denaro con l\u2019aiuto della moglie Barbara, donna colta e raffinata, anche quando scopre che il figlio potrebbe essere morto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/ugo-tognazzi-film-291225-artesettima-1-1024x683.jpg\" alt=\" Ugo Tognazzi in una scena iconica\" class=\"wp-image-270237\"  \/>Ugo Tognazzi in una scena iconica, dove la risata diventa uno strumento di verit\u00e0-Fb@Ugo Tognazzi-artesettima<\/p>\n<p><strong>Il vizietto:<\/strong> Molto prima che il tema dell\u2019identit\u00e0 sessuale entrasse nella cultura pop, Tognazzi lo affronta con leggerezza, anche se solo apparente. Renato e Albin sono una coppia omosessuale che da anni gestisce a Saint-Tropez il celebre locale di drag queen La Cage aux Folles, dove Albin \u00e8 la star con il nome di \u201cZaz\u00e0 Napoli\u201d. La loro quotidianit\u00e0 viene sconvolta quando Laurent, figlio di Renato, annuncia il matrimonio con Adrienne, figlia di un politico ultraconservatore. Per ottenere l\u2019approvazione dei futuri suoceri, Laurent ha mentito sull\u2019identit\u00e0 dei suoi genitori, presentando Renato come un rispettabile diplomatico sposato.<\/p>\n<p><strong>La grande abbuffata:<\/strong> Qui Tognazzi incontra la visione radicale di Marco Ferreri, dando vita a uno dei film pi\u00f9 controversi del cinema europeo. Il suo personaggio, cuoco e gourmet, trasforma il piacere in ossessione, il cibo in metafora di un consumismo autodistruttivo. Quattro uomini, insoddisfatti delle proprie vite, si rinchiudono in una villa alla periferia di Parigi con l\u2019idea di togliersi la vita mangiando fino alla morte. Tra abbuffate estreme e incontri surreali, il loro progetto procede fino a quando, uno dopo l\u2019altro, muoiono in modo diverso: chi tentando la fuga, chi per gli eccessi del corpo, chi per l\u2019ingordigia. L\u2019ultimo a morire \u00e8 Philippe, tra le braccia della maestra Andr\u00e9a, mentre la villa resta simbolo grottesco di un\u2019esistenza votata all\u2019eccesso e all\u2019autodistruzione.<\/p>\n<p><strong>Il federale:<\/strong> Uno dei primi grandi colpi satirici sul fascismo realizzati dal cinema italiano del dopoguerra. Nel maggio del 1944 il milite fascista Primo Arcovazzi riceve l\u2019ordine di catturare e riportare a Roma l\u2019antifascista Erminio Bonaf\u00e8, nella speranza di ottenere una promozione. Durante il viaggio i due sono costretti a una fuga avventurosa tra incidenti, bombardamenti e incontri paradossali, che mettono a nudo l\u2019ingenuit\u00e0 e le contraddizioni di Arcovazzi. Arrivati a Roma, ormai liberata dagli Alleati, il fascista rischia il linciaggio ma viene salvato proprio da Bonaf\u00e8, che lo libera e lo lascia andare. Arcovazzi si allontana solo e disilluso, privato delle sue certezze ideologiche, mentre il professore torna libero tra i partigiani.<\/p>\n<p><strong>Amici miei:<\/strong> forse tra i pi\u00f9 famosi di Ugo Tognazzi. Questa pellicola di Mario Monicelli del del 1975 racconta di cinque amici fiorentini di mezza et\u00e0, frustrati da vite insoddisfacenti, che ad un certo punto decidono di evadere dalla routine con \u201czingarate\u201d: scherzi crudeli e goliardici contro ignari malcapitati. Tra supercazzole, beffe sempre pi\u00f9 estreme e momenti di malinconia, il gruppo usa l\u2019ironia come difesa dal tempo che passa e dai fallimenti personali, fino a un epilogo amaro segnato dalla morte improvvisa di uno di loro, che non spegne per\u00f2 lo spirito beffardo dell\u2019amicizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cinque modi per conoscere un interprete che ha saputo ridere del potere, dei desideri e delle nostre contraddizioni.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":283495,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-283494","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115809418242172392","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283494","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=283494"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283494\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/283495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=283494"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=283494"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=283494"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}