{"id":285990,"date":"2026-01-01T08:22:10","date_gmt":"2026-01-01T08:22:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/285990\/"},"modified":"2026-01-01T08:22:10","modified_gmt":"2026-01-01T08:22:10","slug":"e-sempre-lo-faro-un-nuovo-modo-di-parlarne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/285990\/","title":{"rendered":"\u201cE sempre lo far\u00f2\u201d un nuovo modo di parlarne"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/sempre-lo-far\u00f2-Claire-Kilroy\/dp\/8811014549\/?tag=libreriamo-21\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">E sempre lo far\u00f2<\/a>\u201d, di Claire Kilroy (titolo originale \u201cSoldier Sailor\u201d), \u00e8 un romanzo difficile da incasellare: parla di maternit\u00e0 senza essere un manuale ed entra nella materia viva dei primi mesi \u201cd\u2019invasione\u201d, quando la casa si riempie di oggetti nuovi e insoliti per i neo-genitori; abbiamo pagine di ore spezzate, di un linguaggio nuovo e di fatica, paura e giudizio. Ma anche di amore. La protagonista racconta da dentro questa esperienza, con una voce che sembra correre e fermarsi nello stesso tempo, come accade quando si vive in allerta e si prova a restare lucidi.<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 stato tra i pi\u00f9 discussi in area anglofona sul tema ed \u00e8 arrivato nella shortlist del <a href=\"https:\/\/womensprize.com\/book-author\/claire-kilroy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Women\u2019s Prize for Fiction<\/a> 2024. La ragione sta nella sua scelta formale, radicale e leggibile insieme: un monologo indirizzato al figlio che, in realt\u00e0, finisce per interrogare il mondo attorno. Non spiega \u201ccome ci si sente\u201d, ma mostra come ci si diventa, madre. E quale prezzo chiede quella trasformazione, in termini di solitudine, desiderio, reputazione, identit\u00e0.<\/p>\n<p>Un romanzo in seconda persona<\/p>\n<p>L\u2019idea pi\u00f9 potente di Kilroy \u00e8 semplice sulla carta e difficilissima da far funzionare. Il testo parla al bambino, quasi senza tregua. Quel \u201ctu\u201d crea un\u2019intimit\u00e0 assoluta, e insieme produce uno straniamento preciso: il neonato non risponde, non argomenta, non consola. La lingua diventa allora cordone ombelicale e appiglio, un modo per tenere insieme ci\u00f2 che rischia di sfilacciarsi.<\/p>\n<p>In questa scelta c\u2019\u00e8 anche un rovescio interessante. Parlare a chi non ha parole significa, per forza, parlare anche a chi le parole le usa per misurare e giudicare. Il romanzo diventa un controcampo continuo del \u201cfuori\u201d: i consigli, le aspettative, la performance richiesta a una madre perch\u00e9 resti presentabile, efficiente, grata.<\/p>\n<p><strong>\u201cSoldier Sailor\u201d come immagine morale<\/strong><\/p>\n<p>Il titolo originale sposta la maternit\u00e0 oltre la cornice domestica. Soldier e Sailor sono due figure simboliche, madre e figlio come coppia in movimento dentro una geografia pi\u00f9 ampia. Da una parte c\u2019\u00e8 la resistenza quotidiana, dall\u2019altra una promessa smisurata che coincide con un potere concreto: riscrivere la vita di chi ti tiene in braccio.<\/p>\n<p>Questa vibrazione \u201cepica\u201d resta sempre ancorata a una trama minima. Il libro lavora sul dopo, sull\u2019immediatezza. Scene di casa, routine che ancora non ha forma, tentativi di \u201cfare bene\u201d, ore piccole. E in mezzo il pensiero che corre, torna, inciampa, si accanisce. \u00c8 qui che molte letture critiche hanno riconosciuto la forza del romanzo: intensit\u00e0 emotiva e controllo stilistico si tengono per mano, senza diventare esercizio.<\/p>\n<p>Una prosa che punge e poi accarezza<\/p>\n<p>\u201cE sempre lo far\u00f2\u201d alterna tenerezza e sarcasmo con un ritmo nervoso, quasi musicale. Kilroy fa convivere due impulsi che nella retorica sulla maternit\u00e0 spesso vengono separati: l\u2019amore come forza assoluta e la cura come allarme continuo. Il testo riesce a rendere quel paradosso senza vernice, con un\u2019ironia che somiglia a ossigeno e con una ferocia che somiglia a verit\u00e0.<\/p>\n<p>Una recensione del \u201cGuardian\u201d ha insistito proprio su questo punto: l\u2019esperienza diventa letteratura senza addomesticarsi, e la scrittura restituisce dignit\u00e0 a ci\u00f2 che, nel racconto pubblico, finisce spesso in una versione levigata, edificante, \u201cpresentabile\u201d.