{"id":284516,"date":"2025-12-31T08:29:10","date_gmt":"2025-12-31T08:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284516\/"},"modified":"2025-12-31T08:29:10","modified_gmt":"2025-12-31T08:29:10","slug":"modric-dicevano-fossi-fragile-volevo-fare-il-cameriere-oggi-sogno-di-ricomprare-la-casa-di-mio-nonno-ucciso-in-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284516\/","title":{"rendered":"Modric: \u00abDicevano fossi fragile. Volevo fare il cameriere, oggi sogno di ricomprare la casa di mio nonno ucciso in guerra\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo e Carlos Passerini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il centrocampista del Milan si racconta: \u00abSono in Italia per vincere. Mourinho l&#8217;allenatore pi\u00f9 duro, una volta fece piangere Cristiano Ronaldo negli spogliatoi. Ho conosciuto mia moglie nel 2004, non ci siamo pi\u00f9 lasciati\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Luka Modric<\/b> \u2014 sei Champions, Pallone d\u2019Oro, miglior giocatore del Mondiale 2018, 194 partite con la Nazionale croata \u2014 \u00e8 il calciatore pi\u00f9 longevo del nostro campionato; eppure non sembra un calciatore. Piccolo, minuto, modesto, riservato, gentilissimo con tutti, e neppure un tatuaggio. Un genio umile. Parliamo in spagnolo, lingua che Luka padroneggia perfettamente, come l\u2019inglese. Sta imparando l\u2019italiano, \u00abma a volte lo confondo con lo spagnolo, e non mi piace commettere errori. Sono della Vergine. Perfezionista. I miei figli sono pi\u00f9 avanti di me con la lingua\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Luka, \u00e8 vero che da piccolo era milanista?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 vero. Ero milanista per via dell\u2019eroe della mia infanzia: Zvonimir Boban, capitano della Croazia che sfior\u00f2 l\u2019impresa al Mondiale di Francia del 1998\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La Croazia sub\u00ec un torto clamoroso: in semifinale Thuram segn\u00f2 il gol del pareggio dopo aver commesso un fallo evidente.<\/b><br \/>\u00abPer noi fu comunque qualcosa di incredibile. Un Paese piccolo, che usciva da una guerra devastante, si affacciava sul mondo. Tutti ci sentivamo molto orgogliosi. Non avevo ancora tredici anni, e mio pap\u00e0 mi regal\u00f2 la tuta del Milan\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ed eccola qua, a Milanello.<\/b><br \/>\u00abLa vita ti sorprende sempre. Succedono cose che non avresti mai creduto possibili. Ero convinto di chiudere la carriera nel Real Madrid, invece\u2026 Questo per\u00f2 l\u2019ho sempre pensato: se avessi mai avuto un\u2019altra squadra, sarebbe stata il Milan. Sono qui per vincere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sport\/calcio\/serie-a\/25_dicembre_29\/inter-napoli-paolo-condo-commento-5aab447b-1ab1-41ff-9855-df09d2555xlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Lo scudetto \u00e8 possibile?<\/a><\/b><br \/>\u00abAl Milan si deve giocare sempre per vincere, solo per vincere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gi\u00e0 quest\u2019anno?<\/b><br \/>\u00abE\u2019 possibile. Ma \u00e8 lunga. Nel calcio devi pensare partita per partita. Se cominci a programmare a distanza di mesi, ti perdi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual \u00e8 il segreto della longevit\u00e0 sportiva? Come si fa a giocare al suo livello a quarant\u2019anni?<\/b><br \/>\u00abL\u2019amore. Amare il calcio, pensare calcio, vivere per il calcio. Il calcio, con la famiglia, \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante che ho. Il segreto \u00e8 la passione. La dieta, l\u2019allenamento sono cose secondarie. Per restare in alto a lungo serve il cuore. Io agli allenamenti sono felice come quando giocavo da bambino\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma il segreto di Modric non \u00e8 tutto qui. Lei \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi calciatori in attivit\u00e0, ma sembra una persona normale.