{"id":285315,"date":"2025-12-31T20:17:09","date_gmt":"2025-12-31T20:17:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/285315\/"},"modified":"2025-12-31T20:17:09","modified_gmt":"2025-12-31T20:17:09","slug":"il-discorso-di-fine-anno-di-mattarella-in-diretta-ripugnante-il-rifiuto-della-pace-chi-di-sente-forte-la-repubblica-e-uno-spartiacque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/285315\/","title":{"rendered":"Il discorso di fine anno di Mattarella in diretta: \u00abRipugnante il rifiuto della pace chi di sente forte. La Repubblica \u00e8 uno spartiacque\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Monica Guerzoni<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il tradizionale messaggio di fine anno di Sergio Mattarella pronunciato dallo Studio del Presidente alla Vetrata. Ai giovani: \u00abSiate esigenti e coraggiosi\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La scenografia dice gi\u00e0 molto. Sul legg\u00eco alla destra di<b> Sergio Mattarella <\/b>una copia della Costituzione e alla sua sinistra il manifesto-simbolo delle elezioni del 2 giugno del 1946, con quel volto radioso di donna pubblicato a suo tempo dal<a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_dicembre_31\/mattarella-il-dietro-le-quinte-del-discorso-di-fine-anno-del-presidente-della-repubblica-e-la-foto-storica-780b8037-373b-4dd0-8b4e-85abab17dxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> Corriere della Sera<\/a>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 l\u2019immagine trasmessa dallo <b>Studio alla Vetrata del Quirinale <\/b>alle 20.30, quando il capo dello Stato \u00e8 comparso a reti unificate e ha pronunciato il suo <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/politica\/25_dicembre_31\/mattarella-i-giovani-costruiscano-il-futuro-l-appello-per-la-pace-e-la-coesione-sociale-fde124e4-efa5-4aea-81a1-3b66d3eabxlk.shtml\" title=\"Cosa dir\u00e0 Mattarella nel discorso di fine anno: i giovani, il lavoro, l\u2019appello per la pace e la coesione sociale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">undicesimo discorso di fine anno<\/a> (\u00abun anno non facile, speriamo di incontrare un tempo migliore\u00bb), costruito attorno al pilastro delle celebrazioni per gli <b>ottant\u2019anni della Repubblica<\/b> italiana e alla strenua, a tratti accorata difesa della democrazia. Gli accenti sono pacati, quasi familiari, ma l\u2019allarme sembra ispirare ogni concetto, anche se il finale \u00e8 all\u2019insegna della fiducia: \u00abNessun ostacolo \u00e8 pi\u00f9 forte della nostra <b>democrazia<\/b>\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un quarto d\u2019ora di flashback, alla ricerca di quanto di buono abbiamo costruito dopo la catastrofe della <b>Seconda Guerra mondiale<\/b>. Un <b>appello<\/b> alle istituzioni e a tutti i cittadini, perch\u00e9 facciano ciascuno la propria parte per il bene della collettivit\u00e0. \u00abLa nostra aspettativa \u00e8 rivolta alla <b>pace<\/b>\u00bb, \u00e8 l\u2019incipit del capo dello Stato, che torna a condannare leader come Putin che aggrediscono e non accettano di far<b> tacere le armi<\/b>: \u00abDiventa sempre pi\u00f9 incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega (la pace, ndr) perch\u00e9 si sente pi\u00f9 forte\u00bb.<\/p>\n<p>    L&#8217;Ucraina, Gaza, Papa Leone XIV<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E qui, dopo aver richiamato con sofferenza alla memoria le case distrutte dai bombardamenti russi in <b>Ucraina<\/b> e \u00abla devastazione di <b>Gaza<\/b>, dove neonati al freddo muoiono assiderati\u00bb, il presidente chiama in causa ciascuno di noi. A ogni italiano, usando l\u2019implorazione di <b>Papa Leone XIV <\/b>a \u00abdisarmare le parole\u00bb, chiede di fare la propria parte per pacificare gli animi, \u00abrespingere l\u2019odio\u00bb e ridurre il tasso di <b>violenza<\/b> che inquina le nostre giornate. \u00abLa pace in realt\u00e0 \u00e8 un modo di pensare\u00bb e un modo di vivere il quotidiano, senza pretendere di imporre agli altri \u00abla propria volont\u00e0, i propri interessi, il proprio dominio\u00bb. Vale per il popolo italiano, vale per le istituzioni e chi le rappresenta e vale a livello internazionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mattarella non chiama in causa i politici, ma \u00e8 anche a loro che parla, anche a loro chiede di ridurre i decibel della<b> contesa politica<\/b>, dal momento che, in Parlamento, in tv, o sui social, \u00abogni circostanza diviene pretesto per violenti scontri verbali, per accuse reciproche, di cui non conta il fondamento ma soltanto la forza polemica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le <b>autocrazie<\/b> prendono potere, i sondaggi e gli studi dicono che anche tra gli italiani la fascinazione aumenta e Mattarella ricorda che affermazione della libert\u00e0 e costruzione della pace sono \u00abnell\u2019atto