{"id":284861,"date":"2025-12-31T13:51:19","date_gmt":"2025-12-31T13:51:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284861\/"},"modified":"2025-12-31T13:51:19","modified_gmt":"2025-12-31T13:51:19","slug":"avere-ventanni-dicembre-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/284861\/","title":{"rendered":"Avere vent\u2019anni: dicembre 2005 |"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t<strong>KORN \u2013 See You on the Other Side<\/strong><\/p>\n<p><strong>Barg:<\/strong> La parabola dei Korn \u00e8 abbastanza triste. Il debutto fu una bomba, un manifesto visionario di follia violenta suonato (e cantato) da gente che evidentemente non ci stava bene con la testa. Il secondo disco usc\u00ec ancora pi\u00f9 squilibrato del primo, anche se senza la sua carica eversiva. Il <strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2018\/08\/21\/avere-ventanni-korn-follow-the-leader\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">terzo<\/a><\/strong> era pi\u00f9 lineare, pi\u00f9 normale, con canzoni da heavy rotation che permise loro di sfondare nel mainstream. Dopo questo trittico perfetto ci furono altri tre dischi di <a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2022\/06\/28\/avere-ventanni-korn-untouchables\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>assestamento<\/strong><\/a>, diciamo cos\u00ec, ma poi con questo settimo album See You on the Other Side il tracollo fu evidente, completo e impietoso. Un disco che non ha senso per un gruppo che aveva smesso di avere senso e che aveva pure perso qualsiasi creativit\u00e0. Il concetto stesso dei Korn poggiava su uno stato mentale patologicamente instabile, e arrivati al 2005 loro erano da cos\u00ec tanto tempo delle ricchissime rockstar con villone d\u2019ordinanza da essersi pure scordati cosa si provasse a stare veramente male. Purtroppo per loro, il mestiere non poteva salvarli. Tutto ci\u00f2 che era stato non si sarebbe pi\u00f9 ripetuto, e quello che sarebbe venuto <strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2011\/12\/19\/korn-the-path-of-totality-roadrunner\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">successivamente<\/a><\/strong> non valeva neanche dieci secondi di ascolto. Sfido chiunque a sentire l\u2019album in questione da cima a fondo senza farsi venire voglia di picchiare la testa contro uno spigolo vivo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/sapthuran-to-the-edge-of-the-land.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"148053\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/12\/31\/avere-ventanni-dicembre-2005\/sapthuran-to-the-edge-of-the-land\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/sapthuran-to-the-edge-of-the-land.jpg\" data-orig-size=\"1200,405\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"SAPTHURAN \u2013 To the Edge of the Land\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/sapthuran-to-the-edge-of-the-land.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/sapthuran-to-the-edge-of-the-land.jpg\" class=\"aligncenter size-large wp-image-148053\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/sapthuran-to-the-edge-of-the-land.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"290\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>SAPTHURAN \u2013 To the Edge of the Land<\/strong><\/p>\n<p><strong>Griffar: <\/strong>Adoro i Sapthuran, della scena statunitense sono tra i miei preferiti e sempre lo saranno, forse anche perch\u00e9 trovarne i dischi non \u00e8 mai stato semplice e, quando riesci a mettere le mani su un pezzo difficile da trovare, che magari hai atteso per mesi fino al limite della perdita della speranza di vederlo arrivare\u2026 Beh, ha un altro gusto. Il progetto fa capo al solo Patrick Hall, da Fort Thomas in Kentucky, e, se solo ci si ferma all\u2019ascolto superficiale dei suoi dischi, non propone musica innovativa o rivoluzionaria, sperimentale, stravagante eccetera. No, questo \u00e8 raw black metal registrato con un 4 piste in una cantina ammuffita, tutto monocorda, riff semplici, DarkThrone, Immortal, <strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2022\/12\/27\/judas-iscariot-black-metal-discografia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Judas Iscariot<\/a><\/strong>, cazzimma, convinzione, orgoglio, passione e fede nella Nera Fiamma. Non c\u2019\u00e8 altro nei brani di To the Edge of Land (e se vi sembra poco\u2026), sei dei quali su undici totali (tutti privi di titolo, sono numerati in cifre romane) sono brevi interludi nei quali \u00e8 una malinconica chitarra acustica