{"id":287779,"date":"2026-01-02T14:09:10","date_gmt":"2026-01-02T14:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/287779\/"},"modified":"2026-01-02T14:09:10","modified_gmt":"2026-01-02T14:09:10","slug":"oriente-occidente-di-rampini-il-venezuela-spacca-la-destra-usa-cosa-fara-ora-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/287779\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Il Venezuela spacca la destra Usa: cosa far\u00e0 ora Trump?"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Si sta davvero consolidando <b>una Dottrina Donroe<\/b> in America latina? Cio\u00e8 l\u2019aggiornamento in chiave trumpiana di quella Dottrina Monroe con cui gli Stati Uniti dell\u2019Ottocento affermarono la propria influenza sull\u2019emisfero occidentale? <b>Come andr\u00e0 a finire la pressione Usa sul Venezuela di Maduro? <\/b>Con Trump \u00e8 difficile fare previsioni in generale. In questo caso specifico, lui stesso \u00e8 sottoposto a pressioni centrifughe. Perch\u00e9 l\u2019ipotesi di intervento militare in Venezuela spacca la sua stessa base, <b><a href=\"\">il mondo Maga<\/a>\u00a0<\/b>(Make America Great Again).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Due filoni contrapposti sono in evidenza, in America la questione \u00e8 oggetto di <b>un dibattito acceso<\/b>. Il fronte contrario all\u2019intervento \u00e8 forte nell\u2019universo Maga e nella destra post-neocon che richiama Trump alla coerenza (questo presidente inizi\u00f2 la propria carriera politica contestando<b> le \u201cguerre infinite\u201d\u00a0<\/b>dell\u2019era Bush-Obama). Peraltro questa corrente ha radici profonde in un\u2019antica tradizione isolazionista americana.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il fronte favorevole a una \u201ctransizione forzata o assistita\u201d in Venezuela, \u00e8 rappresentato invece da ambienti conservatori interventisti e da think tank di sicurezza nazionale. <b>Ha una sponda a sinistra<\/b>, visto che la leader dell\u2019opposizione Maria Machado, vera vincitrice delle elezioni nonch\u00e9 premio Nobel della Pace, ha pi\u00f9 volte espresso la sua preferenza per <b>una pressione forte<\/b> degli Stati Uniti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La divisione attraversa la stessa \u201clinea di successione\u201d a Trump. <b><a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/esteri\/trump-a-jd-vance-vorrei-lo-staff-di-xi-jinping-erano-spaventatissimi-dal-presidente-non-fiatavano-senza-permesso-perche-tu-non-sei-cosi\/bc70f4ed-cbcf-414e-a508-9131a5b6dxlk\" title=\"Trump a JD Vance: \u00abVorrei lo staff di Xi Jinping, erano spaventatissimi dal presidente, non fiatavano senza permesso. Perch\u00e9 tu non sei cos\u00ec?\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il suo vice JD Vance<\/a> incarna la tradizione isolazionista,<\/b> quella che condannato l\u2019era dei neoconservatori o \u201cneocon\u201d che ispirarono le guerre in Afghanistan e in Iraq. Sul versante opposto c\u2019\u00e8 il suo segretario di Stato e consigliere per la sicurezza, <b>Marco Rubio: figlio di esuli cubani,<\/b> \u00e8 pi\u00f9 portato ad abbracciare la missione di rovesciare regimi autoritari latinoamericani.<\/p>\n<p>    La destra anti-interventista<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel mondo Maga, l\u2019ipotesi di un intervento diretto degli Stati Uniti in Venezuela \u00e8 percepita come <b>una pericolosa ricaduta<\/b> nel paradigma delle \u201cguerre di cambio di regime\u201d, che Trump aveva promesso di seppellire. Autori come Michael Brendan Dougherty e Benjamin R. Young, provenienti da <b>ambienti conservatori populisti e post-neocon, <\/b>insistono su un punto chiave: la base elettorale di Trump \u00e8 strutturalmente ostile a nuove avventure militari, soprattutto se ricordano Iraq, Libia o Afghanistan.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questa lettura, il trumpismo autentico non \u00e8 interventista, ma \u201cjacksoniano\u201d nel senso storico del termine: <b>uso della forza solo per difesa diretta<\/b> degli interessi vitali, rifiuto delle missioni di ingegneria politica all\u2019estero, diffidenza verso l\u2019\u201cestablishment della politica estera\u201d. Da qui la critica frontale a qualsiasi escalation contro <b>Nicol\u00e1s Maduro<\/b> che possa trasformarsi in un conflitto aperto.<br \/>L\u2019argomento centrale dei contrari: il fallimento della \u201cmassima pressione\u201d.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dougherty sostiene che la strategia di massima pressione contro Maduro \u00e8 gi\u00e0 stata tentata e ha fallito, inclusa la fase pi\u00f9 aggressiva della prima amministrazione Trump. <b>Le sanzioni finanziarie e petrolifere,<\/b> il riconoscimento di Juan Guaid\u00f3, la minaccia militare implicita: nulla di tutto ci\u00f2 ha prodotto un cambio di regime. Al contrario: hanno aggravato il collasso economico venezuelano; <b>hanno contribuito a un esodo di massa,<\/b> con effetti diretti sulla pressione migratoria verso gli Stati Uniti; hanno spinto Caracas a stringere legami pi\u00f9 stretti con Cina, Russia e Iran, cio\u00e8 esattamente il contrario dell\u2019obiettivo strategico americano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per questa destra Maga, <b>l\u2019errore non \u00e8 solo tattico ma concettuale:<\/b> l\u2019idea che Washington possa \u201cscegliere\u201d un leader alternativo e imporlo dall\u2019esterno \u00e8 vista come un residuo dell\u2019hubris neoconservatrice.