{"id":288273,"date":"2026-01-02T21:05:15","date_gmt":"2026-01-02T21:05:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288273\/"},"modified":"2026-01-02T21:05:15","modified_gmt":"2026-01-02T21:05:15","slug":"addio-a-franco-bedulli-il-calzolaio-che-fece-scarpe-per-grandi-dive-e-grandi-campioni-lunedi-i-funerali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288273\/","title":{"rendered":"ADDIO A FRANCO BEDULLI, IL CALZOLAIO CHE FECE SCARPE PER GRANDI DIVE E GRANDI CAMPIONI. LUNEDI&#8217; I FUNERALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Se n&#8217;\u00e8 andato la notte di San Silvestro<\/strong>, se n&#8217;\u00e8 andato <strong>il calzolaio delle dive prima e dei grandi campioni del ciclismo poi<\/strong>.\u00a0Negli anni Sessanta,\u00a0<strong>Franco Bedulli\u00a0faceva su misura le scarpe per Anquetil, Motta e Gimondi, oltre a Dancelli, Boifava<\/strong> e tantissimi altri. Ma prima ancora <strong>aveva fatto le scarpe a Maria Callas, Grace Kelly e tante altre dive dello spettacolo.<\/strong>\n            <\/p>\n<p>Bedulli \u00e8 morto nella Rsa don Pinzoni a Mompiano, frazione di Brescia dove si trovava ricoverato da poco pi\u00f9 di un mese: uno scompenso cardiaco se l&#8217;\u00e8 portato via.<strong> I funerali si terranno\u00a0luned\u00ec ore 10.30 alla Chiesa di San Giulio Prete al Villaggio Sereno, quartiere dove risiedeva da decenni.<\/strong>\n            <\/p>\n<p><\/p>\n<p>Per rendergli omaggio vi proponiamo un &#8216;intervista-racconto che il collega Paolo Venturini gli aveva dedicato un anno e mezzo fa<a href=\"https:\/\/www.giornaledibrescia.it\/storie\/la-storia-di-bedulli-che-vesti-i-piedi-di-dive-e-principesse-per-poi-inventare-le-suole-dei-ciclisti-fi1kod47\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"> sulle pagine de Il Giornale di Brescia.<\/a><\/p>\n<p>Dalle scarpe realizzate per le dive del cinema, dello spettacolo, le ballerine della Scala e principesse prese lo spunto per realizzare la forma delle scarpe destinate ai campioni di ciclismo. \u00c8<strong> l\u2019incredibile storia professionale di Franco Bedulli, calzolaio d\u2019origine mantovana, ma bresciano d\u2019adozione,<\/strong> che negli anni \u201960 e \u201970 divenne il principale calzolaio artigiano dei campioni del pedale. Ma se in molti storici appassionati di ciclismo ricordano le scarpe artigianali fabbricate a Brescia da Bedulli, quasi nessuno conosce il suo passato professionale.<\/p>\n<p><strong>Le origini<\/strong><br \/>Siamo andati a trovarlo al Villaggio Sereno, quartiere bresciano nel quale risiede da diversi decenni, per farci raccontare la sua storia. \u00abMio padre faceva il calzolaio a Sarginesco, frazione del comune di Castellucchio in provincia di Mantova e<strong> la passione per le calzature mi contagi\u00f2 fin da bambino.<\/strong> Imparai i rudimenti del mestiere presso il maestro Simonazzi di Mantova che vide quanto ero bravo e mi sugger\u00ec di andare a Milano a proporre le mie scarpe. L\u00ec, mi disse, te le pagheranno quattro volte quello che potresti chiedere qui. Cos\u00ec un giorno, all\u2019inizio degli anni Cinquanta, <strong>mi feci coraggio, presi un paio di scarpe da donna che avevo realizzato e andai in treno a Milano<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abBussai alla porta del laboratorio Quint\u00e8, famoso atelier della calzatura meneghino che si trovava nella Galleria del Corso 2, a due passi da piazza Duomo e dal Teatro alla Scala. Fui ricevuto dal commendator Adolfo Quint\u00e8 al quale mostrai le mie scarpe da donna \u2013 ricorda ancora Bedulli -. Lui le squadr\u00f2 a fondo, osserv\u00f2 con attenzione i particolari della lavorazione, le misur\u00f2, poi mi lanci\u00f2 un\u2019occhiata perplessa: ragazzo, le hai fatte veramente tu queste scarpe? Certo risposi io mentre grondavo di sudore dall\u2019emozione. Fece una lunga pausa poi mi disse:<strong> vieni la prossima settimana con i tuoi arnesi e le tue colle, farai nel nostro laboratorio alcune scarpe, ti insegneremo un mestiere. Il prezzo per il tuo lavoro non sar\u00e0 un problema<\/strong>. Anzich\u00e9 insegnarmi un mestiere per\u00f2 mi diedero subito da fare un paio di scarpe con precise misure per partecipare ad un concorso mondiale a Montecarlo. <strong>La scarpa che realizzai vinse il primo premio e Quint\u00e9 la regal\u00f2 alla principessa Grace di Monaco perch\u00e9 era stata realizzata con le sue misure.