{"id":286150,"date":"2026-01-01T10:56:12","date_gmt":"2026-01-01T10:56:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/286150\/"},"modified":"2026-01-01T10:56:12","modified_gmt":"2026-01-01T10:56:12","slug":"mauro-corona-sono-ancora-vivo-ma-per-anni-ho-bevuto-una-bottiglia-di-whisky-al-giorno-dopo-12-birre-e-un-litro-di-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/286150\/","title":{"rendered":"Mauro Corona: \u00abSono ancora vivo, ma per anni ho bevuto una bottiglia di whisky al giorno dopo 12 birre e un litro di vino\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo e Roberta Scorranese<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Lo scrittore si racconta: \u00abMio padre mi picchiava, mia madre mi abbandon\u00f2- Dopo il Vajont qui diventammo tutti fantasmi, i vivi e i morti\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ripubblichiamo l\u2019intervista di Aldo Cazzullo e Roberta Scorranese a Mauro Corona, pubblicata il 6 giugno, una delle pi\u00f9 apprezzate dalle nostre lettrici e dai nostri lettori nel 2025.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo in una baita in cima alla montagna. Scende la sera. Fuori saltano i cervi. Sotto di noi, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/24_ottobre_09\/vajont-diga-disastro-strage-cosa-successo-685466db-21ec-4ff0-a33b-d9712d17axlk.shtml\" title=\"Vajont, il disastro della diga 61 anni fa: la corrente elettrica che salta e le raffiche di vento. \u00abUn eccidio premeditato\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la diga del Vajont<\/a>. Mauro Corona beve solo birra, si sta preparando agli esami per riavere la patente.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Mauro Corona, qual \u00e8 il suo primo ricordo?\u00a0<br \/><\/b>\u00abIo e mio fratello, bambini, nella casa dei nonni, gi\u00f9 nel paese a Erto. Il fuoco acceso sempre, anche d\u2019estate. Odore di fieno e di legno\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019era suo nonno Felice?\u00a0<br \/><\/b>\u00abUn vecchio alto quasi due metri. Con il legno faceva ciotole, cucchiai, vasi. Avevo nove anni quando mi diede mezzo bicchiere di vino: \u201cFa sangue\u201d mi disse\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Suo padre, \u00abMeni\u00bb, beveva da tempo.\u00a0<br \/><\/b>\u00abBevevano tutti. Ma mio padre quando era ubriaco picchiava prima noi, poi mia madre Lucia. Tre volte la mand\u00f2 in coma. Un giorno lei se ne and\u00f2. La vidi salire su un furgoncino rosso. Io avevo sei anni, mio fratello Felice cinque e Richetto, il pi\u00f9 piccolo, solo quattro mesi. Era il 1956. Sarebbe tornata sette anni dopo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sua madre aveva un altro uomo?\u00a0<br \/><\/b>\u00abNon penso. Se ne and\u00f2 perch\u00e9 non reggeva pi\u00f9 le botte di mio padre, la miseria. Torn\u00f2 subito dopo il disastro del Vaiont. Lo sapemmo da zia Cate. Un giorno ci chiam\u00f2 e ci disse: \u201cCanais, l\u2019\u00e8 torn\u00e9 vostre oma\u201d, bambini, \u00e8 tornata vostra madre\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Torn\u00f2 a casa con voi?\u00a0<br \/><\/b>\u00abNo, and\u00f2 a stare dai suoi. Mio fratello Felice andava a trovarla ogni tanto. Io per un anno e mezzo non volli vederla, anche se abitavamo a due passi. Stavo con mio nonno, che mi aveva insegnato a scalare le montagne, a intagliare il legno e a cacciare nei boschi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il primo colpo di fucile?\u00a0<br \/><\/b>\u00abAvevo dodici anni quando sparai a un camoscio. Non bastava: la prima volta dovevi anche bere il sangue dell\u2019animale. Era un rituale, come quello del taglio delle code dei galli forcelli. Sono a forma di lira, le vendevamo alle bande musicali del Tirolo, le mettono ancora oggi sui cappelli\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Mauro Corona: \u00abLa valanga, i 15 processi, la fuga davanti all'altare, la mia vita spericolata, ma ora riprendo la patente\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/68419a7fd06a9.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/68419a7fd06a9.