<\/b><br \/>\u00abAppunto. Amo la normalit\u00e0. La famiglia normale, la vita normale, le piccole cose. Non mi sento unico. Nella mia vita non ho mai pensato, neppure per un secondo, di essere superiore a qualcun altro. Se non avessi fatto il calciatore, mi sarebbe piaciuto fare il cameriere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il cameriere?<\/b><br \/>\u00abEro bravino. E mi piaceva. Ho studiato all\u2019istituto alberghiero di Borik. Il primo anno facevamo pratica al ristorante Marina di Zara, dove si tenevano i pranzi di nozze. Me la cavavo a servire le bevande; e ai pranzi di nozze croati si beve parecchio. L\u2019unica cosa che non mi piaceva era lavare i piatti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La sua per\u00f2 non \u00e8 una storia normale.<\/b><br \/>\u00abNon \u00e8 stata una storia facile, ma i miei genitori Stipe e Radojka mi hanno dato valori importanti: rispettare tutti, restare umile. Pap\u00e0 operaio, mamma sarta. L\u2019umilt\u00e0 aiuta, in campo come nella vita. Anche mio zio Zeljko \u00e8 stato fondamentale per me. Lui e pap\u00e0 sono gemelli omozigoti, sono cresciuti in simbiosi, si sentono dieci volte al giorno, e siccome lo zio non ha figli abbiamo un legame speciale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche nonno Luka \u00e8 stato importante per lei.<\/b><br \/>\u00abPorto il suo nome con orgoglio. Da piccolo non sono andato all\u2019asilo, piangevo sempre, cos\u00ec mi hanno portato nella sua \u201ccasa alta\u201d, ai piedi del monte Velebit, in Dalmazia. Era la casa dei cantonieri: il nonno aveva la manutenzione della strada. Distava una mezz\u2019ora a piedi dalla \u201ccasa bassa\u201d dove abitavano i miei genitori. Il nonno mi ha insegnato a spalare la neve, ad accatastare il fieno, a portare il gregge al pascolo. Sono cresciuto con gli animali, mi divertivo a tirare la coda alle caprette, credo di aver imparato a giocare a calcio l\u00ec, fra le pecore e le pietre\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Suo nonno fu assassinato dai cetnici serbi.<\/b><br \/>\u00abNon amo parlare di questo. State riaprendo una ferita terribile\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ci dispiace.<\/b><br \/>(Luka Modric resta un attimo in silenzio. Poi riprende a raccontare). Era il dicembre del 1991, avevo sei anni. Una sera il nonno non torn\u00f2 a casa. Andarono a cercarlo. Gli avevano sparato in un prato ai margini della strada. Aveva sessantasei anni. Non aveva fatto nulla di male a nessuno. Ricordo il funerale. Pap\u00e0 che mi porta davanti alla bara e mi dice: \u201cFiglio mio, da\u2019 un bacio al nonno\u201d. Ancora oggi mi chiedo: come si fa a uccidere un uomo buono, un uomo giusto? Perch\u00e9?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 lo uccisero?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 era la guerra. Mio padre part\u00ec volontario. Noi dovemmo lasciare tutto, da un giorno all\u2019altro. Amici, affetti, cose. Ci rifugiammo prima a Makarska, nel campo profughi dell\u2019orfanotrofio. Poi a Zara\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Hotel Kolovare, l\u2019inizio di una nuova vita.<\/b><br \/>\u00abCi diedero una stanza al piano terra: pap\u00e0, quando c\u2019era, mamma, mia sorella Jasmina e io dormivamo in un unico letto. Fuori, nel parcheggio dell\u2019albergo, giocavamo a pallone da mattina a sera. Io correvo con la tuta del Milan, sognando di diventare un giorno calciatore. Anche le scarpette erano di una marca italiana\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ancora se le ricorda?<\/b><br \/>\u00abNere e verdi, pi\u00f9 grandi di un numero. Le pi\u00f9 belle della mia vita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che vita era?