{"id":284524,"date":"2025-12-31T08:33:13","date_gmt":"2025-12-31T08:33:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284524\/"},"modified":"2025-12-31T08:33:13","modified_gmt":"2025-12-31T08:33:13","slug":"la-verita-47","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284524\/","title":{"rendered":"| La Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Poliedrico \u00e8 dir poco. Melomane e regista di opera lirica, raffinato uomo di lettere, ma anche re del gossip e adesso pure indagato per violenza sessuale ed estorsione. <strong>Alfonso Signorini<\/strong> \u00e8 questo e molto altro. Nato nella periferia di Milano, nel quartiere Affori, il 7 aprile 1964. Figlio della media borghesia (pap\u00e0 impiegato e mamma casalinga), ha una solida formazione scolastica.<\/p>\n<p>Diploma al Liceo Classico Omero, laurea in Lettere classiche all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, diploma di pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi. Ha ottenuto anche una laurea in Filologia medievale e umanistica, con una tesi su <strong>Lorenzo Valla<\/strong>, filologo e umanista del 1400. Terminati gli studi inizia a insegnare italiano, latino, greco, storia e geografia al liceo classico dell\u2019Istituto Leone XIII, a Milano. Pi\u00f9 tardi, scriver\u00e0 libri apprezzati e di successo tra cui una ricca biografia di <strong>Maria Callas<\/strong>.<\/p>\n<p>All\u2019epoca era anche fidanzato in casa con una ragazza. Ma superati i 30 anni decide di cambiare radicalmente la propria vita e di fare coming out, senza, per\u00f2, dare un peso politico alla sua omosessualit\u00e0. Comincia a fare il giornalista alla Provincia di Como e poi entra in Mondadori, dove scala tutti i gradi del cursus honorum all\u2019interno del settimanale Chi, dove diventa condirettore di <strong>Silvana Giacobini<\/strong>. Ma tra i due qualcosa si rompe e <strong>Signorini<\/strong> viene allontanato. Nel frattempo \u00e8 entrato nelle grazie di <strong>Carlo Rossella<\/strong>, direttore di Panorama, di <strong>Piero Chiambretti<\/strong> (che lo ha ingaggiato, nel 2002, come ospite fisso, in veste di esperto di costume e gossip, nella sua trasmissione Chiambretti c\u2019\u00e8) e di <strong>Lele Mora<\/strong>, che lo ha inserito nella sua scuderia di personaggi televisivi, uno dei suoi \u00abtalent\u00bb, la sua faccia sorridente compare sul sito dell\u2019agenzia LM Management tra <strong>Costantino Vitagliano<\/strong> e <strong>Daniele Interrante<\/strong>. <strong>Signorini<\/strong> scrive per Panorama e la sua consacrazione \u00e8 proprio una copertina insieme a <strong>Chiambretti<\/strong>, entrambi vestiti da bambini (il titolo \u00e8 \u00abRimbambini\u00bb). <strong>Signorini<\/strong>, da oscuro collaboratore di giornali diventa un personaggio da prima pagina. E la Mondadori decide di puntare su di lui. Pensa di affiancarlo in veste di condirettore anche a <strong>Umberto Brindani<\/strong>, chiamato a sostituire la <strong>Giacobini <\/strong>alla guida di Chi. Alla fine <strong>Signorini<\/strong> si deve accontentare dei gradi di vicedirettore e deve accettare di farsi cancellare dall\u2019elenco dei \u00abtalent\u00bb di <strong>Mora<\/strong>.