che prevale; chitarra acustica che anche nei pezzi pi\u00f9 elettrici resta presente, mantenendo un filo logico permanente, a tal punto che To the Edge of Land sembra un unico pezzo di 40 minuti suddiviso in undici movimenti. Forse \u00e8 proprio questa la corretta lettura dell\u2019opera. Non cercate sonorit\u00e0 cristalline e tecnicismi funambolici, ma se siete nostalgici di questo tipo di black metal oggigiorno abbastanza desueto i Sapthuran fanno al caso vostro. Tra il 2005 e il 2010 prolifico autore di tre full, due EP e tre split, dopo una pausa di 5 anni \u00e8 uscito Hildegicel, e poi il silenzio. Con mio cospicuo rammarico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/a3701047461_10.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"147782\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/?attachment_id=147782\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/a3701047461_10-e1766140630412.jpg\" data-orig-size=\"1200,400\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"a3701047461_10\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/a3701047461_10-e1766140630412.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/a3701047461_10-e1766140630412.jpg\" class=\"aligncenter wp-image-147782 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/a3701047461_10-e1766140630412.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"287\"  \/><\/a><\/p>\n<p>\n<strong>INFERNAL POETRY \u2013\u00a0Beholding the Unpure<\/strong>\n<\/p>\n<p><strong>Luca Venturini:<\/strong> Beholding the Unpure\u00a0\u00e8 il secondo disco della band \u201cunconventional metal\u201d di Ancona\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2022\/01\/24\/italianochitarra-gabriele-traversa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Infernal Poetry<\/a><\/strong>. Prima di parlare di questo disco andiamo per un attimo a quello successivo, ovvero\u00a0Nervous System Failure, cos\u00ec da spiegare perch\u00e9 li ho definiti cos\u00ec. L\u2019intro di quel disco \u00e8 una dichiarazione chiara di che cosa si trover\u00e0 al suo interno, e dice cos\u00ec: \u201cWarning. This is not a conventional metal album. If you want to listen to a conventional metal album please insert a conventional metal album into the player and press play. Otherwise, just wait a few seconds and relax, if you can\u201d. L\u2019essenza degli Infernal Poetry \u00e8 tutta qui. In\u00a0Beholding The Unpure\u00a0troverete di tutto: death, black, thrash, heavy, industrial, fusion. Rispetto all\u2019esordio\u00a0Not Light but Rather Visible Darkness, che era un buonissimo album di prog death con uno stile gi\u00e0 molto maturo, qui la loro musica si sviluppa ulteriormente in tante direzioni diverse ma tutte accumunate da una logica di fondo che lo rende coeso e coerente. Il bello degli Infernal Poetry \u00e8 proprio questo: avere mille idee, per lo pi\u00f9 complesse, sapere sempre dove farle andare, e infine come convogliarle. Una band per la quale i superlativi potrebbero non bastare mai, e che vi consiglio caldamente di ascoltare se il loro nome vi suona nuovo. Tra l\u2019altro, a maggior ragione, perch\u00e9 questo secondo me \u00e8 il pi\u00f9 bello che hanno fatto, e pu\u00f2 essere definito, senza timore di smentita, CAPOLAVORO.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/arkona-besatt-thirst-split.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"148048\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/12\/31\/avere-ventanni-dicembre-2005\/arkona-besatt-thirst-split\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/arkona-besatt-thirst-split.jpg\" data-orig-size=\"862,279\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"ARKONA BESATT THIRST \u2013 split\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/arkona-besatt-thirst-split.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/arkona-besatt-thirst-split.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-148048\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/arkona-besatt-thirst-split.