{"id":283573,"date":"2025-12-30T17:14:12","date_gmt":"2025-12-30T17:14:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283573\/"},"modified":"2025-12-30T17:14:12","modified_gmt":"2025-12-30T17:14:12","slug":"la-cometa-che-torna-dal-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283573\/","title":{"rendered":"La cometa che torna dal futuro"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n     &#13;<\/p>\n<p><strong>Fine e inizio d\u2019anno da sempre sono periodi di rivelazioni astrali<\/strong> e di eventi mistici e prodigiosi, ma questa volta vi \u00e8 una ragione in pi\u00f9 per sbalordirsi di fronte alle meraviglie astronomiche del nostro universo: <strong>la cometa interstellare 3I\/Atlas \u00e8 infatti in questi giorni nella sua traiettoria pi\u00f9 vicina alla Terra<\/strong>. \u00abNiente panico \u2013 avvisano dall\u2019<strong>Agenzia spaziale europea<\/strong> (Esa) \u2013 3I\/Atlas \u00e8 a soli, si fa per dire, 270 milioni di chilometri dal nostro pianeta\u00bb. Non ci saranno dunque n\u00e9 corse agli approvvigionamenti alimentari n\u00e9 il ritorno dei rifugi antiatomici fai da te, ma una bella rispolverata ai libri di scienza non sarebbe inutile visto che la cometa interplanetaria <strong>pur venendo da un passato cos\u00ec lontano ci porter\u00e0 moltissime informazioni sul nostro futuro<\/strong> e a \u201ccaptarle\u201d e decodificarle sar\u00e0 anche l\u2019archeologia.<\/p>\n<p><strong>Rosetta: una stele tra le stelle<\/strong><\/p>\n<p>In tanti guardano a <strong>3I\/Atlas<\/strong> come il primo prodigio cosmico del millennio, ma pochi forse ricordano <strong>Rosetta<\/strong> che qualcosa di prodigioso a proposito di comete rivel\u00f2 gi\u00e0 oltre 10 anni fa, tanto che oggi molti dei misteri di 3I\/Atlas non saranno pi\u00f9 un segreto per noi. Rosetta \u00e8 il nome di una delle \u00abmissioni spaziali pi\u00f9 complesse e ambiziose mai intraprese con l\u2019obiettivo di guardare indietro al <strong>Sistema Solare<\/strong> neonato\u00bb. \u00abPer fare ci\u00f2 \u2013 racconta l\u2019Agenzia spaziale europea (Esa) \u2013 nel 2004, con un razzo <strong>Ariane<\/strong> lanciammo nello spazio la sonda Rosetta che dopo un viaggio di 10 anni attraverso il Sistema Solare e una distanza percorsa di <strong>6,5 miliardi di km<\/strong>, atterr\u00f2 nel 2014 sulla cometa<strong> 67P\/Churyumov-Gerasimenko<\/strong> e vi trascorse pi\u00f9 di due anni studiandone il nucleo, l\u2019ambiente e i cambiamenti dovuti alla crescente intensit\u00e0 della radiazione solare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abRosetta \u2013 spiega ancora l\u2019Esa stabilendo un importante punto di contatto con l\u2019archeologia \u2013 prende il nome dall\u2019omonima stele che come sappiamo \u00e8 l\u2019<strong>antica tavoletta egizia del II secolo a.C.<\/strong> riportata alla luce vicino a <strong>Rashid<\/strong> (Rosetta) sul delta del <strong>Nilo<\/strong> nel 1799. Essa divenne famosa per contenere lo stesso testo inciso in geroglifici egizi, scrittura demotica e greco antico, consentendo cos\u00ec agli archeologi del XIX secolo di decifrare i geroglifici per la prima volta e avere la chiave per comprendere un\u2019antica civilt\u00e0\u00bb. Ebbene allo stesso modo, la missione Rosetta dell\u2019Esa ha permesso agli scienziati di \u201cdecifrare\u201d e svelare i misteri delle comete\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1129251\" class=\"wp-image-1129251 size-sm\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/N.2-700x390.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"390\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1129251\" class=\"wp-caption-text\">La cometa 3I Atlas ripresa dal telescopio Hubble (Nasa\/Esa) a 286 milioni di km dalla Terra. Foto credit: NASA, ESA, STScI, D. Jewitt (UCLA). Elaborazione immagine: J. DePasquale (STScI).<\/p>\n<p><strong>Nome in codice 3I\/Atlas<\/strong><\/p>\n<p>Il corpo celeste a cui tutti in questi giorni rivolgiamo i telescopi, gli sguardi e anche le nostre fantasie \u00ab\u00e8 chiamato 3I\/ATLAS perch\u00e9 \u2013 spiega la <strong>Nasa<\/strong>, ovvero l\u2019agenzia statunitense che si occupa di attivit\u00e0 spaziale \u2013 <strong>\u00e8 il terzo \u201c3\u201d oggetto interstellare \u201cI\u201d<\/strong>, trovato in transito nel nostro sistema solare e scoperto dal telescopio spaziale detto \u201cAtlas\u201d\u00bb. \u00ab\u00c8 una cometa \u2013 aggiunge poi la Nasa \u2013 che ha un nucleo dal diametro non inferiore a 440 metri e non superiore a 3,5 miglia, si muove a circa <strong>221.000 km orari<\/strong> e proprio la sua elevata velocit\u00e0 e la traiettoria iperbolica ne confermano la provenienza dall\u2019esterno del nostro sistema solare dove 3I\/Atlas \u00e8 giunto dopo un viaggio di milioni o addirittura miliardi di anni\u00bb.