{"id":283569,"date":"2025-12-30T17:12:12","date_gmt":"2025-12-30T17:12:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283569\/"},"modified":"2025-12-30T17:12:12","modified_gmt":"2025-12-30T17:12:12","slug":"mal-di-testa-mal-di-pancia-dolori-muscolari-di-cosa-soffrono-gli-adolescenti-e-perche-sbagliano-a-curarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283569\/","title":{"rendered":"Mal di testa, mal di pancia, dolori muscolari: di cosa soffrono gli adolescenti e perch\u00e9 sbagliano a curarsi"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Maurizio Tucci<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-25\">Assumono l&#8217;antidolorifico troppo tardi, ricorrono all&#8217;autoprescrizione, si affidano ai social per avere informazioni sulla loro salute. E preferiscono la pillola allo sciroppo e alla bustina solubile. Un&#8217;indagine mette in luce i disturbi pi\u00f9 frequenti tra i giovani (spesso psicosomatici)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I principali disturbi di tipo fisico di cui gli adolescenti affermano di soffrire sono &#8211; con percentuali cha oscillano dal 55% al 75% &#8211;\u00a0<b>mal di testa<\/b>, <b>mal di pancia<\/b> e <b>dolori muscolari<\/b>, e oltre il 35% afferma che rispetto agli anni precedenti questi disturbi <b>sono aumentati<\/b>. Percentuali che, salvo per quanto concerne i dolori muscolari, sono mediamente pi\u00f9 alte tra le ragazze rispetto ai maschi. I dati provengono dall\u2019edizione 2025 dell\u2019<b>Osservatorio sugli stili di vita degli adolescenti <\/b>realizzato annualmente da <b>Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD<\/b>. \u00abDati \u2013 tiene e precisare <b>Carlo Buzzi<\/b>, sociologo dell\u2019Universit\u00e0 di Trento e direttore scientifico dell\u2019indagine \u2013 che non sono di tipo epidemiologico, ma derivano dal percepito che gli adolescenti hanno di quanto soffrono di questi disturbi\u00bb. Tra le cause che li determinano, sempre secondo quanto riferito dai diretti interessati, le principali sono: per quanto riguarda il mal di testa, <b>scuola e stress emotivi<\/b> (ciascuna delle due cause indicata da oltre il 34%); per il mal di pancia, digestione (25,7%) e, in particolare per le ragazze, <b>ancora stress emotivi<\/b> (22,6%); per i dolori muscolari, <b>stress fisici<\/b> (58,6%). Per quanto concerne le ragazze c\u2019\u00e8, poi, il capitolo <b>mestruazioni<\/b> che per il 60% sono fonte di dolore, dato in aumento rispetto al passato. Fin qui la fotografia del loro vissuto. Quant\u2019anche probabile (secondo gli esperti) che si tratti <b>in parte di manifestazioni psicosomatiche e non di origine organica<\/b>, il disturbo resta eccome. Il problema maggiore, a questo punto, appare il modo con cui gli adolescenti fanno fronte al dolore compiendo spesso errori e basandosi su convinzioni errate.<\/p>\n<p>    <b>Il dolore va sempre trattato<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il 44,6% afferma di <b>ricorrere a un farmaco antidolorifico il pi\u00f9 tardi possibile<\/b> solo se il dolore diventa insopportabile. A questo si aggiunge un ulteriore 23% che afferma che cerca comunque di sopportare il dolore senza prendere farmaci. A indurre a questo comportamento la convinzione del 48,8% che sopportare il dolore rafforzi l\u2019organismo e di un ulteriore 27,6% che pensa sia un segno di forza. La risposta la affidiamo a quanto scrive <b>Federica Ferrero<\/b> \u2013 gi\u00e0 direttrice della Terapia Intensiva neonatale dell\u2019azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carit\u00e0 di Novara \u2013 in Pediatria Pratica\u00a0(G. Bona, R. Miniero \u2013 Ed. Minerva Medica, 2024), uno dei testi pi\u00f9 autorevoli di aggiornamento pediatrico: \u00abSecondo l\u2019International Association for the Study of Pain (IASP) il dolore \u00e8 un\u2019esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole. Il dolore \u00e8 sempre soggettivo: ogni individuo impara l\u2019applicazione della parola dolore tramite le esperienze correlate ai traumatismi fin dalla prima infanzia. [\u2026] L\u2019impulso \u201cnocicettivo\u201d (ovvero la stimolazione dei recettori periferici del dolore che lo trasmettono al midollo spinale, raggiungendo il talamo e quindi la corteccia cerebrale) provoca risposte fisiologiche, comportamentali, e di stress, che si possono e si devono evitare per quanto possibile con tutti i mezzi, farmacologici e non farmacologici, in nostro possesso\u00bb. In parole povere il dolore \u2013 in quanto tale \u2013 <b>va sempre trattato<\/b>. Sopportare il dolore, qualunque sia la causa che lo produce, non solo non \u00e8 eroico e non serve, ma fa proprio male. \u00abInoltre \u2013 afferma <b>Gianluigi Marseglia<\/b>, Ordinario di Pediatria all\u2019Universit\u00e0 di Pavia \u2013 \u00e8 inutile attendere a lungo che il dolore passi da solo col rischio anche che aumenti. <b>L\u2019antidolorifico risulta pi\u00f9 efficace se preso ai primi sintomi<\/b>. Ovviamente l\u2019obiettivo ultimo deve sempre essere quello dell\u2019individuazione clinica delle cause per intervenire su queste e non limitarsi a gestire gli effetti ma, in parallelo, \u00e8 opportuno anche agire su questi\u00bb. In pratica, se si ha un dente cariato va curato, ma nel frattempo \u00e8 altrettanto opportuno tenere a bada il dolore. E va tenuto a bada anche quando non si tratta