{"id":288562,"date":"2026-01-03T01:16:18","date_gmt":"2026-01-03T01:16:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288562\/"},"modified":"2026-01-03T01:16:18","modified_gmt":"2026-01-03T01:16:18","slug":"perche-la-sua-fine-era-inevitabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288562\/","title":{"rendered":"perch\u00e9 la sua fine era inevitabile"},"content":{"rendered":"<p>                        La notte tra il 31 dicembre e il 1\u00b0 gennaio 2025 ha segnato una fine annunciata ma comunque carica di significato simbolico: in Regno Unito, Australia, Polonia, Francia, Brasile e in altri Paesi europei\u00a0<strong>MTV<\/strong>\u00a0ha spento definitivamente gli ultimi canali dedicati esclusivamente alla musica. MTV Music, MTV Live, MTV 80s, MTV 90s e le altre declinazioni tematiche hanno chiuso le trasmissioni, lasciando attivo soltanto il canale generalista, da anni concentrato soprattutto su reality e intrattenimento. In Italia, come altrove, si tratta dell\u2019atto finale di un processo iniziato molto tempo fa, quando la musica aveva gi\u00e0 smesso di occupare il centro dell\u2019identit\u00e0 MTV.<\/p>\n<p>Scrivere oggi di\u00a0<strong>MTV<\/strong>\u00a0significa confrontarsi con un paradosso storico: raccontare un medium che ha definito l\u2019immaginario di almeno due generazioni e che, proprio per questo, non \u00e8 mai davvero scomparso. MTV non \u00e8 soltanto un canale televisivo. \u00c8 stata una grammatica culturale, un acceleratore simbolico, una lente attraverso cui musica, moda, politica giovanile e industria dell\u2019intrattenimento hanno imparato a parlarsi. La sua parabola \u2013 dalla nascita rivoluzionaria al lento e agonizzante declino nell\u2019era digitale \u2013 coincide con la trasformazione stessa della cultura pop occidentale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"dimensioneImmagine\" alt=\"MTV come YouTube prima di Internet: perch\u00e9 la sua fine era inevitabile\" title=\"MTV come YouTube prima di Internet: perch\u00e9 la sua fine era inevitabile\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/125452Screenshot%2B2026-01-02%2Balle%2B12_54_10.png\"\/>Il primo bozzetto, rifiutato, del logo di MTV<\/p>\n<p>La chiusura \u00e8 stata accompagnata da un gesto fortemente evocativo: MTV Music ha salutato il pubblico con dei Buggles, lo stesso videoclip con cui il canale aveva inaugurato le trasmissioni il 1\u00b0 agosto 1981. Un cerchio che si chiude, riportando idealmente a quel momento fondativo in cui MTV aveva trasformato la musica in un linguaggio visivo globale. In altri Paesi la scelta \u00e8 stata diversa ma altrettanto simbolica: nel Regno Unito, ad esempio, MTV 90s ha concluso con  delle Spice Girls.<br \/>&#13;<br \/>\nQuesta scomparsa cos\u00ec simbolica, diventa lo spunto per interrogarsi sulle ragioni per cui l\u2019idea stessa di una televisione musicale 24 ore su 24, centrale per oltre trent\u2019anni, sia diventata progressivamente irrilevante nell\u2019era dello streaming e dei social network.<\/p>\n<p><strong>Anni Ottanta: quando la musica impara a guardarsi allo specchio<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nMTV nasce come una radio visuale: VJ giovani, informali, che presentano videoclip come fossero dischi in rotazione, ma gi\u00e0 a met\u00e0 decennio il canale diventa molto di pi\u00f9. Il videoclip incarna la prima, vera, forma di collegamento tra i fan e l&#8217;immaginario degli artisti. Attendere un video su MTV significa aspettare di poter vedere in tv, in casa propria, il volto e il mondo di quelle stelle del firmamento musicale che prima sembravano irraggiungibili. MTV taglia le distanze tra chi la musica la fa e chi la musica la compra e la ascolta, e tutto questo avviene tramite un processo creativo e poetico che si concretizza nel videoclip.