{"id":285858,"date":"2026-01-01T05:43:10","date_gmt":"2026-01-01T05:43:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/285858\/"},"modified":"2026-01-01T05:43:10","modified_gmt":"2026-01-01T05:43:10","slug":"lalba-livida-del-2026-di-roberto-de-mattei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/285858\/","title":{"rendered":"L\u2019alba livida del 2026 &#8211; di Roberto de Mattei"},"content":{"rendered":"<p> <a href=\"#\" rel=\"nofollow\" onclick=\"window.print(); return false;\" title=\"Printer Friendly, PDF &amp; Email\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/CR-Pulsanti-Stampa.png\" alt=\"Print Friendly, PDF &amp; Email\" class=\"pf-button-img\" style=\"\"\/> <\/a><\/p>\n<p>L\u2019alba livida del 2026 si leva su un\u2019Europa che \u00e8 in guerra e non sa di esserlo. Anche coloro che lo sanno, coloro che questa guerra l\u2019hanno iniziata, evitano accuratamente di dirlo e continuano a parlare di pace. Del resto, come insegna sant\u2019Agostino, anche coloro che promuovono le guerre non desiderano altro che assicurarsi la pace attraverso la vittoria (De Civitate Dei, lib. XIX, c. VII). Cos\u00ec, nella sua conferenza fiume di fine anno Putin ha affermato di volere la pace, ma basata sul rispetto dei princ\u00ecpi che lo hanno condotto, non alla guerra, ma ad una \u201coperazione speciale\u201d in Ucraina.<\/p>\n<p>La guerra ormai non coinvolge solo l\u2019Ucraina, ma l\u2019Europa e l\u2019Occidente. E\u2019 una guerra non dichiarata, ma reale, che nel linguaggio contemporaneo viene definita guerra ibrida. Ci\u00f2 che \u00e8 cambiato non \u00e8 la natura del conflitto, bens\u00ec le sue forme, i suoi strumenti e, soprattutto, la soglia di visibilit\u00e0 politica oltre la quale uno Stato \u00e8 disposto ad ammettere di essere in guerra. Si combatte attraverso operazioni di intelligence, sabotaggi delle infrastrutture del nemico, droni, navi senza bandiera, sottomarini invisibili, mentre in parallelo prosegue il riarmo in vista di una guerra ufficiale che tutti evocano e nessuno dichiara.<\/p>\n<p>Le reti elettriche cedono per misteriosi guasti \u201ctecnici\u201d, i sistemi informatici collassano sotto attacchi \u201canonimi\u201d, le rotte aeree e commerciali diventano insicure, le campagne di disinformazione confondono l\u2019opinione pubblica fino a renderla incapace di distinguere gli aggressori dai difensori. Eppure, nonostante tutto questo, nessuno si rende conto di essere in guerra. Si combatte in una zona grigia permanente in cui la guerra c\u2019\u00e8, ma convive con la sua stessa negazione.<\/p>\n<p>La guerra non dichiarata non \u00e8 un\u2019invenzione del nostro tempo, ma una costante della storia internazionale, anche se nuova \u00e8 la modalit\u00e0 in cui oggi essa si svolge. Un esempio emblematico \u00e8 quello degli Stati Uniti tra il 1940 e il 1941. I cannoni tuonavano in Europa e il presidente Franklin D. Roosevelt era convinto che una vittoria della Germania nazista avrebbe rappresentato una minaccia alla sicurezza americana, ma l\u2019opinione pubblica del suo paese era in maggioranza contraria alla guerra.\u00a0 \u00a0<\/p>\n<p>Deciso ad intervenire, pur senza disporre del consenso necessario per una dichiarazione di belligeranza, Roosevelt mise in atto quella che molti storici hanno definito una \u201cguerra non dichiarata\u201d contro la Germania.\u00a0 Si trattava di una guerra condotta attraverso una sequenza di atti militari, logistici e politici che avvicinarono sempre pi\u00f9 gli Stati Uniti allo scontro diretto con il Terzo Reich.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0Il cuore di questa guerra non dichiarata fu l\u2019Atlantico. Le navi americane iniziarono a scortare i convogli britannici carichi di rifornimenti, pur sapendo che ci\u00f2 le avrebbe esposte agli attacchi dei sottomarini tedeschi. Nel settembre 1941, dopo l<strong>\u2019<\/strong>incidente della USS Greer<strong>,<\/strong> un cacciatorpediniere americano coinvolto in uno scontro con un U-Boat tedesco, Roosevelt annunci\u00f2 la politica del \u201cshoot on sight\u201d:le navi tedesche avvistate nelle zone di sicurezza atlantiche potevano essere attaccate senza preavviso. Parallelamente, Washington sosteneva lo sforzo bellico britannico attraverso il programma Lend-Lease Act, che consentiva di fornire armamenti e materiali ai paesi in guerra contro l\u2019Asse.\u00a0 Nei fatti, la guerra era gi\u00e0 iniziata, anche se nessuno la chiamava cos\u00ec.