{"id":288363,"date":"2026-01-02T22:16:10","date_gmt":"2026-01-02T22:16:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288363\/"},"modified":"2026-01-02T22:16:10","modified_gmt":"2026-01-02T22:16:10","slug":"specializzandi-il-caso-di-natale-pochi-giovani-medici-per-le-feste-il-dibattito-che-serviva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288363\/","title":{"rendered":"Specializzandi, il caso di Natale. Pochi giovani medici per le feste? Il dibattito che serviva"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Gabriele Bronzetti e altri interventi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La riflessione del nostro editorialista Gabriele Bronzetti, stimato cardiologo del Sant\u2019Orsola, sull\u2019utilizzo degli specializzandi nei giorni festivi in ospedale ha suscitato un enorme dibattito. Ma ha scatenato anche le critiche degli specializzandi e di colleghi: un tema fondamentale per la sanit\u00e0 del futuro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Devo spiegazioni e scuse <\/b>per <a href=\"https:\/\/corrieredibologna.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_dicembre_28\/bologna-natale-medico-specializzandi-ospedale-09314796-e986-48a5-96f4-2a7141ba1xlk.shtml\" title=\"Bologna, il racconto del medico in ospedale a Natale senza i giovani specializzandi. Ai test di Medicina chiedete: \u00abCosa fate la domenica?\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019articolo <\/a>oggetto di queste pagine. Le farneticazioni di uno squilibrato cadono nel vuoto:<a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_dicembre_31\/noi-specializzandi-attaccati-perche-assenti-dal-lavoro-a-natale-basta-con-la-pedagogia-della-sofferenza-vogliamo-imparare-ma-in-4ba10169-c598-457c-992c-afca901faxlk.shtml\" title=\"\u00abNoi specializzandi attaccati perch\u00e9 assenti dal lavoro a Natale? Basta con la pedagogia della sofferenza: vogliamo imparare, ma in modo lucido\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> se un editoriale scatena un\u2019eco cos\u00ec vasta e vibrante <\/a>vuol dire che <b>con tutti i suoi difetti era necessario<\/b> .<\/p>\n<p>    Gli specializzandi nei reparti degli ospedali: il caso di Natale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Era nell\u2019aria. Certi pezzi vengono fuori gi\u00e0 con le parole.<b> Il primo errore \u00e8 stato quello di mettere insieme troppe cose<\/b>, trascinato dall\u2019 impeto narrativo; il secondo errore \u00e8 stato non aver<b> piena contezza <\/b>dei dati numerici che<b> il Professor Corvaglia spiega<\/b>. Credevo, a torto, che il numero dei medici in formazione nei reparti in cui lavoro garantisse<b> la copertura dei turni senza detrimento del giusto riposo,<\/b> anche nei cosiddetti<b> super festivi.\u00a0<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019articolo adombrava il rischio di carenza didattica in turni di medici \u00abanziani\u00bb senza specializzandi<b> (la continuit\u00e0 assistenziale non \u00e8 mai stata messa in discussione)<\/b>. Chiaramente ogni collaborazione comporta un do ut des. Un medico giovane \u00e8 pi\u00f9 svelto, <b>un esperto ha vissuto pi\u00f9 casi ed \u00e8 ovvio che \u00e8 lui a tenere la barra dritta.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>    L&#8217;opinione del medico esperto\u00a0\u00abMaverick\u00bb e le reazioni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo scambio \u00e8 la ragion d\u2019essere di un ospedale:<b> mi fa orrore l\u2018idea di una clinica privata dove io fossi l\u2019esperto<\/b> senza un giovane che mi stimola all\u2019aggiornamento, mi obbliga ad essere esemplare. <b>Essere un vitello non marchiato, un Maverick<\/b> appunto senza lignaggio o insegne universitarie non mi impedisce di essere<b> chiamato ovunque a tenere letture magistral<\/b>i ma ci\u00f2 che nutre la mia passione \u00e8 il quotidiano apprezzamento dei pazienti che ricevo al fianco degli specializzandi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per questo mi paragono al Topgun cui un giovane aviatore vorrebbe essere al fianco<\/b> e mi pareva evidente l\u2019autoironia;<b> non arrivo alla megalomania di Tom Cruise<\/b> ma per la soddisfazione reciproca sperimentata rivendicavo l\u2019orgoglio di poter essere un collega con cui \u00e8 piacevole passare <b>12 ore di guardia assieme.