{"id":286369,"date":"2026-01-01T14:18:10","date_gmt":"2026-01-01T14:18:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/286369\/"},"modified":"2026-01-01T14:18:10","modified_gmt":"2026-01-01T14:18:10","slug":"le-mire-opposte-di-arabia-ed-emirati-il-ruolo-degli-houthi-cosa-succede-nello-scacchiere-dello-yemen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/286369\/","title":{"rendered":"Le mire (opposte) di Arabia ed Emirati, il ruolo degli Houthi: cosa succede nello scacchiere dello Yemen"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Guido Olimpio<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Non solo la penisola araba: le mosse degli attori presenti nel Paese, diviso da un decennio, rientrano nel Grande Gioco di un&#8217;area che va da Israele al Corno d&#8217;Africa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mosse e contromosse nel <b>conflitto tra Arabia Saudita ed Emirati nello Yemen<\/b>.\u00a0Marted\u00ec Riad ha condotto raid sul porto di Mukalla prendendo di mira un paio di cargo che avevano trasportato blindati, un carico spedito dagli emiratini in favore dell&#8217;Stc (Consiglio di Transizione del Sud), la fazione che punta al controllo totale della parte sud del Paese.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il bombardamento \u00e8 stato accompagnato da <b>un comunicato dove i sauditi hanno definito l\u2019offensiva una minaccia alla sicurezza nazionale<\/b>. Parole dure, con riferimenti a linee rosse che non possono essere violate. <b>Gli Emirati hanno risposto dichiarandosi sorpresi delle accuse, si sono detti pronti ad evitare un\u2019escalation<\/b> ed hanno infine annunciato la partenza del contingente che era impegnato nella missione \u00abantiterrorismo\u00bb al fianco dell\u2019Stc. Una decisione simbolica seguita da un annuncio pi\u00f9 concreto: le forze governative affiancheranno quelle separatiste nelle zone conquistate. Un segnale per allentare la tensione ma da comprendere se avr\u00e0 impatto su una situazione esplosiva.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019attuale Yemen \u00e8 diviso in tre parti<\/b>. A ovest dominano gli <b>Houthi<\/b> filoiraniani, protagonisti di molti attacchi contro il traffico marittimo. Il resto ricade sotto l\u2019autorit\u00e0 di un governo benedetto da Riad, riconosciuto a livello internazionale e del quale fa parte anche <b>l\u2019Stc diventato per\u00f2 lo strumento degli Emirati<\/b>. In alcune zone c\u2019\u00e8 poi una presenza di cellule di Al Qaeda nella Penisola arabica, una delle componenti storiche del jihadismo. Nelle ultime settimane le unit\u00e0 del Sud hanno lanciato l\u2019assalto conquistando gran parte dell\u2019Hadramaout \u2013 ricco di greggio \u2013 estendendo la loro presa e costringendo i governativi a lasciare il campo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli ultimi drammatici sviluppi sono il proseguimento di anni di frizioni. <b>In passato sauditi ed emiratini hanno lanciato, senza successo, una campagna militare contro gli Houthi<\/b>, iniziativa costata molte perdite che ha finito per aumentare le divergenze. Riad vuole abbassare il pi\u00f9 possibile il fuoco con gli sciiti, cerca di tenere insieme i pezzi irregolari del mosaico yemenita, spera di <b>trovare una soluzione perch\u00e9 teme l\u2019instabilit\u00e0 cronica della regione<\/b>. Anche perch\u00e9 condivide un lungo confine con lo Yemen.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli <b>Emirati<\/b>, invece, mirano alla costituzione di un\u2019enclave nella parte meridionale: <b>in questo modo guadagnano altre risorse energetiche, allargano la presenza in Mar Rosso <\/b>(dove gi\u00e0 hanno creato basi sulle due sponde, comprese quelle in Somalia e sulle isole yemenite), consolidano il ruolo di protagonisti regionali. Basta guardare la carta geografica: tengono d\u2019occhio, in condominio con gli iraniani, lo stretto di Hormuz; sorvegliano Bab el Mandeb e la via d\u2019acqua che porta fino al Mediterraneo. Inoltre, come annotano gli osservatori, sono abbastanza lontani dal fuoco, anche se con le armi di oggi \u2013 droni kamikaze, missili \u2013 le distanze sono relative. Lo racconta un precedente: nel 2022 Abu Dhabi \u00e8 stata target di un attacco degli Houthi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questo contesto gli emiratini estendono la propria influenza nel Mar Rosso e creano una \u00abcollana\u00bb di postazioni che pu\u00f2 arrivare lontano. Per la stessa ragione sono <b>coinvolti pesantemente nella terribile guerra civile in Sudan, dove armano le milizie ribelli dell\u2019Rsf <\/b>(Forze di Supporto Rapido)\u00a0in lotta con il potere centrale. Un\u2019alleanza resa ancora pi\u00f9 solida dal <b>commercio dell\u2019oro sudanese destinato a Dubai<\/b>. Al fine di alimentare gli insorti \u00e8 stata messa a punto