<\/p>\n<p>    Il trauma iracheno come monito permanente<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Benjamin R. Young radicalizza l\u2019argomento: un intervento militare in Venezuela produrrebbe quasi inevitabilmente<b> una lunga e sanguinosa insurrezione<\/b>, sul modello iracheno ma in un contesto geografico e politico forse ancora pi\u00f9 sfavorevole.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il riferimento \u00e8 all\u2019Eln colombiano, <b>un movimento guerrigliero marxista-leninista:<\/b> esperto di guerriglia; integrato in reti di narcotraffico e contrabbando; con santuari transfrontalieri in Venezuela; coordinato, almeno in parte, con apparati di sicurezza chavisti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per Young, un dispiegamento americano offrirebbe la legittimazione perfetta per una guerra anti-imperialista, replicando <b>dinamiche viste in Iraq, Afghanistan e Vietnam.<\/b> La superiorit\u00e0 tecnologica americana, sostiene, non \u00e8 decisiva contro insurrezioni radicate socialmente e territorialmente. Questo argomento fa presa nel mondo Maga: <b>l\u2019America non deve pi\u00f9 \u201cliberare\u201d Paesi <\/b>che poi diventano trappole strategiche.<\/p>\n<p>    La coerenza trumpiana come valore politico<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dougherty ricorda che Trump ha costruito il suo capitale politico: denunciando le \u201cendless wars\u201d; promettendo di chiudere i dossier aperti da Bush e Obama; <b>presentandosi come \u201cpacificatore\u201d<\/b> e mediatore, anche per ambizione personale (Nobel per la Pace).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un\u2019escalation in Venezuela verrebbe vista come un tradimento identitario, una \u201cfine alla Bush\u201d della presidenza Trump. Da qui l\u2019insistenza sul fatto che, se davvero l\u2019obiettivo \u00e8 la stabilit\u00e0 energetica e geopolitica, <b>una strategia di contenimento e negoziato<\/b> \u00e8 meno costosa di una guerra.<\/p>\n<p>    Il fronte conservatore favorevole all\u2019intervento\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul fronte opposto una destra strategica e istituzionale \u00e8 rappresentata dall\u2019articolo di Ryan Berg e Kimberly Breier su Americas Quarterly. Qui l\u2019ipotesi di fondo \u00e8 diversa: il problema non \u00e8 se intervenire, ma <b>come prepararsi al \u201cdopo Maduro\u201d<\/b>, perch\u00e9 la fine del regime \u00e8 considerata possibile e auspicabile.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa corrente sostiene che: <b>il Venezuela non \u00e8 Iraq o Libia<\/b>; esiste un\u2019opposizione riconosciuta e una tradizione democratica pre-chavista; il vero rischio non \u00e8 il cambiamento, ma lasciare il vuoto da occupare a <b>Russia e Cina<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019approccio \u00e8 manageriale e multilaterale, non impulsivo: pianificazione preventiva, aiuti umanitari, ruolo delle istituzioni finanziarie internazionali, riforma dello stato di diritto, <b>ritorno degli investimenti privati Usa. <\/b>L\u2019intervento militare diretto non \u00e8 l\u2019unica opzione, ma la pressione coercitiva americana \u00e8 data per necessaria.<\/p>\n<p>    Due destre, due filosofie del potere americano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il contrasto tra i due campi \u00e8 profondo e va oltre il Venezuela. La destra Maga anti-interventista vede gli Stati Uniti come una potenza che deve <b>ridurre l\u2019overstretch <\/b>(iperdilatazione, ipertrofia) imperiale, evitare guerre di scelta, e accettare compromessi imperfetti pur di <b>non ripetere errori catastrofici<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La destra conservatrice interventista considera invece il Venezuela <b>un banco di prova:<\/b> tollerare Maduro significherebbe accettare un regime criminale nel cuore dell\u2019emisfero occidentale, con costi strategici superiori ai rischi dell\u2019azione.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Emerge una domanda cruciale: <b>che cosa significa oggi \u201cAmerica First\u201d?<\/b> Ritirarsi dalle crisi o usarle selettivamente per riaffermare l\u2019egemonia? Per ora, il baricentro emotivo ed elettorale del mondo Maga pende chiaramente contro l\u2019intervento. Ma la pressione di eventi imprevisti \u2013 <b>collasso improvviso del regime,<\/b> crisi migratoria, escalation con interferenze di attori extra-emisferici come Russia e Cina \u2013 potrebbe rapidamente riaprire il dibattito.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il Venezuela, in questa prospettiva, non \u00e8 solo un problema latinoamericano: <b>\u00e8 uno specchio delle ambiguit\u00e0 irrisolte<\/b> della destra americana sull\u2019uso della forza nel XXI secolo.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-02T13:27:17+01:00\" content=\"2026-01-02\">2 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si sta davvero consolidando una Dottrina Donroe in America latina? 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