<\/p>\n<p>La rivelazione pi\u00f9 sorprendente per\u00f2 \u00e8 che \u00abtra le tante componenti chimiche di 3I\/Atlas vi \u00e8 anche l\u2019amminoacido glicina, comunemente presente nelle proteine e il fosforo (P), un <strong>componente chiave del Dna<\/strong> e delle membrane cellulari. Ecco perch\u00e9 le comete stesse \u2013 arguiscono gli astrobiologi \u2013 potrebbero aver inseminato la Terra con l\u2019acqua e gli \u201cingredienti\u201d per la vita\u00bb. E non finisce qui perch\u00e9: \u00ab3I\/Atlas al suo interno racchiude dei veri e propri \u201cmondi\u201d di ghiaccio che avvicinandosi al Sole, vengono riscaldati delicatamente e passano direttamente dallo stato solido a quello gassoso, trasportando nello spazio minuscole particelle di polvere che riflettono la luce solare rendendo cos\u00ec visibile la chioma che pu\u00f2 raggiungere milioni di chilometri di diametro\u00bb.<\/p>\n<p>Si crea cos\u00ec quello spettacolare fenomeno della scia della cometa che nel corso dei millenni ha ispirato arte, poesia, musica, pittura. La cometa \u00e8 stata presagio di sventure, \u201cdis-astro\u201d in greco si traduce \u201ccattiva stella\u201d, ma le comete sono anche rivelazioni benauguranti come quella che<strong> indic\u00f2 ai Magi la strada per Betlemme<\/strong>. Gli esseri umani dunque sin dalla loro primordiale esistenza hanno levato lo sguardo al cielo e spesso la loro meraviglia ha lasciato delle stupefacenti tracce.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1129250\" class=\"wp-image-1129250 size-sm\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/N.-4-700x525.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1129250\" class=\"wp-caption-text\">Roccia 23 Parco nazionale di Naquane nel sito Unesco dell\u2019Arte rupestre della Valcamonica (Et\u00e0 del ferro). Figura del carro a 4 ruote trainato da cavalli. Foto Credit Ministero della Cultura.<\/p>\n<p><strong>Un \u201ccosmo\u201d di graffiti<\/strong><\/p>\n<p>Seguo sin da piccolo quelle tracce archeologiche e ancor\u2019oggi non finiscono di stupirmi: sono le incisioni \u201ccosmiche\u201d del Parco nazionale di <strong>Naquane nel sito Unesco dell\u2019Arte rupestre della Valcamonica<\/strong> (V millennio a.C. \u2013 Et\u00e0 del Ferro). Il carro trainato da cavalli, graffito nell\u2019Et\u00e0 del Ferro (I millennio a.C.) nella \u201c<strong>Roccia 23<\/strong>\u201d, per esempio, mi \u00e8 sempre apparso come un\u2019 immaginifica \u201castronave\u201d e le sue 4 ruote\u00a0 raggiate dei pianeti. Ma \u00e8 nella <strong>Riserva Naturale delle incisioni rupestri di Ceto, a Foppe di Nardo<\/strong> che la \u201cRoccia 35\u201d ha incavate in essa delle \u201ccoppelle\u201d ovvero concavit\u00e0 sferiche ben allineate tra loro in modo da formare una \u201ccometa\u201d alla cui sommit\u00e0 altre incisioni ondulate formano la \u201cchioma\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1129252\" class=\"wp-image-1129252 size-sm\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/N.-1-700x410.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"410\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1129252\" class=\"wp-caption-text\">Rappresentazione artistica dell\u2019arrivo di Rosetta sulla cometa 67P\/Churyumov-Gerasimenko. Foto Credit: ESA \u2013 C. Carreau \/ ATG medialab.<\/p>\n<p><strong>La cometa invincibile<\/strong><\/p>\n<p>Non resta dunque che immaginare per un attimo di trovarci su 3I\/Atlas e viaggiare alla sua pazzesca velocit\u00e0: vedremmo gli uomini dell\u2019Et\u00e0 del Ferro graffire quei simboli e ancor prima vedremmo il nostro pianeta nascere miliardi di anni fa e poi ricoprirsi di vita e vedremmo l\u2019uomo stesso venire ad esistenza, anzi assisteremmo alla nascita e alla morte di ogni singolo essere della Terra. Potremmo forse, secondo le pi\u00f9 moderne teorie, \u00abvedere anche tutto ci\u00f2 che accadr\u00e0 in quello che chiamiamo \u201cfuturo\u201d, ma che, come pure il \u201cpassato\u201d, \u00e8 inesistente, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 solo un \u201ceterno presente\u201d che dura infinitamente e in cui appunto anche tutto ci\u00f2 che \u201caccadr\u00e0\u201d in realt\u00e0 gi\u00e0 esiste\u00bb.<\/p>\n<p>Io mi accontento della meraviglia di quella scia luminosa che \u00e8 un po\u2019come quella emanata dalla famiglia di <strong>Citt\u00e0 Nuova<\/strong> che mi ha accompagnato in questi anni e che, insieme alla mia famiglia, continua ad accompagnarmi nell\u2019\u201duniverso\u201d del giornalismo. <strong>Una scia luminosa i cui benefici umani e culturali desidero estendere<\/strong> anche a tutti i lettori a ciascuno dei quali auguro che trovi e segua con meraviglia e ispirazione la sua vera cometa, e non importa che essa sia a milioni di chilometri o dietro l\u2019angolo, l\u2019importante \u00e8 sapere che quella invincibile cometa \u00e8 stata pensata solo per voi e voi non ve la siete fatta sfuggire!<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; Fine e inizio d\u2019anno da sempre sono periodi di rivelazioni astrali e di eventi mistici e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":283574,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-283573","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115809646881435541","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=283573"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283573\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/283574"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=283573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=283573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=283573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}