{"id":287566,"date":"2026-01-02T11:17:15","date_gmt":"2026-01-02T11:17:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/287566\/"},"modified":"2026-01-02T11:17:15","modified_gmt":"2026-01-02T11:17:15","slug":"morto-in-sicilia-lo-scultore-lorenzo-reina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/287566\/","title":{"rendered":"Morto in Sicilia lo scultore Lorenzo Reina"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 morto il 27 dicembre, nella Fattoria dell\u2019arte, sui monti dell\u2019entroterra agrigentino, lo scultore <strong>Lorenzo Reina <\/strong>(Santo Stefano Quisquina, 1960 \u2013 2025). Aveva 65 anni e la morte lo ha colto sospendendo il gesto della sua instancabile ed energica azione creativa. Chi lo ha conosciuto avrebbe trovato calzante quel ritratto ideale di chi fa scultura tracciato da <strong>Jacopo Pontormo<\/strong> nell\u2019inchiesta sulle arti di <strong>Benedetto Varchi<\/strong>, nel 1547: \u201cEcci ancora e\u2019 varii modi di fare, come di marmo, di bronzo e tante varie sorte di pietra, di stucho, di legno, di terra e molte altre cose, che in tutte bisogna gran praticha oltre alla fatica della persona che non \u00e8 piccola; ma questa tiene l\u2019uomo pi\u00f9 sano e fagli megliore complessione\u201d.\u00a0 E la \u201ccomplessione\u201d di Lorenzo Reina era a dir poco possente, piena di energia: lontano il pensiero che un uomo cos\u00ec forte potesse andarsene cos\u00ec presto.\u00a0<\/p>\n<p>Ecco chi era Lorenzo Reina\u00a0<\/p>\n<p>Oggi, dire di Lorenzo Reina \u201cse n\u2019\u00e8 andato\u201d \u00e8 alquanto impreciso sul piano astrale: perch\u00e9 la sua traccia fisica terrestre \u00e8 cos\u00ec marcata e ben strutturata sul territorio che non \u00e8 possibile (neanche volendo) parlare di \u201cscomparsa\u201d.\u00a0 Io parlo invece di \u201cpersistenza\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Questa persistenza di Lorenzo non \u00e8 solo nella sua massima espressione monumentale: il <strong>Teatro Andromeda<\/strong>, la pi\u00f9 nota e celebrata rappresentazione -appunto- \u201cspettacolare\u201d del suo genio, il locus dove sembrano materializzarsi i versi di una canzone di <strong>Paolo Conte<\/strong>: insieme sognavamo come sarebbe stato se il Poeta astigiano fosse venuto a cantarcela proprio qui? La magia che avrebbe generato, dalla scena circolare del Teatro Andromeda, il risuonare di \u00abDorme un Teatro, scolpito al centro di un\u2019agricola contrada, tanto qui nessuno si dispera\u2026\u201d\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019arte e il teatro secondo Lorenzo Reina\u00a0<\/p>\n<p>Quel teatro che, in vent\u2019anni di versatile attivit\u00e0 di musica, poesia e letteratura ha illuminato, dall\u2019alto dei suoi mille metri, l\u2019ombroso entroterra agrigentino, proiettandolo nel mondo, essendo stato anche set pubblicitario di importanti marchi (tra cui: Amaro Averna, 2020; Louis\u202fVuitton, 2023).<strong> <\/strong>Cos\u00ec come il complesso rurale della Fattoria dell\u2019arte fin dalla sua apertura nei primi Anni Duemila \u00e8 stato centro di attrazione e produzione d\u2019arte contemporanea: una mensa dell\u2019arte sui monti, dove gli artisti invitati (con i loro progetti) hanno trovato per anni attenta e affabile accoglienza, fertilizzando un territorio altrimenti condannato all\u2019inconsistenza culturale.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il film di Davide Gambino\u00a0<\/p>\n<p>Un pi\u00f9 eloquente racconto di questa sua vita nell\u2019arte e nella natura \u00e8 magnificamente rappresentato nel film pluripremiato \u201cPietra Pesante\u201d, del regista <strong>Davide Gambino<\/strong> (2013): ovvero, come nasce e si sviluppa la vita di un giovane scultore siciliano imprigionata nel corpo di un pastore bambino, nelle alture dei monti Sicani;\u00a0 e come questa metamorfosi necessita di un gesto di ribellione che si compie nella visione di un teatro che salvi il pastore e l\u2019artista in un\u2019unica arcana soluzione, messa in atto, giorno dopo giorno, per anni, come il tumulo ossessivo di Incontri ravvicinati del terzo tipo: per comunicare Oltre.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Da quel Teatro di pietre, partito dall\u2019archetipo pastorale della p\u00e0ra (recinto del gregge), l\u2019artista \u00e8 pervenuto con le sue modificazioni graduali ad una dimensione mitologica e post-archeologica, tanto da essere riprodotto e assunto persino in una graphic novel di Dylan Dog [n.28 dic.\/gen. 2025], oltre ad aver trovato gi\u00e0 degna accoglienza alla XVI Biennale di Venezia-Architettura del 2018.