{"id":284736,"date":"2025-12-31T12:04:12","date_gmt":"2025-12-31T12:04:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284736\/"},"modified":"2025-12-31T12:04:12","modified_gmt":"2025-12-31T12:04:12","slug":"una-di-famiglia-la-recensione-del-biondissimo-thriller-camp-con-sydney-sweeney-e-amanda-seyfried","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284736\/","title":{"rendered":"Una di famiglia, la recensione del biondissimo thriller camp con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried"},"content":{"rendered":"<p>                    Senza il timore di esagerare, Sydney Sweeney e Amanda Seyfried conducono con sorprendente verve un thriller che, dopo una partenza disastrosa, trova una sua gustosa quadra.\n              <\/p>\n<p>Alla vigilia della scorsa cerimonia degli Oscar, il CEO del potente distributore statunitense NEON Tom Quinn partecip\u00f2 a un noto podcast per parlare della campagna promozionale di Anora di Sean Baker, che avrebbe di l\u00ec a poco sbaragliato la concorrenza e vinto anche la statuetta come miglior film dell\u2019anno. Quinn sottoline\u00f2 come NEON avesse puntato sul film di Baker, tra le molte ragioni, perch\u00e9 <strong>aveva un finale semplicemente perfetto<\/strong>. Premi come gli Oscar si vincono quando la pellicola che promuovi si fa ricordare da chi la guarda e uno dei metodi pi\u00f9 efficaci \u00e8 <strong>girare un buon film che abbia una chiusa splendida<\/strong>, capace di lasciare dietro di s\u00e9 un ricordo tangibile e positivo.<\/p>\n<p>    Gallery<\/p>\n<p>Un B movie con un cast glamour di prima categoria<\/p>\n<p>Una di famiglia &#8211; The Housemaid fa esattamente questo, prendendo alla lettera il consiglio di Quinn. Da Bridesmaids a Un piccolo favore, il regista P<strong>aul Feig sta costruendo un piccolo universo cinematografico fondato su protagoniste femminili dai tratti molto distintivi,<\/strong> cos\u00ec calcati da divenire talvolta volontariamente caricaturali, interpretate spesso da attrici che a loro volta godono di un certo tipo di notoriet\u00e0 e che aggiungono, pi\u00f9 o meno direttamente, un ulteriore strato di glamour e gossip a <strong>B movie pensati per regalare intrattenimento senza lesinare sull\u2019eccesso e sull\u2019esagerazione<\/strong>. Il realismo, la verosimiglianza o la pacatezza non fanno parte del vocabolario di Feig, che preferisce scandali, cat fight e complotti in un vasto range di pellicole che spaziano dalla commedia al thriller. Rispetto al pi\u00f9 recente Un piccolo favore, The Housemaid si rif\u00e0 proprio al thriller puro, tanto che <strong>la sceneggiatura di Rebecca Sonnenshine guarda con insistenza<\/strong>, per costruzione e toni, <strong>a Gone Girl &#8211; L\u2019amore bugiardo di David Fincher<\/strong>. Quel tipo di approccio e la suddivisione della storia in due distinti punti di vista (che rivedono e talvolta ribaltano il significato di certi eventi) ci sono anche qui, dove le ambizioni sono per\u00f2 di tutt\u2019altro genere, cos\u00ec come i toni e il grado di raffinatezza con cui la storia viene raccontata.<\/p>\n<p>Trad Wife vs Zoomer radicale<\/p>\n<p>Una di famiglia si presenta con un\u2019apertura ai limiti del catastrofico, che ben si accompagna alla situazione della sua protagonista: nonostante si presenti come un\u2019ottima governante con molta esperienza, <strong>Millie (Sydney Sweeney) \u00e8 in realt\u00e0 una giovane donna senza legami e senza soldi,<\/strong> che sfrutta la sua apparenza di ragazza bella e inoffensiva per tentare di trovare un lavoro e mantenere una condizione di estrema precariet\u00e0, dormendo in macchina, comunque preferibile al passato da cui sta cercando di fuggire.<\/p>\n<p>Venire assunta dall\u2019<strong>altrettanto bella e bionda Nina (Amanda Seyfried) \u00e8 un sogno per cui vale la pena mentire<\/strong> e non far troppo caso alle manie nevrotiche e alle crisi di rabbia che la datrice di lavoro dimostra fin da subito. <strong>Millie e Nina sono due recenti evoluzioni dell\u2019immaginario femminile politico e social(e),<\/strong> che Feig e la sua sceneggiatrice hanno il merito di essere tra i primi a portare sullo schermo in un film di consumo. <strong>Nina \u00e8 l\u2019incarnazione della tradwife,<\/strong> ovvero la versione aggiornata al secondo mandato Trump della perfetta moglie e madre di casa che supporta il marito, rimane tra le mura domestiche, gira sempre vestita di bianco e senza un capello fuori posto, lodando i valori della famiglia e dedicandosi alle attivit\u00e0 comunitarie legate all\u2019istruzione e ai saggi di danza della figlia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1_b3a1835cb0.jpg\" width=\"600\" height=\"400\" class=\"\" alt=\"Nel thriller Una di famiglia le \u201cgemelle\u201d Sydney Sweeney e Amanda Seyfried sono bionde, folli e fedelissime alla causa camp \" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p><strong>Millie \u00e8 invece l\u2019inquieta incarnazione di una generazione Z senza prospettive,<\/strong> che non esita ad approcciare lavoro e vita in un\u2019ottica amorale e personale, volta a estrarre il massimo vantaggio possibile, che \u00e8 comunque a malapena sufficiente alla propria sopravvivenza e indipendenza. Man mano che ne scopriamo la storia, capiamo che Millie ha interiorizzato e <strong>radicalizzato le pi\u00f9 recenti lezioni del femminismo<\/strong> o, per citare una vecchia battuta di Sherlock, \u201c\u00e8 dalla parte degli angeli ma non \u00e8 uno di loro\u201d.