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"278\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>ARKONA \/ BESATT \/ THIRST \u2013 split<\/strong><\/p>\n<p><strong>Griffar: <\/strong>Nel 2005 esce uno split di tre band storiche polacche che, probabilmente essendo amiche da sempre, optano per una collaborazione che se non altro ha lo scopo di tenere viva l\u2019attenzione sui tre nomi. Besatt e Thirst sono attivi dal 1991, i sublimi <strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2024\/11\/20\/arkona-stella-pandora-recensione-review\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Arkona<\/a><\/strong> dal 1993, possono gi\u00e0 considerarsi veterani della scena black metal non solo in patria, quantomeno in Europa ed anche nel resto del mondo. In quell\u2019anno nessuno dei gruppi aveva pianificato un full length, cosa strana per quanto riguarda i Besatt \u2013 tra i tre decisamente i pi\u00f9 prolifici, confrontando oggi le loro carriere \u2013 meno per gli Arkona, affatto per i Thirst che ad oggi contano 7 titoli appena e che dall\u2019ultimo album Blacklight del 2008 hanno fatto perdere le loro tracce. Il CD onestamente \u00e8 un oggetto per completisti: gli Arkona propongono un inedito, una cover dei Besatt e un loro pezzo vecchio riregistrato, tutto nel loro stile inconfondibile e frenetico; i Besatt optano per ripubblicare gli stessi pezzi inclusi due anni prima nello split uscito solo in vinile Conquering the World with True Black Metal War con Inner Helvete, Armaggedon e Misanthropy, quindi black metal ortodosso scarno e minimale (anche se Ave Master Lucifer \u00e8 un classicone spaccaculi); i Thirst proseguono nel loro black primordiale devoto ai Bathory (dei quali propongono la cover di Raise the Dead) e al thrash metal teutonico di pochi anni precedente, anche insospettabilmente melodico. Se non conoscete i lavori delle tre band questo \u00e8 un buon punto di partenza, altrimenti \u00e8 un pezzo da collezione abbastanza ambito, anche perch\u00e9 molte copie uscirono difettose dalla fabbrica e trovarne una che non \u201csalti\u201d non \u00e8 semplicissimo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/coldworld-the-stars-are-dead-now.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"148049\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/12\/31\/avere-ventanni-dicembre-2005\/coldworld-the-stars-are-dead-now\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/coldworld-the-stars-are-dead-now.jpg\" data-orig-size=\"1200,399\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"COLDWORLD \u2013 The Stars Are Dead Now\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/coldworld-the-stars-are-dead-now.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/coldworld-the-stars-are-dead-now.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-148049\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/coldworld-the-stars-are-dead-now.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"286\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>COLDWORLD \u2013 The Stars Are Dead Now<\/strong><\/p>\n<p><strong>Michele Romani:<\/strong> Col freddo di questi giorni credetemi che non c\u2019\u00e8 niente di meglio che ascoltare in sottofondo un buon disco dei ColdWorld, one man band tedesca dedita ad un depressive black metal d\u2019alta classe, sicuramente tra le cose migliori che la Germania abbai mai prodotto in questo ambito. Il modo di suonare di George B\u00f6rner (colui che si cela dietro al progetto e che dall\u2019aspetto sembra tutto tranne che un musicista metal) si differenzia in parte dal tipico DSBM degli illustri connazionali per via di una componente ambient molto pi\u00f9 accentuata, che prender\u00e0 ancora pi\u00f9 il sopravvento nel capolavoro Melancholie2 rispetto a questo Ep d\u2019esordio The Stars Are Dead Now. I pezzi sono una stilettata dietro l\u2019altra in cui si erge tutta la classe B\u00f6rner nel dar vita ad un black metal dannatamente opprimente ma allo stesso tempo intriso di pregevolissime parti ambient-atmosferiche. Segnalo in particolare This Empty Life e quella gemma meravigliosa di Suicide, che verr\u00e0 riproposta anche nel full d\u2019esordio: il riff al minuto 1:42 \u00e8 roba da farti accapponare la pelle. Per tutti gli amanti del black pi\u00f9 cupo e depressivo i Coldworld sono una garanzia assoluta e non potete non avere almeno un disco loro nei vostri scaffali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/ewiges-reich-krieg-hass-tod.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"148050\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/12\/31\/avere-ventanni-dicembre-2005\/ewiges-reich-krieg-hass-tod\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/ewiges-reich-krieg-hass-tod.jpg\" data-orig-size=\"862,286\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"EWIGES REICH \u2013 Krieg, Hass, Tod\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/ewiges-reich-krieg-hass-tod.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/ewiges-reich-krieg-hass-tod.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-148050\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/ewiges-reich-krieg-hass-tod.