{"id":28727,"date":"2025-08-05T00:06:13","date_gmt":"2025-08-05T00:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/28727\/"},"modified":"2025-08-05T00:06:13","modified_gmt":"2025-08-05T00:06:13","slug":"02-08-2025-magnolia-stone-2025-magnolia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/28727\/","title":{"rendered":"02\/08\/2025 &#8211; MAGNOLIA STONE 2025 @ Magnolia"},"content":{"rendered":"<p>Report di <strong>Dario Onofrio<\/strong><br \/>Fotografie di <strong>Benedetta Gaiani<\/strong><\/p>\n<p><strong>Agosto \u00e8 quel mese dove mezza Italia si ferma e il tempo sembra inevitabilmente scorrere pi\u00f9 lento. Forse anche per questo \u2018rallentamento\u2019, \u00e8 inevitabile, come succede ormai da qualche anno, che per chi \u00e8 in procinto di partire per il Brutal Assault o il Frantic Fest, l\u2019ultimo appuntamento del Nord Italia sia il Magnolia Stone, organizzato da Hardstaff Booking.<br \/>Dopo la sfortunata esperienza dello scorso anno, che ha visto all\u2019ultimo momento cancellato il concerto dei The Obsessed, stavolta ci siamo trovati di fronte un bill monumentale (come il poster curato da SoloMacello): in apertura i veterani The Atomic Bitchwax, per poi passare alle \u2018giovani\u2019 leve Ananda Mida, andare nello spazio con gli Earthless, ridiscendere in panorami sabbiosi con King Buffalo e, infine, cadere in un vortice di fuzz con gli inossidabili Fu Manchu, fra i creatori del \u2018sound del deserto\u2019.<br \/>Una serata assolutamente imperdibile per gli amanti delle sonorit\u00e0 fumose, psichedeliche e distorte, che ha infatti richiamato un bel pubblico, pronto a godersi cinque ore di concerti immerso nel verde del parco del Circolo Magnolia, che si riconferma essere una delle location pi\u00f9 interessanti per questo tipo di eventi, complici anche prezzi di birra e cibo abbordabili, molti punti di relax all\u2019ombra e un distributore d\u2019acqua potabile gratuita. A voi il resoconto di come \u00e8 andata.<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-630091\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"980\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/MagnoliaStone-2025-locandina-SoloMacello-700x980.jpg\"\/><\/p>\n<p>Arriviamo appena in tempo per sentir iniziare a suonare i <strong>THE ATOMIC BITCHWAX<\/strong>, una formazione che non ha bisogno di grandi presentazioni per chi \u00e8 avvezzo a queste sonorit\u00e0, grazie all\u2019instancabile power trio Kosnik\/Pantella\/Sweeny, rispettivamente basso e voce, batteria e chitarra.<br \/>Davanti a un pubblico che ha bisogno di essere scaldato, viste le temperature miti che hanno investito la Lombardia in questi giorni, i nostri tirano fuori tutta la loro grinta sin dall\u2019iniziale \u201cForce Field\u201d, con Kosnik che continua a dialogare con il pubblico presente e a scherzare sulla sua militanza ormai ventennale nella formazione. Con una scaletta di tre quarti d\u2019ora, l\u2019unica cosa che ci \u00e8 dispiaciuta \u00e8 l\u2019assenza totale di brani dall\u2019ultimo e ottimo \u201cScorpio\u201d, anche se non manca certo la grinta quando partono le bordate di \u201cHope You Die\u201d e \u201cForty-Five\u201d, dalle prime prove discografiche della band.<br \/>Il rock\u2019n roll agli ottani trova il suo compimento nella finale \u201cShitkicker\u201d, dedicata agli amici Earthless che suoneranno dopo: ci si chiede se, forse, non era il caso di far suonare di pi\u00f9 il trio del New Jersey (magari in una posizione diversa nella scaletta), ma va bene anche cos\u00ec.<\/p>\n<p>Dopo un brevissimo cambio palco, tocca agli <strong>ANANDA MIDA<\/strong> esibirsi di fronte a un Magnolia che comincia ad essere sempre pi\u00f9 pieno.