{"id":285437,"date":"2025-12-31T22:15:20","date_gmt":"2025-12-31T22:15:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/285437\/"},"modified":"2025-12-31T22:15:20","modified_gmt":"2025-12-31T22:15:20","slug":"e-il-momento-del-ritiro-per-tantissimi-corridori-stranieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/285437\/","title":{"rendered":"\u00c8 il momento del ritiro per tantissimi corridori stranieri"},"content":{"rendered":"<p>Alcuni di loro hanno vinto tanto, tantissimo. Altri hanno raggiunto buoni risultati e &#8211; di quando in quando &#8211; assaporato un quarto di gloria. Altri ancora, invece, hanno occupato un posto marginale nelle cronache delle corse. In ogni caso, per tutti \u00e8 arrivato il momento di voltare pagina e pensare ad altro, dopo una vita intera spesa in sella a una bicicletta. La seconda e ultima parte della nostra rassegna sui <strong>corridori <\/strong>che hanno annunciato il <strong>ritiro <\/strong>dall&#8217;agonismo \u00e8 dedicata agli atleti internazionali.\u00a0<\/p>\n<p>Tutti i corridori <strong>stranieri <\/strong>che hanno abbandonato l&#8217;agonismo<\/p>\n<p>Tralasciando alcuni dei nomi pi\u00f9 prestigiosi della lista (Romain <strong>Bardet<\/strong>, Rui Alberto Faria Da Costa, Caleb <strong>Ewan<\/strong>, Jakob Fuglsang, Geraint Thomas e Michael <strong>Woods<\/strong>, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato altrove), apriamo questa serie di omaggi con uno <strong>scalatore<\/strong> che ha conquistato tutti con il suo sorriso e la sua simpatia: il colombiano Esteban <strong>Chaves <\/strong>saluta il gruppo dopo 15 stagioni da professionista (le ultime quattro in maglia <strong>EF EasyPost<\/strong>) e 17 successi. Un buon bottino per quantit\u00e0 e <strong>qualit\u00e0<\/strong>, non c&#8217;\u00e8 dubbio, ma probabilmente meno abbondante di quanto potessimo immaginare all&#8217;inizio della sua parabola in massima serie. Che ha toccato il suo punto pi\u00f9 alto nel 2016, quando sfior\u00f2 la vittoria al <strong>Giro d&#8217;Italia<\/strong> (poi chiuso alle spalle di Vincenzo <strong>Nibali<\/strong>, che gli sfil\u00f2 la maglia rosa nella memorabile tappa di <strong>Sant&#8217;Anna di Vinadio<\/strong>), fu 3\u00b0 alla Vuelta di Spagna e si aggiudic\u00f2 a fine stagione prima il Giro dell&#8217;Emilia, poi il <strong>Giro di Lombardia<\/strong>, regolando in volata il miglior Diego Rosa delle nostre vite. Nel suo <a href=\"https:\/\/www.efprocycling.com\/our-team\/esteban-chaves\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">curriculum <\/a>altri due traguardi parziali della corsa rosa (nel 2018 e nel 2015), due tappe alla <strong>Vuelta <\/strong>2015 e &#8211; da ultimo &#8211; il titolo nazionale in linea nel 2023.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/l38473187528_tml1527584372481_267828614357_1714748818122232.jpg\" alt=\"Esteban Chaves durante la presentazione delle squadre del Giro d'Italia \u00a9 Getty Images\"  \/>Esteban Chaves durante la presentazione delle squadre del Giro d&#8217;Italia \u00a9 Getty Images<\/p>\n<p>Da un grande interprete delle montagne a uno dei velocisti pi\u00f9 forti degli ultimi vent&#8217;anni: il norvegese Alexander <strong>Kristoff <\/strong>ha presidiato stabilmente gli ordini d&#8217;arrivo per pi\u00f9 di un quindicennio, collezionando in tutto 97 vittorie. Bench\u00e9 qualcuno abbia colpevolmente tentato di ridimensionare il suo prestigio, il 38enne <strong>scandinavo <\/strong>&#8211; che \u00e8 nel frattempo diventato contitolare di una squadra Continental norvegese, la <strong>Drali-Repsol<\/strong> &#8211; pu\u00f2 