<\/p>\n<p>Per un giornalista essere associato a un personaggio chiacchierato come l\u2019ex parrucchiere di Bagnolo di Po non \u00e8 un gran biglietto da visita. Ma c\u2019\u00e8 un dato che accompagna la biografia di <strong>Signorini<\/strong> come una costante: il suo nome torna attorno ad alcuni dei pi\u00f9 seguiti e delicati meccanismi del mondo vip. Il primo grande snodo \u00e8 Vallettopoli, l\u2019inchiesta coordinata nel 2007 a Potenza dal pm <strong>Henry John Woodcock<\/strong>, che scoperchi\u00f2 il sistema delle foto, dei favori e delle mediazioni attorno a personaggi pubblici, politici e dello spettacolo. In quel contesto, durante gli interrogatori dei fotografi delle agenzie di stampa, emerse anche il nome del direttore di Chi. La spiegazione fornita fotografava un ruolo centrale: Chi, infatti, secondo i fotografi era l\u2019approdo. <strong>Signorini<\/strong>, chiamato in causa come direttore della testata di riferimento del gossip italiano, rispose con una linea netta e invariata nel tempo, parlando di \u00abassoluta estraneit\u00e0\u00bb e di \u00abtotale trasparenza e correttezza nello svolgimento della sua attivit\u00e0 professionale\u00bb. Vallettopoli, per\u00f2, non rimase un caso isolato. Negli anni successivi, a Milano, il pm <strong>Frank Di Maio<\/strong> indag\u00f2 su altri filoni legati al mercato delle immagini dei vip, alle foto ritirate, alle mediazioni tra fotografi, agenzie e settimanali. Gli investigatori non volevano pi\u00f9 sapere solo dei \u00abmalamente\u00bb che provavano a ricattare i vip, ma volevano salire di livello e scoprire chi offriva loro una sponda, accettando di acquistare servizi fotografici compromettenti e di metterli in un cassetto. E cominciarono a puntare sulle figure chiave di quel mondo: i direttori delle riviste a cui tutti si rivolgevano quando c\u2019era uno scatto sensibile o una foto che poteva danneggiare le carriere. Ma il pm si ammal\u00f2 e mor\u00ec, portandosi dietro i segreti di quell\u2019inchiesta.<\/p>\n<p>Ma il nome di <strong>Signorini<\/strong> ricomparve con il caso di <strong>Piero Marrazzo<\/strong>, il governatore dem del Lazio finito in una brutta storia di trans e cocaina.<\/p>\n<p>Nel 2009 i titolari di un\u2019agenzia fotografica cercarono di vendere il video in cui il politico era in compagnia della escort Natalie. <strong>Signorini<\/strong>, in Tribunale, spieg\u00f2 che non era pubblicabile, perch\u00e9 \u00abera una chiara violazione della privacy\u00bb. E, cos\u00ec, decise di informare il suo editore. Lo stesso accadde con <strong>Silvio Sircana<\/strong> (allora portavoce del premier <strong>Romano Prodi<\/strong> immortalato mentre parla con un trans in una strada di Roma): \u00abInformai i vertici aziendali, anche se in quel caso non era in gioco la violazione della privacy ma quella della sfera sessuale\u00bb. Di quel video, spieg\u00f2 <strong>Signorini<\/strong>, conserv\u00f2 \u00abuna copia nel pc\u00bb, che poi consegn\u00f2 ai carabinieri. Emerge una dimestichezza totale non solo con la dimensione dei vip, ma anche con i risvolti politici.<\/p>\n<p>Dentro questa traiettoria, fatta di carta patinata, televisione generalista e costume, a un certo punto compare anche un racconto antagonista. \u00c8 quello di <strong>Fabrizio Corona<\/strong>, che, con La Verit\u00e0, da Dubai, dove \u00e8 in vacanza, rivendica il ruolo di detonatore del caso e che, parlando di <strong>Signorini<\/strong>, proprio a proposito dell\u2019inchiesta di <strong>Woodcock<\/strong> usa toni e parole senza mediazioni. Costruisce subito un parallelismo con il suo passato, rivendicando una differenza numerica e morale: \u00abIo su 10.000 servizi fotografici ne ho ritirati otto in dieci anni. Lui ne avr\u00e0 ritirati 500\u00bb. Ma l\u2019amarcord non \u00e8 finito: \u00abOra \u00e8 come a Potenza. All\u2019epoca, nel mio caso, tutti i testimoni riferirono che non era un\u2019estorsione, che le foto ritirate e non pubblicate venivano percepite come un favore, ma per i giudici era un\u2019estorsione\u00bb. E parte con un\u2019equazione mediatica: \u00abPrendiamo il caso Signorini: \u00e8 uguale. Probabilmente molti testimoni diranno che non era violenza sessuale, ma il punto \u00e8 che in cambio andavano al Grande fratello, bum, bum, bum\u00bb. Poi riflette: \u00abQua c\u2019\u00e8 uno snodo sessuale\u00bb. E aggiunge: \u00abLo agganci dal nulla (un aspirante, ndr), esponi il tuo potere, lo chiami, lo seduci, la butti sul sesso e poi dici: \u201cVuoi fare il Grande fratello?