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 1963 una frana nell\u2019invaso fece tracimare le acque del Vajont. Erto venne colpita, Longarone dissolta.\u00a0<br \/><\/b>\u00abAvevo tredici anni, ricordo soprattutto il rumore. Immaginate trecento milioni di metri cubi di ghiaia che piovono in venti secondi. Un lampo di rumore, poi non si vide pi\u00f9 nulla. Tutto divent\u00f2 buio. All\u2019alba, giallo. Non c\u2019era pi\u00f9 un albero. Nessuno sapeva che cosa stesse succedendo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I soccorsi.\u00a0<br \/><\/b>\u00abArrivarono gli elicotteri. Non ne avevo mai visto uno. Corsi a piedi gi\u00f9 in valle, mi misero a forza a bordo. Ci presi gusto, tornai gi\u00f9, mi ripresero. La terza volta mi riconobbero e mi presero per l\u2019orecchio\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Morirono 1917 persone. Lei nel romanzo \u00abLe altalene\u00bb scrive: \u00abQuella notte la montagna inciamp\u00f2 negli ingegneri\u00bb.\u00a0<br \/><\/b>\u00abNei geologi, nei tecnici, nei poteri. Morti sopra, morti sotto, superstiti fuggiti e silenzio. Si inventarono un tariffario della perdita: il figlio unico valeva pi\u00f9 del figlio con un fratello. Speculazioni: uno prendeva i soldi della ricostruzione per aprire una fabbrica, alzava un muro e spariva. C\u2019\u00e8 stato chi si \u00e8 messo a fare il sopravvissuto di professione. La verit\u00e0 \u00e8 che siamo diventati tutti fantasmi, i vivi e i morti. Con i Maya hanno impiegato decenni. Con noi, tre minuti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La prima montagna.\u00a0<br \/><\/b>\u00abNemmeno dieci anni, mio nonno mi disse: \u201cAndiamo sul monte Cev\u00ecta\u201d. Cominciammo a salire, poi si ferm\u00f2. Il vecchio alz\u00f2 un dito grosso come una salsiccia e indic\u00f2 un punto a caso: \u201cLa jo sta l\u2019Austria\u201d, laggi\u00f9 c\u2019\u00e8 l\u2019Austria. Suo fratello ci aveva trascorso trentadue anni a fare il boscaiolo prima di morire travolto da un faggio. In cima mio nonno non ci arriv\u00f2 mai: si era portato dietro due litri di vino, si addorment\u00f2 prima\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Mauro Corona: \u00abLa valanga, i 15 processi, la fuga davanti all'altare, la mia vita spericolata, ma ora riprendo la patente\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/68419a97bd37e.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/68419a97bd37e.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei per\u00f2 ci arriv\u00f2.\u00a0<br \/><\/b>\u00abLa vetta era un approdo sacro. Mi aspettavo che una volta lass\u00f9 avrei visto il nulla, che finalmente mi sarei liberato del mondo, ma no: in cima si vedevano altre vette, altre montagne. Capii che scalare \u00e8 non finire mai\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ci vuole precisione per arrampicare.\u00a0<br \/><\/b>\u00abCome per scrivere e per intagliare il legno\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A settantacinque anni lei scala ancora.\u00a0<br \/><\/b>\u00abPoco tempo fa ho fatto un\u2019arrampicata senza protezione, a mani nude. Io lo so bene che un giorno commetter\u00f2 un errore, che qualcosa mi sfuggir\u00e0 e che morir\u00f2\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Corona, lei crede in Dio?\u00a0<br \/><\/b>\u00abS\u00ec, ma non a chi gli sta intorno. La mia fede non cola dai candelabri. Papa Francesco la pensava come me. Un giorno lo invitai a dire messa qui, tra i fantasmi del Vajont. Lui mi rispose: \u201cNon dipende da me, Corona, comandano altri\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come immagina l\u2019aldil\u00e0?\u00a0<br \/><\/b>\u00abMia nonna diceva che l\u2019anima \u00e8 una medaglietta che quando muori vola via. Io penso che un giorno il corpo si disfi, ma che resti tutto il resto: quello che abbiamo fatto, detto, pensato, amato, odiato. Tutto questo va a calarsi in qualche nicchia del cosmo e l\u00ec resta per sempre, vibrando\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha paura della morte?