{"id":28590,"date":"2025-08-04T22:18:18","date_gmt":"2025-08-04T22:18:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/28590\/"},"modified":"2025-08-04T22:18:18","modified_gmt":"2025-08-04T22:18:18","slug":"31-07-2025-melvins-redd-kross-magnolia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/28590\/","title":{"rendered":"31\/07\/2025 &#8211; MELVINS + REDD KROSS @ Magnolia"},"content":{"rendered":"<p>Report di <strong>Simone Vaval\u00e0<\/strong><br \/>Fotografie di <strong>Benedetta Gaiani<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ah, l\u2019estate! Musica rilassante, cocktail con l\u2019ombrellino, camicie hawaiane e zanzare\u2026 ecco, almeno un paio di punti sono stati rispettati, questa sera, in quel del Magnolia \u2013 e a dirla tutta non ci siamo informati in merito all\u2019offerta di cocktail. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che, caldo o meno, non manca mai un pubblico fedele ai concerti dei Melvins, pronto a farsi spazzare via la faccia dal loro magma sonoro.<br \/>Quest\u2019occasione \u00e8 particolarmente ghiotta, con gli eterni amici Redd Kross a calcare di nuovo un palco italiano a ben otto anni dall\u2019ultima esibizione, e con una formula \u2018al risparmio\u2019 che a questa combo perdoniamo di buon grado: Steve McDonald e Dale Crover sono infatti pronti a esibirsi con entrambe le band, alla faccia del caldo \u2013 peraltro sopportabile, per fortuna.<br \/>Buttate quindi i vostri margarita, prendete una birra e seguiteci sotto palco.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-606137\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/melvins-date-luglio-2025-700x875.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"875\"  \/><\/p>\n<p>Il palco scelto per questa sera \u00e8, come prevedibile, quello pi\u00f9 piccolo e forse meglio cos\u00ec: il pubblico \u00e8 abbondante, ma senza arrivare a rendere invivibile la serata, e l\u2019impatto garantito \u00e8 sicuramente meno dispersivo rispetto all\u2019arena principale del Magnolia.<br \/>I <strong>REDD KROSS<\/strong> salgono sul palco puntuali come svizzeri alle 20, agghindati come i Beatles del periodo indiano, con eleganti pantaloni bianchi e sgargianti camicie decorate. Che i Quattro di Liverpool siano un faro per i fratelli McDonald (chitarra, basso e voci, per i pi\u00f9 distratti) non ci sono dubbi, e la scaletta di questa sera lo conferma; forse non sono mai riusciti a scrivere l\u2019hit definitiva, adatta a lanciarli nell\u2019empireo delle classifiche mondiali, ma pezzi come la recente \u201cEmanuelle Insane\u201d, \u201cLady In The Front Row\u201d o l\u2019acclamata \u201cJimmy\u2019s Fantasy\u201d testimoniano di una band che sa scrivere brani catchy e stuzzicanti, in costante equilibrio tra bubblegum rock, pop di classe, pulsioni garage e un pizzico di psichedelia.<br \/>Jeff e Steve tengono il palco in modo eccellente, con sorrisi e siparietti ben dosati, ben accompagnati dalla granitica batteria di Crover (l\u2019intersezione tra le due band dura ormai da oltre un decennio) e dall\u2019efficace Shapiro al basso.<br \/>Non manca, ovviamente, un pensiero a Ozzy, cui dedicano \u201cIt Won\u2019t Be Long\u201d: s\u00ec, proprio una cover dei Beatles, di cui ricordano che anche il Madman era grandissimo fan. Lennon e McCartney ricompaiono anche sul finale, allorch\u00e9 la loro classica \u201cLinda Blair\u201d viene inframezzata dalle acide distorsioni di \u201cI Want You (She\u2019s So Heavy)\u201d. Inutile negarlo: tutto quello che amiamo ascoltare viene dai Beatles e dai Black Sabbath, e i Redd Kross si confermano ottimi rappresentanti di questo spirito.