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Confesso che<b> per imminenti limiti di et\u00e0 e ragioni di salute <\/b>potrei essere dispensato dalle guardie fin d\u2019ora, cosa che rimando per non sentirmi declassato e per non<b> caricare anzitempo di guardie i miei colleghi che ne fanno gi\u00e0 pi\u00f9 di me<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p>    \u00abCosa fai la domenica?\u00bb Una domanda sul futuro della professione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La domanda \u00abCosa fai domenica?\u00bb \u00e8 retorica per un medico <\/b>che in certi momenti, lo si voglia o no, \u00e8 in missione. Ovviamente la domanda \u00e8 \u00abcosa fai questa domenica\u00bb perch\u00e9 quella dopo devi riposare.<b> Solo dalle reazioni al pezzo ho preso atto del profondo disagio vissuto dagli specializzandi.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Addirittura sfruttamento, strutturati assenti, didattica inesistente. Ai miei tempi (sono stato definito<b> un \u00abboomer male supremo della societ\u00e0\u00bb<\/b>) gli specializzandi non erano pagati e si sottomettevano alla schiavit\u00f9 sperando di essere assunti come strutturati nello stesso posto; <b>guardie da 36 ore, pasti saltati, si portavano le diapo del prof a sviluppare<\/b>, qualcuno ha lavato l\u2019auto del barone, faceva la spesa e il dog sitter alla bisogna.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Abbiamo fatto lo sciopero della fame, siamo andati a Roma dal Ministro. A noi non \u00e8 servito, ora <b>uno specializzando ha una paga simile a quella di un rider e inferiore a quella di un camionista fortunato<\/b>. L\u2019 obbrobrio \u00e8 finito, la figura del barone padre e padrone sembra scomparsa ma parimenti \u00e8 scomparsa la figura del maestro e del mestiere per cui sacrificarsi (chiedere per telefono a un medico giovane di preparare<b> l\u2019ecocardiografo al fianco del paziente nel corso di frenetiche consulenze<\/b> tra i reparti non pu\u00f2 essere lamentato come un demansionante o schiavit\u00f9).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Noi credevamo in un futuro se non di ricchezza almeno di dedizione al prossimo con un minimo ritorno di prestigio sociale. <b>Ora i giovani hanno visto evaporare la figura dell\u2019Istituto e del Maestro,<\/b> vivono la diaspora dei concorsi, li aspettano denunce e botte, con una paga umiliante.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La <b>retribuzione di una notte da strutturato non vale la perdita in salute<\/b> e la lascerei volentieri al mio giovane assistente. Peraltro in prestigiosi centri esteri come quelli canadesi in cui ho lavorato <b>la notte in ospedale la fanno gli specializzandi e chiamano lo strutturato a casa solo al bisogno.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>    Il nodo dell&#8217;inquadramento e dei giovani medici in formazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nello stesso tempo <b>gli strutturati sono sempre di meno e devono rispettare tempi assurdi di visite <\/b>e interventi che soffocano la didattica (se devi liberare una sala operatoria in tre ore e hai sei interventi come fai a insegnare l\u2019intervento al giovane? Lo stesso in un ambulatorio con 20 visite in una mattina)<b> Per gli attacchi personali anche violenti che ho ricevuto mi si conceda un ultimo appello<\/b>. La lotta di classe non ha senso.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo tutti sulla stessa barca. <b>Io \u00abnon faccio colazione a 300 metri da 4000 cubani addestrati per uccidermi\u00bb<\/b>. Ho fatto <b>il barista fino a 23 anni per poter studiare e ho fatto lo specializzando a gratis,<\/b> e non \u00e8 giusto passare per il nemico degli specializzandi quando parlo di un mondo sanitario e universitario <b>in pericolo se non interpreta come si deve la grave svolta epocale.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Abbiamo fatto tutti <b>il giuramento di Ippocrate. <\/b>Dobbiamo parlarci fuori dai social mefitici. Questo dibattito servir\u00e0.<b> Credo nelle parole, da Socrate a Borges.