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"285\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>EWIGES REICH \u2013 Krieg, Hass, Tod<\/strong><\/p>\n<p><strong>Griffar:<\/strong> Tanto per ribadire quanto siano vuote le zucche dei benpensanti novelli Catone-il-Censore che oggigiorno pretendono di stabilire chi possa leggere, scrivere o ascoltare cosa, su Discogs \u00e8 vietata la vendita del CD di Krieg, Hass, Tod, quarto album (di 6 totali, pi\u00f9 due split) dei tedeschi Ewiges Reich, ma non le versioni in vinile. Fulgido esempio di strabiliante coerenza. Inconsapevoli di raggiungere l\u2019effetto opposto (sul mercato vale di pi\u00f9 il CD dei vinili, cosa odiernamente assai anomala), i benpensanti di cui sopra attirano nel concreto notoriet\u00e0 su un disco che non ha molto da offrire, se non un furioso assalto frontale che occasionalmente si mitiga in successioni di accordi pieni suonati mid-tempo oppure in parti arpeggiate che vorrebbero essere atmosferiche o preparatorie alla bordata successiva ma in pratica spesso non si capisce cosa ci stiano a fare. Non \u00e8 che il disco sia particolarmente scarso o peggio, soltanto che alla fine dell\u2019ascolto di Krieg, Hass, Tod rimane poco in mente. Nella produzione c\u2019\u00e8 tantissimo basso, non una consuetudine se ci riferiamo a dischi black metal duro e puro usciti vent\u2019anni fa, nel complesso \u00e8 piuttosto low-fi, cosa che fa sembrare i brani pi\u00f9 rudi di quanto in effetti siano. La band si \u00e8 sciolta nel 2015, senza mai aver lasciato un ricordo di essa particolarmente rimarchevole.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/marduk.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"147781\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/?attachment_id=147781\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/marduk-e1766140393135.webp\" data-orig-size=\"1000,333\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"marduk\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/marduk-e1766140393135.webp?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/marduk-e1766140393135.webp.jpeg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-147781 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/marduk-e1766140393135.webp.jpeg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"286\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>MARDUK \u2013\u00a0Warschau<\/strong><\/p>\n<p><strong>Luca Venturini:<\/strong>\u00a0Warschau\u00a0\u00e8 il terzo disco dal vivo dei Marduk e il primo, sempre dal vivo s\u2019intende, con Mortuus alla voce. Ho gi\u00e0 spiegato in\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2024\/11\/29\/marduk-plague-angel-recensione-review\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">questo articolo<\/a><\/strong> perch\u00e9 questi Marduk, quelli dal 2004 in avanti, ovvero da quando appunto \u00e8 arrivato Mortuus, in studio, non mi piacciono. In versione live devo per\u00f2 fare una distinzione. Se sono al concerto, sar\u00e0 l\u2019adrenalina, mi divertono; sotto il palco \u00e8 tutto un macello, \u00e8 tutto ignorante. Sopra il palco invece loro si prendono talmente sul serio da fare tutto il giro ed essere quasi ridicoli, aumentando paradossalmente l\u2019ignoranza generale. Un esempio fu quando Mortuus durante un concerto, nel 2009 a Soave in provincia di Verona, aveva in una mano il microfono e nell\u2019altra una coppa con del finto sangue che avrebbe dovuto versarsi in testa; chin\u00f2 il capo, chiuse gli occhi, ma, sentendo che dall\u2019alto non colava niente, si accorse di aver alzato la mano col microfono. Purtroppo doveva ricominciare a cantare e non fece in tempo a fare quello che effettivamente doveva fare. Guai per\u00f2 a ridere: come minimo avrebbe tirato un calcio rotante sui denti al primo che si sarebbe azzardato. Su disco invece i <a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2023\/10\/13\/recensione-marduk-memento-mori\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Marduk di Mortuus<\/strong><\/a> sono insulsi. Non si capisce un cazzo, troppo veloci, troppo schiacciati su BPM di metronomo esageratamente elevati pure per le loro canzoni, che sono gi\u00e0 velocissime in partenza. S\u00ec, perch\u00e9 i Marduk sono un gruppo pi\u00f9 elaborato di quanto voglia l\u2019opinione pi\u00f9 diffusa, e cio\u00e8 che siano l\u00ec solo per far casino, come diceva bene Ciccio in <strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2016\/06\/30\/avere-ventanni-giugno-1996\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">questo