\u00a0L\u2019apertura a pop e R&amp;B, con l\u2019ingresso in heavy rotation di Billie Jean e Beat It, rompe una barriera culturale e razziale, perch\u00e9 Michael Jackson non \u00e8 solo una superstar: \u00e8 la prova che l\u2019esposizione televisiva, e quindi il lavoro congiunto di suono e immagini, pu\u00f2 ridefinire la scala del successo.<\/p>\n<p><strong>1981\u20131984 &#8211; | L\u2019atto di nascita: quando il video diventa linguaggio<\/strong>&#13;\n<\/p>\n<ol>&#13;<\/p>\n<li><strong>Video Killed the Radio Star<\/strong> \u2013 The Buggles<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Billie Jean<\/strong> \u2013 Michael Jackson<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Beat It<\/strong> \u2013 Michael Jackson<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Thriller<\/strong> \u2013 Michael Jackson<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Hungry Like the Wolf<\/strong> \u2013 Duran Duran<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Girls Just Want to Have Fun<\/strong> \u2013 Cyndi Lauper<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Sweet Dreams (Are Made of This)<\/strong> \u2013 Eurythmics<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Take On Me<\/strong> \u2013 a-ha<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ol>\n<p>&#13;<br \/>\n<br \/>&#13;<br \/>\nEcco quindi che il videoclip diventa una necessit\u00e0 industriale. Come scriver\u00e0 anni dopo Simon Reynolds, \u201cnon bastava pi\u00f9 suonare bene, bisognava apparire credibili\u201d. Si ragioni bene su quanto viviamo quotidianamente con i tanti protagonisti di YouTube, e si provi ad affermare che quelle parole non sono state profetiche.<br \/>&#13;<br \/>\nMadonna, Duran Duran, Tina Turner e ZZ Top costruiscono carriere parallele tra suono e immagine, i Dire Straits fotografano il fenomeno con sarcasmo in Money for Nothing: \u201cI want my MTV\u201d diventa uno slogan generazionale.<\/p>\n<p>Nel 1985, con l\u2019acquisizione da parte di Viacom, MTV si struttura: nascono contenitori tematici come Headbangers Ball, 120 Minutes e Yo! MTV Raps. \u00c8 una programmazione che segmenta, ma al tempo stesso legittima sottoculture musicali fino ad allora marginali. Altro momento di rivoluzione assoluta: la musica alternativa, ma anche il metal tanto quanto l\u2019hip-hop, entrano nel salotto globale. Impensabile, impossibile, ma vero solo grazie a MTV.<\/p>\n<p><strong>MTV come forza culturale globale<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nAlla fine degli anni Ottanta MTV \u00e8 gi\u00e0 un fenomeno planetario. Nel 1987 debutta <strong>MTV Europe<\/strong>, ancora una volta sulle note di Money for Nothing. \u00c8 un passaggio cruciale: il canale non esporta solo videoclip, ma un\u2019idea di giovent\u00f9 occidentale fatta di libert\u00e0 espressiva, consumo, stile. Nascono format destinati a fare scuola: MTV Unplugged restituisce dignit\u00e0 acustica alla performance rock; i grandi concerti-evento, da Live Aid in poi, trasformano la musica in rito collettivo e mediatico. MTV diventa ci\u00f2 che Marshall McLuhan avrebbe definito un \u201cambiente\u201d: non racconta la cultura pop, la produce.