esibire in bacheca due classica monumento (la <strong>Milano-Sanremo<\/strong> 2014 e il Giro delle Fiandre 2015), un titolo europeo in linea (<strong>Herning <\/strong>2017, quando bruci\u00f2 sul traguardo Elia <strong>Viviani<\/strong>), un argento mondiale (Bergen 2017, battuto in volata dal tricampe\u00f3n Peter <strong>Sagan<\/strong>) e un bronzo olimpico (Londra 2012). In bacheca brillano anche 4 vittorie alla <strong>Grande Boucle<\/strong><strong> <\/strong>tra il 2014 e il 2020 (quando indoss\u00f2 anche la maglia gialla dopo la tappa inaugurale di Nizza) e una <strong>Gand-Wevelgem<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p>97 vittorie per Kristoff, altrettante per il francese Arnaud <strong>D\u00e9mare<\/strong>, che ha lasciato la compagnia a 34 anni. Palmar\u00e8s alla mano, il <strong>norge <\/strong>ha macinato successi pi\u00f9 robusti e, per giunta, in un arco temporale pi\u00f9 lungo. Ciononostante, D\u00e9mare \u00e8 stato pur sempre un velocista di prima grandezza: in bacheca risaltano la <strong>Milano-Sanremo <\/strong>2016, 8 tappe al Giro tra il 2019 e il 2022, due frazioni al Tour 2017, una <strong>Classica di Amburgo<\/strong> (2012) e la Parigi-Tours 2022.\u00a0<\/p>\n<p>Se dovessimo trovare un federatore per tutti questi campioni, faremmo senz&#8217;altro il nome del polacco Rafa\u0142 <strong>Majka<\/strong>, sceso dalla bici all&#8217;et\u00e0 di 36 anni. Dopo aver curato le sue ambizioni personali nella prima parte della carriera &#8211; spesa tra <strong>Saxo Bank<\/strong> e BORA-Hansgrohe &#8211; Majka \u00e8 diventato il regista della <strong>UAE Emirates<\/strong> nelle grandi corse a tappe, condividendo in egual misura gioie (i trionfi di Tadej <strong>Poga\u010dar <\/strong>al Tour 2021 e al Giro 2024) e dispiaceri (il ribaltone di Simon <strong>Yates <\/strong>sul Colle delle Finestre nell&#8217;ultima campagna italiana). Sarebbe per\u00f2 ingeneroso considerare il <strong>polacco <\/strong>soltanto nella sua veste di uomo-squadra: il bilancio di fine carriera riporta 17 successi, comprese tre tappe (e due maglie a pois) sulle strade francesi e due successi parziali alla Vuelta, dove \u00e8 anche salito sul podio finale nel 2015.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/l38473187528_tml1527584372481_226103678165_1690820011197107.png\" alt=\"rafal-majka\"  \/>Rafa Majka torna alla vittoria \u00a9Tour de PologneTim Declercq, il Trattore<\/p>\n<p>Ha pilotato il gruppo per centinaia e centinaia di giorni di corsa, come un vero metronomo: il belga Tim <strong>Declercq <\/strong>(36 anni) \u00e8 stato senza dubbio uno dei migliori rouleur al mondo. Pur non avendo mai collezionato allori, il Trattore fiammingo ha spesso preparato il terreno ai successi dei suoi <strong>capitani<\/strong>. Un&#8217;ottima ragione per essere felice quanto e pi\u00f9 degli altri.\u00a0<\/p>\n<p>Da un passista all&#8217;altro: lo spagnolo Jonathan <strong>Castroviejo<\/strong>, 38 anni, si ritira in fondo a una carriera in cui ha corso per la Euskaltel, la <strong>Movistar <\/strong>e il Team Sky\/INEOS, mettendosi spesso a disposizione dei leader. Totale: 16 stagioni tra i pro&#8217; con 11 vittorie (tutte in gare contro le lancette dell&#8217;orologio) e la perla del titolo europeo a <strong>cronometro <\/strong>nel 2016.\u00a0<\/p>\n<p>Un altro personaggio-simbolo del gruppo \u00e8 stato Pieter <strong>Serry<\/strong>. Bandiera del <strong>Wolfpack <\/strong>per 13 anni, il 37enne belga ha condiviso lo stesso destino di Declercq: zero vittorie, ma un lavoro preziosissimo per i suoi compagni, soprattutto sui percorsi pi\u00f9 selettivi.