{"id":28610,"date":"2025-08-04T22:30:19","date_gmt":"2025-08-04T22:30:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/28610\/"},"modified":"2025-08-04T22:30:19","modified_gmt":"2025-08-04T22:30:19","slug":"differenze-tra-pazienti-e-medici-sugli-esiti-cardiovascolari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/28610\/","title":{"rendered":"Differenze tra pazienti e medici sugli esiti cardiovascolari"},"content":{"rendered":"<p>Un\u2019indagine condotta negli ospedali e negli ambulatori dell\u2019Umbria ha messo in luce una divergenza significativa tra la percezione dei pazienti cardiologici e quella dei loro medici riguardo agli esiti clinici ritenuti pi\u00f9 rilevanti. Lo studio ha coinvolto 337 coppie paziente-medico, includendo persone con fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, pregresso infarto del miocardio o ad alto rischio cardiovascolare. Per la prima volta, le opinioni di ciascun paziente e del medico che lo stava visitando sono state raccolte <strong>simultaneamente e in modo indipendente<\/strong>, attraverso questionari costruiti ad hoc e analizzati con tecniche di <strong>compositional data analysis<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo studio, chiamato Do patients\u2019 and doctors\u2019 perceptions about cardiovascular outcomes coincide? A one-to-one survey at in-hospital and outpatient level \u00e8 stato pubblicato su BMJ open, ed ha visto tra gli autori anche il \u201cnostro\u201d Prof. <a href=\"https:\/\/www.sismed-it.com\/video\/scompenso-cardiaco-e-patologie-associate-una-sfida-clinica-tra-fragilita-e-limiti-terapeutici\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giuseppe Ambrosio<\/a>.<\/p>\n<p>I risultati dello studio mostrano una divergenza tra i risultati percepiti dai medici e quelli perceipiti dai pazienti: i medici attribuiscono maggiore peso agli esiti \u201cclinici\u201d come morte, recidiva di eventi acuti, ospedalizzazione o peggioramento dei sintomi. I pazienti, invece, tendono a concentrare la loro attenzione sul rischio di <strong>disabilit\u00e0 futura<\/strong> e sull\u2019impatto della malattia sulla qualit\u00e0 di vita.<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nella fibrillazione atriale, i pazienti hanno valutato il rischio di ictus come meno preoccupante di quanto percepito dai medici.<\/li>\n<li>Nei sopravvissuti a infarto, la disabilit\u00e0 futura \u00e8 stata il timore principale, mentre i clinici si focalizzavano su morte e reinfarto.<\/li>\n<li>Nei pazienti con scompenso cardiaco, i medici temevano soprattutto il peggioramento dei sintomi, mentre i pazienti assegnavano pi\u00f9 peso alla possibilit\u00e0 di perdere autonomia.<\/li>\n<li>Nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare, la gerarchia di valori ricalcava quella dei post-infartuati: bassa rilevanza per le ospedalizzazioni, massima attenzione alla disabilit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo disallineamento nella percezione degli esiti suggerisce che la sola valutazione medica non sempre riflette le priorit\u00e0 dei pazienti. L\u2019adozione di <strong>modelli di cura patient-centred<\/strong>, con reale condivisione delle decisioni terapeutiche, potrebbe migliorare l\u2019aderenza ai trattamenti e la soddisfazione del percorso di cura.<\/p>\n<p>Introduzione allo studio<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>patient-centered care<\/strong>\u00a0(assistenza centrata sul paziente) rappresenta un modello sanitario innovativo che sta guadagnando crescente attenzione nel panorama medico contemporaneo. A differenza dell\u2019approccio tradizionale centrato sulla malattia, questo modello pone il paziente al centro del processo decisionale, garantendo pieno empowerment attraverso informazioni adeguate e considerazione delle aspettative individuali.<\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 stata condotta tra gennaio e aprile 2023 nell\u2019ambito del progetto \u201cNET-2016\u201302363853\u201d, un ampio programma di ricerca sanitaria finanziato dal Ministero della Salute italiano.