<br \/>Il gruppo ci trasporta subito in territori pi\u00f9 psichedelici, dilatati: la formazione, che vede alla batteria, Max Ear della Go Down Records, mastermind del progetto, dimostra comunque un grande attaccamento anche a sonorit\u00e0 pi\u00f9 rock\u2019n\u2019roll qua e l\u00e0, andando a pescare principalmente la scaletta da \u201cCathodnatius\u201d e \u201cAnodnatius\u201d, mentre veniamo ipnotizzati dalla presenza di Conny Ochs alla voce, un frontman di tutto rispetto che si muove vocalmente \u2013 e fisicamente \u2013 a met\u00e0 strada fra un Chris Cornell e un Robert Plant.<br \/>Brani come \u201cThe Pilot\u201d scivolano sinuosamente in bilico fra una lunga autostrada statunitense illuminata dalle stelle e una vena pi\u00f9 grintosa, risultando risultare catchy e intense allo stesso tempo.<br \/>La chiusura \u00e8 affidata alla combo di \u201cHeropas\u201d, pi\u00f9 sostenuta, e alla pi\u00f9 lenta e languida \u201cAnulios\u201d, carica di una atmosfera trasognante che ben anticipa il gruppo che sta per salire sul palco.<\/p>\n<p>Tocca infatti ora ai pezzi veramente grossi: gli <strong>EARTHLESS<\/strong> sono riusciti, nel corso della loro carriera, a diventare una vera e propria band di culto anche grazie alla loro attitudine a creare dischi densi come il magma, composti da canzoni lunghissime, ma non per questo noiose.<br \/>Appena iniziano le note di \u201cUluru Rock\u201d, dall\u2019intramontabile \u201cFrom The Ages\u201d, sotto il palco si raduna la maggior parte dei presenti venuta a rendere omaggio alla band di San Diego.<br \/>Quasi un\u2019ora di live per soli tre pezzi, inclusa la bellissima \u201cDeath To The Red Sun\u201d: se ci\u00f2 pu\u00f2 far storcere il naso a qualcuno dei presenti, manda in visibilio invece altri, che si fanno guidare dalla chitarra di Isaiah Mitchell come fossero i topi del pifferaio magico, mentre Mike Eginton al basso, sempre girato verso i suoi colleghi, e Mario Rubacalba alla batteria, costruiscono l\u2019ordito sul quale la trama dei riff e delle distorsioni, rigorosamente con testate e spie analogiche, prendono forma.<br \/>I live degli Earthless sono cos\u00ec: ipnotici per alcuni, troppo allungati per altri (la band ha dovuto addirittura accorciare l\u2019ultimo brano!), ma \u00e8 innegabile che questa formazione sia in grado di creare una atmosfera che poche altre possono solo permettersi di sognare.<\/p>\n<p>In tutta questa line-up fa quasi impressione pensare che i <strong>KING BUFFALO<\/strong>, insieme agli Ananda Mida, rappresentino le nuove leve del genere. Nato nel 2013 a Rochester, il trio, che combina influenze space con una buona spolverata di sintetizzatore, \u00e8 riuscito negli anni a costruirsi una solida reputazione basata su amore per band come 35007 e quell\u2019attenzione elettronica che alla lontana pu\u00f2 ricordare le ultime prove in studio degli Elder.<br \/>Reduci da un concerto immortalato su CD al Burning Man del 2025, la formazione ci regala un set di tutto rispetto a cominciare dalla rockeggiante \u201cHours\u201d dall\u2019ultimo album in studio \u201cRegenerator\u201d.<br \/>La bravura del trio sta anche nella scelta di una scaletta che si muove fra momenti pi\u00f9 Hawkwind, come in \u201cLonging To Be The Mountain\u201d, a derive quasi pi\u00f9 fantasy-progressive come in \u201cBalrog\u201d, dall\u2019omonimo EP del 2024.<br \/>Il concerto \u00e8 come una boccata di aria fresca dopo giorni di afa bollente, davvero intrigante, in grado di riconfermare la band come una di quelle formazioni nuove da tenere d\u2019occhio anche nel nostro ambiente: la chiusura \u00e8 affidata alla spaziale \u201cCerberus\u201d (dall\u2019ottimo \u201cAcheron\u201d del 2021), con le sue chitarre fuzz che ci ricordano chi sta per salire sul palco.