<\/p>\n<p><strong>1985\u20131989 | L\u2019era dell\u2019eccesso e dell\u2019estetica<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<ol start=\"9\">&#13;<\/p>\n<li><strong>Money for Nothing<\/strong> \u2013 Dire Straits<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Like a Prayer<\/strong> \u2013 Madonna<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Sledgehammer<\/strong> \u2013 Peter Gabriel<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Addicted to Love<\/strong> \u2013 Robert Palmer<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Walk This Way<\/strong> \u2013 Run-D.M.C. &amp; Aerosmith<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Here I Go Again<\/strong> \u2013 Whitesnake<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Faith<\/strong> \u2013 George Michael<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Welcome to the Jungle<\/strong> \u2013 Guns N\u2019 Roses<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ol>\n<p>&#13;<br \/>\n<br \/>&#13;<br \/>\n<strong>Anni Novanta: dalla musica alla giovent\u00f9 come format<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nCon il debutto di <strong>The Real World<\/strong> nel 1992, MTV apre una porta che non si chiuder\u00e0 mai pi\u00f9. Il reality\u00a0e la reality television nascono qui, in un esperimento sociologico che intercetta temi reali: identit\u00e0, conflitti, politica, convivenza. Promette di non essere un tradimento della musica, ma un ampliamento del discorso, e invece&#8230;<\/p>\n<p>Nello stesso periodo MTV si fa esplicitamente politica: Choose or Lose porta le elezioni presidenziali americane del 1992 nel linguaggio dei giovani. Kurt Cobain, ospite a Unplugged, canta Where Did You Sleep Last Night come un requiem generazionale; gli <strong>MTV Video Music Awards<\/strong> diventano un barometro culturale, pi\u00f9 che una cerimonia; Madonna, Nirvana, Pearl Jam, R.E.M. passano di l\u00ec e lo fanno con legittime aspettative di ritorno in quanto a vendite, esposizione e status.<\/p>\n<p><strong>1990\u20131995 | Alternative, grunge e fine dell\u2019innocenza<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<ol start=\"17\">&#13;<\/p>\n<li><strong>Smells Like Teen Spirit<\/strong>\u00a0\u2013 Nirvana<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Losing My Religion<\/strong>\u00a0\u2013 R.E.M.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Jeremy<\/strong>\u00a0\u2013 Pearl Jam<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Nothing Else Matters<\/strong>\u00a0\u2013 Metallica<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>November Rain<\/strong>\u00a0\u2013 Guns N\u2019 Roses<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Freedom! &#8217;90<\/strong>\u00a0\u2013 George Michael<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>No Diggity<\/strong>\u00a0\u2013 Blackstreet<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>California Love<\/strong>\u00a0\u2013 2Pac<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ol>\n<p>&#13;<br \/>\n<br \/>&#13;<br \/>\n<strong><img decoding=\"async\" id=\"dimensioneImmagine\" alt=\"MTV come YouTube prima di Internet: perch\u00e9 la sua fine era inevitabile\" title=\"MTV come YouTube prima di Internet: perch\u00e9 la sua fine era inevitabile\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/maxresdefault.jpg\"\/><\/p>\n<p>Total Request Live: il successo e la fine di tutto<\/p>\n<p><\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nIl 14 settembre del 1998 arriva un nuovo cambio di rotta, ed \u00e8 qualcosa di cataclismico.\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\n<strong>Total Request Live<\/strong>, il ponte perfetto tra musica, televisione e fandom.\u00a0That&#8217;s right, this is still a live television show right here [&#8230;]\u00a0 We&#8217;re of course here in Times Square, MTV&#8217;s home, and we&#8217;ll be bringing you the top 10 most requested videos, not from us, from you.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Attenzione: non siamo noi a farlo, siete voi.<\/p>\n<p>Il pubblico \u00e8 al centro della scena, i fan sono il motore che alimenta TRL, e nessuno sembra avere problemi con il fatto che nel momento in cui il &#8220;popolo&#8221; viene messo sul palco (giudice al quale non \u00e8 richiesta preparazione) sar\u00e0 veramente difficile farlo scendere.