di un disturbo patologico, ma di un fenomeno naturale come possono essere le mestruazioni. \u00abRiguardo la <b>dismenorrea<\/b> \u2013 spiega <b>Annamaria Fulghesu<\/b>, presidente della Societ\u00e0 Italiana di Ginecologia dell\u2019Infanzia e dell\u2019Adolescenza (SIGIA) e referente ginecologia nel Comitato scientifico di Laboratorio Adolescenza \u2013 , \u00e8 corretto prendere il farmaco ai primi sintomi e non, come spesso fanno le ragazze, quando il dolore diventa insopportabile. Questo perch\u00e9 gli antinfiammatori non steroidei (Fans), che sono i farmaci da assumere in queste circostanze, non eliminano le prostaglandine gi\u00e0 presenti (causa del dolore), ma ne inibiscono la produzione. <b>L\u2019efficacia maggiore si ha quindi assumendoli proprio ai primi sintomi del dolore<\/b>, se non addirittura prevenendolo nelle persone che soffrono sistematicamente di dismenorrea. Anche perch\u00e9 l\u2019assunzione una volta al mese di un antinfiammatorio non steroideo, ovviamente sempre su indicazione del medico, non \u00e8 assolutamente dannosa per l\u2019organismo\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    <b>Niente fai da te<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Trattare il dolore non significa andare autonomamente nell\u2019armadietto dei medicinali prendendo il farmaco che si trova o che si ricorda di aver preso in altre occasioni (come fa il 10% degli e delle adolescenti) o chiedere ai genitori (43,85%) che certamente avranno pi\u00f9 esperienza, ma non solo non \u00e8 detto che siano medici quanto \u2013 soprattutto \u2013 non dovrebbero <b>mai avallare il comportamento dell\u2019autoprescrizione<\/b>. Di fatto, solo il 23% assume un farmaco antidolorifico su indicazione del proprio medico. \u00ab\u00c8 un errore grave \u2013 afferma ancora il <b>professor Marseglia<\/b> \u2013 anche se si tratta dei cosiddetti \u201cfarmaci da banco\u201d, che possono essere acquistati senza prescrizione medica, perch\u00e9 non si tratta solo di indicare il farmaco pi\u00f9 adatto, ma anche e soprattutto il dosaggio corretto, e di sapere se ci pu\u00f2 essere interferenza con altri farmaci eventualmente assunti. Cose che solo il proprio medico curante pu\u00f2 determinare con precisione\u00bb.<\/p>\n<p>    Non chiedetelo ai social\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il pericolo aumenta nel momento in cui \u2013 sempre riferendoci ai risultati dell\u2019indagine Laboratorio Adolescenza-IARD \u2013 veniamo a scoprire che il 72% degli adolescenti considera i social (TikTok e Instagram in primis) canali utili <b>per avere informazioni legate alla salute<\/b>. Chi ha avuto modo di frequentare qualche volta questi social sa bene che straboccano di persone in camice e con lo stetoscopio al collo (medici o figuranti che siano) che danno indicazioni \u2013 ci riferiamo in particolare ai farmaci antidolorifici \u2013 su quali e in quali circostanze vanno presi alcuni o altri. Va detto che spesso (ma non sempre) le indicazioni \u201csocial\u201d non sono tecnicamente scorrette, ma il modo tranchant di darle, prescindendo completamente dall\u2019esigenza di personalizzazione indicata da Marseglia, non educa certamente a un corretto approccio con la propria salute e risulta essere pericoloso.<\/p>\n<p>    Paracetamolo o ibuprofene?\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E allora noi, per sicurezza, l\u2019eterna domanda: \u00abParacetamolo o ibuprofene?\u00bb la poniamo a <b>Gianluigi Marseglia<\/b>: \u00abGli unici farmaci che le linee guida internazionali prevedono in et\u00e0 pediatrica (fino ai 6 anni) sono effettivamente <b>paracetamolo<\/b> e <b>ibuprofene<\/b>, entrambi efficacemente utilizzabili per la gestione della febbre e del dolore. L\u2019ibuprofene tuttavia, per la sua maggior attivit\u00e0 antiinfiammatoria, ha un ruolo primario nella gestione del dolore sia in termini di rapidit\u00e0 di azione sia di efficacia. Dai 6 anni in poi e utilizzabile anche il<b> ketoprofene sale di lisina<\/b>. I tre farmaci, se usati con il  dosaggio corretto, sono perfettamente tollerabili\u00bb. Una curiosit\u00e0: quando si tratta di dover assumere un farmaco, di qualunque tipo, per la maggioranza relativa degli adolescenti (49%) la formulazione pi\u00f9 gradita \u00e8 la pillola. Seguono, a distanza, lo sciroppo (17,6%) e la bustina solubile (16,7%). Ma il 51% dice anche che una formulazione piuttosto che un\u2019altra fa comunque poca differenza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-figli-genitori\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_salute\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1753719611_813_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova App <strong>Figli &amp; Genitori<\/strong>, il tuo supporto quotidiano per crescere un figlio<\/p>\n<p>SCOPRI E SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/components2.corriereobjects.it\/rcs_cor_corriere-genitori-figli-layout\/v1\/assets\/img\/ext\/fg.svg\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-30T10:19:26+01:00\">30 dicembre 2025 ( modifica il 30 dicembre 2025 | 10:19)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Maurizio Tucci Assumono l&#8217;antidolorifico troppo tardi, ricorrono all&#8217;autoprescrizione, si affidano ai social per avere informazioni sulla 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