<\/b><br \/>\u00abDico la verit\u00e0: non fosse stato per le granate, che erano frequenti e ci costringevano a scappare nei rifugi sotterranei quando suonava l\u2019allarme, posso dire che fu un\u2019infanzia normale. O forse normalizzata, nel senso che il pallone ci aiutava a vivere la vita come sarebbe giusto viverla, a quell\u2019et\u00e0. Eravamo tanti bambini, ma si giocava anche contro gli adulti: l\u00ec ho imparato che sul campo nessuno ti regala niente. Quegli anni mi hanno reso quello che sono\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Oggi le guerre non sono finite.<\/b><br \/>\u00abUna follia. Non capivo quella di allora, non capisco quelle di oggi. La vita \u00e8 meravigliosa. La guerra rovina tutto, senza ragione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La Croazia ha meno di quattro milioni di abitanti. Eppure eccelle nello sport, a cominciare dal calcio. In Russia nel 2018 e in Qatar nel 2022 l\u2019Italia neppure c\u2019era, voi siete arrivati secondi e terzi. Qual \u00e8 il segreto?<\/b><br \/>\u00abLa mentalit\u00e0. Saper soffrire, non arrendersi mai. Ci hanno insegnato che per ottenere qualcosa devi combattere. E poi devi difenderla. Il talento conta, ma non basta. Credo che l\u2019esperienza della guerra abbia inciso, sotto questo aspetto, su tutta la mia generazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il calcio italiano invece \u00e8 in enorme difficolt\u00e0. \u00c8 la mentalit\u00e0 che manca?<\/b><br \/>\u00abForse s\u00ec. Ma spero di rivedervi al Mondiale. Io sono cresciuto con il mito del calcio italiano\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In molti rivedono in lei Pirlo.<\/b><br \/>\u00abLi ringrazio, il paragone mi onora: Pirlo ha sei anni pi\u00f9 di me, ha aperto una strada. Ma il mio idolo, Boban a parte, era Francesco Totti. In serie A avevate calciatori favolosi. Li guardavo e mi dicevo: quello \u00e8 il calcio che voglio giocare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019Italia si qualificher\u00e0 per il Mondiale americano?<\/b><br \/>\u00abNon \u00e8 facile, gli spareggi sono due partite secche, prima con l\u2019Irlanda del Nord e poi in caso di vittoria Galles o Bosnia. Ma ho fiducia\u00bb. (Dalla porta alle spalle di Modric sbuca Max Allegri, e sorridendo abbraccia il suo campione: \u00abMi raccomando, ascoltate bene il maestro: ha sempre ragione\u00bb).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che rapporto ha con Allegri?<\/b><br \/>\u00abFinch\u00e9 non esce dalla stanza non posso dirvi niente! A parte gli scherzi, ha una personalit\u00e0 incredibile. Somiglia un po\u2019 ad Ancelotti: sensibile, divertente, ama fare scherzi. Ma sul campo, come tecnico, \u00e8 un grandissimo. Sa di calcio come pochi. Non lo conoscevo cos\u00ec bene, ma sono felice che oggi sia il mio allenatore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Appunto, Ancelotti?<\/b><br \/>\u00abCarlo \u00e8 il numero uno. Difficile trovare parole. Per il suo modo di essere, non solo per le sue qualit\u00e0 in panchina. Abbiamo parlato tante volte di Milano e del Milan, quando eravamo a Madrid. Anche per lui questo posto era unico. Ricordo quando lo conobbi. Io ero solo in citt\u00e0. Lui mi telefon\u00f2 e mi disse: \u00abSu, vieni a cena con me\u00bb. Parlammo per ore, di tutto. Di calcio, della famiglia, della vita. Di solito gli allenatori non danno confidenza ai giocatori. Lui s\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Mourinho?<\/b><br \/>\u00abSpeciale. Come tecnico e come persona. Fu lui a volermi al Real Madrid, senza Mourinho non sarei mai arrivato. Mi spiace averlo avuto una sola stagione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il pi\u00f9 duro dei tre?<\/b><br \/>\u00abMourinho. L\u2019ho visto fare piangere negli spogliatoi Cristiano Ronaldo, uno che in campo d\u00e0 tutto, perch\u00e9 per una volta non aveva rincorso il terzino avversario. Mourinho \u00e8 molto diretto con i giocatori, ma \u00e8 onesto. Trattava Sergio Ramos e l\u2019ultimo arrivato allo stesso modo: se doveva dirti una cosa, te la diceva. Anche Max \u00e8 cos\u00ec: ti dice in faccia quello che va e quello che non va. L\u2019onest\u00e0 \u00e8 fondamentale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019allenatore pi\u00f9 importante della sua vita?