{"id":287968,"date":"2026-01-02T16:48:13","date_gmt":"2026-01-02T16:48:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/287968\/"},"modified":"2026-01-02T16:48:13","modified_gmt":"2026-01-02T16:48:13","slug":"roberto-saviano-oppresso-dalla-solitudine-mi-manca-lamore-e-ho-sprecato-la-vita-quante-volte-ho-pensato-basta-la-chiudo-qui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/287968\/","title":{"rendered":"Roberto Saviano: \u00abOppresso dalla solitudine, mi manca l&#8217;amore e ho sprecato la vita. Quante volte ho pensato: basta, la chiudo qui\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">L&#8217;intervista allo  scrittore e giornalista: \u00ab\u00c8 come se essere vivo fosse una colpa\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ripubblichiamo l\u2019intervista di Aldo Cazzullo a Roberto Saviano, uscita il 4 maggio, una delle pi\u00f9 apprezzate dalle nostre lettrici e dai nostri lettori nel 2025.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Roberto Saviano, cosa ci faceva ai funerali di Papa Francesco?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abEro stato ai funerali di Wojtyla, da giovane cronista. Seguivo il percorso della vendita dei panini, organizzata dal clan\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I panini dei funerali di Wojtyla venduti dalla camorra?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abCos\u00ec and\u00f2\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E stavolta?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abIl sagrato pareva un posto scomodo per le autorit\u00e0. Il legno di Francesco voleva essere toccato non da persone di potere. \u00c8 stato sepolto dagli ultimi, per sua volont\u00e0\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha conosciuto il Papa?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abHo avuto con lui vicinanze e prossimit\u00e0 sull\u2019immigrazione. Con Michela Murgia andammo nella Cappella Sistina. Un cardinale ci disse: resistere! Si riferiva alla difesa dei migranti in mare. Papa Francesco ha messo il suo corpo su un tema che non ha mai portato consenso in questi anni\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Crede in Dio?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abSono un ateo convinto, attratto dalla spiritualit\u00e0. Il Vangelo \u00e8 un meraviglioso capolavoro letterario, la Torah continua fonte di interrogazione. Sono un ateo che bazzica le strade dello spirito. Nei momenti pi\u00f9 difficili della mia vita, come questo, non ho trovato soccorso in un dio, ma nelle pagine dei testi sacri, in cui riconosco l\u2019uomo meglio che in qualsiasi altro\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 \u00e8 un momento difficile?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abHo la sensazione di aver sbagliato tutto\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando l\u2019ha provata?\u00a0<\/b><br \/>\u00abL\u2019altro giorno, ai funerali di mia zia Silvana, che per me \u00e8 stata la seconda madre. Non erano nemmeno funerali: non c\u2019era nessuno. I miei vivevano a Caserta. Fin dal 2006 se ne sono dovuti andare nel Nord Italia, anche per mia responsabilit\u00e0. Sradicati. Non sono riusciti ad aprirsi e si sono isolati. La mia scelta l\u2019hanno pagata altri. Io ne ho fatto attivit\u00e0, impegno. La mia famiglia ha solo pagato. Ha dovuto fronteggiare le insinuazioni: loro figlio, loro nipote aveva diffamato la sua terra\u2026\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Si sente in colpa?\u00a0<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. A un certo punto della mia vita pensavo di aver fatto qualcosa di talmente determinante, che mi sentivo diverso da tutti gli altri scrittori. Avevo un\u2019ambizione ancora pi\u00f9 delirante: non solo affermare il libro; accendere la luce sulle cose, mostrare la verit\u00e0. Dare superpoteri ai lettori. Far vedere quello che la cronaca non ti mostra o ti mostra a pezzi. Avevo un\u2019ossessione: con i libri, cambiare la realt\u00e0. Ci sono riuscito? Ricorda Simon Weil? \u201cGrande sventura sarebbe morire impotenti non solo a vincere ma anche a comprendere\u201d. Ecco, io credo che sono riuscito a far comprendere\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In che modo?