{"id":283624,"date":"2025-12-30T17:58:09","date_gmt":"2025-12-30T17:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283624\/"},"modified":"2025-12-30T17:58:09","modified_gmt":"2025-12-30T17:58:09","slug":"dal-fallimento-spal-alla-nascita-dellars-et-labor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/283624\/","title":{"rendered":"Dal fallimento Spal alla nascita dell&#8217;Ars et Labor"},"content":{"rendered":"<p> <b>Ferrara <\/b>Riavvolgere la mente e rivivere quanto successo in questo 2025 sul <strong>fronte biancazzurro<\/strong> fa molto male e non \u00e8 cosa per nulla semplice. Perch\u00e9 no, non si sta parlando \u201csolo\u201d di calcio. Quando c\u2019\u00e8 di mezzo il pallone nei cuori e nelle vite dei tifosi, si tratta sempre di qualcosa in pi\u00f9, che non si pu\u00f2 capire se non ci si \u00e8 dentro, parafrasando<strong> Nick Hornby <\/strong>nel libro <strong>Febbre a 90\u2019.<\/strong> Allora viene spontaneo quell\u2019amaro magone nel ripensare ai lunghissimi ultimi 12 mesi trascorsi: sempre e comunque difficili sul campo, ma soprattutto gravemente macchiati dalle mosse finanziarie di un signore americano giunto a Ferrara a vendere sogni di gloria, ma poi <strong>scomparso dai radar estensi<\/strong> \u2013 per sua scelta \u2013 dopo aver commesso il <strong>delitto calcistico<\/strong> che nessuno sportivo avrebbe meritato.<\/p>\n<p>Nei classici bilanci di fine anno, dalla<strong> pandemia Covid<\/strong> in poi, i report hanno sempre avuto sintesi di negativit\u00e0 tra risultati mancati, drammi di campo sfiorati, pochezza generale e una cattiva gestione societaria, poi certificata dal tempo e dai fatti. Ma questo 2025 verr\u00e0 per sempre ricordato come <strong>l\u2019anno pi\u00f9 nero della Spal<\/strong>. Oggi diventata Ars et Labor Ferrara Calcio e costretta a battagliare \u2013 faticando a pi\u00f9 non posso \u2013 nei campi sportivi dell\u2019<strong>Emilia Romagna<\/strong> per tentare di risollevarsi dalla categoria pi\u00f9 bassa mai conosciuta prima dalla citt\u00e0 estense: l\u2019Eccellenza.<\/p>\n<p><b>Destino playout<\/b><\/p>\n<p>Circa 365 giorni fa l\u2019oscena stagione di <strong>serie C 2024\/2025 <\/strong>necessitava di alcuni correttivi di mercato per evitare di sprofondare. In via Copparo arrivarono i vari Haoudi, Spini, Parigini e Molina (solo quest\u2019ultimo avrebbe lasciato un certo tipo di traccia). Dopo un girone d\u2019andata abbondantemente insufficiente e con tutto il club contestato (compresi i direttori Carra e Casella), la Spal si riprese con 4 punti illusori tra Perugia e Lucchese. Il pareggio con il modesto Sestri Levante e il ko di Carpi sotto i colpi dell\u2019ex Contiliano fecero di nuovo piombare il morale sotto i tacchi. La seguente sconfitta interna contro il Milan Futuro cost\u00f2 la panchina a mister Andrea Dossena: al suo posto Francesco Baldini, persona schietta e integra, ma capace di portare la squadra solo a <strong>giocarsi la salvezza<\/strong> allo spareggio coi giovani del Diavolo. Nel mezzo, tante altre sconfitte, pochi punti raccolti e un crocevia finale scritto da settimane. L\u2019andata del playout con l\u2019under 23 rossonera era finita malissimo (1-0) e al ritorno \u2013 davanti ai quasi 11mila del \u201cPaolo Mazza\u201d \u2013 solo una vittoria avrebbe salvato la categoria (e generalmente, si pensava, il futuro del club e delle tante persone che vi ruotavano attorno).<\/p>\n<p>Sul campo i biancazzurri di Baldini fecero il proprio, con Molina eroe della serata datata 17 maggio. <strong>Sembrava essere arrivato l\u2019happy ending<\/strong>, poich\u00e9 il sospirone era stato tirato da tutti. La chiusura della carriera di campo di un ancora decisivo Mirco Antenucci era stata apparentemente salvata, ma il peggio si sarebbe palesato un paio di settimane a seguire.<\/p>\n<p><b>L\u2019incubo e la rabbia<\/b><\/p>\n<p>Il club stava iniziando a pianificare il proprio futuro, tant\u2019\u00e8 che ancor oggi le principali figure che gravitavano nell\u2019ambiente del \u201cG.B. Fabbri\u201d continuano a manifestare la massima incredulit\u00e0 per quanto accaduto. A un certo punto i proprietari<strong> Joe Tacopina e Marcello Follano<\/strong> vanno in cortocircuito (anche tra loro) e, quand\u2019\u00e8 troppo tardi per far tornare quei conti che non sarebbero mai potuti tornare, diventa chiaro che la societ\u00e0 sarebbe risultata inadempiente per l\u2019iscrizione al campionato successivo. Al di l\u00e0 delle formalizzazioni burocratiche del Consiglio federale e dei successivi passi del tribunale (la Spal srl \u00e8 stata dichiarata poi fallita a inizio agosto e le questioni rispetto ai creditori proseguiranno per ancora diverso tempo) \u00e8 presto evidente a tutti che la <strong>compagine biancazzurra<\/strong> sarebbe sparita dal professionismo tricolore, con annessi e connessi.