<\/p>\n<p>Partecipanti<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>92 medici<\/strong>\u00a0(cardiologi e internisti) del Sistema Sanitario Nazionale dell\u2019Umbria<\/li>\n<li><strong>337 coppie paziente-medico<\/strong>\u00a0hanno completato i questionari<\/li>\n<li><strong>71% visite ambulatoriali<\/strong>, 29% alla dimissione ospedaliera<\/li>\n<\/ul>\n<p>Strumento di Valutazione Unico<\/p>\n<p>I ricercatori hanno sviluppato un metodo innovativo utilizzando\u00a0<strong>grafici circolari<\/strong>\u00a0divisi in 32 settori uguali, permettendo a medici e pazienti di quantificare l\u2019importanza relativa di diversi outcome clinici:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Rischio di morte<\/li>\n<li>Peggioramento sintomatico<\/li>\n<li>Ospedalizzazione<\/li>\n<li>Disabilit\u00e0<\/li>\n<li>Per la FA: anche sanguinamento e ictus<\/li>\n<\/ul>\n<p>Rilevanza ClinicaIl Problema della Disconnessione<\/p>\n<p>Studi precedenti avevano evidenziato una possibile\u00a0<strong>disconnessione<\/strong>\u00a0tra percezioni di medici e pazienti in diverse condizioni cardiovascolari. Tuttavia, questo \u00e8 il primo studio a confrontare direttamente le valutazioni della stessa coppia medico-paziente durante la medesima visita.<\/p>\n<p>Patient-Reported Outcome Measures (PROMs)<\/p>\n<p>Mentre i PROMs forniscono informazioni preziose dal punto di vista del paziente, questo studio va oltre offrendo una valutazione simultanea delle prospettive di entrambi gli attori del processo decisionale.<\/p>\n<p>Implicazioni per la Pratica ClinicaShared Decision-Making<\/p>\n<p>I risultati di questo studio potrebbero migliorare significativamente il processo di\u00a0<strong>shared decision-making<\/strong>\u00a0(decisione condivisa) nelle malattie cardiovascolari, evidenziando eventuali discrepanze nelle priorit\u00e0 tra medici e pazienti.<\/p>\n<p>Qualit\u00e0 delle Cure<\/p>\n<p>La comprensione delle diverse percezioni pu\u00f2 contribuire a:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Ottimizzare la\u00a0<strong>qualit\u00e0 di vita<\/strong>\u00a0dei pazienti<\/li>\n<li>Migliorare l\u2019<strong>utilizzo appropriato<\/strong>\u00a0delle risorse terapeutiche<\/li>\n<li>Ridurre il rischio di decisioni cliniche subottimali<\/li>\n<\/ul>\n<p>Caratteristiche dei PartecipantiMedici<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>79% cardiologi<\/strong>, 21% internisti<\/li>\n<li>Et\u00e0 mediana: 41,8 anni<\/li>\n<li><strong>61,4%<\/strong>\u00a0specialisti con &gt;5 anni di esperienza<\/li>\n<li><strong>26,8%<\/strong>\u00a0medici in formazione<\/li>\n<\/ul>\n<p>Pazienti<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Maggioranza\u00a0<strong>maschi<\/strong>, et\u00e0 &gt;65 anni<\/li>\n<li>Livello di istruzione: diploma di scuola secondaria<\/li>\n<li>Pazienti ad alto rischio CV:\u00a0<strong>62%<\/strong>\u00a0con tre o pi\u00f9 fattori di rischio<\/li>\n<\/ul>\n<p>Significato per il futuro della cardiologia<\/p>\n<p>Questo studio rappresenta un\u00a0importante <strong>punto di svolta<\/strong>\u00a0nella comprensione della relazione medico-paziente in cardiologia, fornendo evidenze concrete per implementare un approccio realmente centrato sul paziente nelle decisioni cliniche cardiovascolari.<\/p>\n<p>Si spera infatti che i risultati dettagliati di questa ricerca pionieristica possano influenzare le future\u00a0<strong>linee guida cardiovascolari<\/strong>\u00a0e migliorare significativamente l\u2019outcome dei pazienti attraverso una maggiore consapevolezza delle diverse prospettive nella valutazione dei rischi clinici.<\/p>\n<p>Studio condotto nell\u2019ambito del progetto NET-2016\u201302363853, finanziato dal Ministero della Salute italiano, su pazienti del Sistema Sanitario Nazionale della regione Umbria.<\/p>\n<p>Leggi anche:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un\u2019indagine condotta negli ospedali e negli ambulatori dell\u2019Umbria ha messo in luce una divergenza significativa tra la percezione&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":28611,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-28610","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28610","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28610"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28610\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28611"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}