\u00a0<\/b><br \/>\u00abQuelli che mi accusano di aver sputtanato Napoli, dovrebbero riflettere: se l\u2019ho sputtanata, perch\u00e9 da tutto il mondo ci vogliono venire? Io su Napoli ho acceso una luce. E con la luce il cambiamento \u00e8 possibile. \u00c8  esplosa la vita. Ma questo a me impone un prezzo altissimo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quale?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abIo esisto per quello che rappresento, non per quello che sono. La cosa peggiore che pu\u00f2 succedere a uno scrittore \u00e8 diventare un simbolo. Diventi di sasso. Sono oppresso da un senso di solitudine, che nasce da una cosa molto grave: l\u2019impossibilit\u00e0 di sbagliare. Se sei uno scrittore, devi sbagliare, devi contraddirti, devi vivere. La letteratura deve contrariare il lettore. Il lettore deve trovarmi in posizioni inaspettate\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Invece?\u00a0<\/b><br \/>\u00abInvece per anni ho lottato con una logica militare. Non volevo lasciare neppure uno spiraglio per far attaccare la mia battaglia. E questo mi \u00e8 costato molto caro. In passato attaccare uno scrittore significava per il potere rischiare di sollevare un\u2019immensa attenzione su di lui; oggi non pi\u00f9 cos\u00ec. Oggi nella Turchia di Erdogan uno scrittore, Ahmet Altan, prende l\u2019ergastolo, ma questo non accende alcun interesse sui suoi romanzi. Se le tue parole, quando perseguitate, non generano interesse, protezione, nemmeno curiosit\u00e0, allora possono farti qualsiasi cosa\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei non \u00e8 all\u2019ergastolo.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abVero. Ma vivo la mia situazione come se lo fossi. Vivo recluso, senza vederne la fine. Ricorda Vieni via con me, la trasmissione con Fazio?\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un successo enorme.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abDovuto anche al tentativo di spegnerci. Oggi i tentativi di spegnere gli scrittori, ad esempio portandoli in tribunale, non hanno lo stesso effetto\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLa velocit\u00e0 di fruizione non permette di cogliere la complessit\u00e0 che c\u2019\u00e8 dentro un libro. Anche per questo ho la sensazione di aver sprecato la mia vita. Vorrei interrompere il lavoro. Ma non ci riesco. L\u2019altro giorno ho fatto sui social una storia sul gol del Bologna all\u2019Inter, puntando il dito contro i dirigenti della curva pi\u00f9 infiltrata dalla ndrangheta d\u2019Italia. Ho avuto migliaia di attacchi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Era prevedibile, no?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abAssolutamente si, l\u2019avevo fatto apposta. Conservo l\u2019istinto a mettermi nei casini. Volevo far incazzare i tifosi, dopo che l\u2019inchiesta \u201cDoppia curva\u201d ha dimostrato come la \u2018ndrangheta abbia federato le due curve di San Siro. Poi per\u00f2 sono dovuto andare a Milano per lavoro. I carabinieri della protezione erano nervosissimi. E mi sono detto: com\u2019\u00e8 possibile arrivare alla mia et\u00e0 con tutti questi guai, e non pensare che ti prendi un sacco di insulti, di orrore, di isolamento?\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Resta il fatto che viviamo in un Paese in cui lei \u00e8 libero di esprimere la sua opinione.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abCerto. Gli intellettuali turchi, iraniani, russi che prendono posizione contro il potere non hanno una vita dignitosa e riparata. Se restano nei loro Paesi rinunciano alla loro vita. Ma questa cosa \u2014 rinunciare alla vita \u2014 \u00e8 successa anche a me. Non credevo di pagare cos\u00ec tanto. Certo, pensavo di pagare un prezzo, ma non cos\u00ec a lungo. Ma pensavo di durare poco\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Credeva che l\u2019avrebbero uccisa?