una pipeline logistica con snodi in Etiopia, Somalia, Ciad e nella Cirenaica libica del generale Haftar, l\u2019avversario principale del governo di Tripoli. Un altro personaggio dell\u2019asse dei secessionisti ispirato dagli Emirati. Grazie alle risorse <b>sono in grado di ingaggiare specialisti stranieri per missioni particolari o affidarsi ad alcune migliaia di mercenari colombiani<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8, infine, un obiettivo pi\u00f9 ampio. Per alcuni Abu Dhabi, insieme ad Israele, intende ridisegnare la mappa ovunque sia possibile farlo: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_dicembre_29\/perche-israele-ha-riconosciuto-somaliland-306edf5e-9ecc-4b8b-a77f-c03d690fbxlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">il riconoscimento da parte di Tel Aviv del Somaliland sarebbe il primo test sarebbe la prova<\/a>. Coordinamento in opposizione a schieramenti o singoli Paesi, una lista dove compaiono Turchia, Qatar, Arabia, Iran, Islam militante, Fratellanza musulmana ma persino l\u2019Egitto per quanto riguarda il dossier sudanese. Il Cairo e Riad sono con Khartum in opposizione alle milizie Rsf. <b>E continuando si arriva alla crisi di Gaza<\/b>: Riad lega il riconoscimento di Israele alla nascita di uno Stato palestinese, gli Emirati appaiono meno sensibili alla causa e privilegiano il rapporto pragmatico con Tel Aviv. Tuttavia non rinunciano ad avere delle \u00abcarte\u00bb affidandosi a personaggi come Mohammed Dahlan, ex capo della sicurezza palestinese, e altri personaggi meno noti ma con ganci nell\u2019arena.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo, per\u00f2, in un c<b>ampo fluido, con scelte modificabili a seconda di momenti e zone<\/b>, in alcuni casi in contraddizione con passi precedenti. Gli Emirati rispetto ad altri sistemi hanno un vantaggio: decidono <b>Mohammed bin Zayed e i suoi due fratelli, Mansour e Thanoon<\/b>, tutto nel clan dei al Nahyan. Dunque, se lo desiderano, possono essere pi\u00f9 veloci di chi deve fare i conti centri di potere, gerarchie, correnti. E non devono neppure dare troppe spiegazioni<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-01T09:27:38+01:00\">1 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Guido Olimpio Non solo la penisola araba: le mosse degli attori presenti nel Paese, diviso da un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":286370,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[11697,108593,168453,34165,2916,168454,168455,5413,168456,168457,509,168458,168459,3960,3357,872,921,14,164,165,64951,32281,18185,166247,769,783,848,8920,72,959,6357,74510,111419,37328,166,3740,7,15,18155,785,40529,3965,4565,3522,2428,8158,4308,57550,10146,10332,11835,58011,138,131801,863,57553,168451,105,168452,904,905,11,167,12,168,161,162,163,909,45364],"class_list":{"0":"post-286369","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-abbassare","9":"tag-abbassare-possibile","10":"tag-abbassare-possibile-fuoco","11":"tag-abu","12":"tag-abu-dhabi","13":"tag-abu-dhabi-israele","14":"tag-abu-dhabi-target","15":"tag-accompagnato","16":"tag-accompagnato-comunicato","17":"tag-accompagnato-comunicato-sauditi","18":"tag-accuse","19":"tag-accuse-detti","20":"tag-accuse-detti-pronti","21":"tag-alcune","22":"tag-arabia","23":"tag-aviv","24":"tag-campo","25":"tag-cronaca","26":"tag-dal-mondo","27":"tag-dalmondo","28":"tag-dhabi","29":"tag-diviso","30":"tag-emirati","31":"tag-emiratini","32":"tag-forze","33":"tag-fuoco","34":"tag-houthi","35":"tag-infine","36":"tag-israele","37":"tag-lanciato","38":"tag-mar","39":"tag-mar-rosso","40":"tag-milizie","41":"tag-mohammed","42":"tag-mondo","43":"tag-mosse","44":"tag-news","45":"tag-notizie","46":"tag-opposizione","47":"tag-palestinese","48":"tag-penisola","49":"tag-personaggi","50":"tag-possibile","51":"tag-possono","52":"tag-potere","53":"tag-presenza","54":"tag-protagonisti","55":"tag-riad","56":"tag-riconoscimento","57":"tag-risorse","58":"tag-rosso","59":"tag-rsf","60":"tag-ruolo","61":"tag-sauditi","62":"tag-sicurezza","63":"tag-somalia","64":"tag-stc","65":"tag-sud","66":"tag-sudanese","67":"tag-tel","68":"tag-tel-aviv","69":"tag-ultime-notizie","70":"tag-ultime-notizie-di-mondo","71":"tag-ultimenotizie","72":"tag-ultimenotiziedimondo","73":"tag-world","74":"tag-world-news","75":"tag-worldnews","76":"tag-yemen","77":"tag-zone"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/286369","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=286369"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/286369\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/286370"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=286369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=286369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=286369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}