\u00a0<br \/><\/b>\u00abS\u00ec, ho paura. Ho paura del dolore fisico, perch\u00e9 lo conosco. Avevo un amico che non reggeva pi\u00f9 nemmeno la morfina, si stava contorcendo dal male. Bestemmiai e dissi al medico: \u201cSparagli, sta soffrendo troppo\u201d. Mi prese per matto, ma io amavo il mio amico e so che cosa significa quando precipiti gi\u00f9 dalla montagna e ti rompi le costole, una spalla\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Suo padre la picchiava pesantemente?\u00a0<br \/><\/b>\u00abVedete questo taglio sulla mano? Me lo fece lui con un coltello. Mio padre e mia madre se ne andarono quasi assieme, a 87 anni, nel sonno. Un giorno freddo. Alle sette di sera io e pap\u00e0 bevemmo un litro assieme, poi lui si mise a letto. Non si svegli\u00f2 pi\u00f9. Cos\u00ec fu per mamma, qualche tempo dopo. Hanno fatto una morte troppo garbata\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Esiste una bella morte?<br \/><\/b>\u00abS\u00ec, quella raccontata da Tolstoj in Guerra e pace: \u201cVide accanto a s\u00e9 una bandiera e disse: ecco una bella morte\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Suo fratello Felice non fece una morte garbata.\u00a0<br \/><\/b>\u00abEra bello, alto, capelli folti. Se ne and\u00f2 in Germania a fare il gelataio. Dalle nostre parti il gelato \u00e8 una tradizione: gi\u00e0 nell\u2019Ottocento raccoglievano gli avanzi di neve e ghiaccio delle valanghe, ci aggiungevano frutta e quello era il dolce. Poi nel secolo scorso cominciarono ad andare all\u2019estero. Alcuni diventarono ricchi. Mio fratello Felice tent\u00f2 la fortuna. Lo ritrovarono morto, in una piscina di Paderborn. Tutto intorno, cocci di bottiglia. Un delitto. Non ho mai saputo che cosa sia successo davvero\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Venne aperta un\u2019indagine?\u00a0<br \/><\/b>\u00abNo, ma i proprietari del ristorante dove lavorava nemmeno si presentarono ai funerali. Povero Felice. Quando riesumammo il corpo, per cambiargli posto al camposanto, aprimmo la bara di zinco e quasi non ci credevo: era rimasto tale e quale, la pelle liscia, appena scolorita dalla morte. Un colpo di vento gli scompigli\u00f2 i capelli. Piansi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il vino.\u00a0<br \/><\/b>\u00abSono ancora vivo. Ma ci sono stati anni in cui sono arrivato a scolarmi da solo una intera bottiglia di whisky al giorno dopo essermi fatto dodici birre e un litro di vino. Dai venti ai ventotto anni, quasi tutti i giorni cos\u00ec\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come fa a essere vivo?\u00a0<br \/><\/b>\u00abHo la fortuna che quando bevo poi al mattino non mi sveglio male. E brucio, brucio tanto. In quegli anni folli, nelle mattine dopo le ciucche, andavo a fare tre ore di corsa in salita. O a scalare una montagna. A un certo punto, sei anni fa, smisi di bere. Ma il problema \u00e8 che mi annoiavo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?\u00a0<br \/><\/b>\u00abPerch\u00e9 io sono uno di paese, uno che vive di rituali semplici: la mezza marsala con l\u2019amico, quello che arriva e che ti racconta della vacca che ha partorito. Sono queste le cose che io temo di perdere con la morte, quelle piccole abitudini che ti mantengono vivo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cos\u00ec ricominci\u00f2 a bere.\u00a0<br \/><\/b>\u00abArrampicavo con <a href=\"https:\/\/corrieredeltrentino.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_maggio_03\/manolo-il-mago-dell-arrampicata-senza-corda-avevo-paura-del-vuoto-scalando-con-me-con-me-mauro-corona-si-spavento-2db82d72-663c-440f-bd03-7cac8fea6xlk.shtml\" title=\"Manolo, il mago dell&#039;arrampicata senza corda: \u00abAvevo paura del vuoto. Scalando con me Mauro Corona si spavent\u00f2\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Manolo<\/a> (Maurizio Zanolla, pioniere dell\u2019arrampicata libera, ndr) e dai un bicchiere e dai un altro. Ho provato ancora a smettere, negli anni successivi, ma niente\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Mauro Corona: \u00abLa valanga, i 15 processi, la fuga davanti all'altare, la mia vita spericolata, ma ora riprendo la patente\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/68419ab9f34f7.