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abS\u00ec. Nel 2006 avevo ventisei anni. Ero convinto di non arrivare ai trenta, che mi avrebbero ammazzato nel giro di cinque anni. Non potevo immaginare che il processo a Francesco Bidognetti, detto Cicciotto di Mezzanotte, il boss che con il suo avvocato mi minacci\u00f2, sarebbe durato sedici anni. E ancora non \u00e8 finito. A volte mi sento ridicolo. E mi chiedo: vivr\u00f2 la vita cos\u00ec?\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa le manca di pi\u00f9?\u00a0<\/b><br \/>\u00abLa libert\u00e0 di movimento, la clausura \u00e8 un incubo; e lo \u00e8 anche dover sempre mentire per difendere gli spazi privati. Le mie relazioni amichevoli e amorose sono compromesse da come io ho deciso di vivere la mia condizione. Qualsiasi incontro lo devo fare in casa. Se esco, con cinque carabinieri di scorta, a volte sette, non sono certo invisibile. E la visibilit\u00e0 \u00e8 la fine di ogni gesto intimo. La tensione, tra i processi e i casini vari, \u00e8 cos\u00ec alta che chiunque abbia a che fare con me si sente in dovere di difendermi. E tutto questo \u00e8 diventato pesantissimo. Frequentarmi significa stare dalla mia parte, essere inserito nella mia bolla. La sera di Pasqua i miei parenti, i miei amici mi hanno tenuto compagnia fino alle 7 di sera. Poi sono usciti per Napoli, hanno fatto le 4 del mattino, e hanno fatto benissimo. Ma io sono dovuto restare a casa da solo. Simbolo della mia esistenza\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 cos\u00ec anche per l\u2019amore?\u00a0<\/b><br \/>\u00abSoprattutto per l\u2019amore. Quando voglio bene a una persona, quando una persona mi vuole bene, il rapporto \u00e8 sabotato. Lei ti saluta, esce, e tu resti chiuso. E non \u00e8 colpa di chi esce, anzi nessun sentimento sopravvive alla gabbia. E sarei un uomo di potere? Mi viene attribuito un potere che non ho\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei scrive. Influenza.\u00a0<\/b><br \/>\u00abMa non sono un leader politico. Non ho il Parlamento a proteggermi. Non decido le carriere altrui. Non ho denaro da assegnare. E ho i cannoni dei politici puntati contro. Mi hanno portato in tribunale il capo del governo, il suo vice Salvini, il ministro Sangiuliano. Con Sangiuliano ho vinto, con la Meloni ho perso, con Salvini i processi sono in corso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei insult\u00f2 la Meloni.\u00a0<\/b><br \/>\u00abVolevo creare scandalo con quella parola. Definire le Ong taxi del mare per me era un\u2019infamia, una crudelt\u00e0: chi \u00e8 in mare va salvato. Sono stato condannato, ma vado fiero delle parole del giudice che come attenuante ha ricordato nella sentenza l\u2019\u201dalto valore morale delle critiche mosse\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il suo libro \u00abL\u2019amore mio non muore\u00bb (Einaudi) ha in copertina una foto di donna.<\/b>\u00a0<br \/>\u00ab\u00c8 tutto quello che resta di Rossella Casini, fiorentina, scomparsa nel nulla il 21 febbraio 1981, a poco pi\u00f9 di vent\u2019anni, colpevole di essersi innamorata di Francesco, figlio di un boss calabrese, coinvolto in una faida. Una storia vera. Mi sto mettendo in un\u2019altra situazione complicata. Come dopo Gomorra, verr\u00f2 accusato: anzich\u00e9 il sole meraviglioso del Sud, stai raccontando l\u2019ombra. Ma io voglio illuminare per poter trasformare\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un romanzo d\u2019amore.\u00a0<\/b><br \/>\u00abIl tema pi\u00f9 pericoloso che si possa affrontare. Ho scelto una strada buia. Mi ha aiutato il metodo Michela Murgia. L\u2019amore \u00e8 un sentimento imprudente. Chiedeva Majakovski all\u2019amore: ti prego, non farmi mai raggiungere il buon senso. L\u2019amore non pu\u00f2 camminare; o vola, o cade. Nel nostro pregiudizio, l\u2019innamoramento \u00e8 ridicolo, infantile, minore; mentre viene santificato l\u2019amore come organizzazione, prudenza, sostegno famiglia. La storia di Rossella ribadisce l\u2019utopia dell\u2019amore\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019amore, dicono, si trasforma.