{"id":286946,"date":"2026-01-01T23:20:15","date_gmt":"2026-01-01T23:20:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/286946\/"},"modified":"2026-01-01T23:20:15","modified_gmt":"2026-01-01T23:20:15","slug":"il-mondo-non-si-salva-affilando-le-spade","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/286946\/","title":{"rendered":"\u00abIl mondo non si salva affilando le spade\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Da schiavi, a liberi. Da uomini che vivono nella paura, a figli di un Padre che insegna a sperare. Da prigionieri dell\u2019egoismo, ad artigiani di riconciliazione. Inizia cos\u00ec il 2026: con l\u2019invito a fare memoria ed essere testimoni di quanto vissuto durante il Giubileo della speranza. Ma anche con la richiesta di lasciare che il Bambino nato nella grotta di Betlemme, \u00abdisarmato e disarmante\u00bb, possa convertire ancora menti e cuori. Il Papa, dopo averlo chiesto nel messaggio per la 59\u00aa Giornata mondiale della pace, che ricorre il primo giorno dell\u2019anno, lo ha ripetuto anche stamani nell\u2019omelia della Messa per la solennit\u00e0 di Maria Santissima Madre di Dio nella basilica di San Pietro.<\/p>\n<p>Il nuovo anno ci vuole \u00abliberati\u00bb, come gli Israeliti usciti dall\u2019Egitto. Alle loro spalle avevano lasciato \u00absicurezze\u00bb e \u00abstabilit\u00e0\u00bb, ma Dio, che rimette sempre in cammino l\u2019uomo, non lascia che egli possa barattarle con la propria dignit\u00e0. Cos\u00ec, anche oggi, \u00abogni giorno pu\u00f2 essere, per ciascuno di noi, l\u2019inizio di una vita nuova, grazie all\u2019amore generoso di Dio, alla sua misericordia\u00bb, ha affermato il Pontefice. Per questo \u00ab\u00e8 bello \u2013 ha continuato \u2013 pensare in questo modo all\u2019anno che inizia: come a un cammino aperto, da scoprire, in cui avventurarci, per grazia, liberi e portatori di libert\u00e0, perdonati e dispensatori di perdono, fiduciosi nella vicinanza e nella bont\u00e0 del Signore che sempre ci accompagna\u00bb. \u00c8 questa vicinanza, infatti, uno dei segni concreti che il Giubileo pu\u00f2 lasciare al 2026. Anno in cui ancora possiamo continuare a credere che \u00abil mondo va avanti spinto dalla speranza di tante persone semplici, sconosciute ma non a Dio\u00bb, aveva detto Leone XIV in occasione dei Primi vespri del 31 dicembre, prendendo spunto dal Magnificat di Maria. Oggi, fermandosi a contemplarne la maternit\u00e0, il Papa ha invitato a guardare a \u00abdue immense realt\u00e0 \u201cdisarmate\u201d\u00bb: quella di un Dio che rinuncia ad ogni privilegio e viene al mondo come un bambino e quella di Maria, \u00abche ne abbraccia totalmente il volere\u00bb. E ci permette cos\u00ec di contemplare il Bambino di Betlemme  \u00abnudo\u00bb e \u00abindifeso\u00bb. Un Dio che, ancora oggi, ci invita a tornare alla scuola della pace: \u00abIl mondo \u2013 ha insistito il Leone XIV \u2013 non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma piuttosto sforzandosi instancabilmente di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura\u00bb. E che una vita \u201cdisarmata\u201d sia possibile lo mostra colei che \u00abha abbassato ogni difesa, rinunciando ad aspettative, pretese, garanzie\u00bb, \u00abconsacrando senza riserve la vita al Figlio\u00bb.<\/p>\n<p>Anche noi, come lei, saremo capaci di \u00abcostruire il futuro come casa ospitale\u00bb, ha detto poi il Pontefice all\u2019Angelus. Un futuro diverso, quello evocato davanti a circa 40 mila persone riunite in piazza San Pietro, perch\u00e9 fondato su quanto il Giubileo ci ha mostrato essere possibile quando il cuore torna a Dio: \u00abTrasformare i torti in perdono, il dolore in consolazione, i propositi di virt\u00f9 in opere buone\u00bb. Facendone tesoro, potremo credere che \u00abil Signore ci invita a rinnovare il nostro tempo, inaugurando finalmente un\u2019epoca di pace e amicizia tra tutti i popoli\u00bb, ha affermato Prevost. \u00abIl cuore di Ges\u00f9\u00bb, infatti, ha continuato, \u00abpalpita per i giusti, affinch\u00e9 perseverino nella loro dedizione, e per gli ingiusti, affinch\u00e9 cambino vita e trovino pace\u00bb. E per questo \u00e8 necessario pregare per \u00able Nazioni insanguinate\u00bb e le \u00abfamiglie, ferite da violenza e dolore\u00bb.<\/p>\n<p>Prima di congedare i fedeli, dopo la preghiera dell\u2019Angelus, il Papa ha ricambiato gli auguri del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e ha esortato a costruire da oggi \u00abun anno di pace, disarmando i nostri cuori e astenendoci da ogni violenza\u00bb. Monito a cui \u00e8 seguito il suo apprezzamento per le iniziative con cui in tutto il mondo ieri \u00e8 stata celebrata la Giornata mondiale della pace, con un ricordo particolare per la Marcia nazionale, quest\u2019anno a Catania, e per quella promossa dalla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio a Roma. Un impegno comune nel quale quest\u2019anno saremo accompagnati dalla figura di san Francesco d\u2019Assisi, del quale nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte. Occasione per la quale, prima di ritirarsi, il Pontefice ha voluto impartire a tutti i presenti la benedizione che il Poverello scelse dalle Sacre Scritture e il cui testo oggi la liturgia indica per la prima lettura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da schiavi, a liberi. 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