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/68419ab9f34f7.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019alcol aiuta a scrivere?\u00a0<br \/><\/b>\u00abMolti dei miei libri sono nati cos\u00ec. Storia di Neve \u00e8 nato da undici mesi di sbornie notturne\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Oggi?\u00a0<br \/><\/b>\u00abBevo ma molto meno rispetto a prima. Mi hanno tolto la patente, guida in stato di ebbrezza. La devo riprendere, in questi giorni ho gli esami\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quanti processi ha avuto?\u00a0<br \/><\/b>\u00abUna quindicina. Tre per bracconaggio, due per ubriachezza molesta, uno per bestemmie in luogo sacro e uno per sequestro di persona, vado a memoria\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sequestro di persona?\u00a0<br \/><\/b>\u00abEro giovane e bevevo tanto. Decisi che la notte di Natale avrei portato in chiesa un ateo. Ma lui non ci voleva venire. Lo trascinai dentro a forza e mi misi a bestemmiare. D\u2019altra parte, portando un ateo in chiesa avevo fatto opera buona secondo i preti, no? Ma il processo pi\u00f9 grave fu quello per danneggiamento ai beni dello Stato e terrorismo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cio\u00e8?\u00a0<br \/><\/b>\u00abDa queste parti negli Anni Ottanta vinceva sempre la Dc, io ero di sinistra e cos\u00ec lanciai delle molotov nelle urne. Avevo la tessera di Rifondazione comunista\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019ultima volta per chi ha votato?\u00a0<br \/><\/b>\u00abPer <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/25_maggio_17\/santoro-televisione-a34a3911-4da6-4696-96d3-9bac60680xlk.shtml\" title=\"Santoro, da \u00abmago\u00bb della televisione a randellatore malmostoso\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Michele Santoro<\/a>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E Giorgia Meloni le piace?\u00a0<br \/><\/b>\u00abLei s\u00ec, meno le persone di cui si circonda. Ho anche il suo cellulare personale, ogni tanto ci mandiamo messaggini\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Bianca Berlinguer.\u00a0<br \/><\/b>\u00abTutto cominci\u00f2 per caso. Mi invitarono una volta in trasmissione, Cartabianca era ancora in Rai. Avevo bevuto, feci casino, piacque tanto, gli ascolti si alzarono. Cominciarono a richiamarmi fino a quando mi proposero un contratto\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi lei disse \u00abzitta gallina\u00bb alla conduttrice e la fecero fuori.\u00a0<br \/><\/b>\u00abLo decise Franco Di Mare, che peraltro era anche amico mio, era venuto pi\u00f9 volte qui, aveva i miei libri con dedica. Ma non gli ho mai portato rancore: quando Franco si ammal\u00f2 gli mandai un messaggio dicendo che ero a disposizione per indicargli bravi medici. Mi ringrazi\u00f2 con affetto. Per\u00f2&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per\u00f2?\u00a0<br \/><\/b>\u00abNessuno si \u00e8 accorto che quella non \u00e8 stata l\u2019unica volta in cui ho detto \u201cgallina\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Racconti.\u00a0<br \/><\/b>\u00abQuando tornai in trasmissione, dopo la sospensione, io citai in diretta Leopardi: \u201cPassata \u00e8 la tempesta, odo augelli far festa\u201d. Sapete come continua? \u201cE la gallina, tornata in su la via&#8230;\u201d. Ma nessuno, a quanto pare, conosce Leopardi perch\u00e9 non ho ricevuto proteste\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual \u00e8 stato il pi\u00f9 grande dolore della sua vita?\u00a0<br \/><\/b>\u00abQuando uno dei miei figli mi disse: \u201cPap\u00e0, mi tocca morire\u201d. Ho quattro figli e tre di loro hanno dovuto superare un brutto male. Una, Marianna, ha raccontato l\u2019esperienza del tumore al colon nel libro Fiorire tra le rocce. Come si pu\u00f2 pensare di sopravvivere a un figlio?\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Marianna, Matteo, Melissa e Martina. Come ha scelto i loro nomi?