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abCerto. Ma in genere quando si spende quella parola \u00e8 finito. Se qualcuno ti ama, vuole fare l\u2019amore con te. Certo, si pu\u00f2 dismettere la passione erotica, stare dentro la dinamica fraterna di alleanza, ma \u00e8 altra cosa\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che rapporto aveva con Michela Murgia?\u00a0<\/b><br \/>\u00abLa nostra amicizia mi ha donato vita. Michela allargava il campo visivo, tagliava i lacci ai sentimenti rendendoli degni, tutti. Citando Victor Hugo, non trovo pi\u00f9 Michela dov\u2019era, ma so che ovunque io vada \u00e8 con me. Ho commesso un errore madornale: ci incontravamo spesso per soccorrerci, sostenerci in situazioni di emergenza, e mi sono perso l\u2019aspetto ludico che Michela dava alla vita. Nel suo mondo queer, Michela ha portato avanti un percorso di liberazione. Il suo grande insegnamento non \u00e8 il libertinismo, o la distruzione della famiglia tradizionale. \u00c8 la possibilit\u00e0 di sentirsi nelle relazioni sempre liberi di scegliere; e ogni scelta d\u2019amore ha il diritto d\u2019essere riconosciuta e non subire stigma\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 il titolo del libro, L\u2019amore mio non muore?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abEvoca un film muto, che Rossella, la protagonista, va a vedere. Alla fine tutti stanno dormendo, appallatissimi. Lei ha il viso rigato di lacrime. Indipendentemente dal percorso d\u2019amore, quello che hai provato non morir\u00e0. Non c\u2019\u00e8 spreco nell\u2019amare, mai\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come ha ricostruito la storia?\u00a0<\/b><br \/>\u00abGrazie alle carte giudiziarie, e al racconto del cugino. Rossella si innamora del figlio del boss. Lo cerca fisicamente, e lui resta sconcertato: ti insegnano che la donna si concede, non ti cerca. Ma l\u2019amore non pu\u00f2 mai essere un sentimento che media con le dinamiche di potere. L\u2019amore \u00e8 sempre dissidente\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si incontrano i protagonisti?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLui, Francesco Frisina, ha l\u2019unghia del mignolo lunga. Al Sud questo significa che non fai un lavoro manuale. Rossella lo trova bizzarro, stravagante. Lui fa a botte con i picchiatori fascisti che a una festa prendono di mira un amico di Rossella. Per amore lei arriva a citofonare a un boss della \u2019ndrangheta, ricercato dai nemici e dalla polizia, per chiedergli di fermare la faida. Il boss \u00e8 sconvolto, non tanto dal gesto della ragazza, quanto dal fatto che lei crede a un sentimento che possa contrastare le regole. Ma il capo non pu\u00f2 fermarsi. Altrimenti perderebbe il potere\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Chi \u00e8 Rossella?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abUna ragazza a met\u00e0 tra una hippie e una Giovanna d\u2019Arco. Naive, ingenua negli slanci; molto consapevole nelle scelte. Vede i cadaveri a terra, vede la faida, va a parlare con i giudici. Il libro ha tre finali. Rossella scompare e non ci sono colpevoli. Il clan viene assolto: ci sono le prove logiche, non gli elementi probatori. A Palmi raccontano che sia fuggita con un giapponese. In realt\u00e0, non sappiamo dove sia il suo corpo. Un pentito racconta che sia stata stuprata, smembrata e gettata in mare, in pasto ai pesci. Associare il corpo a una terra di sepoltura avrebbe creato un problema\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ora c\u2019\u00e8 il libro. E la foto.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abL\u2019ha ritrovata una giornalista. \u00c8 la foto del suo libretto universitario. La sera prima di scomparire, Rossella aveva telefonato al padre: qui \u00e8 tutto finito, torno a casa. \u00c8 la storia d\u2019amore pi\u00f9 incredibile che abbia mai incontrato. Come dice Corrado Alvaro, al Sud l\u2019amore ti arriva addosso come un acquazzone d\u2019agosto, come un destino\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019amore le manca?