articolo<\/a><\/strong>. I loro pezzi non sono fatti per andare oltre una certa velocit\u00e0. Per capire di cosa parlo ascoltate la differenza di esecuzione che passa tra\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2018\/04\/26\/avere-ventanni-marduk-nightwing\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Slay the Nazarene<\/a><\/strong>\u00a0suonata su\u00a0<a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2020\/10\/31\/avere-ventanni-ottobre-2000\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Infernal Eternal<\/strong><\/a>\u00a0e su\u00a0Warschau. Oppure\u00a0Burn My Coffin, meglio ancora. Se vi piace Warschau, buon per voi. Per me \u00e8 solo rumore, non diverso da quello di un frullatore a immersione, e continuo ad ascoltare\u00a0Infernal Eternal.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-elysian-fields-suffering-g.o.d.-almighty.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"148055\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/12\/31\/avere-ventanni-dicembre-2005\/the-elysian-fields-suffering-g-o-d-almighty\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-elysian-fields-suffering-g.o.d.-almighty.jpg\" data-orig-size=\"1200,398\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"THE ELYSIAN FIELDS \u2013 Suffering G.O.D. Almighty\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-elysian-fields-suffering-g.o.d.-almighty.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-elysian-fields-suffering-g.o.d.-almighty.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-148055\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-elysian-fields-suffering-g.o.d.-almighty.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"285\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>THE ELYSIAN FIELDS \u2013 Suffering G.O.D. Almighty<\/strong><\/p>\n<p><strong>Griffar: <\/strong>Tolto il solo debutto Adelain, di tutti i loro dischi il meno sperimentale, i greci The Elysian Fields nel tempo hanno costruito uno stile personalissimo che partecipa black metal puro, death\/black di origine svedese, sonorit\u00e0 black tipiche della loro madrepatria e dei grandi nomi che ci accompagnano da sempre, e musica elettronica. Musica elettronica? S\u00ec, e pure quella spinta ai limiti della techno, se vi interessa. Tra i pochissimi a tentare un simile connubio, per come la vedo io i The Elysian Fields sono degli assoluti geni. Riuscire a mischiare in modo credibile generi cos\u00ec diversi, senza dar vita ad un patchwork assurdo privo di senso e di senno, denota un estro compositivo e una capacit\u00e0 di costruire i brani al di fuori dalla portata del gruppo da cantina che si trova in sala prove il gioved\u00ec sera giusto per scolarsi qualche birra e fare un po\u2019 di musica per ingannare il tempo, senza troppe ambizioni. Suffering G.O.D. Almighty \u00e8 il loro quarto album di cinque totali e contiene nove sermoni di lunghezza moderata per un totale di circa 38 minuti. Come purtroppo accade troppo frequentemente, chi \u00e8 cos\u00ec tanto all\u2019avanguardia finisce per non essere compreso, e ci\u00f2 che non viene compreso viene rifiutato come qualcosa di alieno o potenzialmente nocivo. I loro primi quattro dischi sono usciti ad intervalli regolari tra il 1995 ed il 2005, prima di poter ascoltare loro nuova musica sono dovuti passare 14 anni (New World Misanthropia \u00e8 del 2019), da allora di nuovo silenzio. Cito di questo superbo album un brano per tutti, Ravished with Thee Light, sapendo di fare del torto a tutti gli altri. Ma questo vale da solo l\u2019acquisto di tutto il CD e la riscoperta di tutta la loro musica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/absurd-grimmige-volksmusic.jpg\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"148047\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/12\/31\/avere-ventanni-dicembre-2005\/absurd-grimmige-volksmusic\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/absurd-grimmige-volksmusic.jpg\" data-orig-size=\"860,290\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"ABSURD \u2013 Grimmige Volksmusic\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/absurd-grimmige-volksmusic.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/absurd-grimmige-volksmusic.jpg?w=860\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-148047\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/absurd-grimmige-volksmusic.