\u00a0<br \/><\/b>\u00abVengono da legami familiari. Melissa, per esempio, era una bisnonna un po\u2019 strega. Marianna la sorella di mia nonna. Martina, detta Tina, una zia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel documentario a lei dedicato, \u00abLa mia vita finch\u00e9 capita\u00bb, di Niccol\u00f2 Maria Pagani, lei dice che Matteo ogni tanto fa lo spavaldo con il padre.\u00a0<br \/><\/b>\u00abMa \u00e8 stato lui che una volta \u00e8 venuto a recuperarmi durante una delle cadute pi\u00f9 rovinose, in montagna. Erano i mesi del lockdown, uscii per andare a fare scialpinismo. Neve morbida, freschissima. Un branco di camosci mi distrasse e cos\u00ec caddi non so per quanti metri. Mi ritrovai chiss\u00e0 dove, dolori dappertutto. Mio figlio mi venne a prendere, voleva chiamare i soccorsi ma io ero fuorilegge: la montagna stava in un\u2019altra regione, in quel periodo non si poteva sconfinare\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un\u2019altra volta in cui ha rischiato la vita?\u00a0<br \/><\/b>\u00abMe lo ricordo bene, era sul monte Lodina. Cambiai direzione d\u2019istinto, c\u2019era una lastra di ghiaccio. Cominciai a sentire un rumore sordo, capii che stavo per essere investito da una valanga. Mi ritrovai impietrito dalla paura, con un pensiero solo: \u201cEcco, sto per morire sul monte Lodina\u201d. La valanga mi travolse e poi mi sput\u00f2 fuori, come Giona dal ventre della balena. Gli sci li ritrovai a luglio, accartocciati. Quando mi risvegliai, scoprii che a soccorrermi era stato un parente di mia moglie\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei si \u00e8 sposato in chiesa?\u00a0<br \/><\/b>\u00abS\u00ec, ma scappai dall\u2019altare\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come?\u00a0<br \/><\/b>\u00abQuando il prete, il caro don Stival, mi disse che avrei dovuto ripetere la formula \u201cPrometto di esserti fedele sempre\u201d, dissi che non era una cosa possibile, nemmeno sul piano teologico. Perch\u00e9, per esempio, anche solo con il pensiero si pu\u00f2 essere infedeli. Cos\u00ec mi stufai, uscii e andai al bar. Quando rientrai il prete si era rassegnato e mi fece dire solo \u201cs\u00ec\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha studiato teologia?\u00a0<br \/><\/b>\u00abA quattordici anni mi mandarono dai Salesiani in collegio. Terribile. Una disciplina militare, un dolore interiore indicibile perch\u00e9 sono stato costretto a stare quattro anni lontano da quello che per me \u00e8 vita: i boschi, i torrenti, i camosci, gli alberi, il legno. Per\u00f2 avevo i libri\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei era gi\u00e0 un lettore forte?\u00a0<br \/><\/b>\u00abMio padre non ha mai letto un libro in vita sua, ma mia madre s\u00ec. Quando se ne and\u00f2 ci lasci\u00f2 una pila di romanzi che io cominciai a leggere a dieci anni: Guerra e Pace, L\u2019Idiota, L\u2019uomo che ride. Da allora non ho pi\u00f9 smesso di leggere e prima ancora che uno scrittore io mi considero un lettore. Fu cos\u00ec che cominciai, poco per volta, a scrivere\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I primi racconti?\u00a0<br \/><\/b>\u00abMe li chiese un giornalista per il Gazzettino. Poi quando nacquero i miei figli scrivevo delle storie per loro. Provai a farle leggere a diversi scrittori friulani ma tutti, a parte Carlo Sgorlon, mi dissero di lasciar perdere. Cos\u00ec un giorno, ubriaco, bruciai tutti i racconti e per sbaglio con questi anche l\u2019album di nozze\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E poi?\u00a0<br \/><\/b>\u00abMarisa Madieri, la moglie di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/25_marzo_23\/claudio-magris-intervista-5230cbe4-40e6-459a-aa7a-f4109afc6xlk.shtml\" title=\"Claudio Magris: \u00abBorges non era cos\u00ec cieco. Fu mia moglie Marisa a scoprire Mauro Corona. La civilt\u00e0 del libro \u00e8 a rischio\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Claudio Magris<\/a>, li aveva letti. Le erano piaciuti e una volta mi chiese di mandarglieli, voleva farli pubblicare. Ma io non li avevo pi\u00f9. Cos\u00ec li riscrissi da capo, perdendo qualcosa e qualcosa trovando. Lo feci apposta per lei e in questo modo diventai uno scrittore. Nacquero cos\u00ec sia il primo racconto lungo, Il soffio del gallo forcello e poi il primo romanzo, uscito per Vivalda, Il volo della martora\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Suo padre che cosa disse quando lei pubblic\u00f2 il primo romanzo?