<\/b><br \/>\u00abTomo Basic, in Croazia, quando ero ragazzino. Era amico di mio padre. Ci insegnava ad affrontare le ingiustizie. Faceva apposta male a qualcuno e osservava le nostre reazioni. Alcuni si arrabbiavano, altri piangevano perch\u00e9 erano a disagio. Ci spiegava che nel calcio, come nella vita, avremmo visto di tutto, anche le prepotenze. E avremmo dovuto imparare ad affrontare i momenti difficili. C\u2019\u00e8 stato un momento in cui dicevano che non potevo fare il calciatore professionista perch\u00e9 ero troppo piccolino, troppo fragile: lui mi diceva di non ascoltare. Conta quello che pensi tu di te stesso, non quello che dicono gli altri. Aveva ragione. Mi assicurava: diventerai il migliore al mondo. Senza di lui, senza le sue parole, non sarei mai arrivato dove sono\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei sta da sempre con la stessa donna, Vanja. Come l\u2019ha conosciuta?<\/b><br \/>\u00abEra l\u2019autunno del 2004, giocavo nella Dinamo Zagabria. Siamo insieme da allora, non ci siamo mai lasciati. Lei lavorava in un\u2019agenzia che si occupava di trovare gli appartamenti ai giocatori. La prima volta che mi chiam\u00f2 per aiutarmi a organizzare il trasloco, la tenni al telefono tre ore chiedendole qualunque cosa, anche la pi\u00f9 inutile, pur di parlare con lei. Da l\u00ec, poco a poco, il nostro amore \u00e8 cresciuto. Per me \u00e8 importantissima. Oggi abbiamo tre figli: il primogenito, Ivano, ha quindici anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gioca a pallone?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, gli piace, ma non voglio forzarlo, deve fare la sua strada. Ema ha dodici anni, Sofia otto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nella sua autobiografia, \u00abA modo mio\u00bb, pubblicata in Italia da Sperling&amp;Kupfer, lei racconta che sua moglie ha sofferto molto.<\/b><br \/>\u00abQuando \u00e8 nato Ivano faticava a respirare. Trombosi a un polmone. Ricordo una corsa in ospedale: non ho mai guidato tanto veloce in vita mia. Dopo i primi due figli, i medici ci avevano suggerito di fermarci. Ma mia moglie voleva il terzo, anche se era rischioso. E quando le donne vogliono, le donne possono. Grazie a Dio, \u00e8 andato tutto bene. Sofia \u00e8 l\u2019allegria della nostra casa. A Milano la mia famiglia si trova benissimo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che impressione le ha fatto la citt\u00e0?<\/b><br \/>\u00abLa conosco poco, non ho ancora visitato n\u00e9 il Duomo n\u00e9 il cenacolo di Leonardo, ma rimedier\u00f2. Amo stare a casa, in zona Porta Nuova. I milanesi sono molto gentili con me. Ogni tanto mi fermano per strada, la cosa un po\u2019 mi imbarazza, ma non mi d\u00e0 fastidio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Messi o Cristiano Ronaldo?<\/b><br \/>\u00abE\u2019 una domanda che non mi piace. Hanno segnato un\u2019epoca. Sono pi\u00f9 legato a Cristiano perch\u00e9 ho giocato con lui, \u00e8 stato mio compagno al Madrid, e vi assicuro che non \u00e8 soltanto un grande calciatore; \u00e8 una persona incredibile. La gente non lo sa, ma ha un cuore enorme, sempre pronto ad aiutare gli altri. Ed \u00e8 un uomo semplice, normale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E Messi?<\/b><br \/>\u00abCome uomo non lo conosco, ma non ho dubbi che sia anche lui straordinario. Come giocatore, magnifico\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Con Ibra, oggi consulente di RedBird, il fondo che controlla il Milan, che rapporto ha?<\/b><br \/>\u00abBuono. Quando ci vediamo, parliamo nella nostra lingua, serbo-croato, e nessuno ci capisce\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ibra nel 2020 \u00e8 tornato al Milan a quasi quarant\u2019anni. E ha vinto lo scudetto.