<\/p>\n<p><strong>Setlist Redd Kross:<\/strong><br \/>Huge Wonder<br \/>Stay Away From Downtown<br \/>Stunt Queen<br \/>What\u2019s In It For You?<br \/>Uglier<br \/>Lady In The Front Row<br \/>Candy Coloured Catastrophe<br \/>I\u2019ll Take Your Word For It<br \/>Emanuelle Insane<br \/>Annie\u2019s Gone<br \/>It Won\u2019t Be Long<br \/>Crazy World<br \/>Jimmy\u2019s Fantasy<br \/>Linda Blair \/ I Want You (She\u2019s So Heavy)<\/p>\n<p>Il tempo di un cambio abito per Steve, che per il secondo set opta per un completo bianco ricoperto di occhi giganti, una pi\u00f9 comoda t-shirt per Dale Crover, l\u2019aggiunta di una seconda batteria per non farsi mancare nulla \u2013 dietro cui prende posto Coady Willis, vecchia conoscenza da queste parti, ma anche batterista degli High On Fire \u2013 e ci siamo; manca solo King Buzzo, che arriva attraversando serenamente il cortile del locale, vestito di un caftano nero che, oltre ad essere l\u2019esatta contrapposizione grafica del completo di McDonald, lo fa sembrare una sorta di Aleister Crowley dotato di (troppi) capelli.<br \/>Cosa si pu\u00f2 dire di nuovo di un concerto dei <strong>MELVINS<\/strong>? I cambi di formazione, e il numero stesso di persone che si possono trovare su un palco sono una sorpresa talmente continua da non far pi\u00f9 clamore, cos\u00ec come \u2013 e pensate quanto \u00e8 raro, per una band in giro da pi\u00f9 di quarant\u2019anni \u2013 non ci si aspetta alcun brano in particolare: ci\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019impatto, e anche stasera non si resta delusi. Dicevamo prima delle stelle polari del rock moderno, ma se si guarda all\u2019underground, \u00e8 innegabile come anche Buzz Osborne abbia ridefinito il modo di suonare e comporre per decine, o centinaia di band: niente Nirvana, Sleep o i gi\u00e0 citati High On Fire, probabilmente, se nel 1983 questo taciturno pazzoide non avesse accordato la sua chitarra in maniera impropria, inventando nuove tonalit\u00e0 e ritmiche asfissianti. Non bastasse l\u2019impatto sonico della sei corde, due batterie in sincrono facilitano ulteriormente la caccia all\u2019acufene, oltre a essere molto scenografiche in termini di show. Personalmente, poi, siamo grandi ammiratori di McDonald al basso che, pur garantendo bordate possenti, aggiunge un tocco gigione e fricchettone che apprezziamo molto.<br \/>Dicevamo che non servono scelte particolari di scaletta per godere di un loro concerto, comunque si nota come ben met\u00e0 dei pezzi sia databile ad oltre trent\u2019anni fa, con numerosi estratti da \u201cStoner Witch\u201d, \u201cEggnog\u201d, \u201cBullhead\u201d e, ovviamente, l\u2019indiscusso successo di \u201cHoudini\u201d; tra quelli pi\u00f9 o meno devastanti, sempre equilibrati da avvolgenti trame di oscura e fumosa psichedelia \u2018made in Melvins\u2019, spiccano sicuramente \u201cA History Of Bad Men\u201d, non a caso risalente al periodo delle due batterie anche in studio, \u201cHoney Bucket\u201d e la conclusiva \u201cNight Goat\u201d: un perfetto commiato a base di tuonante distorsione, con un riff che ci fa sempre chiedere perch\u00e9 i Melvins siano ancora, \u2018semplicemente\u2019, una band di culto.<\/p>\n<p><strong>Setlist Melvins:<\/strong><br \/>Working The Ditch<br \/>The Bloated Pope<br \/>Never Say You\u2019re Sorry<br \/>Evil New War God<br \/>It\u2019s Shoved<br \/>Billy Fish<br \/>A History Of Bad Men<br \/>Blood Witch<br \/>Hag Me<br \/>Hog Leg<br \/>Honey Bucket<br \/>Revolve<br \/>Your Blessened<br \/>Night Goat<\/p>\n<p><strong>REDD KROSS<\/strong><\/p>\n<p><strong>MELVINS<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Report di Simone Vaval\u00e0Fotografie di Benedetta Gaiani Ah, l\u2019estate! 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