<\/strong> In seguito ne feci una speciale con diamanti incastonati. Proseguii ancora l\u2019attivit\u00e0 per Quint\u00e9 realizzando modelli esclusivi per <strong>Abbe Lane, Maria Callas e tante altre.<\/strong> Quint\u00e9 non mi diceva mai a chi erano destinate quelle scarpe su misura, lo scoprii da solo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A Brescia<\/strong><br \/>Bedulli dopo un po\u2019<strong> decide di trasferirsi a Brescia per essere pi\u00f9 comodo nelle trasferte verso Milano<\/strong>. Con i primi guadagni apre una piccola bottega in via Cremona, <strong>coincidenza vuole di fronte all\u2019officina meccanica di Pietro Serena, famoso telaista di bici.<\/strong> La bottega negli anni Sessanta \u00e8 chiamata \u00abil Club dei poveri\u00bb per distinguerla dall\u2019officina di Meschini ritrovo degli atleti del Pedale Bresciano ricchi di titoli (Bongioni e Vianelli). Il Club di via Cremona \u00e8 <strong>frequentato fra gli altri da Dancelli, Boifava e Kazianka<\/strong>. Quest\u2019ultimo entra in confidenza con Bedulli e un giorno gli propone di fabbricare scarpe da ciclista.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Presi ispirazione dalla forma delle scarpe da donna che sapevo fare per creare le scarpe dei corridori.<\/strong> Allora si pedalava di punta e le scarpe dovevamo mantenere quella inclinazione. Fino a quel momento le scarpe da ciclista erano piatte e morbide. <strong>Io gli diedi la forma inclinata inserendo nella tomaia un\u2019anima d\u2019acciaio.<\/strong> I primi clienti furono i ciclisti bresciani, poi lo divennero tutti i grandi dell\u2019epoca, Gimondi, Motta, e Anquetil.<strong> Tutti tranne Merckx perch\u00e9 le scarpe prefer\u00ec farsele costruire da un suo amico in Belgio. I<\/strong>n quegli anni fioccano ordini da tutto il mondo, prof e amatori volevano le mie scarpe\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Senza brevetto<\/strong><br \/>Bedulli \u00e8 troppo umile e modesto per marchiare quel prodotto artigianale con il suo nome,<strong> l\u2019unico vezzo che si concede \u00e8 la linguetta sotto le stringhe che presenta una B rovesciata,<\/strong> simbolo di Bedulli che pare un cuore. Il calzolaio bresciano d\u2019adozione <strong>\u00e8 per\u00f2 poco scaltro e soprattutto non abbastanza ricco per brevettare quel modello<\/strong> che nel giro di qualche anno i grandi marchi gli copiano, utilizzando per\u00f2 materiali diversi e pi\u00f9 tecnologici e commercializzano ad un prezzo con il quale Bedulli non riesce a competere. Abbandona progressivamente la produzione di scarpe per i grandi campioni, si ritira fino alla pensione nella bottega da calzolaio al Villaggio Sereno. <strong>Gli rimane la soddisfazione di aver vestito i piedi delle grandi dive dello spettacolo e dei campioni del pedale.\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se n&#8217;\u00e8 andato la notte di San Silvestro, se n&#8217;\u00e8 andato il calzolaio delle dive prima e dei&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":288274,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[131753,1824,1825,1537,90,89,245,244,19485],"class_list":{"0":"post-288273","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-artigianato","9":"tag-ciclismo","10":"tag-cycling","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-sport","15":"tag-sports","16":"tag-storia-dello-sport"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115827541453807380","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/288273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=288273"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/288273\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/288274"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=288273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=288273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=288273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}