{"id":283559,"date":"2025-12-30T17:06:17","date_gmt":"2025-12-30T17:06:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283559\/"},"modified":"2025-12-30T17:06:17","modified_gmt":"2025-12-30T17:06:17","slug":"auto-come-tele-per-artisti-amici-nessuno-e-mai-stato-pagato-da-calder-a-liechtenstein-a-jeff-koons-la-mostra-bmw-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283559\/","title":{"rendered":"Auto come tele per artisti-amici (nessuno \u00e8 mai stato pagato): da Calder a Liechtenstein a Jeff Koons, la mostra Bmw a Milano"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Silvia Nani<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Fino all&#8217;8 gennaio all\u2019ADI Design Museum si possono ammirare otto opere della \u00abBMW Art Car Collection\u00bb, nata 50 anni fa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se entrerete in questi giorni (<b>fino all\u20198\/1\/2026<\/b>) nella sede dell\u2019A<b>DI Design Museum, a Milano <\/b>&#8211; uno dei templi di questa disciplina &#8211; potreste meravigliarvi di vedere allineate in fila indiana nel corridoio di ingresso <b>8 automobili BMW decorate come altrettante opere d\u2019arte.<\/b> Quali infatti sono, perch\u00e9 queste vetture, assieme ad altre 12, sono diventate di fatto delle tele per artisti famosissimi, che nel corso degli ultimi 50 anni le hanno trasformate in oggetti artistici in movimento. Dando origine alla <b>BMW Art Car Collection.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019esposizione all\u2019ADI Design Museum rappresenta l\u2019ultima tappa del festeggiamento di questo mezzo secolo di pezzi unici: custoditi gelosamente nel <b>museo della sede BMW a Monaco<\/b>, nel 2025 hanno viaggiato per l\u2019occasione in pi\u00f9 di 40 luoghi diversi in tutto il mondo. Sempre per\u00f2 in una piccola selezione, scelta di volta in volta dal <b>curatore Thomas Girst<\/b>, nel suo ruolo di responsabile BMW Group Corporate Engagement.\u00a0<br \/>A Milano la mostra \u00e8 la pi\u00f9 ricca di tutte, con ben 8 auto su 20 esposte: motivo ulteriore per non farvi sfuggire l\u2019occasione di poterle ammirare.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Facciamo un passo indietro, perch\u00e9 la BMW Art Car Collection ha una storia avvincente nata dalla duplice passione \u2013 <b>l\u2019arte e la velocit\u00e0 <\/b>\u2013 di <b>Herv\u00e9 Poulain, pilota di auto da corsa e appassionato d\u2019arte<\/b> (allora era banditore d\u2019asta e nel 2002 avrebbe fatto parte della cordata fondatrice della casa d\u2019aste Artcurial, oggi una delle pi\u00f9 importanti al mondo) che aveva un chiodo fisso: gareggiare con un\u2019automobile personalizzata da un artista famoso. <b>Nel 1975 finalmente il suo sogno si realizza<\/b>, ed \u00e8 BMW ad accogliere quell\u2019idea cos\u00ec dirompente che fa leva sulla pura creativit\u00e0 artistica, senza alcun fine di marketing.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Primo autore scelto dallo stesso Poulain, in affinit\u00e0 con il concetto di movimento, fu<b> Alexander Calder,<\/b> famoso per le sue sculture di arte cinetica, che trasform\u00f2 in un capolavoro mai visto prima l\u2019auto da corsa BMW 3.0 CSL. Gi\u00e0 si pu\u00f2 immaginare lo stupore del pubblico nel vedere quell\u2019auto con le sue grandi campiture nei colori rosso, giallo, bianco e azzurro alla partenza della 24 Ore di Le Mans. Alla guida c\u2019era, ovviamente, Herv\u00e9 Poulain. Il risultato della gara non fu brillantissimo, ma non importa: contava<b> aver dato inizio a un\u2019operazione culturale rimasta unica.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Bmw opere d'arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6953debb28e05.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6953debb28e05.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Perch\u00e9 <b>nessun artista, nemmeno quelli che sarebbero venuti dopo, \u00e8 mai stato pagato (\u00abE\u2019 un contributo dato per amicizia, divertimento o per il piacere di entrare a far parte di questo moderno Pantheon\u00bb,<\/b> spiegava Poulain) e nessuna delle auto \u00e8 <b>mai stata messa in vendita<\/b> ma solo data in esposizione alle istituzioni interessate.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Varcato l\u2019ingresso della mostra all\u2019ADI Design Museum, per ammirare la BMW di Calder occorre percorrere tutto il grande corridoio dell\u2019esposizione, e il rischio \u00e8 l\u2019effetto straniamento, perch\u00e9 ogni auto, grazie all\u2019intervento artistico di nomi del calibro di<b> Jeff Koons, Sandro Chia, Roy Lichtenstein, Frank Stella,<\/b> tanto per citarne alcuni, ci trasporta in un mondo irreale, sospeso tra museo e fantasy. Eppure questi sono s\u00ec capolavori pezzo unico ma rimangono a tutti gli effetti delle auto, fatte per correre o fare gare. Quindi, veri e propri <b>oggetti di design funzionale,<\/b> n\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 meno come gli altri esposti permanentemente nel museo ADI.