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"290\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>ABSURD \u2013 Grimmige Volksmusic<\/strong><\/p>\n<p><strong>Michele Romani:<\/strong> Degli Absurd avevo gi\u00e0 parlato in occasione del precedente <a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/04\/30\/anniversari-dischi-heavy-metal-aprile-2005\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Blutgericht<\/strong><\/a>, a cui segue sempre nello stesso anno questo Ep Grimmige Volksmusic che dal punto di vista stilistico si discosta di pochissimo dal precedente, tanto che i due dischi sono stati pure pubblicati in un\u2019unica edizione. Parliamo quindi sempre della fase di mezzo del gruppo tedesco, orfano dei suoi due membri storici ma portati fieramente avanti da Ronald M\u00f6bus, il fratello di Hendrik. Le influenze folk-pagan metal qui si fanno ancora pi\u00f9 accentuate, anzi in alcuni tratti sembra proprio di sentire della musica popolare tedesca in chiave metal. Una di queste in realt\u00e0 lo \u00e8, vale a dire la famigerata Des Wotans Schwarzer Haufen, una riproposizione azzeccatissima del famoso canto popolare Wir Sind Der Geyers Schwarzer Haufen, utilizzato pi\u00f9 volte nel periodo della Germania nazionalsocialista come canto di battaglia. Il pezzo originale lo trovate facilmente su youtube, la versione degli Absurd invece appare e scompare che \u00e8 un piacere da appunto vent\u2019anni, i motivi \u00e8 inutile che ve li stia a dire.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/grand-belials-key-kosherat.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"148051\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/12\/31\/avere-ventanni-dicembre-2005\/grand-belials-key-kosherat\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/grand-belials-key-kosherat.jpg\" data-orig-size=\"862,287\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"GRAND BELIAL\u2019S KEY \u2013 Kosherat\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/grand-belials-key-kosherat.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/grand-belials-key-kosherat.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-148051\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/grand-belials-key-kosherat.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"286\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>GRAND BELIAL\u2019S KEY \u2013 Kosherat<\/strong><\/p>\n<p><strong>Griffar: <\/strong>Credo che questo sia, assieme a <a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2016\/01\/29\/avere-ventanni-burzum-filosofem\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Burzum<\/strong><\/a>, il gruppo pi\u00f9 divisivo nella storia del black metal, il classico \u201cli si ama o li si odia\u201d. Ma non lasciano indifferenti, questo nonostante il misto neanche troppo ardito di black, death, thrash e punk non sia n\u00e9 strabiliante n\u00e9 insignificante. \u00c8 il loro suono, e quando ci si imbatte in un loro pezzo li si riconosce subito. Non che faccia tutta questa differenza, i dischi di Gelal Necrosodomy sono fatti per essere ascoltati integralmente come si ascolta un\u2019opera liturgica: si assiste ad una celebrazione, ad una commemorazione, comunque a qualcosa che ha un filo logico solo nella sua completezza e non necessariamente in una piccola parte di essa. Poi, ovviamente, possono esserci brani che piacciono di pi\u00f9 o di meno tra tutti, anche perch\u00e9 Kosherat dura 61 minuti, non tutti i pezzi sono inediti e l\u2019utilit\u00e0 delle due cover del gruppo crust\/punk Chaos 88 poste in fondo al disco non \u00e8 del tutto chiara, ma, ripeto, la loro musica non lascia indifferenti sia in senso positivo sia al contrario. Per di pi\u00f9 i <a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2023\/03\/02\/il-penultimo-recuperone-2022-grand-belials-key-e-hate-forest\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Grand Belial\u2019s Key<\/strong><\/a> sono uno dei gruppi pi\u00f9 blasfemi ed anticristiani di ogni epoca e questo vale anche al di fuori del black metal propriamente inteso; neanche <a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2023\/09\/27\/avere-ventanni-morbid-angel-heretic\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Morbid Angel<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2024\/05\/06\/deicide-banished-by-sin-recensione-review\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Deicide<\/strong><\/a> sprigionano cos\u00ec tanto disprezzo e ludibrio nei confronti della religione cattolica come quello degli storici blackster americani, attivi gi\u00e0 dal 1990. Molto dell\u2019ostracismo che gli \u00e8 stato riservato deriva da quest\u2019approccio cos\u00ec duro e intransigente verso la religione, cosa che ovviamente da una parte gli ha garantito una fan-base di genuini veneratori e dall\u2019altra gli ha chiuso le porte di molti negozi\/siti di vendita. Kosherat \u00e8 l\u2019unico full che vede alla voce Grimnir Heretik, al secolo Richard Mills, fu proprietario dell\u2019etichetta Vinland Winds e prematuramente deceduto ad appena 30 anni nel 2006.