<\/p>\n<p>La maternit\u00e0 come misura pubblica<\/p>\n<p>Il nucleo del romanzo non ruota attorno alla domanda \u201c\u00e8 bello o difficile\u201d. Kilroy lavora su una questione pi\u00f9 tagliente: che cosa fa la maternit\u00e0 all\u2019idea di s\u00e9, quando attorno scatta una sorveglianza costante.<\/p>\n<p>Essere madre, qui, diventa una misura pubblica. Del carattere, della moralit\u00e0, della tenuta. E mentre fuori si valuta, dentro si combatte una guerra silenziosa fatta di sonno interrotto e aspettative. L\u2019amore materno non appare come sentimento pacificato: invade, accende, a volte spaventa. E porta con s\u00e9 un isolamento particolare, perch\u00e9 il mondo continua a pretendere presenza, brillantezza, normalit\u00e0, proprio mentre la protagonista vive un cambiamento totale e fisico.<\/p>\n<p>In quel cortocircuito si riconosce il libro. Non c\u2019\u00e8 la madre-simbolo, ma una persona che prova a restare intera mentre tutto la riscrive.<\/p>\n<p>Che cosa dice la critica fuori dall\u2019Italia<\/p>\n<p>La shortlist del Women\u2019s Prize ha amplificato la risonanza del romanzo, presentandolo come un testo capace di parlare di identit\u00e0 e trasformazione con un\u2019immediatezza che non rinuncia all\u2019ambizione letteraria.<\/p>\n<p>Accanto all\u2019entusiasmo, sono arrivate anche riserve utili. \u201cEl Pa\u00eds\u201d, per esempio, ha letto la componente lirica e iperbolica come un\u2019arma a doppio taglio: da una parte la tenerezza che diventa quasi preghiera, dall\u2019altra il rischio di una costruzione troppo riconoscibile, troppo \u201cprogrammata\u201d. \u00c8 un\u2019obiezione che apre un nodo interessante senza bisogno di sentenze. Quando si scrive di maternit\u00e0, quanta forma regge l\u2019esperienza prima di diventare filtro?<\/p>\n<p>Chi \u00e8 Claire Kilroy e perch\u00e9 questo libro pesa<\/p>\n<p>Claire Kilroy \u00e8 una scrittrice irlandese che ha attraversato anche teatro e sceneggiatura. Prima di \u201cSoldier Sailor\u201d ha pubblicato romanzi come \u201cAll Names Have Been Changed\u201d e \u201cTenderwire\u201d, costruendo una reputazione di autrice capace di unire osservazione sociale e nervo stilistico. In \u201cE sempre lo far\u00f2\u201d si sente questa doppia natura: precisione quasi scenica negli oggetti e nei tempi, e un lavoro di frase che cerca vibrazione, canto, martellata.<\/p>\n<p>Una parte della ricezione critica insiste sul fatto che questo romanzo arriva dopo anni e sembra scritto con una necessit\u00e0 addosso. Non come slogan, proprio come sensazione di materia che chiedeva una forma.<\/p>\n<p>Una chiusura che pu\u00f2 piacere anche a chi \u201cguarda da fuori\u201d<\/p>\n<p>\u201cE sempre lo far\u00f2\u201d non chiede identificazione obbligatoria. Pu\u00f2 parlare a chi ha vissuto la <a href=\"https:\/\/libreriamo.it\/societa\/sfida-genitori-oggi-spesso-maternita-e-ostacolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">maternit\u00e0<\/a>, e pu\u00f2 parlare anche a chi la osserva da fuori, perch\u00e9 mette al centro un tema universale travestito da quotidiano: che cosa succede quando la vita pretende tutto, subito, e ti costringe a cambiare identit\u00e0 mentre il mondo continua a chiederti di restare riconoscibile.<\/p>\n<p>Alla fine resta una postura diversa durante la lettura, come se ogni frase avesse peso. La maternit\u00e0 emerge come vertigine e mestiere del corpo, come amore e isolamento, come promessa e allarme. E soprattutto emerge una cosa rara: una madre che torna persona, con tutta la sua contraddizione. Dentro quella persona, senza bisogno di proclami, si intravede una societ\u00e0 intera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cE sempre lo far\u00f2\u201d, di Claire Kilroy (titolo originale \u201cSoldier Sailor\u201d), \u00e8 un romanzo difficile da incasellare: parla&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":285991,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[174],"tags":[203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-285990","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-intrattenimento","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115818879170381756","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285990","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=285990"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285990\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/285991"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=285990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=285990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=285990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}