<\/b> Spero di ricevere la stessa indulgenza che lo scrittore argentino ha riservato a Giuda Iscariota: <b>perch\u00e9 le Scritture si compissero uno dalla parte del torto ci doveva passare.<\/b> E questa volta \u00e8 toccato a me.<\/p>\n<p>    Il commento\/1: \u00abNoi, giovani colleghi travolti dalle critiche, ci siamo sempre\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(&#8230;) Rispondiamo non tanto al collega che ha scritto sul vostro giornale e che, di fronte alla <b>\u00abshitstorm\u00bb che si \u00e8 scatenata sui social, <\/b>ha sostenuto di essere dalla stessa parte dei giovani colleghi, quanto ai numerosissimi commenti di un certo tenore che sono gemmati sotto i vari post: <b>ad esempio, al signore che propone un turno festivo obbligatorio al mese<\/b> (non ha mai visto un cartellino evidentemente), alla signora che ci descrive <b>\u00abapatici, demotivati e privi di empatia\u00bb <\/b>e a tutti quelli che non hanno perso occasione di usare lo strumento social per rendere indelebile il proprio parere.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Circa <b>46 medici in formazione specialistica delle scuole di Pediatria e Cardiologia hanno coperto<\/b>, fra guardie notturne e diurne, il 25 e 26 dicembre e ogni altro giorno considerato <b>\u00absuperfestivo\u00bb<\/b>. Troppo lunga la parentesi, che pure sarebbe da aprire, su come il lavoro notturno e festivo venga riconosciuto economicamente per \u00abMaverick\u00bb e per gli specializzandi negli altri paesi europei,<b> ma non per gli specializzandi Italiani che incasseranno solo empatia<\/b> social e una borsa di studio \u00aball you can work\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I nostri direttori, con i quali c\u2019\u00e8 sempre la massima collaborazione, sanno quanto <b>ogni richiesta venga sempre ponderata con onest\u00e0 intellettual<\/b>e e discussa, mettendo sulla bilancia oltre al nostro diritto di imparare, il bene del paziente e le effettive necessit\u00e0 dei reparti<b>. Forse a non sapere nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 proprio \u00abMaverick\u00bb:<\/b> i turni dei medici in formazione e i reparti che devono coprire sono definiti dalla Direzione della scuola.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo specializzando<b> non c\u2019\u00e8 mai stato in Cardiologia Pediatrica durante i super festivi <\/b>(che nota bene non sono domeniche). (&#8230;) Il Sistema Sanitario Nazionale, agonico, non pu\u00f2 permettersi incomprensioni che <b>cavalcano la dialettica dell\u2019eroismo e del martirio<\/b> e permettono di eludere il piano della responsabilit\u00e0 e di dimenticare quali siano le vere criticit\u00e0. (&#8230;).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Gli specializzandi di Pediatria e Cardiologia di Bologna)<\/p>\n<p>    Il commento\/2: Ragazzi generosi e appassionati, con loro il mestiere non muore\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ho letto l\u2019articolo pubblicato sul suo giornale a firma del dottor Gabriele Bronzetti(&#8230;). <b>Un testo sicuramente suggestivo e coinvolgente.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ne emerge per\u00f2, un messaggio (&#8230;) che pu\u00f2 dare luogo a fraintendimenti e forse anche a sorpresa e <b>amarezza negli Specializzandi di Pediatria e in centinaia di giovani Medici in Formazione <\/b>Specialistica appartenenti a tutte le scuole di specializzazione delle nostre Universit\u00e0, che nei giorni di \u00abNatale e simili\u00bb<b> non erano al supermercato<\/b>, ma affianco a centinaia di medici, ai loro pazienti e ai loro familiari; con essi condividevano, silenziosamente, i successi e i fallimenti, le gioie e <b>le frustrazioni di innumerevoli percorsi di cura,<\/b> mettendo in gioco tutto il proprio impegno e la propria professionalit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E questo hanno fatto <b>anche nei giorni di Natale e di Santo Stefano<\/b>, gli specializzandi di Pediatria di Unibo, come in tanti giorni e in tante notti del loro percorso formativo, durante il quale si affidano con fiducia, a tutor di grande valore e insieme dedicano ogni energia alla cura dei piccoli pazienti e al supporto ai genitori, impauriti e talvolta disperati. (&#8230;)\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nei giorni di \u00abNatale e simili\u00bb,<b> ben 40 (quaranta) Specializzandi di Pediatria di Unibo,<\/b> hanno fatto il loro dovere, secondo le indicazioni della Scuola, affiancando<b> con impegno e passione i Medici Strutturati <\/b>di molti reparti pediatrici e neonatologici di Bologna e dell\u2019Ausl Romagna che della rete formativa della nostra Scuola fanno parte.