{"id":286654,"date":"2026-01-01T18:42:11","date_gmt":"2026-01-01T18:42:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/286654\/"},"modified":"2026-01-01T18:42:11","modified_gmt":"2026-01-01T18:42:11","slug":"il-buen-camino-di-zalone-riguarda-un-po-tutti-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/286654\/","title":{"rendered":"Il &#8220;Buen camino&#8221; di Zalone riguarda un po&#8217; tutti noi"},"content":{"rendered":"<p>Da Natale a oggi, nel mondo dello spettacolo non si parla quasi d\u2019altro. L\u2019exploit di Checco Zalone con Buen Camino, diretto dal ritrovato sodale Gennaro Nunziante, ha monopolizzato il dibattito cinematografico e non solo. I numeri sono impressionanti: miglior esordio di sempre per un film italiano nel periodo natalizio, quasi 27 milioni di euro nei primi quattro giorni per oltre 3,3 milioni di spettatori, e un incasso che, al 31 dicembre, arriva a 36 milioni, film pi\u00f9 visto del 2025. Risultati ancor pi\u00f9 significativi in un tempo in cui le sale faticano a riempirsi e il cinema italiano sembra vivere una crisi strutturale di pubblico e di fiducia. Zalone, del resto, \u00e8 una certezza del botteghino. Da Quo vado? (2016), che con i suoi 65 milioni resta il film italiano pi\u00f9 visto di sempre, a Sole a catinelle, Che bella giornata e Tolo Tolo, la sua comicit\u00e0 ha saputo unire Nord e Sud, giovani e anziani, classi sociali e sensibilit\u00e0 diverse, offrendo una risata liberatoria che intercetta paure, contraddizioni e vizi del Paese. Una risata che per\u00f2 non \u00e8 mai innocua. Anche questa volta il successo procede di pari passo con le polemiche, forse ancora pi\u00f9 accese, perch\u00e9 Checco Zalone\/Luca Medici torna a toccare nervi scoperti dell\u2019attualit\u00e0, spingendosi su un terreno scivoloso, quello del politicamente scorretto, dove il confine tra satira e offesa resta volutamente ambiguo.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questa ambiguit\u00e0, da sempre cifra del personaggio, a mettere lo spettatore in crisi: si ride della grossolanit\u00e0 di Checco o delle sue battute che rivelano, spesso senza filtri, pregiudizi ancora duri a morire? Dove finisce la maschera e dove comincia lo specchio? Zalone non offre risposte rassicuranti, costringe piuttosto a interrogarsi, anche quando il colpo \u00e8 ad alto rischio (in Buen Camino un paio di battute su Gaza e sulla Shoah possono non piacere a tutti) o scivola nel gusto facile anche quando non sarebbe necessario. Ma Buen Camino segna anche un\u2019evoluzione. Gi\u00e0 in Quo vado? e soprattutto in Tolo Tolo, primo film da regista, ambientato in Africa, la risata era diventata veicolo per affrontare temi come il razzismo e l\u2019immigrazione. Qui il passo \u00e8 ulteriore. Il cuore del film non \u00e8 solo la satira sociale, ma una riflessione, sorprendentemente non banale, sulla ricerca di senso in un tempo superficiale e iperconsumistico. Non \u00e8 un caso che Zalone esca per la prima volta a Natale e non a Capodanno, scegliendo un film natalizio sui generis, attraversato da una tensione spirituale sincera. Lo ha spiegato lo stesso Nunziante, regista credente: \u00abLa commedia non d\u00e0 risposte ma presenta dubbi e fa crescere\u00bb. E il dubbio, qui, riguarda il vuoto che molti avvertono anche quando hanno tutto.<\/p>\n<p>La trama \u00e8 nota. Alla vigilia dei cinquant\u2019anni, Checco \u00e8 un miliardario orgogliosamente ignorante e nullafacente, che si concede interviste \u00abper mostrare ai poveri quello che non potranno mai permettersi\u00bb. La fuga della figlia minorenne Cristal \u2013 nome che \u00e8 quello dello champagne \u2013 sul Cammino di Santiago di Compostela lo costringe a inseguirla, prima per controllo, poi per qualcosa che lentamente gli sfugge di mano. La ragazza, rifiuta il lusso, cerca qualcosa di vero, lontano tanto dal padre cafone e assente quanto dalla madre ex modella ora attrice di ricerca radical chic e dal compagno regista impegnato. La frase che lei gli rivolge sul cammino \u00e8 disarmante nella sua semplicit\u00e0: \u00abIo non ho bisogno di niente\u00bb. In realt\u00e0, come tutti, ha bisogno di senso. Ed \u00e8 proprio questo bisogno che, passo dopo passo, si insinua anche nella vita di Checco. Tra vesciche ai piedi, ostelli spartani, cibo condiviso, un gruppo di amici fra cui un senzatetto e un non vedente, notti in chiesa a lume di candela, il mondo patinato degli yacht e dei cocktail va in crisi. La satira colpisce un\u2019\u00e9lite scintillante e fragile, incapace di reggere al minimo imprevisto, mentre la comunit\u00e0 e la povert\u00e0, inizialmente vissute come fastidio, diventano occasione di verit\u00e0.<\/p>\n<p>Accanto a lui c\u2019\u00e8 una donna, Alma, non a caso \u201canima\u201d, guida silenziosa e paziente, che accompagna la trasformazione senza proclami. C\u2019\u00e8 anche la fragilit\u00e0 della malattia, che irrompe sul cammino e ricorda il limite. E infine Santiago, meta che non risolve tutto ma apre uno spiraglio. Tra accuse di populismo e di buonismo, Zalone finisce per consegnare, paradossalmente, un messaggio profondamente natalizio: l\u2019invito a mettersi in cammino, a spogliarsi del superfluo, a cercare ci\u00f2 che conta davvero. Un buen camino che va oltre Compostela e riguarda tutti noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da Natale a oggi, nel mondo dello spettacolo non si parla quasi d\u2019altro. 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