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-strokes-e28093-first-impressions-of-earth.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"148056\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/12\/31\/avere-ventanni-dicembre-2005\/the-strokes-first-impressions-of-earth\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-strokes-e28093-first-impressions-of-earth.jpg\" data-orig-size=\"862,282\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"THE STROKES \u2013\u00a0First Impressions of Earth\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-strokes-e28093-first-impressions-of-earth.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-strokes-e28093-first-impressions-of-earth.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-148056\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/the-strokes-e28093-first-impressions-of-earth.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"281\"  \/><\/a><\/p>\n<p>\n<strong>THE STROKES \u2013 First Impressions of Earth<\/strong>\n<\/p>\n<p><strong>Luca Venturini:<\/strong> Nei primi anni 2000 i The Strokes erano ovunque. C\u2019era un articolo che parlava di loro su ogni numero di qualsiasi rivista musicale, mainstream e non; MTV li passava a tutte le ore, letteralmente; nei locali dove suonavano<\/p>\n<p>musica dal vivo, se il programma della serata prevedeva un dj set fino a notte tarda, state sicuri che avrebbero messo su un loro pezzo, verosimilmente\u00a0Reptilia\u00a0o\u00a0Last Nite. Il loro merito era l\u2019aver tirato fuori un paio di ottimi album,\u00a0Is This It\u00a0del 2001 e\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2023\/10\/31\/avere-ventanni-ottobre-2003\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Room on Fire<\/a><\/strong> del 2003, e l\u2019aver dato il via, insieme agli inglesi The Libertines, a quel periodo di revival post-punk che dur\u00f2 poi pochi anni. L\u2019essere dei bellocci, di New York, e un po\u2019 raccomandati (il padre di uno dei due chitarristi era gi\u00e0 ben inserito nel \u201cmusic biz\u201d anglosassone) (per non parlare del padre del cantante Julian Casablancas, ndbarg) amplific\u00f2 un successo che, probabilmente, per qualsiasi altra band rock sarebbe stato impossibile raggiungere in quegli anni. Le aspettative per il terzo disco erano quindi alle stelle, nel 2005. Purtroppo per loro per\u00f2, il periodo revivalistico a cui avevano dato inizio si era sviluppato per lo pi\u00f9 in Regno Unito, dove pareva che ogni settimana venisse fuori una band nuova la quale avrebbe rubato la scena a quella della settimana precedente. Queste band pubblicavano giusto un demo, si facevano due foto da caricare su MySpace, erano composte da membri sempre pi\u00f9 giovani, e duravano pochissimo prima che l\u2019attenzione si spostasse sistematicamente sull\u2019ultima arrivata. In questo fermento, i The Strokes, dopo appena 5 anni dal loro esordio, sembravano pezzi da museo. Di tutti questi ragazzini parevano essere i nonni, seppure non arrivassero ad avere 30 anni a testa. Ma \u00e8 inutile nascondersi dietro un dito: First Impressions of Earth\u00a0\u00a0fu un insuccesso perch\u00e9 non aveva i pezzi, semplicemente, e anche i singoli estratti erano poca roba e suonavano stanchi. Inoltre, la durata di oltre 50 minuti non aiut\u00f2. Ma se \u00e8 vero che sembravano i nonni \u00e8 anche vero che erano loro a trainare il carro delle vendite del revival, e quindi mantenere viva l\u2019attenzione. Per questa ragione, quando i The Strokes cominciarono ad arrancare, fu l\u2019inizio della fine per tutti. Non mancher\u00e0 qualche colpa di coda, certo, come l\u2019arrivo dei The Horrors, degli Arctic Monkeys, o dei Klaksons. Ma il tutto durer\u00e0 ancora un paio di anni e poi ognuno andr\u00e0 per la propria strada.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/soulfly-e28093-dark-ages.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"148054\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/12\/31\/avere-ventanni-dicembre-2005\/soulfly-dark-ages\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/soulfly-e28093-dark-ages.jpg\" data-orig-size=\"1000,336\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"SOULFLY \u2013 Dark Ages\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/soulfly-e28093-dark-ages.