\u00a0<\/b><br \/>\u00abMi manca la possibilit\u00e0 di vivere la libert\u00e0 che l\u2019amore richiede. Capisco cosa prova il gorilla rinchiuso, la tigre nella gabbia: hai la sicurezza assicurata, ma la vita reclusa ha sempre un solo odore. La frase peggiore che chi vive cos\u00ec possa ascoltare \u00e8 \u201cstare con te non da pi\u00f9 leggerezza, \u00e8 pesantezza\u201d\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come ha pensato di uscirne?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abA volte penso che dovrei mutare vita e rinunciare alla protezione. Ma non \u00e8 una cosa che dipende solo da me. Salvini dice: gli toglieremo la scorta. Mi ha messo in una situazione assurda: come se la scorta fosse un merito, un premio. Ma ci sono persone terribili che vengono scortate. L\u2019altro giorno per prendere un aereo sono salito su un bus da solo, e una signora mi ha apostrofato: \u201cNon hai la scorta, visto che era tutto una cazzata?\u201d. Finisce per diventare la caratteristica che ti definisce: Roberto Baggio ha il codino, Giovanni del mitico trio Aldo Giovanni e Giacomo ha i baffi, e Saviano ha la scorta. Mi chiedo: quando ne uscir\u00f2?\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La accusano di essere un perseguitato di professione.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abE il fatto che continui a vivere viene letto come la negazione del pericolo: \u201cMa come, non dovevi morire ammazzato?\u201d.\u00a0\u00a0Con Salman Rushdie sono amico da molti anni. L\u2019ho visto a Torino e gli ho detto: lo sai che dopo l\u2019attentato ti vedo pi\u00f9 leggero?\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Rushdie ha ricevuto almeno quindici coltellate, ha perso un occhio.<\/b>\u00a0<br \/>\u00ab\u00c8 vivo solo perch\u00e9 l\u2019attentatore non sapeva tirare di coltello. Eppure ora Rushdie si sente sollevato: non possono pi\u00f9 dirgli che la fatwa, la condanna a morte, fosse tutta una messinscena. Che dolore vedere che le lame nel suo corpo l\u2019hanno riconciliato con la verit\u00e0 della sua condizione. Nessuno pu\u00f2 ancora accusarlo di godere di un rischio inesistente mentre girava per i party di New York City\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Rushdie non aveva la scorta.<\/b>\u00a0<br \/>\u00ab\u00c8 vero, e questo gli ha dato trent\u2019anni di libert\u00e0. Poteva andare in giro, poteva scrivere di un altro argomento. Essere protetto significa anche essere ricattato dalla condizione in cui vivi. Come fare a uscirne \u00e8 il mio pensiero costante. Soprattutto durante le crisi di panico\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha crisi di panico?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abContinue. Impossibile stare senza gocce. Le 5 del mattino sono il momento pi\u00f9 difficile della giornata. Non respiri. Ti chiedi: e adesso? Dove vado? Mi sento schiacciato tra due forze. Una per cui rischio la vita; l\u2019altra per cui non sono morto, e quindi \u00e8 tutta una messinscena. La frase pi\u00f9 stupida che sento \u00e8: \u201cSe davvero volevano ucciderlo, l\u2019avrebbero gi\u00e0 fatto\u201d. Da qui il pensiero ricorrente: la mia vita non finir\u00e0 bene. Se non mi fanno del male, mi far\u00f2 del male\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha pensato al suicidio?\u00a0<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Come diceva Majakovski: mi chiedo se non sarebbe meglio mettere il punto di una pallottola alla mia fine. Quante volte ho pensato: basta, la chiudo qui. Avevo anche deciso. La risposta del mio corpo fu una scarica di nervi. E sono crollato. Mi ero messo davanti allo specchio. E capii che la soluzione non era quella. Quando vivi tra caserme e armi, come me, puoi misurare davvero cosa significa impugnare una pistola e rivolgerla contro te stesso. Non l\u2019ho fatto, ma da allora mi ripeto: da questa storia non ne esci\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli attacchi la pesano. Eppure \u00e8 come se lei li cercasse.