{"id":287208,"date":"2026-01-02T05:11:18","date_gmt":"2026-01-02T05:11:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/287208\/"},"modified":"2026-01-02T05:11:18","modified_gmt":"2026-01-02T05:11:18","slug":"il-mondo-e-avvolto-da-strategie-armate-ma-dio-spera-con-gli-umili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/287208\/","title":{"rendered":"\u00abIl mondo \u00e8 avvolto da strategie armate. Ma Dio spera con gli umili\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Nel tramonto dell\u2019anno civile, ieri papa Leone XIV ha consegnato alla Chiesa e al mondo due messaggi che, letti insieme, hanno il passo di un esame di coscienza comunitario e il respiro della speranza nel suo significato cristiano: la catechesi dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/audiences\/2025\/documents\/20251231-udienza-generale.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Udienza generale<\/a> del mattino in piazza San Pietro e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/homilies\/2025\/documents\/20251231-te-deum.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">omelia ai primi Vepri della solennit\u00e0 di Maria Santissima Madre di Dio<\/a>\u00a0con il Te Deum nella Basilica Vaticana ieri sera. Due testi diversi per contesto e tono, ma uniti da una trama comune: guardare il tempo che finisce e quello che s\u2019apre alla luce del Giubileo della speranza, lasciando che l\u2019iniziativa di Dio \u2014 discreta, fedele, \u00abumile\u00bb \u2014 risvegli la responsabilit\u00e0 di ciascuno davanti alle ferite della storia.<\/p>\n<p>Nell\u2019udienza del mattino il Pontefice ha invitato a \u00abmettere tutto davanti al Signore\u00bb, concludendo l\u2019anno nella fiducia alla Provvidenza, e ha collegato la tradizione del Te Deum alla necessit\u00e0 di una memoria grata e insieme penitenziale: \u00abNoi ti lodiamo, Dio&#8230; Tu sei la nostra speranza&#8230; Sia sempre con noi la tua misericordia\u00bb. La riflessione ha attraversato l\u2019intero arco del Giubileo: il pellegrinaggio di \u00abtantissimi\u00bb fedeli alla Tomba di Pietro, il passaggio delle Porte Sante, l\u2019indulgenza implorata per s\u00e9 e per i propri cari, segni che dicono un cammino verso la comunione eterna e che invitano a varcare \u00abla soglia di una vita nuova\u00bb. Su questo sfondo giubilare, il Papa ha riconosciuto le gioie e i dolori dell\u2019anno che si \u00e8 chiuso: la folla dei pellegrini e, insieme, le guerre che \u00abcontinuano a sconvolgere il pianeta\u00bb, fino al ricordo grato del suo predecessore Francesco, scomparso proprio questo 2025. \u00c8 un bilancio che non si accontenta di uno sguardo neutro sulla realt\u00e0: la fede \u2014 ha spiegato \u2014 chiede di valutare la risposta ai doni ricevuti, di domandare perdono per le mancanze, di rimettere Dio al centro per poter ripartire.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" onerror=\"this.setAttribute('data-error', 1)\" alt=\"Il Papa all'udienza generale del 31 dicembre 2025 \/ VATICAN MEDIA\" loading=\"lazy\" data-nuxt-img=\"\"  class=\"h-auto w-full object-cover transition-transform duration-300 group-hover:scale-105\" src=\"\/_ipx\/_\/https:\/\/avv-naxos-prod-cdn.azureedge.net\/avvenire\/stories\/2025\/12\/31\/galleries\/8ca58c9f-d939-4090-8ee6-3044e9b1470e.jpg\"\/><\/p>\n<p>La sera, nella Basilica Vaticana, l\u2019omelia ai Primi Vespri e al Te Deum ha proposto la chiave spirituale che regge questo \u00abbilancio\u00bb: lo sguardo di Maria, la Madre, che nel suo Magnificat racconta il \u00abdisegno\u00bb di Dio sulla storia. Non un progetto di potenza, ma un\u2019opera di misericordia, capace di dispersione delle trame superbe e di innalzamento degli umili. \u00c8 qui che il Papa ha pronunciato parole che suonano come diagnosi e terapia insieme: Dio ha un disegno sapiente per il mondo, ha detto Prevost, ma \u00abaltri disegni, oggi come ieri, avvolgono il mondo. Sono piuttosto strategie. Strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi. Ma l\u2019Altissimo disperde le trame dei