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il Teatro delle Pietre di Lorenzo Reina\u00a0<\/p>\n<p>Ma l\u2019eclatanza mediatica del teatro non pu\u00f2 adombrare che Reina \u00e8 stato uno scultore prolifico e di straordinario talento poetico: campo in cui ha giocato gran parte della sua vita di artista, manipolando oltre la materia (legno, pietra, piombo, bronzo, acqua, pigmenti minerali), i concetti filosofici di \u201cmutamento\u201d e di \u201critorno all\u2019origine\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Il mito di Prometeo (il dio che ama l\u2019umanit\u00e0 tanto da donarle il fuoco rubato agli dei) \u00e8 ripreso pi\u00f9 volte nelle prime sculture di Lorenzo, ancora pastore-bambino del gregge paterno, realizzate cavando frammenti di alabastro dai luoghi del pascolo, intagliando la pietra con strumenti di fortuna.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Da quelle origini dal sapore arcaico tra la fine degli anni Settanta\u00a0 e i\u00a0 primi anni Ottanta, si sviluppa la prensile intelligenza del giovane e si attrezza di un bagaglio di studio autodidatta che gli fa assorbire l\u2019energia dei grandi maestri della scultura moderna e contemporanea (da Br\u00e2ncu\u0219i -il pi\u00f9 amato- a Giacometti, da C\u00e9sar a Manzoni, e nel tempo, Fabro, Paolini, Penone\u2026), un\u2019appassionata erudizione dell\u2019arte contemporanea e uno studio \u201cmatto e disperatissimo\u201d, che grazie alla sua forza fisica straordinaria, genera l\u2019unicit\u00e0 di Lorenzo Reina, sviluppando quel suo gruppo di opere dei primi anni Novanta in cui il vuoto si fa pieno, come l\u2019incavo addominale di una pecora, che lo scultore ha svuotato, scarificato e calcato di gesso dall\u2019interno, tramutandolo in bozzolo.\u00a0 Oppure nei cavi della propria bocca che da vuoti si traducono in pieni, fusi in bronzo: corpus eucaristico di una religione ancora tutta da scrivere.\u00a0<\/p>\n<p>La scultura di Lorenzo Reina\u00a0<\/p>\n<p>Sovente, nella sua scultura, agisce l\u2019eterno dualismo positivo\/negativo, in una alchimia di accostamenti e innesti arditi: l\u2019inserimento di una sequenza di vertebre animali nella sezione di un tronco d\u2019olmo (\u201cOmphalos\u201d, 1992); o in \u201cGerminale\u201d (1991), dove il processo di crescita di una teoria caotica di semi di grano viene bloccato e fermato in uno schermo di materia vitrea, sempre con risultati di grande finitezza tecnico-formale.\u00a0 Ma anche il concetto del ritorno all\u2019origine (terrestre, biologica o animistica) \u00e8 insistito e variabile in creazioni dal misterioso congegno: in \u201cRespiro\u201d (2021), il calco del suo volto fuso in bronzo galleggia, grazie ad un rivestimento somatico di cera, in un cubo di tufo colmo d\u2019acqua, in un patafisico tentativo di rinascita e autorigenerazione.\u00a0<\/p>\n<p>Lo \u00e8 anche nell\u2019opera installativa in cui il corpo dello scultore, uscito da una maschera integrale di caucci\u00f9, rilascia la vecchia pelle, richiamando la muta di un serpente o lo scuoiato San Bartolomeo michelangiolesco della Sistina. Qui sembra dirci che l\u2019artista \u00e8 gi\u00e0 (-sempre-) altrove.\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/andromeda-1-1024x680.jpg\" alt=\"Teatro Andromeda\" class=\"wp-image-1203726\"  \/>Teatro AndromedaLe opere di Lorenzo Reina\u00a0<\/p>\n<p>Queste e tante altre opere esemplari oggi sono custodite nella torre ottagona di questo suo articolato museo all\u2019aperto che \u00e8 meta continua di migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo, grazie alle cure attente dei magnifici figli, Libero e Christian, sotto l\u2019occhio amorevole e materno di Angela.\u00a0<\/p>\n<p>Recentemente Lorenzo aveva aggiunto al suo museo all\u2019aperto il frutto dell\u2019ultima straordinaria e profetica creazione: \u201cLa Madre\u201d, un pregevole incastro architettonico di tufo ove, attraversando uno stretto cunicolo, siamo ri-condotti sulla via del ritorno: nelle pareti uterine dello Spirito primigenio.\u00a0 L\u00ec ascoltiamo il sempiterno battere di una goccia che scava la roccia, feto millenario, che abita quell\u2019alveo nella penombra.\u00a0<\/p>\n<p>In questa sua ultima opera, Lorenzo Reina sigilla il percorso del suo genio.\u00a0<\/p>\n<p>Da quell\u2019opera ci porge le tracce ideali della sua nuova vita oltre la vita.\u00a0<\/p>\n<p>In quell\u2019opera ritroviamo il mistero dell\u2019ultimo viaggio notturno di quel pastore errante dei monti sicani.\u00a0<\/p>\n<p>Alfonso Leto\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 morto il 27 dicembre, nella Fattoria dell\u2019arte, sui monti dell\u2019entroterra agrigentino, lo scultore Lorenzo Reina (Santo Stefano&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":287567,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-287566","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115825229361436675","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/287566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=287566"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/287566\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/287567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=287566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=287566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=287566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}