fondativo della nostra Repubblica\u00bb. Il presidente sfoglia \u00abl\u2019album immaginario\u00bb degli ottant\u2019anni che abbiamo alle spalle e sceglie come fotogramma simbolo le donne chiamate per la prima volta alle urne nel 1946, i loro gesti e i loro volti impressero alla storia d\u2019Italia \u00abil segno dell\u2019unit\u00e0 di popolo\u00bb. Un segno che diede alla Repubblica (\u00abuno spartiacque nella nostra storia\u00bb) un carattere democratico indelebile, \u201cavviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 nostalgia che il presidente vuole trasmettere, rievocando l\u2019energia vitale di quegli anni cos\u00ec gravidi di <b>futuro e di rinascita<\/b>, ma speranza e fiducia. Agli italiani, certo, ma anche ai politici. Allora i costituenti al mattino si contrapponevano nelle commissioni e nelle Aule, ma al pomeriggio \u00abinsieme componevano i tasselli della nostra <b>Carta costituzionale<\/b>\u00bb, che ha \u00abispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni\u00bb. \u00c8 davvero cos\u00ec difficile per i partiti italiani ritrovare quello spirito bipartisan? Almeno sui grandi temi la collaborazione tra destra e sinistra sarebbe d\u2019obbligo, \u00e8 l\u2019auspicio che tra le righe si coglie.<\/p>\n<p>    Il servizio sanitario, lo sport<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Allora \u00abuna grande<b> stagione di riforme<\/b>\u00bb cambi\u00f2 il profilo dell\u2019Italia. Mattarella cita la riforma agraria e il <b>Piano casa <\/b>e sottolinea che il solo evocarlo \u00abrichiama le difficolt\u00e0 delle giovani coppie a trovare casa oggi nelle nostre citt\u00e0\u00bb. Altri flashback puntellano il discorso. L\u2019<b>Europa<\/b> e il Piano Marshall come \u00abpilastri della ricostruzione\u00bb. Gli anni del miracolo economico. Lo Statuto dei lavoratori. L\u2019istituzione del <b>Servizio sanitario nazionale<\/b>. Il sistema previdenziale esteso a tutti. Mattoni di un edificio comune che va restaurato e mai smantellato. E poi la <b>cultura, l\u2019arte, il cinema, la musica, la letteratura, la Rai<\/b>-servizio pubblico \u00aba garanzia del pluralismo\u00bb, tutti elementi fondamentali \u2014 come anche lo sport, nell\u2019anno delle Olimpiadi di Milano e Cortina \u2014 per la crescita dell\u2019identit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poi altre immagini, drammatiche: le <b>stragi, il terrorismo, \u00abla notte della Repubblica\u00bb<\/b>. Ma ha vinto l\u2019Italia. Le istituzioni, \u00abgrazie all\u2019unit\u00e0 delle forze politiche e sociali\u00bb, sono state \u00abpi\u00f9 forti del terrore\u00bb. Se Mattarella ha voluto far scorrere in diretta tv questo \u00abfilm della memoria\u00bb, \u00e8 per ricordare a tutti noi il valore di quanto abbiamo costruito grazie anche a eroi civili come Falcone e Borsellino. Oggi l\u2019Italia \u00e8 \u00abun attore di grande rilievo sulla scena internazionale\u00bb, riconosce il presidente e invita tutti gli italiani a esserne orgogliosi: il nostro stile di vita, la bellezza dei luoghi, le citt\u00e0 d\u2019arte, la cultura del cibo e del vino (diventati \u00abpatrimonio internazionale\u00bb) sono apprezzati nel mondo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 nostalgia, o non solo. \u00c8 far capire che questo patrimonio \u00e8 prezioso e non va disperso. \u00abLa nostra vera forza, la coesione sociale nella libert\u00e0 e democrazia, ci ha consentito di fare dell\u2019Italia il grande Paese che \u00e8 oggi\u00bb. E ancora: \u00abL\u2019Italia della Repubblica \u00e8 una storia di successo nel mondo\u00bb. Ma bisogna che ogni persona metta la propria tessera e abbia cura dell\u2019intero mosaico: \u00abLa Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi\u00bb. Bisogna che chi ha responsabilit\u00e0 di governo contrasti con urgenza le \u00abcrepe\u00bb che minano la coesione sociale, come povert\u00e0, diseguaglianze,<b> ingiustizie, corruzione, infedelt\u00e0 fiscale, reati ambientali<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La chiusa \u00e8 dedicata ai pi\u00f9 giovani, che Mattarella sprona a non rassegnarsi, a essere \u00ab<b>esigenti e coraggiosi<\/b>\u00bb, a scegliere il proprio futuro: \u00abSentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costru\u00ec l\u2019Italia moderna\u00bb. <b>Auguri<\/b>!<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_roma\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Roma<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=52&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_roma\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-31T21:13:58+01:00\">31 dicembre 2025 ( modifica il 31 dicembre 2025 | 21:13)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Monica Guerzoni Il tradizionale messaggio di fine anno di Sergio Mattarella pronunciato dallo Studio del Presidente 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