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A questi giovani Medici e a tutti gli Specializzandi che in ogni Ospedale in questi giorni hanno lavorato e stanno lavorando, <b>va il ringraziamento e il plauso dei Direttori delle Scuole,<\/b> del Direttore del Dimec di UNnibo e dei Medici strutturati che insieme a loro fanno il meglio che possono. E una sola certezza:<b> fino a quando ci saranno giovani cos\u00ec generosi <\/b>e appassionati la nostra professione non potr\u00e0 morire.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Luigi Corvaglia, direttore Scuola di Specializzazione di Pediatria Universit\u00e0 di Bologna)<\/p>\n<p>    Il commento\/3: \u00abNegli ospedali c\u2019\u00e8 bisogno di lavoratori motivati non sfruttati\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(&#8230;) I giovani medici specializzandi sono, a tutti gli effetti, medici e professionisti.<b> Eppure continuano a essere inquadrati come studenti,<\/b> ricevendo diritti e tutele che non corrispondono al lavoro che svolgono quotidianamente n\u00e9 alle responsabilit\u00e0 che si assumono.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 una contraddizione ormai insostenibile: tutele da studenti<\/b>, doveri e carichi di lavoro da lavoratori costretti quotidianamente a svolgere attivit\u00e0 ripetitive, demansionanti e soprattutto poco formative. <b>Da anni gli specializzandi vengono di fatto considerati \u00abda retribuire con la cultura\u00bb<\/b> e non con uno stipendio adeguato. La borsa di studio \u00e8 rimasta sostanzialmente invariata nel tempo, nonostante l\u2019aumento del costo della vita, <b>e non tiene conto dell\u2019eccessivo carico orario<\/b>, spesso ben oltre quanto previsto dal contratto, n\u00e9 del lavoro svolto nei giorni festivi o notturni, senza il riconoscimento di straordinari o indennit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel dibattito recente si \u00e8 sostenuto che l\u2019assenza degli specializzandi durante<b> le festivit\u00e0 lascerebbe soli i medici strutturati<\/b>. Questa affermazione, oltre a non trovare riscontro nella realt\u00e0 (&#8230;), ignora un dato giuridico fondamentale: <b>per legge gli specializzandi non sono mai sostitutivi dei dirigenti medici <\/b>(D.Lgs. 368\/1999).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure, negli anni, sono stati spesso utilizzati come tali, con un progressivo aumento delle responsabilit\u00e0 cliniche e organizzative, <b>senza che a ci\u00f2 corrispondesse un adeguato riconoscimento giuridico,<\/b> economico e professionale. <b>Gli specializzandi non rifiutano l\u2019impegno. <\/b>Sono pronti a formarsi e a lavorare, come hanno sempre fatto.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ci\u00f2 che rifiutano \u00e8 lo sfruttamento. <\/b>(&#8230;) Il sistema sanitario ha bisogno di medici motivati, riconosciuti e tutelati, non di lavoratori delegittimati o considerati manodopera a basso costo. S\u00ec al rispetto. <b>No allo sfruttamento.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Massimo Minerva, presidente Associazione Liberi Specializzandi. Rinaldo Stefano Miceli, rappresentante regionale dei giovani medici)<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/corrieredibologna.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_bologna\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Bologna<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=38&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_bologna\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere di Bologna<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-02T09:17:20+01:00\">2 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Gabriele Bronzetti e altri interventi La riflessione del nostro editorialista Gabriele Bronzetti, stimato cardiologo del Sant\u2019Orsola, 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