<\/p>\n<p>Fisico da scalatore puro, un&#8217;attitudine silenziosa che gli ha fruttato buoni risultati ma mai il guizzo da incorniciare: il sudafricano Louis <strong>Meintjes <\/strong>lascia a 33 anni, 12 dei quali spesi nel professionismo di vertice. <strong>Regolarista <\/strong>per vocazione &#8211; \u00e8 stato per tre volte nella top 10 del Tour de France, a cui ha aggiunto altri due decimi posti alla Vuelta di Spagna &#8211; Meintjes chiude con 7 affermazioni nella massima serie, su tutte l&#8217;arrivo in quota di <strong>Les Praeres\/Nava<\/strong> della Vuelta 2022, pochi mesi dopo aver vinto il <strong>Giro dell&#8217;Appennino<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p>I percorsi di mezza montagna erano il giardino di casa del 35enne spagnolo Omar <strong>Fraile<\/strong>, arrivato al capolinea di una carriera lunga 13 stagioni, in cui ha conquistato 8 vittorie, tra le quali la tappa di Bagno di Romagna al Giro 2017 e il traguardo di <strong>Mende <\/strong>al Tour dell&#8217;anno seguente. In bacheca anche due maglie di miglior scalatore alla Vuelta (2015-2016) e il titolo nazionale in linea nel 2021.\u00a0<\/p>\n<p>Caratteristiche simili anche per i francesi Pierre-Roger <strong>Latour <\/strong>e Nans Peters: separati da pochi mesi di differenza (32 anni per il primo, 31 per il secondo), entrambi hanno deciso di lasciare prematuramente le corse. Se Latour &#8211; 7 successi in massima serie, compresa una tappa alla Vuelta del 2016 &#8211; ha scelto di fermarsi per le troppe <strong>cadute <\/strong>che ne hanno minato la salute e la fiducia, <strong>Peters <\/strong>(3 vittorie da professionista: il <strong>Trofeo Laigueglia<\/strong> 2023, la tappa di Anterselva al Giro 2019 e la frazione di <strong>Loudenvielle <\/strong>alla Grande Boucle 2020) sentiva di non avere altro da dare al mondo delle due ruote.\u00a0<\/p>\n<p>Tra i velocisti che non ritroveremo in gruppo nel 2026 c&#8217;\u00e8 anche il britannico Daniel <strong>McLay<\/strong>, uscito di scena a 33 anni con un bilancio di 10 successi (tra i quali una tappa al <strong>Tour of Guangxi<\/strong>) in 11 anni tra i grandi, l&#8217;ultimo dei quali con la maglia della <strong>Visma-Lease a Bike<\/strong>.<\/p>\n<p>Tanti ritiri prematuri<\/p>\n<p>Capitolo attaccanti di razza: \u00e8 calato il sipario sulle carriere dei francesi Anthony <strong>Perez <\/strong>(34 anni) e Anthony Delaplace (36 anni). Fedelissimo della Cofidis il primo, pretoriano della <strong>Ark\u00e9a-B&amp;B Hotels<\/strong> (e delle sue varie filiazioni) il secondo, Perez e <strong>Delaplace <\/strong>hanno raccolto in totale 7 vittorie, quasi tutte in patria. A fine corsa anche un altro corridore d&#8217;Oltralpe: \u00c9lie <strong>Gesbert <\/strong>(a segno per due volte tra i grandi) volta pagina a soli 30 anni per i perduranti problemi fisici che hanno condizionato gli ultimi anni della carriera, condizionata da un&#8217;operazione all&#8217;<strong>arteria iliaca <\/strong>che \u00abnon mi ha consentito di esprimermi al massimo delle mie possibilit\u00e0\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Non l&#8217;unico ritiro prematuro registrato in gruppo: l&#8217;olandese Lars <strong>Boven <\/strong>(24 anni), da due stagioni in forza alla Alpecin-Deceuninck, ha perso \u00abl&#8217;amore per lo <strong>sport <\/strong>che occorre per essere competitivi al pi\u00f9 alto livello\u00bb; il suo connazionale Martijn <strong>Budding <\/strong>(28 anni), visto in gruppo con la maglia della <strong>Unibet Tietema Rockets<\/strong>, ha