{"id":287413,"date":"2026-01-02T09:10:11","date_gmt":"2026-01-02T09:10:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/287413\/"},"modified":"2026-01-02T09:10:11","modified_gmt":"2026-01-02T09:10:11","slug":"60-anni-della-prima-supercar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/287413\/","title":{"rendered":"60 anni della prima supercar"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 novembre 1965 e al Salone di Torino non \u00e8 una vettura a catalizzare gli sguardi, ma qualcosa di ancora pi\u00f9 audace. Un telaio nero satinato, ruvido, esposto senza filtri come una dichiarazione d\u2019intenti. \u00c8 lo scheletro di ci\u00f2 che diventer\u00e0 la <b>Lamborghini Miura<\/b>, l\u2019auto che dar\u00e0 origine a un nuovo concetto, a una parola che fino a quel momento non esisteva: <b>supercar<\/b>.<\/p>\n<p>Sessant\u2019anni dopo, la Miura \u00e8 un punto di non ritorno. Un prima e un dopo nella concezione dell\u2019auto sportiva. Tutto nasce l\u00ec, in quello stand torinese, quando Lamborghini decide di mostrare al mondo non la forma, ma l\u2019anima meccanica di un\u2019idea destinata a diventare leggenda.\n<\/p>\n<p>La scommessa<\/p>\n<p>La storia della Miura nasce dalla scommessa di <strong>tre giovani<\/strong> che lavorano nello stabilimento di Sant\u2019Agata Bolognese: Giampaolo Dallara, Paolo Stanzani e il collaudatore neozelandese Bob Wallace. Hanno poco pi\u00f9 di vent\u2019anni, un\u2019enorme passione per le corse e una convinzione profonda: Lamborghini pu\u00f2 andare oltre la raffinatezza da granturismo della <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/lamborghini-350-gt-storia\/304619\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">350 GT<\/a>.<\/p>\n<p>Ferruccio Lamborghini, per\u00f2, non condivide la visione e le competizioni non lo interessano. Per lui l\u2019automobile sportiva deve essere veloce, elegante, affidabile, ma non una vettura da gara travestita da stradale. Dallara, Stanzani e Wallace lo sanno, e proprio per questo scelgono una strada alternativa. Se Lamborghini non correr\u00e0 in pista, allora <b>la pista entrer\u00e0 nelle auto di serie<\/b>. Il progetto prende forma quasi come un esperimento segreto. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di realizzare una sportiva con <b>motore centrale posteriore<\/b>, una soluzione fino a quel momento riservata alle vetture da competizione.\u00a0<\/p>\n<p>Un telaio al Salone di Torino<\/p>\n<p>Ferruccio Lamborghini, inizialmente scettico, decide comunque di concedere fiducia ai suoi giovani tecnici. Il <strong>progetto P400 <\/strong>prende forma e diventa un telaio reale, tangibile, rivoluzionario. Il 3 novembre 1965, al Salone di Torino, Lamborghini espone quel telaio accanto alle pi\u00f9 convenzionali 350 GT e 350 GTS. Il telaio \u00e8 verniciato in nero satinato, con <b>quattro scarichi bianchi<\/b> che spiccano come un segno grafico volutamente provocatorio. Le cronache dell\u2019epoca lo descrivono come lo scheletro di una macchina pronta a correre, qualcosa di mai visto prima in un salone aperto al pubblico.<\/p>\n<p>Il <strong>motore V12<\/strong> \u00e8 montato trasversalmente alle spalle dell\u2019abitacolo, con motore e cambio fusi in un unico blocco compatto. Una soluzione tecnica che riduce gli ingombri e definisce una nuova architettura meccanica. A completare lo spettacolo ci sono i dodici tromboncini verticali dei carburatori Weber, allineati come canne d\u2019organo, simbolo visivo di una meccanica estrema, senza compromessi.<\/p>\n<p>La scelta della carrozzeria<\/p>\n<p>Il telaio P400 diventa immediatamente il centro del Salone. \u00c8 un prototipo statico, privo di carrozzeria, ma riesce comunque a catalizzare pubblico e stampa. Attorno allo stand Lamborghini passano i pi\u00f9 importanti carrozzieri italiani. Il progetto, inizialmente noto con il nome in codice <b>\u201cTigre\u201d<\/b>, non ha ancora un vestito. Il primo a essere coinvolto \u00e8 Touring, gi\u00e0 autore delle 350 e 400 GT. Ma le difficolt\u00e0 economiche della carrozzeria rendono la collaborazione incerta. Pininfarina, legata ad altri costruttori, non pu\u00f2 impegnarsi con Lamborghini. \u00c8 a questo punto che entra in scena <b>Nuccio Bertone<\/b>.<\/p>\n<p>La leggenda racconta che <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/collezione-bertone-ritorno-torino-stellantis-heritage-hub\/309940\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bertone<\/a> arrivi allo stand quasi alla fine del Salone. Ferruccio Lamborghini lo accoglie con una battuta: \u201cSei l\u2019ultimo dei carrozzieri a farti vivo\u201d. Bertone osserva il telaio e risponde che la sua carrozzeria sapr\u00e0 creare \u201cla scarpa perfetta per questo piede meraviglioso\u201d. Non \u00e8 un dialogo documentato, ma \u00e8 diventato parte integrante del mito. Durante le vacanze di Natale, con lo stabilimento chiuso, Bertone presenta i primi bozzetti a Ferruccio, Dallara e Stanzani. Le linee, firmate da un giovanissimo <b>Marcello Gandini<\/b>, sono cos\u00ec radicali e innovative da essere accettate senza modifiche. La Miura ha trovato il suo volto.