<\/p>\n<p>Addirittura prima del tempo d\u2019inizio previsto, fanno il loro ingresso al Magnolia Stone i <strong>FU MANCHU<\/strong>, capitanati dal veterano Scott Hill e dalla sua chitarra trasparente.<br \/>La prima doppietta fa gi\u00e0 scatenare i presenti: \u201cPigeon Toe\u201d irrompe con tutta la sua carica di distorsione, dal disco di culto \u201cEatin\u2019 Dust\u201d, seguita a ruota da \u201cEvil Eye\u201d, capace di accendere gli astanti come un fiammifero.<br \/>Da qui in poi, \u00e8 un concerto tutto dritto come una palla di cannone sparata: dalla pi\u00f9 recente \u201cLoch Nes Wrecking Machine\u201d alla fantastica \u201cLaserbl\u2019ast\u201d, Hill e soci ci regalano un live senza nemmeno una pausa per riprendere fiato fra un pezzo e l\u2019altro, salvo fatto qualche momento per mettere a posto accordatura e batteria. Complice anche una scaletta che va a pescare principalmente da \u201cKing Of The Road\u201d e dall\u2019ultimo \u201cThe Return Of Tomorrow\u201d, \u00e8 difficile incappare in qualche momento morto o poco esaltante, mentre Bob Balch macina assoli e Brad Davis ci assorda col suo basso monolitico.<br \/>Forse, ci \u00e8 solo sembrato che Hill facesse un po\u2019 di fatica dopo qualche pezzo, visto che gli anni passano anche per un musicista come lui, ma quando partono bordate come \u201cEatin\u2019 Dust\u201d e \u201cSuperbird\u201d \u00e8 davvero difficile non farsi prendere dalla smania di fare casino, sospinti dal fuzz che regna sovrano dagli amplificatori.<br \/>Una band che quindi tiene botta nonostante passino inesorabilmente gli anni, dimostrando anche di saper riempire un posto come il parco del Magnolia (nonostante l\u2019et\u00e0 media pi\u00f9 vicina agli over che agli under trenta).<br \/>La chiusura \u00e8 affidata a \u201cSaturn III\u201d, da \u201cThe Action is Go\u201d, che ci congeda da questa spettacolare edizione del Magnolia Stone: peccato solo non ci sia stato il tempo di suonare anche \u201cBoogie Van\u201d, uno dei pi\u00f9 grandi classici delle scalette della band, poco male, a fronte di quanto goduto con occhi e orecchie.<br \/>Non vediamo quindi l\u2019ora di sapere cosa organizzeranno per il prossimo anno gli organizzatori del Magnolia Stone: per quest\u2019anno, tutti promossi col massimo dei voti.<\/p>\n<p><strong>Fu Manchu setlist:<\/strong><br \/>Pigeon Toe<br \/>Evil Eye<br \/>Loch Ness Wrecking Machine<br \/>Hell on Wheels<br \/>Regal Begal<br \/>Laserbl\u2019ast<br \/>Hands of the Zodiac<br \/>California Crossing<br \/>Eatin Dust<br \/>Roads of the Lowly<br \/>Superbird<br \/>Clone of the Universe<br \/>Mongoose<br \/>Liquify<br \/>King of the Road<br \/>Weird Beard<br \/>Saturn III<\/p>\n<p><strong>THE ATOMICH BITCHWAX<\/strong><\/p>\n<p><strong>ANANDA MIDA<\/strong><\/p>\n<p><strong>EARTHLESS<\/strong><\/p>\n<p><strong>KING BUFFALO<\/strong><\/p>\n<p><strong>FU MANCHU<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Report di Dario OnofrioFotografie di Benedetta Gaiani Agosto \u00e8 quel mese dove mezza Italia si ferma e il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":28728,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-28727","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28727","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28727"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28727\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28728"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28727"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28727"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28727"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}