{"id":284576,"date":"2025-12-31T09:24:09","date_gmt":"2025-12-31T09:24:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284576\/"},"modified":"2025-12-31T09:24:09","modified_gmt":"2025-12-31T09:24:09","slug":"disturbo-cognitivo-lieve-il-cervello-rilancia-uno-studio-dimostra-la-resilienza-cerebrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284576\/","title":{"rendered":"Disturbo cognitivo lieve: il cervello rilancia. Uno studio dimostra la resilienza cerebrale"},"content":{"rendered":"<p>Non tutti i pazienti con disturbo cognitivo lieve, una condizione intermedia tra il normale invecchiamento cerebrale e la demenza, sviluppano realmente una demenza: alcuni, pur presentando numerosi fattori di rischio biologico e alterazioni di specifici biomarcatori, mostrano una sorprendente capacit\u00e0 di resistenza alla progressione della malattia.<\/p>\n<p>Il dato emerso non rappresenta una novit\u00e0 assoluta ed \u00e8 in linea con quanto confermato da un gruppo di ricercatori italiani che ha tuttavia sviluppato un approccio particolarmente innovativo. I risultati sono descritti in un articolo pubblicato su Alzheimer&#8217;s &amp; Dementia. Lo studio, il cui primo autore \u00e8 Chiara Pappalettera, ingegnere biomedico e ricercatrice dell&#8217;Irccs San Raffaele di Roma, si inserisce nell&#8217;ambito del progetto Interceptor, un ampio programma di ricerca avviato nel 2018 e finanziato dal Ministero della Salute e dall&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco, dedicato all&#8217;identificazione precoce dei meccanismi che conducono allo sviluppo delle demenze.<\/p>\n<p>\u00abLa ricerca &#8211; spiega Paolo Maria Rossini (nella foto), direttore del dipartimento di Neuroscienze dell&#8217;Istituto romano, responsabile di Interceptor e dello studio &#8211; ha coinvolto 351 soggetti con disturbo cognitivo lieve, seguiti per tre anni\u00bb. Al termine del follow-up circa un terzo dei pazienti ha sviluppato una forma di demenza, il 22% una forma riconducibile all&#8217;Alzheimer. Una quota significativa di soggetti, oltre il 52% di quelli con 2 importanti biomarcatori di rischio alterati (il volume dell&#8217;ippocampo misurato con la risonanza e la PET), non ha tuttavia mostrato alcuna progressione. \u00ab\u00c8 stato a questo punto che ci siamo posti la domanda cruciale &#8211; prosegue Rossini &#8211; Come mai soggetti con disturbo cognitivo lieve, quindi gi\u00e0 a rischio, e con biomarcatori alterati come la PET e la volumetria dell&#8217;ippocampo non sviluppano la malattia?\u00bb.\n<\/p>\n<p> \u00abAbbiamo osservato una maggiore capacit\u00e0 di sincronizzazione e di connessione dei lobi frontali per specifici ritmi cerebrali, come se queste aree fossero fortemente interconnesse tra loro &#8211; spiega Rossini -e abbiamo riscontrato differenze significative nel rapporto tra ritmo alfa (cervello vigile) e ritmo delta (sonno profondo), in particolare a livello del lobo temporale destro\u00bb. Si tratta di veri e propri segni di resilienza cerebrale, che consentono al cervello di compensare il danno potenziale associato ai fattori di rischio biologici, mantenendo pi\u00f9 a lungo le funzioni cognitive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non tutti i pazienti con disturbo cognitivo lieve, una condizione intermedia tra il normale invecchiamento cerebrale e la&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":284577,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[53069,239,1537,90,89,32610,240],"class_list":{"0":"post-284576","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-declino-cognitivo","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-ricerca-scientifica","14":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115813460472704960","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284576","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=284576"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284576\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/284577"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=284576"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=284576"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=284576"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}