superbi, rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili\u00bb, ha sottolineato il Pontefice. Un giudizio netto sulle logiche di guerra e dominio, illuminato dalla promessa evangelica: la forza di Dio \u00e8 la misericordia che rialza i piccoli e riempie le mani degli affamati. Questa contrapposizione tra \u00abstrategie armate\u00bb e \u00abdisegno\u00bb di Dio ha un punto di sintesi nello stile divino evocato dal Pontefice: un progetto \u00absapiente, benevolo, misericordioso\u00bb, \u00ablibero e liberante, pacifico, fedele\u00bb, che non si impone con clangore ma si comunica nel passo paziente della grazia. \u00c8 lo stesso stile che la liturgia del Te Deum consegna alla preghiera della Chiesa: lode, stupore, riconoscenza, il contrario della gratitudine \u00abmondana\u00bb oggi sempre pi\u00f9 appiattita sull\u2019io.\u00a0Cantando \u00abTu sei la nostra speranza\u00bb, la comunit\u00e0 dice al tempo che passa e a quello che viene che il centro \u00e8 la \u00abpienezza del tempo\u00bb in Cristo, \u00abnato da donna\u00bb per farci figli. Nell\u2019udienza, questo stile ha preso la forma concreta di alcuni verbi: ricordare, affidarsi, chiedere, camminare. \u00abLa nostra vita \u00e8 un viaggio\u00bb \u2014 ha insistito Leone XIV \u2014 e il Giubileo l\u2019ha reso visibile con i passi di milioni di pellegrini che, varcando le Porte Sante, hanno detto \u00abs\u00ec\u00bb a un\u2019esistenza \u00abanimata dalla grazia, modellata sul Vangelo\u00bb.<\/p>\n<p>La catechesi della mattina ha proposto anche un criterio di discernimento per il nuovo anno: vivere l\u2019impegno del presente \u00aborientato all\u2019eternit\u00e0\u00bb, lasciando che la luce del Natale \u2014 \u00abDio-con-noi\u00bb \u2014 illumini le scelte quotidiane. Il Papa ha annodato queste indicazioni con una memoria ecclesiale precisa: san Paolo VI, al termine del Giubileo del 1975, definiva il senso dell\u2019Anno Santo come un grande atto di fede nell\u2019attesa dei \u00abfuturi destini\u00bb che gi\u00e0 pregustiamo e prepariamo. E, soprattutto, sigillava quel cammino con una parola semplice e assoluta: \u00abamore\u00bb. \u00abDio \u00e8 Amore \u2014 diceva Montini \u2014! Dio mi ama! Dio mi aspettava e io l\u2019ho ritrovato!\u00bb. Sono parole che Leone XIV ha ripreso esplicitamente, ponendole come sintesi al termine dell\u2019udienza: che la coscienza del perdono, della misericordia e della pace di Dio accompagni il passaggio tra l\u2019anno vecchio e il nuovo, \u00aboggi e sempre\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre il mondo resta \u00abavvolto da strategie armate\u00bb, la Chiesa, secondo quanto espresso nei due interventi di ieri del Papa, \u00e8 chiamata a non stancarsi di cantare la gratitudine e di praticare la verit\u00e0 dell\u2019amore, perch\u00e9 il Vangelo mostra un\u2019altra potenza: quella che \u00abinnalza gli umili\u00bb, che riempie le mani di chi ha fame, che svela la gloria di Dio nella scena pi\u00f9 fragile di tutte, un Bambino a Betlemme. Il Te Deum, allora, non \u00e8 fuga dall\u2019oggi ma decisione di stare dentro la storia con lo stile di Dio: lode che si fa responsabilit\u00e0, preghiera che diventa servizio, speranza che si traduce in opere di pace. Il bilancio di questo anno, segnato dall\u2019Anno Santo e dal lutto per la morte di papa Francesco, ha assunto nelle parole di Leone XIV il tono di un invito coraggioso: riconoscere i doni e le infedelt\u00e0, le luci e le ombre, per domandare la grazia di un cuore capace di verit\u00e0 e misericordia.