<\/p>\n<p>Soltanto due situazioni riescono a lenire le gravi ferite dei <strong>cuori spallini<\/strong>. La prima \u00e8 la manifestazione d\u2019affetto e d\u2019amore che tutto il popolo ferrarese mostra per le vie del centro cittadino, la seconda \u00e8 la vittoria dello scudetto under 16 di categoria da parte dei giovani guidati da Eros Schiavon, una bandiera biancazzurra.<\/p>\n<p><b>Ripartenza argentina<\/b><\/p>\n<p>Il <strong>Comune di Ferrara<\/strong>, con in prima fila il sindaco<strong> Alan Fabbri <\/strong>e l\u2019assessore allo sport <strong>Francesco Carit\u00e0<\/strong>, iniziano a lavorare alla ripartenza. Quello di met\u00e0 giugno\/inizio luglio \u00e8 il periodo delle voci, delle cordate vere e presunte, dei progetti e del nuovo nome \u2013 suggerito dalla tifoseria \u2013 Ars et Labor. Peccato che poi la nuova societ\u00e0 avrebbe usato, come oggi fa, con prevalenza la dicitura <strong>Ferrara Calcio<\/strong>. Ad ogni modo, nel cuore dell\u2019estate sullo scalone municipale sale l\u2019argentino Juan Martin Molinari e la spunta su tutti (in particolar modo sui gruppi locali di Trio e Mattioli e su quello di Bizzarri con la X Martiri che era sostenuta dalla reggiana Terre di Castelli).<\/p>\n<p>Con Molinari ci sono Andres Adolfo Marengo \u2013 a inizio ottobre nominato presidente e protagonista di un unico appuntamento in sala stampa \u2013, ma soprattutto il procuratore Pierpaolo Triulzi, che, assieme al collega Giuseppe Piraino, gestir\u00e0 poi tutta la fase operativa e pratica della <strong>ripartenza dalle parti di via Copparo<\/strong>, con conseguenti scelte tecniche e generali. In societ\u00e0 rimane qualche volto del passato, il nuovo direttore generale \u00e8 l\u2019argentino Bruno Pradines, ma soprattutto la parte sportiva viene assegnata a <strong>Mirco Antenucci<\/strong>, che inizia cos\u00ec la sua nuova vita professionale fuori dal rettangolo verde. La piazza vede in lui la luce della ripartenza e in migliaia si recano a fare gli abbonamenti e a vedere le prime uscite amichevoli della squadra, che giorno dopo giorno stava nascendo agli ordini di <strong>mister Stefano Di Benedetto<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>Ars et Labor,<\/strong> dopo un po\u2019 d\u2019attesa, rid\u00e0 vita anche al settore giovanile (e i lavori sul vivaio femminile sono tema di questi giorni). Il resto \u00e8 storia recente, anzi recentissima. Le <strong>dimissioni di Antenucci<\/strong>, l\u2019approdo formale di Sandro Federico, che anche nei mesi precedenti era stato un riferimento per la nuova societ\u00e0 e quel rendimento di campo non soddisfacente \u2013 ma ancora potenzialmente migliorabile, verso un traguardo raggiungibile \u2013 per una piazza ambiziosa. A oggi la storia dice che ci sar\u00e0 da duellare con il Mezzolara.<br \/>\u00a0 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ferrara Riavvolgere la mente e rivivere quanto successo in questo 2025 sul fronte biancazzurro fa molto male e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":283625,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1452],"tags":[721,1740,1537,90,89,1739,245,244],"class_list":{"0":"post-283624","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-calcio","8":"tag-calcio","9":"tag-football","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-soccer","14":"tag-sport","15":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115809819288071112","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283624","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=283624"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283624\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/283625"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=283624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=283624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=283624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}