<br \/>&#13;<br \/>\nSocial media ante litteram,\u00a0Times Square diventa una platea permanente, Carson Daly un volto familiare. Tutto questo si riassume nella trasformazione di MTV in una piattaforma giovanile totale, non pi\u00f9 soltanto un jukebox televisivo.<\/p>\n<p><strong>1996\u20132004 | Pop globale e spettacolarizzazione<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<ol start=\"25\">&#13;<\/p>\n<li><strong>Baby One More Time<\/strong>\u00a0\u2013 Britney Spears<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Genie in a Bottle<\/strong>\u00a0\u2013 Christina Aguilera<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Bye Bye Bye<\/strong>\u00a0\u2013 *NSYNC<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Oops!&#8230; I Did It Again<\/strong>\u00a0\u2013 Britney Spears<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>In the End<\/strong>\u00a0\u2013 Linkin Park<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Clint Eastwood<\/strong>\u00a0\u2013 Gorillaz<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Crazy<\/strong>\u00a0\u2013 Gnarls Barkley<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ol>\n<p>&#13;<br \/>\n<br \/>&#13;<\/p>\n<p>TRL \u00e8 l&#8217;origine dell&#8217;idea che i <strong>fan possono decidere<\/strong> cosa vedere, e volere, al di l\u00e0 di ogni filtro proveniente &#8220;dall&#8217;alto dei media&#8221;. Entrare nella rotazione di TRL diventa presto un requisito fondamentale per far parte del giro musicale che muove il mercato. \u00c8 qui che inizia, senza mezzi termini, qualcosa di totalizzante per tutto ci\u00f2 che riguarda la futura (ovvero attuale) condizione di fruizione di contenuti: <strong>il prodotto si piega alla necessit\u00e0 di approvazione <\/strong>da parte del pubblico.<\/p>\n<p>Al tempo <strong>il &#8220;like&#8221; ancora non esiste<\/strong>, ma ogni artista spera di finire tra i pi\u00f9 acclamati: si chiama\u00a0total\u00a0request live.\u00a0<strong>Se non sei &#8220;richiesto&#8221;, non conti<\/strong>.<br \/>&#13;<br \/>\nCon TRL si concretizza l&#8217;idea che un artista deve soddisfare il pubblico prima di ogni altra cosa, e non che il pubblico si formi a partire da un comune interesse raccolto attorno a scelte compiute dall&#8217;artista.\u00a0Se oggi un content creator segue il verdetto della fanbase (prima ancora di sviluppare una sua linea) per tarare i suoi contenuti in modo da soddisfare l&#8217;algoritmo &#8211; cos\u00ec che il livello di engagement sia sempre tale da permettere la &#8220;commerciabilit\u00e0&#8221; di un canale &#8211; lo si deve anche a TRL.<\/p>\n<p><strong>MTV Italia: una rivoluzione locale (1997\u20132007)<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nIl 1\u00b0 settembre 1997 nasce <strong>MTV Italia<\/strong>. Non \u00e8 una semplice diramazione europea: \u00e8 un progetto editoriale autonomo, che parla italiano, osserva il territorio e costruisce una nuova grammatica televisiva. Camila Raznovich, Victoria Cabello, Andrea Pezzi, Daniele Bossari, Giorgia Surina, Paola Maugeri, Alessandro Cattelan, Carolina Di Domenico, Marco Maccarini, Valentina Correani, Pierluigi Pardo, Gabriele Corsi, Chiara Tortorella, Omar Fantini, Francesco Mandelli diventano mediatori prima ancora che conduttori.<br \/>&#13;<br \/>\nMTV Italia intercetta una generazione rimasta ai margini della televisione generalista: mescola Britpop, rock italiano, rap emergente, elettronica.