<\/p>\n<p>Nel ricordare il predecessore, Leone XIV ha richiamato l\u2019eredit\u00e0 della sua \u00abvoce profetica\u00bb e della centralit\u00e0 della misericordia, quasi a dire che la storia della Chiesa si fa carico delle memorie per avanzare nella missione e nella comunione. Una \u00abChiesa lieta e gioiosa, accogliente verso tutti, attenta ai pi\u00f9 poveri\u00bb: cos\u00ec il Pontefice ha descritto, nella recente udienza alla Curia Romana, l\u2019orizzonte pastorale che vuole respirare anche nel dopo-Giubileo. Per chi oggi \u2014 primo giorno dell\u2019anno \u2014 rilegge quelle pagine, l\u2019invito \u00e8 chiaro: lasciarsi alle spalle le \u00abstrategie\u00bb che promettono sicurezza e generano violenza, e assumere il \u00abdisegno\u00bb che libera e costruisce pace. \u00c8 un modo di vivere che passa dai gesti della liturgia, dalla preghiera, dall\u2019ascolto della Parola, da gesti semplici di carit\u00e0 e di giustizia: il diario della speranza che il Giubileo ha stilato in questo lungo anno, e che ora diventa compito da vivere nella quotidianit\u00e0. E se la domanda che lacera tante coscienze \u2014 che cosa pu\u00f2 cambiare davvero il corso delle guerre, delle povert\u00e0, delle divisioni? \u2014 sembra troppo grande, la risposta della fede riprende l\u2019ultima parola dell\u2019udienza: \u00abDio \u00e8 Amore\u00bb. Non un motto consolatorio, ma la verit\u00e0 che fonda ogni rinascita. Perch\u00e9 il cuore umile \u2014 quello di Maria, quello di quanti hanno attraversato le Porte Sante, quello di chi serve \u2014 \u00e8 il luogo dove Dio spera con noi e ci rende capaci di sperare per gli altri. Nel congedo dall\u2019anno, la Chiesa ha cantato \u00abAccoglici nella tua gloria nell\u2019assemblea dei santi\u00bb e ha confessato di aver ricevuto talenti da investire nel servizio. \u00c8 la grammatica dell\u2019amore che Montini consegnava alla fine del 1975 e che ieri Leone XIV ha riproposto a distanza di mezzo secolo, al termine del 2025: nel mondo delle strategie, Dio scrive un disegno; nel frastuono delle armi, egli mormora misericordia; davanti alla superbia, innalza gli umili. E per questo \u2014 ieri come oggi \u2014 la comunit\u00e0 cristiana pu\u00f2 dire: \u00abNoi ti lodiamo, Dio. In te, Signore, la nostra speranza\u00bb. Perch\u00e9 davvero, come ricordava Paolo VI e come Leone XIV ha rilanciato, \u00abDio \u00e8 amore\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>La giornata di ieri \u00e8 stata scandita anche da alcuni gesti e incontri significativi: la mattina in piazza erano presenti i giovani del patriarcato latino di Gerusalemme che hanno ricevuto i saluti del Papa, il quale in serata, dopo la preghiera dei Vespri, si \u00e8 recato in visita al presepe in piazza San Pietro, salutando e benedicendo i fedeli presenti. E un pensiero particolare, al termine dell&#8217;omelia dei Primi Vespri, \u00e8 andato proprio a Roma: \u00abIl Giubileo \u00e8 un grande segno di un mondo nuovo, rinnovato e riconciliato secondo il disegno di Dio. E in questo disegno la Provvidenza ha riservato un posto particolare a questa citt\u00e0 di Roma. Non per le sue glorie, non per la sua potenza, ma perch\u00e9 qui hanno versato il loro sangue per Cristo Pietro e Paolo e tanti altri Martiri. Per questo Roma \u00e8 la citt\u00e0 del Giubileo &#8211; ha detto il Papa -.\u00a0Cosa possiamo augurare a Roma? Di essere all\u2019altezza dei suoi piccoli. Dei bambini, degli anziani soli e fragili, delle famiglie che fanno pi\u00f9 fatica ad andare avanti, di uomini e donne venuti da lontano sperando in una vita dignitosa\u00bb.\u00a0Oggi, solennit\u00e0 di Maria Santissima Madre di Dio, Giornata mondiale della pace, il Papa presieder\u00e0 la Messa alle 10 nella Basilica di San Pietro, e poi, alle 12, reciter\u00e0 l&#8217;Angelus.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel tramonto dell\u2019anno civile, ieri papa Leone XIV ha consegnato alla Chiesa e al mondo due messaggi che,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":287209,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-287208","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115823790202919531","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/287208","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=287208"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/287208\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/287209"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=287208"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=287208"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=287208"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}