{"id":284778,"date":"2025-12-31T12:36:12","date_gmt":"2025-12-31T12:36:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284778\/"},"modified":"2025-12-31T12:36:12","modified_gmt":"2025-12-31T12:36:12","slug":"nuove-tariffe-da-gennaio-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284778\/","title":{"rendered":"nuove tariffe da gennaio 2026"},"content":{"rendered":"<p>Dopo settimane di confronto, il ministero dell\u2019Agricoltura, della Sovranit\u00e0 alimentare e delle Foreste (Masaf) e le associazioni rappresentative del settore lattiero-caseario hanno <strong>raggiunto un accordo sul prezzo del latte<\/strong> alla stalla, valido per il primo trimestre del 2026.<\/p>\n<p>Il latte rappresenta la materia prima per formaggi Dop e Igp, burro, yogurt e derivati, che costituiscono una quota rilevante <strong>dell\u2019export e del Made in Italy<\/strong>. Tuttavia, proprio per questo, la filiera lattiero \u2013 casearia \u00e8 esposta a tensioni continue tra produzione, trasformazione e distribuzione. Da qui, la necessit\u00e0 di un accordo.\n<\/p>\n<p>Cosa prevede l\u2019accordo<\/p>\n<p>L\u2019accordo stabilisce un prezzo di <strong>0,54 euro al litro<\/strong> per gennaio 2026, <strong>0,53 euro<\/strong> a febbraio e <strong>0,52 euro<\/strong> a marzo, seguendo una progressione decrescente che tiene conto di:<\/p>\n<ul>\n<li>dinamiche stagionali della produzione;<\/li>\n<li>costi medi di allevamento;<\/li>\n<li>prospettive di mercato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante, per\u00f2, \u00e8 che fornisce un riferimento chiaro e condiviso in un contesto economico ancora segnato da forti incertezze.<\/p>\n<p>Negli ultimi mesi, <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lifestyle\/food-economy\/produzione-latte-crisi\/919249\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-doctype=\"\">l\u2019aumento dei costi di produzione<\/a> (dall\u2019energia ai mangimi, passando per il lavoro e la logistica) aveva messo sotto pressione soprattutto le stalle, alimentando il rischio concreto di una <strong>riduzione della produzione<\/strong> e dell\u2019abbandono di molte aziende zootecniche (in particolare quelle di piccole e medie dimensioni). L\u2019assenza di un prezzo condiviso rischiava di lasciare indietro una parte della produzione nazionale, con effetti a catena su tutta la filiera.<\/p>\n<p>Aiuti all\u2019export e controllo della produzione<\/p>\n<p>Tra gli elementi qualificanti dell\u2019intesa c\u2019\u00e8 anche la previsione di un <strong>pacchetto di aiuti<\/strong> per l\u2019internazionalizzazione e la promozione dei prodotti della filiera, insieme alla messa a punto di un meccanismo per evitare lo sforamento rispetto alla propria media produttiva. Quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 tutt\u2019altro che marginale: una produzione eccessiva rispetto alla capacit\u00e0 di assorbimento del mercato rischia infatti di deprimere i prezzi, vanificando gli sforzi fatti per garantire una remunerazione adeguata agli allevatori.<\/p>\n<p>Il <strong>controllo dei volumi<\/strong>, se gestito in modo condiviso e trasparente, pu\u00f2 diventare uno strumento di equilibrio, capace di tutelare il reddito delle stalle senza penalizzare l\u2019industria di trasformazione. \u00c8 un tema che richiama alla memoria le vecchie quote latte, ma che oggi si colloca in un contesto completamente diverso, fatto di accordi volontari e di <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lifestyle\/food-economy\/crisi-latte-prezzo-fisso\/941633\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-doctype=\"\">responsabilit\u00e0 di filiera<\/a>, pi\u00f9 che di imposizioni dall\u2019alto.<\/p>\n<p>Impatti economici e prospettive per il 2026<\/p>\n<p>L\u2019accordo sul prezzo del latte va letto come il tassello di una strategia pi\u00f9 ampia di stabilizzazione del settore primario. I valori fissati (54, 53 e 52 centesimi al litro) non rappresentano una svolta epocale, ma segnano un livello di remunerazione che, se accompagnato da politiche di sostegno e da un\u2019efficace valorizzazione del prodotto, pu\u00f2 contribuire a <strong>rendere sostenibile l\u2019attivit\u00e0 di allevamento<\/strong>. Si tratta cio\u00e8 di garantire un punto di equilibrio, che non risolve strutturalmente tutte le criticit\u00e0 del settore, ma garantisce una base di stabilit\u00e0 nel breve periodo. Cil consente agli allevatori di programmare l\u2019attivit\u00e0 e all\u2019industria di trasformazione di operare con maggiore certezza.<\/p>\n<p>Certo, molto dipender\u00e0 anche dall\u2019andamento dei mercati internazionali, dai <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/prezzi-gas-aumento-bollette-inverno\/864352\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-doctype=\"\">costi energetici<\/a> e dalla domanda di prodotti lattiero \u2013 caseari, sia in Italia sia all\u2019estero. Non si tratta dunque solo di un accordo sul prezzo, ma di una <strong>visione pi\u00f9 ampia<\/strong> di politica agroalimentare, che punta a rafforzare la competitivit\u00e0 del settore nel medio-lungo periodo.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DM4_wOqq3mq\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo settimane di confronto, il ministero dell\u2019Agricoltura, della Sovranit\u00e0 alimentare e delle Foreste (Masaf) e le associazioni rappresentative&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":284779,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,13542,1537,90,89,13544],"class_list":{"0":"post-284778","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-food-economy","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-made-in-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115814215536344929","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284778","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=284778"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284778\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/284779"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=284778"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=284778"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=284778"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}