\u00a0<br \/><\/b>\u00abLo prese e lo butt\u00f2 nel fuoco\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lo ha perdonato?\u00a0<br \/><\/b>\u00abNo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Chi \u00e8 il pi\u00f9 grande scrittore italiano?\u00a0<br \/><\/b>\u00ab<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/firme\/claudio-magris\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Claudio Magris<\/a>. Volli a tutti i costi la sua prefazione a Il volo della martora\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E il pi\u00f9 grande scrittore in assoluto?\u00a0<br \/><\/b>\u00abPotrei dire <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/cultura-societa\/24_aprile_17\/gabriel-garcia-marquez-il-vagabondo-rivoluzionario-che-amo-roma-muhammad-ali-e-gli-abiti-ricamati-239cd7ff-2d26-4002-b637-09fa32fccxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Garc\u00eda M\u00e1rquez<\/a>, ma mi vengono in mente anche Platonov, per non parlare di quelli con cui sono cresciuto, da Victor Hugo a Tolstoj. Tra i viventi il pi\u00f9 grande \u00e8 Javier Cercas. Alcuni libri di Roberto Bola\u00f1o mi hanno fatto stare sveglio fino all\u2019alba\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei dorme poco.\u00a0<br \/><\/b>\u00abTre ore per notte, pi\u00f9 o meno. Dormo dalle cinque del mattino alle 8. Che cosa faccio prima? Leggo, guardo lo sport in televisione\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Scrive a mano?\u00a0<br \/><\/b>\u00abSempre. Nella mia bottega conservo tutti i manoscritti, ordinati e rilegati. Purtroppo li mando cos\u00ec all\u2019editore\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei si reputa un grande scrittore?\u00a0<br \/><\/b>\u00abNo, perch\u00e9 quando leggo i grandi mi sembra di essere piccolo piccolo. E non mi rileggo mai, mi manca il coraggio\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Di chi \u00e8 amico?\u00a0<br \/><\/b>\u00abVado in montagna con Erri De Luca, parliamo di boschi e di letteratura. Una volta sfidai la sua sobriet\u00e0 e lo feci bere. Mentre parlava scivolava sempre di pi\u00f9 sulla sedia, cedette lentamente\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Altre vittorie?\u00a0<br \/><\/b>\u00abSu Berlinguer. Figuriamoci, dopo un po\u2019 era gi\u00e0 distrutta\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sfidare lei a bere richiede coraggio.\u00a0<br \/><\/b>\u00abUna volta Celentano voleva portarmi in una delle sue trasmissioni e mand\u00f2 qui in missione Claudia Mori, grande artista. Io ero negli anni matti delle grandi bevute, quel giorno ero con il mio amico Silvio, una barba folta e incrostata di vino. Claudia Mori non voleva bere, ma Silvio insisteva. Se ne and\u00f2 sconvolta\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un\u2019altra donna che ammira?\u00a0<br \/><\/b>\u00abOrnella Vanoni. Dice tutto quello che le passa per la testa. Un giorno la incontrai in un festival, nemmeno mi ricordo dove. Lei si volle fare un selfie con me. Signora, dissi, sono onorato. Bevemmo assieme un paio di bicchieri\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 innamorato?\u00a0<br \/><\/b>\u00abFrequento una persona con cui andiamo a fare lunghe passeggiate in montagna. \u00c8 molto bella\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che cosa \u00e8 per lei l\u2019eros oggi?\u00a0<br \/><\/b>\u00abL\u2019eros venerando \u00e8 pi\u00f9 bello del fuoco dei vent\u2019anni. Si diventa vecchi e l\u2019amore assomiglia a una compagnia complice: due passi, un bicchiere, un silenzio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-21T13:15:27+01:00\">1 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo e Roberta Scorranese Lo scrittore si racconta: \u00abMio padre mi picchiava, mia madre mi 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