{"id":285924,"date":"2026-01-01T07:03:22","date_gmt":"2026-01-01T07:03:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/285924\/"},"modified":"2026-01-01T07:03:22","modified_gmt":"2026-01-01T07:03:22","slug":"perche-si-degradano-le-batterie-per-veicoli-elettrici-la","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/285924\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 si degradano le batterie per veicoli elettrici: la"},"content":{"rendered":"<p>Un gruppo di scienziati ha identificato le cause alla base del degrado osservato in alcune batterie agli ioni di litio di ultima generazione, note come batterie a catodo a cristallo singolo, nonostante fossero state adottate per migliorare affidabilit\u00e0 e durata nel tempo. <\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 stata condotta da esperti del Argonne National Laboratory e della Pritzker School of Molecular Engineering dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago, con l\u2019obiettivo di comprendere perch\u00e9 questa tecnologia, pur essendo stata concepita per risolvere problemi di durata, non sempre risponde alle aspettative, e talvolta mostra segni di deterioramento prematuro. <\/p>\n<p>I risultati di questa indagine sono stati pubblicati sulla <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41565-025-02079-9\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">rivista<\/a> Nature Nanotechnology, fornendo dati e approfondimenti sul comportamento dei materiali catodici a livello nanoscopico e sulle relazioni tra composizione chimica e meccanismi di degradazione osservati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dmove.it\/news\/antitrust-accordo-con-i-produttori-di-auto-elettriche-piu-chiarezza-su-autonomia-e-decadimento-delle-batterie\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/2026_toyotaurbancruisergraphitegreyfwd_interioranddetails_008.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p>Antitrust, accordo con i produttori di auto elettriche: pi\u00f9 chiarezza su autonomia e decadimento delle batterie<\/p>\n<p>Le batterie agli ioni di litio utilizzate nei veicoli elettrici si basano su materiali catodici ricchi di nichel. <b>Nei progetti tradizionali, questi catodi sono costituiti da strutture policristalline, formate da numerosi piccoli cristalli. <\/b>Queste strutture, pur essendo state per anni lo standard industriale, presentano limiti legati alle fratturazioni che si sviluppano lungo i bordi dei cristalli durante i cicli di carica e scarica. Per ovviare a questa problematica, <b>negli ultimi anni la ricerca ha perseguito l\u2019adozione di catodi a cristallo singolo,<\/b> privi di \u201cconfini\u201d tra cristalli. <\/p>\n<p>La logica di fondo prevede che eliminando i bordi di grano si potessero ridurre i punti di innesco delle fessure, aumentando la stabilit\u00e0 meccanica del materiale. Tuttavia, i catodi a cristallo singolo, pur in assenza di bordi di grano, si sono comunque dimostrati suscettibili a fenomeni di degrado, con prestazioni che non sempre superano quelle dei catodi policristallini.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dmove.it\/guide\/cosa-cambia-fra-le-batterie-lfp-e-nmc-delle-auto-elettriche-la-guida-completa\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Screenshot_2025-10-01_at_14.57.21.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Cosa cambia fra le batterie LFP e NMC delle auto elettriche? La guida completa<\/p>\n<p data-start=\"1939\" data-end=\"2808\">Per indagare questo fenomeno, i ricercatori hanno impiegato tecniche di analisi avanzate tra cui la diffrazione di raggi X tramite sorgenti di tipo sincrotrone e la microscopia elettronica ad altissima risoluzione. Questi strumenti hanno permesso di esaminare le strutture catodiche a livello nanometrico, rivelando che, all\u2019interno di ciascuna singola particella di materiale, le reazioni chimiche non avvengono in modo uniforme durante i cicli di utilizzo. Diverse aree della singola particella reagiscono a velocit\u00e0 differenti, generando tensioni interne che portano alla formazione di fratture dall\u2019interno del materiale stesso. <\/p>\n<p data-end=\"2808\" data-start=\"1939\">Questa dinamica di reazione eterogenea si differenzia rispetto ai meccanismi osservati nei materiali policristallini e costituisce il principale motore di degrado nei catodi a cristallo singolo.<\/p>\n<p data-start=\"2810\" data-end=\"3612\">Un altro risultato emerso dallo studio riguarda il ruolo dei componenti chimici all\u2019interno della composizione dei materiali catodici. Nelle batterie con catodi policristallini, il cobalto \u00e8 tradizionalmente associato a un aumento delle fratturazioni ma \u00e8 anche considerato utile per prevenire l\u2019instabilit\u00e0 strutturale. I test condotti dal team di ricerca, tuttavia, hanno indicato che nei catodi a cristallo singolo il comportamento di questi elementi pu\u00f2 essere diverso.\u00a0In esperimenti in cui sono state costruite celle sperimentali basate su combinazioni distinte di nichel con cobalto e di nichel con manganese, <b>\u00e8 emerso che il manganese provoca danni meccanici maggiori, mentre la presenza di cobalto sembra migliorare la durabilit\u00e0 complessiva del materiale.<\/b><\/p>\n<p data-start=\"3614\" data-end=\"4125\">Parallelamente alle analisi sui meccanismi di degrado, gli scienziati hanno anche considerato l\u2019impatto dei costi dei materiali. Il cobalto, pur mostrando un effetto stabilizzante nei catodi a cristallo singolo, \u00e8 un elemento costoso e per questo motivo il gruppo di ricercatori ha indicato come <b>futura sfida la ricerca di materiali a minor costo <\/b>che possano replicare il suo contributo alla stabilit\u00e0 strutturale senza incidere significativamente sui costi complessivi delle batterie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un gruppo di scienziati ha identificato le cause alla base del degrado osservato in alcune batterie agli ioni&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":285925,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-285924","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115818568560451268","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285924","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=285924"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285924\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/285925"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=285924"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=285924"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=285924"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}