{"id":286640,"date":"2026-01-01T18:31:11","date_gmt":"2026-01-01T18:31:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/286640\/"},"modified":"2026-01-01T18:31:11","modified_gmt":"2026-01-01T18:31:11","slug":"tennis-litalia-alla-united-cup-pronta-a-vincere-ancora-insieme-stiamo-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/286640\/","title":{"rendered":"Tennis, l&#8217;Italia alla United Cup pronta a vincere ancora: &#8220;Insieme stiamo bene&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>                                Il 2026 parte in Australia col torneo a squadre miste. Protagonisti i trionfatori di King Cup e Davis: Jasmine Paolini e Flavio Cobolli, Errani e Vavassori, Brancaccio e Pellegrino. Ecco i segreti del loro successo giocando insieme<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/redazione\/federica-cocchi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1758238450_922_omino.png\" alt=\"Federica Cocchi\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Giornalista<\/p>\n<p>                    1 gennaio &#8211; 17:50  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Continuit\u00e0.  \u00c8 il colpo pi\u00f9 complicato del tennis, eppure l\u2019Italia ne ha fatto ormai un marchio di fabbrica. La Coppa Davis \u00e8 stato il trionfo azzurro che ha chiuso il 2025 gi\u00e0 impreziosito dal bis di Billie Jean King Cup di settembre e ora l\u2019Italia si prepara ad aprire il 2026 con un altro appuntamento di squadra, la United Cup. Il torneo che inizia il 2 gennaio tra Perth e Sydney e vedr\u00e0 scendere in campo i nostri il 4 e il 6, potrebbe essere considerato come il \u201criassunto\u201d delle puntate precedenti delle nostre nazionali. In campo scenderanno i nostri protagonisti di King Cup e Davis, Jasmine Paolini e Flavio Cobolli, maestri di emozioni e rimonte, e del gruppo fanno parte anche Sara Errani e Andrea Vavassori, maestri del doppio e campioni Slam, oltre a Nuria Brancaccio e Andrea Pellegrino.  E quando un Paese riesce a rendere  un&#8217;abitudine la sua presenza nelle settimane decisive delle competizioni a squadre, significa che a sorreggerlo non ci sono solo gli exploit dei singoli ma c\u2019\u00e8 un sistema intero che regge. Un sistema fatto di elementi apparentemente invisibili: la qualit\u00e0 quotidiana degli allenamenti, la rete dei circoli, la credibilit\u00e0 dei tornei interni, il lavoro dei tecnici, la capacit\u00e0 di accompagnare un giocatore nei passaggi critici senza bruciarlo. L\u2019Italia degli ultimi anni ha messo insieme questi elementi con una coerenza che all\u2019estero osservano con attenzione: perch\u00e9 non si tratta solo di allevare campioni, ma di costruire un ambiente in cui i campioni non si sentono soli: &#8220;Nel circuito i giocatori pi\u00f9 esperti tendono ad aiutare i pi\u00f9 giovani ed \u00e8 bello, perch\u00e9 ti fa sentire parte di qualcosa di grande&#8221;, ci raccontava Jacopo Vasam\u00ec.\u00a0<\/p>\n<p>    formula perfetta\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Tutto questo aiuta a unire, a creare un gruppo che ama stare insieme come accade in Davis e in Billie Jean King Cup, dove l\u2019Italia ha trovato una formula perfetta: seriet\u00e0 nella preparazione e leggerezza nel quotidiano, cura maniacale dei dettagli e spazio per la normalit\u00e0. In uno sport dove la pressione \u00e8 quasi sempre sul singolo, il gruppo sa alleggerire. La squadra non elimina la tensione, ma la distribuisce. Non toglie la responsabilit\u00e0, ma la condivide. E in questo gli azzurri ormai sono maestri. Arrivati a Perth, dove gioca il Girone C in cui \u00e8 inserita l\u2019Italia, gli azzurri si sono subito preoccupati di un\u2019operazione fondamentale: trovare un ristorante italiano dove festeggiare l\u2019ultimo dell\u2019anno. Andrea Vavassori racconta l\u2019atmosfera in squadra: \u201cStiamo bene tutti insieme, ci siamo gi\u00e0 allenati e passeremo in gruppo la fine dell\u2019anno. C\u2019\u00e8 un bel clima in squadra e questo evento \u00e8 il modo migliore per prendere confidenza con fuso orario e condizioni e poi l\u2019azzurro ci dona\u2026\u201d. Insomma,  l\u2019avvio del 2026 con la United Cup ha un senso che va oltre il calendario. \u00c8 una continuit\u00e0 narrativa e\u2026 cromatica: stessi colori, stessi rituali, spesso gli stessi protagonisti. Jasmine Paolini e Flavio Cobolli in singolare, Sara Errani e Andrea Vavassori come coppia di riferimento per il doppio misto. L\u2019Italia oggi pu\u00f2 permettersi di presentarsi a un evento del genere da protagonista e ambire al titolo. L\u2019elemento pi\u00f9 interessante \u00e8 proprio il doppio misto, perch\u00e9 nel tennis contemporaneo \u00e8 spesso un territorio non completamente codificato: lo si improvvisa, lo si adatta, lo si \u201ctira fuori\u201d quando serve.<\/p>\n<p>    i protagonisti\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">L\u2019Italia, invece, ci arriva con una coppia che non \u00e8 un ripiego, ma una soluzione: Errani e Vavassori hanno trasformato il mixed in un\u2019arte di equilibrio tra istinto e geometria, tra mano e scelte, tra coraggio e percentuali. Questo tipo di intesa non si improvvisa: \u00e8 comunicazione, fiducia reciproca, gestione delle pressioni. E in un torneo in cui il punto misto pu\u00f2 spostare una sfida, avere una coppia riconoscibile \u00e8 un vantaggio. Questo \u00e8 il punto che rende l\u2019Italia un caso interessante, anche fuori dai confini. Negli anni passati, molte nazioni si sono affidate al singolo fenomeno, sperando che bastasse. L\u2019Italia ha scelto l\u2019opposto: costruire un contesto in cui il fenomeno, se c\u2019\u00e8, \u00e8 il vertice e non l\u2019impalcatura. E in cui l\u2019assenza di un nome non diventa un collasso, ma un\u2019occasione per qualcun altro di fare un passo avanti. Ripartire &#8220;da dove si era finito&#8221;, allora, significa portare in Australia non tanto l\u2019eco dei trofei, quanto la qualit\u00e0 del metodo. La United Cup \u00e8 l\u2019occasione di consolidare un\u2019abitudine: sentirsi squadra pi\u00f9 volte l\u2019anno, non solo quando il calendario lo impone.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 2026 parte in Australia col torneo a squadre miste. 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