<\/p>\n<p>Millie viene dunque assunta per cucinare, pulire la grande magione dei Winchester e occuparsi della figlia, ricevendo in cambio un cellulare, una stanzetta in mansarda dove vivere, vitto e stipendio. L\u2019incarico per\u00f2 si rivela tortuoso: Nina \u00e8 astuta e falsa quanto lei e <strong>le sue relazioni con il marito, la figlia, la suocera e le amiche di vicinato sono ricche di sfumature sinistre e incognite.<\/strong> Inoltre la governante capisce di provare un\u2019attrazione per il marito Brandon (Brandon Sklenar), incredibilmente paziente con le scenate isteriche della moglie e sodale con la nuova assunta, che difende dagli attacchi spesso irrazionali, ma non del tutto infondati, di Nina.<\/p>\n<p>The Housemaid si avvia nel peggiore dei modi, con una serie di riprese stereotipate e dialoghi cos\u00ec fasulli da risultare imbarazzanti. Il film si affretta a fornirci tutte le informazioni necessarie per introdurci a una storia che, dato il successo raccolto da Gone Girl all\u2019uscita, <strong>ha almeno un paio di snodi prevedibili nella seconda met\u00e0.<\/strong> Il secondo tempo per\u00f2, \u00e8 proprio quello in cui il film mostra le sue carte e osa pi\u00f9 della tensione triangolare tra l\u2019attrazione di Millie per Brandon e l\u2019ostilit\u00e0 di Nina verso la dipendente. \u00c8 anche quello in cui gli intoppi iniziali vengono cancellati da un fluire via via pi\u00f9 spedito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/10_8b894b2ee6.jpg\" width=\"600\" height=\"400\" class=\"\" alt=\"Nel thriller Una di famiglia le \u201cgemelle\u201d Sydney Sweeney e Amanda Seyfried sono bionde, folli e fedelissime alla causa camp \" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Amanda Seyfried e Sydney Sweeney si divertono e ci divertono<\/p>\n<p>Ancora una volta <strong>Feig non ha paura di ricorrere all\u2019esagerazione e all\u2019eccesso,<\/strong> cercando un continuo crescendo di tensione e chiedendo molto alle sue protagoniste. Entrambe si dimostrano perfette: <strong>Amanda Seyfried \u00e8 bravissima nel dare in escandescenze,<\/strong> crogiolandosi nell\u2019isteria pura senza perdere mai il controllo del ruolo. Insieme a Il testamento di Ann Lee, l\u2019altro film dell\u2019annata che la vede nei panni di una donna estrema e radicale, sebbene dal registro e dalle ambizioni completamente differenti, Una di famiglia dimostra come <strong>Seyfried sappia restituire con naturalezza e genuino trasporto ruoli di grande intensit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Sydney Sweeney la ritroviamo qui dopo un anno non facile a livello personale, <strong>circondata da scandali politici che l\u2019hanno vista diventare,<\/strong> pi\u00f9 o meno volontariamente, <strong>il volto di una certa narrazione politica repubblicana.<\/strong> The Housemaid arriva dopo una campagna pubblicitaria che l\u2019ha resa radioattiva per parte del pubblico e dopo Christy, il suo progetto filmico \u201cserio\u201d frantumatosi al botteghino insieme ai suoi sogni di salto di qualit\u00e0 interpretativo. Eppure qui Sweeney torna a presentarsi come una sorta di unicum hollywoodiano: <strong>un\u2019attrice che non ha paura di usare il proprio sex appeal, ma anche di sporcarsi le mani e la reputazione,<\/strong> in pellicole commerciali che, anno dopo anno, la vedono protagonista e produttrice di una hit silente dopo l\u2019altra.<\/p>\n<p>A ben vedere,\u00a0<strong>il suo ruolo non \u00e8 certo elogiativo:<\/strong> Millie non ne esce come una cima n\u00e9 come una bella persona. Eppure \u00e8 lei la vera protagonista della pellicola, che gioca volutamente sulla somiglianza delle sue ossigenatissime protagoniste, sulla resilienza e sulle debolezze che entrambe mostrano e che, da un punto di partenza simile, le conducono a esiti molto diversi. L\u2019idea pi\u00f9 stuzzicante, <strong>il vero colpo di mano, The Housemaid lo riserva al finale,<\/strong> che sembra quasi trasformare l\u2019intero film nella genesi dell\u2019ennesimo personaggio con cui Sweeney non ha paura di passare, se non per cattiva, almeno per una donna tanto procace quanto poco raccomandabile, pronta a essere sgradevole e a sporcarsi le mani quando necessario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Senza il timore di esagerare, Sydney Sweeney e Amanda Seyfried conducono con sorprendente verve un thriller che, dopo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":284737,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-284736","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115814089675217223","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284736","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=284736"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284736\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/284737"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=284736"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=284736"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=284736"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}