{"id":284154,"date":"2025-12-31T01:50:09","date_gmt":"2025-12-31T01:50:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284154\/"},"modified":"2025-12-31T01:50:09","modified_gmt":"2025-12-31T01:50:09","slug":"vasia-comune-da-350-abitanti-che-incassa-piu-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284154\/","title":{"rendered":"V\u00e0sia, Comune da 350 abitanti che incassa pi\u00f9 di Roma"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"252\" data-end=\"653\">Nella geografia italiana della <strong>lotta all\u2019evasione fiscale<\/strong>, a volte le dimensioni contano meno delle competenze. Lo dimostra <strong>V\u00e0sia<\/strong>, minuscolo Comune dell\u2019entroterra imperiese con appena 350 abitanti e molto amato dai turisti tedeschi, che nel 2024 ha incassato pi\u00f9 del doppio di Roma grazie alle<strong> segnalazioni di imposte non pagate<\/strong>. Un risultato che spicca se confrontato con quello della Capitale, citt\u00e0 da 2 milioni e 750mila residenti.<\/p>\n<p data-start=\"655\" data-end=\"1033\">Secondo i dati diffusi dal Centro Studi Enti Locali, il Comune di Roma nel 2024 ha incassato 10.145 euro per il recupero di tasse evase emerse grazie alle segnalazioni comunali. La normativa prevede che agli enti locali venga riconosciuto il 50% delle somme definitivamente riscosse dal fisco. Nello stesso periodo, V\u00e0sia ha ottenuto 20.710 euro, pi\u00f9 del doppio rispetto a Roma.<\/p>\n<p data-start=\"1035\" data-end=\"1593\">Alla base del cosiddetto \u201cmodello V\u00e0sia\u201d c\u2019\u00e8 una caratteristica particolare dell\u2019amministrazione locale. Il sindaco, Mauro Casale, 50 anni, eletto con una lista civica, \u00e8 anche dipendente dell\u2019<strong>Agenzia delle Entrate<\/strong>. Una conoscenza diretta dei meccanismi fiscali che si \u00e8 rivelata decisiva. \u201cI 20mila euro di incasso vengono da una ditta che si era proposta al Comune per fare dei lavori \u2013 spiega Casale \u2013. Abbiamo scoperto che si avvaleva di un regime fiscale di vantaggio che non le spettava. L\u2019abbiamo segnalata alla Guardia di Finanza e ha dovuto pagare\u201d. Come riporta l\u2019Ansa altri recuperi sono arrivati dal settore immobiliare. \u201cCi sono persone \u2013 racconta il sindaco \u2013 che hanno comprato terreni, ottenuto i permessi di costruzione e poi li hanno rivenduti a un prezzo maggiorato, dimenticandosi di pagare le tasse sulle plusvalenze\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"1857\" data-end=\"2431\">Il caso di V\u00e0sia resta per\u00f2 isolato in un quadro generale che segnala un<strong> progressivo disimpegno dei Comuni nella collaborazione con il fisco<\/strong>. In sette anni, gli incassi complessivi derivanti dalle segnalazioni comunali si sono pi\u00f9 che dimezzati, scendendo a 2,5 milioni di euro. Nei due anni precedenti la cifra si attestava attorno ai 3 milioni, ben al di sotto dei 6,7 milioni del 2021 e degli 11,4 milioni del 2018. Nel quinquennio 2020-2024 i Comuni hanno consentito di recuperare complessivamente 30,4 milioni di euro, contro gli oltre 88 milioni del periodo 2012-2016.<\/p>\n<p data-start=\"2433\" data-end=\"2838\">A incidere sull\u2019andamento \u00e8 stata anche la variazione della quota riconosciuta agli enti locali: inizialmente fissata al 30%, poi salita al 33% e successivamente al 50%, tra il 2012 e il 2021 era arrivata al 100%, per tornare al 50% dal 2022. Proprio negli anni in cui la percentuale era totale si \u00e8 registrato il massimo utilizzo dello strumento, tanto che oggi si sta valutando un nuovo ritorno al 100%. Attualmente i Comuni beneficiari sono 304, meno del 4% dei circa 7.900 enti locali italiani. La distribuzione territoriale conferma un netto squilibrio a favore del Nord. In testa c\u2019\u00e8 la Lombardia con 97 Comuni e 1.009.938 euro di riparto, pari a circa il 40% del totale nazionale. Seguono <strong>Liguria<\/strong> con 442.290 euro e 15 Comuni, <strong>Emilia-Romagna<\/strong> con 362.471 euro e 66 Comuni, <strong>Toscana<\/strong> con 300.454 euro e 17 Comuni.<\/p>\n<p data-start=\"3252\" data-end=\"3529\">Nel Mezzogiorno e nelle Isole i numeri restano marginali:<strong> Campania<\/strong> 7.306 euro,<strong> Puglia<\/strong> 1.495 euro, <strong>Sicilia<\/strong> 6.791 euro, <strong>Sardegna<\/strong> 8.396 euro. Un divario che riguarda soprattutto la capacit\u00e0 amministrativa, l\u2019organizzazione degli uffici e la continuit\u00e0 delle attivit\u00e0 di controllo. Guardando ai singoli enti, il primato spetta a Genova, che grazie alle sue segnalazioni ha fatto recuperare al fisco oltre 800mila euro e ne ha incassati 406mila. Seguono Milano con 376.490 euro, Prato con 170.122 euro, Torino con 113.888 euro, Firenze con 105.628 euro, Brescia con 62.011 euro, <strong>Bergamo<\/strong> con 55.094 euro,<strong> Bologna<\/strong> con 48.127 euro e <strong>Cernusco sul Naviglio<\/strong> con 40.543 euro. \u201cQuesto dato certifica l\u2019attenzione e l\u2019impegno con il quale la nostra amministrazione ha gestito il Comune di Genova\u201d, ha commentato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, sindaco del capoluogo fino a dicembre 2024.<\/p>\n<p data-start=\"4145\" data-end=\"4410\">Restano infine i paradossi:<strong> Bari<\/strong>, decima citt\u00e0 italiana per popolazione, non compare tra i Comuni beneficiari del riparto. E il confronto tra Roma e micro-realt\u00e0 come V\u00e0sia continua a raccontare un\u2019Italia in cui, nella lotta all\u2019evasione, la dimensione non \u00e8 tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella geografia italiana della lotta all\u2019evasione fiscale, a volte le dimensioni contano meno delle competenze. 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