<\/b><br \/>\u00abVediamo se riusciamo a rifarlo. Siamo in una situazione buona di classifica, manca ancora molto e ci sono molte avversarie forti, ma pu\u00f2 succedere. Mai dire mai. Abbiamo molti margini di miglioramento, il mister sta facendo un grandissimo lavoro. Il nostro obiettivo deve essere puntare sempre al massimo. Siamo il Milan ed \u00e8 giusto cos\u00ec. Per me essere qui \u00e8 aver chiuso un cerchio. Ora per\u00f2 pensiamo giorno per giorno, nel calcio come nella vita non bisogna mai ragionare troppo sul futuro. Dopo ogni partita, ce n\u2019\u00e8 un\u2019altra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tutti i calciatori hanno tatuaggi, lei no. Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 non mi piacciono. Mai piaciuti. O meglio qualcuno magari mi piace anche, a volte stanno bene, ma sulla pelle degli altri. Sulla mia, no. Ovviamente non ho nulla contro quelli che si tatuano\u00bb (Modric sorride).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei crede in Dio?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come immagina l\u2019aldil\u00e0?<\/b><br \/>\u00abBuona domanda. Al di l\u00e0 di cosa? Del calcio o della vita?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tutte e due.<\/b><br \/>\u00abPartiamo dal calcio, che \u00e8 pi\u00f9 facile. Vorrei restare, come allenatore o come dirigente, non so ancora. Ma prima credo di avere ancora qualcosa da dare sul campo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E dopo la vita?<\/b><br \/>\u00abNon ci penso quasi mai: come calciatore sono vecchio, ma come uomo sono ancora giovane. Una volta ne ho parlato con un amico\u2026\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un altro calciatore?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, Mateo Kovacic. Anche lui \u00e8 cattolico. E ci siamo detti che qualcosa dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8. Forse l\u00e0 incontreremo i nostri cari, forse rivedr\u00f2 mio nonno Luka. Non lo so, davvero. Ma qualcosa c\u2019\u00e8. Ci spero tanto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha giocato con la Nazionale croata contro la Serbia. E\u2019 una partita speciale?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Non \u00e8 come giocare contro il Galles\u2026\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che ricordo ne ha?<\/b><br \/>\u00abCi ho giocato due volte, nel 2013, qualificazioni ai Mondiali. 2-0 per noi a Zagabria, 1-1 a Belgrado. Ambienti difficilissimi, in entrambi i casi. Non erano sfide normali, la guerra si sentiva ancora, si sente ancora. Credo che sar\u00e0 sempre cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un altro bambino di guerra, sia pure sull\u2019altro fronte, \u00e8 Novak Djokovic.<\/b><br \/>\u00abLo conosco, ci siamo parlati. E\u2019 un grande. Forse il miglior tennista della storia. Non solo per i titoli. Quando lo vedo \u00e8 sempre un piacere. Ha molto da raccontare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha giocato anche in Bosnia, da ragazzo.<\/b><br \/>\u00abAllo Zrinjski Mostar, la mia prima esperienza, in prestito dalla Dinamo Zagabria. Fu durissima. C\u2019erano bosniaci, croati, serbi. E c\u2019erano tre religioni: musulmani, cattolici, ortodossi. Quando andavi a giocare a Sarajevo era un inferno. Gli arbitri non ti proteggevano. Non era facile. Avevo diciassette anni. E mi \u00e8 servito molto. Se hai giocato in Bosnia subito dopo la guerra, puoi giocare dappertutto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La \u00abcasa alta\u00bb che fine ha fatto?<\/b><br \/>\u00abFu incendiata dopo l\u2019assassinio del nonno. Il terreno attorno \u00e8 stato sminato, anche se ci sono ancora i cartelli di pericolo. Oggi \u00e8 di propriet\u00e0 dello Stato. Tutta in rovina, piena di erbacce. Pensano di farci un museo. Ma non vorrei che fossero altri a decidere. La vorrei comprare. Per il nonno e anche per me. Quel rudere \u00e8 un pezzo della mia vita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-31T08:00:55+01:00\">31 dicembre 2025 ( modifica il 31 dicembre 2025 | 08:00)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo e Carlos Passerini Il centrocampista del Milan si racconta: \u00abSono in Italia per vincere. 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