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/soulfly-e28093-dark-ages.jpg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-148054\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/soulfly-e28093-dark-ages.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"289\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>SOULFLY \u2013 Dark Ages<\/strong><\/p>\n<p><strong>Barg:<\/strong> Allora amici, come avete passato il Natale? Mangiando e bevendo come maiali, magari con qualche cantuccino a sigillarvi lo stomaco dopo un s\u00ec lauto pasto? E allora cosa potrebbe esserci di meglio dell\u2019ascolto di un bel disco dei <strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2012\/04\/26\/soulfly-enslaved-roadrunner\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Soulfly<\/a><\/strong> per favorirvi la digestione, con i suoi riff a grattugia sempre uguali e le veementi imprecazioni di Max Cavalera contro le ingiustizie del mondo? Io per esempio la sera della vigilia ho mangiato 400 grammi di pasta con le vongole. 400 grammi, non sto scherzando. E ovviamente non \u00e8 stata l\u2019unica cosa che ho mangiato. Potete immaginare le conseguenze sul mio apparato digerente, che a un certo punto mi sono accartocciato su me stesso e mi sono detto mai pi\u00f9, come quando ero ragazzino e tornavo da una serata di bevute con gli amici e stavo malissimo e mi promettevo che mai pi\u00f9 nella vita avrei toccato un goccio di alcol. Ecco, sono questi i momenti in cui i Soulfly diventano utilissimi per smaltire tutto e ritornare come nuovi. Non basta neanche ascoltare tutto il disco, \u00e8 sufficiente sentire i primi due pezzi e poi arrivare alla parte riflessiva e contemplativa a met\u00e0 del terzo I and I e tutto sar\u00e0 passato. Fatemi sapere se funziona.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/graven-the-shadows-eternal-call.webp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"148052\" data-permalink=\"https:\/\/metalskunk.com\/2025\/12\/31\/avere-ventanni-dicembre-2005\/graven-the-shadows-eternal-call\/\" data-orig-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/graven-the-shadows-eternal-call.webp\" data-orig-size=\"862,283\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"GRAVEN \u2013 The Shadows Eternal Call\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/metalskunk.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/graven-the-shadows-eternal-call.webp?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/graven-the-shadows-eternal-call.webp.jpeg\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-148052\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/graven-the-shadows-eternal-call.webp.jpeg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"282\"  \/><\/a><\/p>\n<p><strong>GRAVEN \u2013 The Shadows Eternal Call<\/strong><\/p>\n<p><strong>Griffar: <\/strong>Nel 2005 si conclude la saga invero assai breve dei Graven, side-project (anche) di Zingultus degli <strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2022\/06\/27\/avere-ventanni-endstille-operation-wintersturm\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Endstille<\/a><\/strong> (e di Graupel, Morast, <strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2021\/07\/27\/recensione-nagelfar-virus-west\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Nagelfar<\/a><\/strong> etc.) con il secondo album The Shadows Eternal Call, 8 brani di semplice, classico black metal scandinavo per palati non troppo fini che non vanno troppo per il sottile e gradiscono il classico tum-pa tum-pa tum-pa veloce in 4\/4, il double time feel della batteria, lo stacco mid-tempo, lo stacco lento e qualche arrangiamento di chitarra meno basilare senza essere troppo complesso. Tutto molto norvegese, ma del resto gi\u00e0 lo scrissi che The Shadows Eternal Call ricalca in tutto e per tutto il suo predecessore <strong><a href=\"https:\/\/metalskunk.com\/2022\/01\/26\/avere-ventanni-graven-perished-and-forgotten\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Perished and Forgotten<\/a><\/strong>, il quale della scena norvegese era piacevole emulatore. Inutile dilungarsi oltre, forse l\u2019unica cosa che \u00e8 cambiata \u00e8 che la band \u00e8 stata dichiarata ufficialmente sciolta e che Vargsang gi\u00e0 non era pi\u00f9 della partita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"KORN \u2013 See You on the Other Side Barg: La parabola dei Korn \u00e8 abbastanza triste. 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