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Bmw opere d'arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6953dee063b00.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6953dee063b00.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Proseguendo nel percorso, si incontra l\u2019\u00ab<b>opera\u00bb di Frank Stella, creata nel 1976:<\/b> \u00e8 la stessa BMW dell\u2019intervento di Calder, ma l\u2019effetto \u00e8 completamente diverso per via del motivo grafico in bianco e nero effetto carta millimetrata che, diceva l\u2019artista stesso, nei box di partenza a Le Mans avrebbe spiccato tra i veicoli colorati. Le testimonianze raccontano la <b>difficolt\u00e0 di riprodurre quel disegno a reticolo regolare su una superficie dall\u2019andamento a curve <\/b>com\u2019era la carrozzeria della BMW 3.0 CSL. Una curiosit\u00e0: questo lavoro fu affidato a <b>Walter Maurer, leggendario maestro di pittura di BMW,<\/b> che replic\u00f2 a mano l\u2019opera creata dall&#8217;artista su un modellino.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo stesso avvenne l\u2019anno successivo anche con la BMW 320i Turbo del maestro della Pop Art <b>Roy Lichtenstein<\/b> personalizzata da un <b>motivo puntinato<\/b> ispirato al percorso dell\u2019auto in gara e un sole all\u2019orizzonte, visto dalla prospettiva del guidatore. L\u2019intenzione, lo spieg\u00f2 con un pizzico di humor lo stesso Lichtenstein, era<b> distrarre e disorientare gli altri concorrenti. <\/b>Non \u00e8 provato che fu per questo, ma in effetti la \u00absua\u00bb BMW a Le Mans primeggi\u00f2 nella sua classe, arrivando seconda nella sua categoria e nona in assoluto.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Bmw opere d'arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6953df00a7f3b.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6953df00a7f3b.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019esposizione all\u2019ADI Design Museum fa quindi un salto temporale agli anni \u201990. Occorre precisare che la BMW Art Car Collection, in virt\u00f9 della sua natura culturale, non \u00e8 legata a una scansione cronologica precisa: la creazione artistica nasce da un incontro di affinit\u00e0. Pu\u00f2 succedere in tempi ravvicinati, oppure non verificarsi per anni. Per esempio per <b>Sandro Chia,<\/b> autore nel 1992 della personalizzazione del prototipo da corsa BMW M3 GTR \u2013 una fitta serie di volti intenti a guardare con ammirazione l\u2019auto, come spiega lui stesso -, l\u2019occasione avvenne per sua volont\u00e0: fu lui a proporsi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli anni \u201990 segnano anche l\u2019inizio delle <b>collaborazioni con artiste donne.<\/b> La mostra ce ne presenta tre:<b> la pittrice sudafricana Esther Mahlangu,<\/b> la cui BMW serie 5 del 1991 spicca per i suoi tipici motivi geometrici colorati, <b>l\u2019artista delle parole Jenny Holzer,<\/b> autrice nel 1999 di una BMW V12 LMR per la 24 Ore di Le Mans istoriata dalle sue frasi dirompenti, e la pi\u00f9 recente, la BMW M HYbrid V8 della <b>pittrice astratta Julie Mehretu<\/b>, trasformata nel 2024 in un\u2019opera d\u2019arte performativa. Arrivata a Milano al fotofinish il giorno di apertura della mostra, reduce da un fitto programma di presenze in giro per il mondo.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Bmw opere d'arte\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6953dfccb8b03.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6953dfccb8b03.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ultimo artista protagonista dell\u2019esposizione,<b> Jeff Koons <\/b>con la sua BMW M3 GT2 del 2010: colori sgargianti per un motivo a pennellate che sembrano proiettarsi lungo tutta la carrozzeria, evocando velocit\u00e0 e dinamismo. Forse la pi\u00f9 coinvolgente tra le automobili esposte. Assieme a una che qui non c\u2019\u00e8: <b>la BMW M1 di Andy Warhol, <\/b>dipinta in prima persona dall\u2019artista con colori e pennello, e un entusiasmo travolgente,<b> in soli 28 minuti.<\/b> Per vederla segnatevi queste date: <b>dal 28\/1 al 1\/2\/2026, a Parigi,<\/b> in occasione del grande evento delle auto classiche Retromobile, sar\u00e0 esposta con le altre sei BMW Art Cars che hanno preso parte alla 24 Ore di Le Mans all\u2019ultima tappa di questo art tour celebrativo durato un anno. Vale il viaggio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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