<\/p>\n<p>Arriva la Miura<\/p>\n<p>Nel <b>marzo 1966<\/b>, al Salone di Ginevra, la <b>Lamborghini P400 Miura<\/b> viene finalmente svelata al pubblico. Il nome \u00e8 gi\u00e0 una dichiarazione di carattere: Miura, come la celebre razza di tori da combattimento spagnoli. La vettura lascia il pubblico senza parole. \u00c8 bassa, larga e sensuale. Gli ordini arrivano immediatamente, superando ogni aspettativa. Tanto da lasciare Ferruccio Lamborghini e Nuccio Bertone sorpresi dal successo di un\u2019auto che, fino a pochi mesi prima, sembrava solo un esperimento tecnico. Negli anni vengono prodotte 265 P400 Miura dal 1966 al 68, le successive Miura S raggiunge i 338 esemplari, mentre la pi\u00f9 estrema SV i 150. A queste si aggiungono <strong>versioni speciali<\/strong> come le quattro SVJ, derivate dal prototipo Jota, e la rarissima Miura Spyder realizzata da Bertone.<\/p>\n<p>Una supercar<\/p>\n<p>Il motore <b>V12 da 4 litri<\/b> montato in posizione trasversale posteriore non \u00e8 un\u2019assoluta novit\u00e0 tecnica, ma \u00e8 la Miura la prima a portare questa soluzione <b>su strada<\/b>, rendendola disponibile a una clientela privata. \u00c8 cos\u00ec che nasce il concetto di supercar moderna. Per contenere le dimensioni, motore e cambio vengono uniti in una fusione unica. Con una potenza di:<\/p>\n<ul>\n<li>350 CV a 7.000 giri\/min nella prima P400;<\/li>\n<li>370 CV a 7.700 giri\/min nella Miura S;<\/li>\n<li>385 CV a 7.850 giri\/min nella Miura SV.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Numeri impressionanti per l\u2019epoca, accompagnati da prestazioni che mettono in ombra qualsiasi concorrente.<\/p>\n<p>La Miura SV<\/p>\n<p>Nel corso degli anni, la Miura evolve costantemente. La <strong>versione S<\/strong> introduce finiture pi\u00f9 curate, interni pi\u00f9 confortevoli e un incremento di potenza. Ma \u00e8 con la <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/curiosita\/lamborghini-miura-sv-ritrovata\/289615\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">SV<\/a>, presentata nel 1971, che la Miura raggiunge la sua maturit\u00e0 tecnica. La SV adotta pneumatici posteriori pi\u00f9 larghi, parafanghi allargati, un telaio rinforzato e sospensioni riviste. Il cambiamento pi\u00f9 importante riguarda la lubrificazione: motore e cambio, prima condivisi, diventano indipendenti, migliorando affidabilit\u00e0 e prestazioni. Dal punto di vista estetico, spariscono le celebri <b>\u201cciglia\u201d<\/b> dei fari anteriori, un dettaglio che divide ancora oggi gli appassionati ma che segna chiaramente l\u2019evoluzione del modello.<\/p>\n<p>Icona di stile<\/p>\n<p>La Miura diventa ben presto un <b>fenomeno culturale<\/b> oltre che un prodigio tecnico. Come auto simbolo di un\u2019epoca, viene scelta dalle star del cinema, musicisti e i personaggi pi\u00f9 in vista della scena internazionale. Il cinema la consacra definitivamente. Indimenticabile la scena iniziale di <b>The Italian Job<\/b>\u00a0(1969), in cui Rossano Brazzi guida una Miura arancione lungo la strada del Gran San Bernardo, accompagnato dalla colonna sonora \u201cIn Days Like These\u201d di Matt Monroe. Una sequenza che \u00e8 entrata nella storia e che ancora oggi rappresenta una delle immagini pi\u00f9 iconiche del rapporto tra cinema e automobili.<\/p>\n<p>Sessant\u2019anni di storia<\/p>\n<p>Sessant\u2019anni dopo, la Lamborghini Miura celebra il suo <strong>anniversario nel 2026<\/strong>, ma le sue origini restano tutte l\u00ec: in quel telaio nero satinato esposto a Torino nel 1965. In quella scelta coraggiosa di mostrare al mondo la meccanica prima della forma. In quell\u2019atto di fiducia verso tre giovani tecnici che osarono sfidare le convenzioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 novembre 1965 e al Salone di Torino non \u00e8 una vettura a catalizzare gli sguardi, ma qualcosa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":287414,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[8902,20838,20839,1537,90,89,24944,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-287413","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-auto-depoca","9":"tag-auto-sportive","10":"tag-hypercar","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-lamborghini","15":"tag-science","16":"tag-science-and-technology","17":"tag-scienceandtechnology","18":"tag-scienza","19":"tag-scienza-e-tecnologia","20":"tag-scienzaetecnologia","21":"tag-technology","22":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115824730106198254","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/287413","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=287413"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/287413\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/287414"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=287413"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=287413"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=287413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}