\u201d. \u00c8 il Me too italiano, l\u2019ho detto\u00bb. <strong>Corona<\/strong>, nel suo format Falsissimo, riconosce a <strong>Signorini<\/strong> di aver \u00abfatto una carriera stratosferica\u00bb. Ricordando, per\u00f2, che \u00abera seduto nell\u2019ultimo posto a tavola, nell\u2019angolino, a casa di <strong>Lele Mora<\/strong>. Me lo ricordo come se fosse ieri quando \u00e8 arrivato <strong>Bobo Vieri<\/strong> che lo ha attaccato al muro perch\u00e9 faceva lo scrivano delle notiziole. Poi di colpo, attraverso una serie di cose, diventa direttore di Chi, comincia a scrivere libri e a condurre programmi, e comincia a diventare il capo della Bibbia del gossip, togliendo il posto a tutte le conduttrici\u00bb. E a questo punto lo imita: \u00abBeh, vabbeh, adoro\u00bb. Un altro che ha conosciuto bene \u00abAlfonsina la pazza\u00bb (copyright di Dagospia) \u00e8 <strong>Gabriele Parpiglia<\/strong>, per anni braccio destro di <strong>Signorini<\/strong> a Chi. \u00c8 <strong>Parpiglia<\/strong> a restituire, con parole personali, un\u2019immagine filtrata dalla delusione. Risponde da New York: \u00abSto per entrare a teatro, ma in questi giorni ho dedicato ad Alfonso diversi pensieri\u00bb. Uno \u00e8 questo: \u00abSe fossi ancora in rapporti con Alfonso, so che mi direbbe: \u201cParpi, per carit\u00e0, ci mancava solo il Codacons (autore di un esposto dopo le rivelazioni di Falsissimo, ndr). Tu li conosci? Chiamali! Capisci!\u201d. Perch\u00e9 in fondo \u00e8 sempre stato cos\u00ec, la mano l\u2019ho data continuamente io. Ma la sua, di mano, non l\u2019ho mai trovata\u00bb. Il racconto di <strong>Parpiglia<\/strong> si fa introspettivo e cupo: \u00abIn aereo ho fatto una gag dedicata a tutti quelli che sono riapparsi in questo periodo, desiderosi di farmi sentire il loro sostegno. Ma ora mi chiedo dov\u2019erano quando in un anno solo ho perso <strong>Maurizio Costanzo<\/strong>, <strong>Bruganelli<\/strong> (Sonia, ex moglie di <strong>Paolo Bonolis<\/strong><strong> del quale <\/strong><strong>Parpiglia<\/strong><strong> \u00e8 stato un collaboratore, ndr<\/strong>) e <strong>Signorini<\/strong>?\u00bb. Il racconto diventa ancora pi\u00f9 crudo: \u00abDov\u2019erano quando ho pensato davvero di farla finita? Dov\u2019erano quando anche mia madre si \u00e8 ridotta a mandare una mail a <strong>Signorini<\/strong> perch\u00e9 mi vedeva colpito sia nella mente che nel fisico, mentre annaspavo? Secondo voi il Sommo (<strong>Signorini<\/strong><strong>, ndr<\/strong>) ha risposto a mia madre? Manco per idea e solo per questo non lo perdoner\u00f2 mai e non prover\u00f2 nemmeno pena\u00bb. Il giudizio finale \u00e8 netto, personale, senza appello: \u00abAlfonso ha perso e sta male. Lo conosco. Non lotta, perch\u00e9 lui in guerra sarebbe l\u2019ultimo dei soldati che si farebbe sparare. Preferirebbe nascondersi dietro un collega per sacrificarlo al posto suo\u00bb. E conclude: \u00abGli mancher\u00e0 la lucina rossa (quella della regia televisiva, ndr). Pazienza. Il mondo va avanti\u00bb.<\/p>\n<p>E anche le inchieste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Poliedrico \u00e8 dir poco. 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