{"id":288451,"date":"2026-01-02T23:37:13","date_gmt":"2026-01-02T23:37:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288451\/"},"modified":"2026-01-02T23:37:13","modified_gmt":"2026-01-02T23:37:13","slug":"emigrazione-giovanile-dallitalia-630mila-partenze-in-14-anni-il-rapporto-cnel-fotografa-una-perdita-di-capitale-umano-pari-a-160-miliardi-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288451\/","title":{"rendered":"Emigrazione giovanile dall&#8217;Italia: 630mila partenze in 14 anni. Il rapporto Cnel fotografa una perdita di capitale umano pari a 160 miliardi di euro"},"content":{"rendered":"<p>\t\t<img width=\"720\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/giovani.jpg\" class=\"skip-lazy wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"  \/>\t<\/p>\n<p>Il fenomeno dell\u2019emigrazione giovanile\u00a0dall\u2019Italia assume dimensioni significative secondo i dati raccolti dal\u00a0Cnel. Il rapporto documenta l\u2019uscita di 630mila\u00a0giovani\u00a0tra i 18 e i 34 anni nel periodo 2011-2024. L\u2019entit\u00e0 numerica corrisponde alla popolazione di una citt\u00e0 come Palermo che si svuoti progressivamente. La distribuzione geografica delle partenze vede il 49% provenire dalle regioni del Nord e il 35% dal Mezzogiorno.<\/p>\n<p>L\u2019esodo strutturale dei giovani qualificati<\/p>\n<p>L\u2019analisi del\u00a0<strong>Cnel<\/strong>\u00a0definisce il fenomeno come \u201cun esodo strutturale, non episodico, non compensato da arrivi equivalenti dagli altri sistemi economico-sociali avanzati\u201d. Il dato pi\u00f9 recente mostra un\u2019accelerazione: nel solo 2024 i\u00a0<strong>giovani<\/strong>\u00a0che hanno lasciato il Paese sono stati 78mila. Il numero degli expat rappresenta il 24% del numero delle nascite. La quota di\u00a0<strong>laureati<\/strong>\u00a0tra gli emigranti del triennio 2022-2024 raggiunge il 42,1%, in crescita rispetto al 33,8% dell\u2019intero periodo 2011-2024.<\/p>\n<p>Le motivazioni che spingono a partire vedono al primo posto le migliori opportunit\u00e0 di lavoro. Le altre ragioni includono la maggiore efficienza dei sistemi pubblici, il riconoscimento dei\u00a0<strong>diritti civili<\/strong>\u00a0e la superiore qualit\u00e0 della vita. Il sistema Paese sta perdendo una parte quantitativamente e qualitativamente rilevante della generazione giovane e qualificata.<\/p>\n<p>Il valore economico della fuga di cervelli<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>capitale umano<\/strong>\u00a0uscito dall\u2019Italia nel periodo 2011-2024 vale circa 160 miliardi di euro. Il calcolo, basato sul saldo migratorio, include il costo sostenuto dalle famiglie e dal settore pubblico per l\u2019istruzione. La cifra rappresenta l\u2019investimento per crescere ed educare i\u00a0<strong>giovani italiani<\/strong>\u00a0emigrati. Le tre regioni con il valore maggiore sono la\u00a0<strong>Lombardia<\/strong>\u00a0con 28,4 miliardi, la\u00a0<strong>Sicilia<\/strong>\u00a0con 16,7 miliardi e il\u00a0<strong>Veneto<\/strong>\u00a0con 14,8 miliardi.<\/p>\n<p>Il rapporto tra il valore del\u00a0<strong>capitale umano<\/strong>\u00a0perso e il\u00a0<strong>PIL<\/strong>\u00a0nazionale si attesta al 7,5%. La percentuale evidenzia l\u2019impatto economico dell\u2019<strong>emigrazione<\/strong>\u00a0sul sistema Paese. L\u2019investimento pubblico e privato nell\u2019educazione e nella formazione dei\u00a0<strong>giovani<\/strong>\u00a0non trova ritorno in termini di contributo alla produttivit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Le destinazioni preferite e le possibili soluzioni<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Regno Unito<\/strong>\u00a0rappresenta la prima destinazione con una quota del 26,5% degli emigranti. La\u00a0<strong>Germania<\/strong>\u00a0si colloca al secondo posto con il 21,2%, seguita dalla\u00a0<strong>Svizzera<\/strong>\u00a0al 13,0%, dalla\u00a0<strong>Francia<\/strong>\u00a0al 10,9% e dalla\u00a0<strong>Spagna<\/strong>\u00a0all\u20198,2%. Le percentuali variano secondo le regioni di provenienza. Gli altoatesini si dirigono principalmente verso l\u2019Austria (quasi la met\u00e0) e la\u00a0<strong>Germania<\/strong>\u00a0(oltre un quarto). Dal Meridione le destinazioni principali sono\u00a0<strong>Germania<\/strong>\u00a0(30,4%, con il 39,1% dalla Sicilia) e\u00a0<strong>Regno Unito<\/strong>\u00a0(24,5%), poi\u00a0<strong>Svizzera<\/strong>\u00a0(12,6%).<\/p>\n<p>La riflessione sulle cause e sulle possibili inversioni di tendenza coinvolge la classe dirigente italiana. Il mondo politico, le imprese e l\u2019accademia devono interrogarsi su due questioni fondamentali: la reversibilit\u00e0 del fenomeno e gli strumenti per rendere il Paese pi\u00f9 attrattivo. Le condizioni migliori ricercate altrove dai\u00a0<strong>giovani<\/strong>\u00a0riguardano l\u2019<strong>istruzione<\/strong>, l\u2019<strong>universit\u00e0<\/strong>, il\u00a0<strong>mercato del lavoro<\/strong>\u00a0e i\u00a0<strong>salari<\/strong>.<\/p>\n<p>La strada per favorire il rientro dei cervelli o trattenere chi ancora non \u00e8 partito passa attraverso la ricreazione di quelle condizioni in Italia. Le\u00a0<strong>riforme<\/strong>\u00a0necessarie richiedono efficacia e una visione di lungo periodo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il fenomeno dell\u2019emigrazione giovanile\u00a0dall\u2019Italia assume dimensioni significative secondo i dati raccolti dal\u00a0Cnel. 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