<\/p>\n<p>Questa strategia suscit\u00f2 dure critiche da parte dell\u2019America First Committee, il pi\u00f9 grande movimento isolazionista della storia americana, che accusava Roosevelt di trascinare il Paese nel conflitto aggirando la volont\u00e0 popolare. Le ferite della Prima guerra mondiale erano ancora aperte e milioni di americani temevano che un nuovo intervento militare in Europa avrebbe prodotto solo morte, debiti e instabilit\u00e0 interna. Lo slogan \u201cAmerica First\u201d condensava una visione del mondo fondata sui princ\u00ecpi di difendere il continente americano, rafforzare l\u2019economia nazionale e rifiutare qualsiasi coinvolgimento nel Vecchio Continente. \u00a0<\/p>\n<p>Il movimento trov\u00f2 il suo simbolo pi\u00f9 noto in Charles Lindbergh, il celebre sorvolatore dell\u2019Atlantico del 1927. Nei suoi discorsi, Lindbergh sosteneva che la Germania fosse militarmente invincibile e che un intervento americano sarebbe stato inutile e disastroso. Alcune sue dichiarazioni, in particolare quelle che attribuivano all\u2019amministrazione Roosevelt e ad ebrei americani e britannici la spinta verso la guerra, suscitarono accuse di antisemitismo e compromisero la credibilit\u00e0 del movimento. \u00a0<\/p>\n<p>Ma il 7 dicembre 1941, i giapponesi attaccarono gli Stati Uniti a P<strong>e<\/strong>arl Harbor. Pochi giorni dopo, fu la Germania a dichiarare guerra agli Stati Uniti, rendendo ufficiale ci\u00f2 che, nei fatti, era gi\u00e0 in corso da mesi. L\u2019America First Committee si sciolse bruscamente. Di fronte a un\u2019aggressione diretta al territorio americano, gli stessi leader del movimento riconobbero che, da quel momento, l\u2019unit\u00e0 nazionale veniva prima di ogni divisione ideologica.<\/p>\n<p>Se l\u2019America First Committee nacque in un contesto segnato dal trauma della Prima guerra mondiale e dalla paura di sacrifici inutili, oggi l\u2019isolazionismo riemerge negli Stati Uniti sotto forma di critica al costo economico e umano dell\u2019impegno globale. Sarebbe un errore, tuttavia, leggere in chiave isolazionista l\u2019ultimo documento statunitense sulla Strategia di Sicurezza Nazionale (National Security Strategy \u2013 NSS) pubblicato nel 2025 dalla Casa Bianca. Il testo pone l\u2019interesse degli Stati Uniti come priorit\u00e0 nazionale e definisce l\u2019Europa un continente in fase di declino, ma Washington si dice pronta a collaborare con un\u2019Europa forte, capace di contribuire alla competizione strategica, anche dal punto di vista militare. La possibilit\u00e0 di una cancellazione dell\u2019identit\u00e0 europea, che il documento sottolinea con preoccupazione, \u00e8 un pericolo reale, che l\u2019Europa non sembra percepire. La frase pi\u00f9 discussa del testo, \u201cWe want Europe to remain European\u201d,significa che l\u2019Europa sta smettendo di essere s\u00e9 stessa e deve tornare alle proprie radici. Sono le nazioni europee a doversi assumere la responsabilit\u00e0 di recuperare quella che il documento della Casa Bianca chiama la \u201cauto-stima civilizzazionale\u201d, la consapevolezza, cio\u00e8, del patrimonio storico e culturale del Vecchio continente. In una prospettiva non diversa, nel suo messaggio Urbi et Orbi del giorno di Natale, lo stesso Leone XIV ha richiamato la necessit\u00e0 per l\u2019Europa di rimanere fedele alle sue radici cristiane e alla sua storia.<\/p>\n<p>La decadenza europea oggi si esprime sotto la forma di un \u201cneo- pacifismo\u201d cheintercetta un elettorato stanco di guerre \u201clontane\u201d.\u00a0 Ma il pacifismo nasce da una rimozione storica: l\u2019illusione che basti dichiararsi \u201cper la pace\u201d per evitarla. Questo atteggiamento legittima la guerra ibrida, perch\u00e9 ne accetta la narrazione.Uno degli strumenti principali della guerra ibrida \u00e8 la manipolazione dell\u2019opinione pubblica. Ci\u00f2 avvieneattraverso campagne di disinformazione e appelli alla pace che coincidono, nei fatti, con la richiesta di resa a un nemico che non si dichiara tale. \u00a0<\/p>\n<p>Il pacifismo, che non ammette l\u2019esistenza di un conflitto, si rivela cos\u00ec incapace di fronteggiare una guerra che non si presenta come guerra. La pace non \u00e8 pi\u00f9 il risultato di un ordine difeso, ma la maschera di una resa progressiva. La guerra ibrida \u00e8 tragica proprio perch\u00e9 nega la tragedia: non chiede scelte nette, ma le consuma lentamente, fino a quando la guerra, finalmente dichiarata, non appare pi\u00f9 come una decisione, ma come una fatalit\u00e0 inevitabile.<\/p>\n<p>La storia dimostra che il pacifismo non \u00e8 uno spazio neutro: \u00e8 il terreno in cui prevale chi \u00e8 disposto a usare la forza senza dirlo. E se la pace, come spiega sant\u2019Agostino, \u00e8 la tranquillit\u00e0 dell\u2019ordine, allora essa non pu\u00f2 nascere dalla rimozione del conflitto, bens\u00ec dal coraggio di riconoscerlo. Perch\u00e9 la vera alternativa, oggi, non \u00e8 tra guerra e pace, ma tra una pace difesa e una pace simulata. E l\u2019Europa, posta di fronte a questa scelta, non potr\u00e0 a lungo continuare a rimandarla senza scoprire, un giorno, che il rinvio \u00e8 stata una disastrosa decisione.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019alba livida del 2026 si leva su un\u2019Europa che \u00e8 in guerra e non sa di esserlo. 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