\u00a0<\/b><br \/>\u00abIn tanti hanno criticato Salvini. Perch\u00e9 lui se l\u2019\u00e8 presa proprio con me? Perch\u00e9 la battaglia contro le mafie mi ha dato autorevolezza, anche a destra. Se scrivo \u201cIn mare non esistono taxi\u201d, dalla parte dei migranti, mi comprano solo a sinistra. Ma quando scrivo di crimine, mi ascoltano anche dall\u2019altra parte. E questo ai leader della destra d\u00e0 fastidio\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La accusano anche di subire il fascino della malavita. Come i trapper.<\/b>  \u00abMa il linguaggio dei trapper \u00e8 frutto della realt\u00e0 che osservano. Li ascoltano perch\u00e9 li sentono autentici. Se non ti piacciono i trapper, devi cambiare la realt\u00e0, non cambiare il loro racconto. Al Sud ti crescono con l\u2019idea: fotti tutti, perch\u00e9 tutti ti fotteranno. Anche io ci penso: da che parte della pistola sto? Dalla parte della canna o da quella della bocca? \u00c8 una vita che ti rende peggiore. Ti d\u00e0 un\u2019immensa esperienza: incontri la Merkel, adesso il ministro degli Interni francese. Ma ti toglie la dolcezza, il sorriso, e pure l\u2019equilibrio: se non c\u2019\u00e8 dolore, conflitto, allora non stai vedendo bene\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che strada prender\u00e0 per uscirne?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abDovrei sparire e basta; ma una parte di me pensa di dargliela vinta a tutti coloro che hanno cercato di fermarmi. Mi sento come quei reduci, che tornano dalla trincea e quello che sanno fare \u00e8 solo sparare. Vorrei assumere un\u2019altra identit\u00e0. Mettermi in testa tutti i capelli possibili&#8230;\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sparire?\u00a0<\/b><br \/>\u00abUn me diverso, in giro per il mondo, pieno di capelli, con un altro nome. Ho preso la patente per la moto, ma non posso guidarla; l\u2019ho fatto soltanto in Svizzera, l\u2019estate scorsa, \u00e8 stato bellissimo. Ora sto prendendo la patente da camionista. Sogno di fare come Erri De Luca, che part\u00ec per l\u2019ex Jugoslavia in guerra, alla guida di un camion pieno di viveri\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sente il peso dell\u2019invidia?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abUna volta ho fatto un selfie con Philip Roth, che mi disse: non invidierei mai una vita di merda come la tua. Anche in America esiste l\u2019invidia, certo. Ma l\u2019americano dice: io voglio diventare come te. In Italia diciamo: tu devi cadere come me\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Vorrebbe essere dimenticato?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abVorrei un\u2019altra vita. Vorrei non sentire cos\u00ec forte di aver buttato questa che ho. Una volta incontrai il pentito Carmine Schiavone che svel\u00f2 un piano contro di me. I carabinieri mi misero i microfoni addosso. Il boss mi disse: \u201cTu e io siamo uguali. Il nostro destino \u00e8 lo stesso. Non ci perdoneranno mai\u201d. Mi diede un immenso fastidio un boss, un ex boss che diceva di me: \u201cIo e te abbiamo lo stesso destino\u201d. Non \u00e8 cos\u00ec, comprendere il male non significa farne parte; ma se vedi l\u2019abisso, poi l\u2019abisso vede te. Schiavone mi disse proprio cos\u00ec: \u201cTu credi che si dimentichino di te? Ormai sei un simbolo\u201d. E i simboli sono solo bersagli. Possono solo essere uguali a se stessi. Trasformare qualcuno in simbolo a vita significa condannarlo a deludere. Ogni cosa che far\u00e0, sar\u00e0 sempre al di sotto di quello che a un simbolo viene chiesto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-13T16:30:46+01:00\">2 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo L&#8217;intervista allo scrittore e giornalista: \u00ab\u00c8 come se essere vivo fosse una colpa\u00bb Ripubblichiamo 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