preso la stessa decisione per via delle sue precarie condizioni di salute. Il basco Unai <strong>Zubeldia <\/strong>&#8211; in forza alla Euskaltel-Euskadi &#8211; ha smesso a soli 22 anni per intraprendere una promettente carriera da data analyst dopo la laurea in Ingegneria informatica.Il 23enne figlio d&#8217;arte Alexandr <strong>Vinokourov <\/strong>jr. ha smesso con il ciclismo pedalato per salire sull&#8217;ammiraglia della <strong>XDS-Astana<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella lista degli ex compaiono anche i nomi dei belgi Jordi <strong>Warlop<\/strong>, 29 anni, non riconfermato dalla <strong>Soudal Quick-Step<\/strong> con cui aveva corso dal 2023, e Alex <strong>Colman <\/strong>(27 anni), che ha invece declinato la proposta di rinnovo contrattuale della <strong>Flanders-Baloise<\/strong>. Al passo d&#8217;addio anche il 29enne tedesco Jannik <strong>Steimle <\/strong>(7 vittorie in massima serie, l&#8217;ultima delle quali al <strong>GP Denain<\/strong> 2024 con la maglia della Q36.5), il suo coetaneo spagnolo Angel <strong>Fuentes <\/strong>&#8211; fedele per tutta la sua carriera ai colori della <strong>Burgos <\/strong>&#8211; il 27enne olandese Ide <strong>Schelling<\/strong>, che ha affrontato il suo intero percorso tra i prof. sotto le insegne della XDS-Astana, il 26enne spagnolo David <strong>Martin<\/strong>, visto anche in Italia con i colori della <strong>Polti<\/strong>, e il 24enne francese Hugo <strong>Toumire<\/strong>, che ha calcato le scene del professionismo per un quadriennio con la <strong>Cofidis<\/strong>. Bici in garage (o in soffitta) anche per il 29enne danese Jonas <strong>Gregaard <\/strong>&#8211; per 8 anni sulla giostra del professionismo &#8211; e per il 25enne belga Luca<strong> De Meester<\/strong>: il suo addio \u00e8 arrivato al termine di una \u00abstagione orribile\u00bb per problemi di <strong>salute<\/strong>. Pi\u00f9 o meno la stessa motivazione che ha obbligato il 27enne francese Eddy <strong>Fin\u00e9<\/strong> alla resa dopo 7 anni nelle file della Cofidis.\u00a0<\/p>\n<p>Discorso diverso, invece, per il 26enne belga Tom <strong>Paquot<\/strong>, uno dei tanti corridori esclusi dal nuovo progetto tecnico della <strong>Lotto-Intermarch\u00e9<\/strong>. \u00abIn un mondo nel quale si dimentica che gli atleti sono anzitutto <strong>uomini<\/strong>, sono stato fiero di aver conservato i miei valori e di essere stato me stesso\u00bb, ha dichiarato l&#8217;atleta <strong>vallone <\/strong>in un video su Instagram.\u00a0<\/p>\n<p>Ancora da capire, infine, il futuro del 28enne spagnolo Francisco <strong>Galv\u00e1n <\/strong>dopo il licenziamento dalla KERN Pharma per la pubblicazione di un video in cui si vede il <strong>catalano <\/strong>attraversare a zig-zag una strada in discesa separata da uno <strong>spartitraffico<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/l38473187528_tml1527584372481_516634727637_1766846190862549.png\" alt=\"francisco-galvan\"  \/>Lo spagnolo Francisco Galv\u00e1n, 28 anni \u00a9 Profilo Instagram @kikogalvanGli altri addii al ciclismo<\/p>\n<p>Se il passo indietro dei pi\u00f9 <strong>giovani <\/strong>tradisce il malessere generato dall&#8217;esasperata <strong>competitivit\u00e0 <\/strong>del ciclismo contemporaneo, il discorso \u00e8 ben diverso per tutti coloro che si sono congedati dal ciclismo in et\u00e0 pi\u00f9 o meno avanzata. Partiamo dal 34enne tedesco Alexander <strong>Krieger<\/strong>, che ha varcato le soglie del ciclismo di vertice soltanto nel 2020 con la maglia della <strong>Alpecin<\/strong>. Per lui \u00e8 gi\u00e0 pronto un posto nell&#8217;ammiraglia della <strong>Tudor<\/strong>, di cui ha fatto parte nell&#8217;ultimo biennio.\u00a0<\/p>\n<p>15 stagioni in massima serie per il 35enne francese Adrien <strong>P\u00e9tit<\/strong>: l&#8217;ex Intermarch\u00e9 &#8211; 9 vittorie tra i grandi, compresa la<strong> Tro-Bro-L\u00e9on<\/strong> 2014 &#8211; ha manifestato il desiderio di \u00abcedere il passo alle nuove leve, affinch\u00e9 possano affrontare la loro vita da professionisti al 100%\u00bb delle loro possibilit\u00e0. Nel 2026 non ritroveremo in gruppo neppure la barba folta del 38enne transalpino Geoffrey <strong>Soupe<\/strong>, che ha nobilitato la sua carriera con 4 successi, l&#8217;ultimo dei quali alla Vuelta 2023 sul traguardo di <strong>Olive<\/strong>. Al capolinea anche l&#8217;avventura dei belgi Baptiste <strong>Planckaert <\/strong>(37 anni, 4 vittorie da prof.), Jimmy <strong>Janssens <\/strong>(36 anni) e Tosh <strong>Van der Sande<\/strong>, 35 anni e due allori in bacheca, che ha lasciato in eredit\u00e0 alle giovani generazioni uno splendido messaggio d&#8217;addio: \u00abVivete il vostro sport, ma non dimenticate di vivere oltre. Non perdetevi dietro ai numeri, ai <strong>watt <\/strong>o al computer di bordo. Il ciclismo \u00e8 istinto, <strong>coraggio <\/strong>e amore per le corse\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Altrettanto determinati a cambiare vita altri 3 atleti che hanno appena doppiato il traguardo dei trent&#8217;anni: il 32enne belga Lo\u00efc <strong>Vliegen <\/strong>&#8211; 4 successi iscritti a bilancio, tre dei quali al Giro di Vallonia (di cui \u00e8 stato campione per due volte) &#8211; il coetaneo olandese Martijn <strong>Tusveld <\/strong>&#8211; che ha gi\u00e0 intrapreso la carriera di psicologo dello sport &#8211; il 31enne sudafricano Ryan <strong>Gibbons <\/strong>(10 vittorie in massima serie) e il 32enne tedesco Jonas <strong>Koch<\/strong>, che ha detto stop dopo circa un decennio nel gruppo che conta.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del 2025, infine, avevano imboccato la strada del ritiro il 38enne spagnolo Victor <strong>de la Parte <\/strong>e il 26enne olandese Lars <strong>van den Berg<\/strong>, quest&#8217;ultimo fermato da seri problemi cardiaci riscontrati a distanza di un anno dal malore che lo aveva colpito nel corso della <strong>Faun Ard\u00e9che Classic<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/l38473187528_tml1527584372481_197028762837_1741882195758622.jpg\" alt=\"lars-van-den-berg\"  \/>Lars Van den Berg si congeda definitivamente dal ciclismo per problemi cardiaci \u00a9 Equipe Cycliste Groupama-FDJ<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alcuni di loro hanno vinto tanto, tantissimo. Altri hanno raggiunto buoni risultati e &#8211; di quando in quando&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":285438,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,1537,90,89,245,244],"class_list":{"0":"post-285437","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-cycling","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-sport","14":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115816492158395841","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=285437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285437\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/285438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=285437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=285437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=285437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}