<\/p>\n<p>Programmi come TRL Italia trasformano Milano in un epicentro giovanile. L\u2019influenza \u00e8 tale che RAI e Mediaset iniziano a imitare linguaggi e ritmi. MTV Italia non \u00e8 solo un canale musicale: \u00e8 un propulsore culturale che sdogana ironia, irriverenza e informalit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"dimensioneImmagine\" alt=\"MTV come YouTube prima di Internet: perch\u00e9 la sua fine era inevitabile\" title=\"MTV come YouTube prima di Internet: perch\u00e9 la sua fine era inevitabile\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/140800Screenshot%2B2026-01-02%2Balle%2B14_07_24.png\"\/><\/p>\n<p><strong>Anni 2000, le ore sono contate<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nSe il Millennium Bug, tanto annunciato e temuto, doveva fermare il mondo, sicuramente ferma MTV. L&#8217;emittente si sposta dai suoi intenti originari, si trasferisce dove l&#8217;hype e il pubblico sembrano rispondere meglio. MTV guarda il videoclip &#8211; su cui ha costruito il suo successo &#8211; e decide che \u00e8 tempo di passare oltre, scegliendo consapevolmente la strada dell\u2019intrattenimento non musicale.\u00a0<\/p>\n<p>Jackass,\u00a0The Osbournes,\u00a0Punk\u2019d,\u00a0Laguna Beach\u00a0e\u00a0Jersey Shore\u00a0diventano &#8211; ancora una volta &#8211; fenomeni globali. MTV crea linguaggi, meme ante litteram, modelli aspirazionali. Ma il prezzo \u00e8 alto: il videoclip perde centralit\u00e0. La musica sopravvive come evento, come celebrazione, non pi\u00f9 come flusso quotidiano. Cade definitivamente il velo su quella promessa che poco tempo prima sembrava indissolubile. La musica viene tradita in favore dello share. La vita \u00e8 ironica per tutti, anche per MTV: vendere la pelle della musica per diventare uno dei big dell&#8217;intrattenimento non paga, anzi, ferisce a morte.\u00a0<\/p>\n<p><strong>2005\u20132010 | L\u2019ultima grande stagione prima del digitale<\/strong>&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<ol start=\"32\">&#13;<\/p>\n<li><strong>Hey Ya!<\/strong>\u00a0\u2013 OutKast<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Single Ladies<\/strong>\u00a0\u2013 Beyonc\u00e9<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Feel Good Inc.<\/strong>\u00a0\u2013 Gorillaz<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Seven Nation Army<\/strong>\u00a0\u2013 The White Stripes<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ol>\n<p>&#13;<br \/>\n<br \/>&#13;<\/p>\n<p><strong>Anni 2010\u20132020: internet, streaming e perdita di centralit\u00e0<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nNel 2008\u00a0TRL\u00a0chiude. I videoclip migrano definitivamente online, dove l\u2019accesso \u00e8 immediato e personalizzato. MTV prova a reinventarsi come brand, ma l\u2019identit\u00e0 si fa sempre pi\u00f9 sfumata. La domanda ironica \u2013\u00a0\u201cMTV passa ancora musica?\u201d\u00a0\u2013 diventa presto una constatazione.\u00a0<\/p>\n<p>In maniera progressiva, rapidissima e lavorando sotto pelle, YouTube, Spotify e i social network rendono obsoleta la funzione primaria di MTV. Chiunque ripeta queste parole sta mentendo, sta addolcendo la pillola e sta spostando l&#8217;attenzione dalla realt\u00e0 dei fatti.\u00a0<br \/>&#13;<br \/>\n\u00c8 la stessa MTV ad aver abbandonato la possibilit\u00e0 di avere un futuro. Lo ha fatto prima scegliendo di non privilegiare la musica nella sua programmazione, e poco dopo abbandonando la possibilit\u00e0 di traslare le sue attivit\u00e0 online.<\/p>\n<p><strong>Declino o compimento dell&#8217;opera?<\/strong><br \/>&#13;<br \/>\nDire che <strong>MTV<\/strong> abbia \u201ctradito\u201d la musica \u00e8 qualcosa di vero, ma allo stesso tempo \u00e8 una scorciatoia comoda, buona per i commenti nostalgici sotto i post di Facebook.<br \/>&#13;<br \/>\nIn realt\u00e0 MTV non ha tradito nulla: ha semplicemente fatto quello che fanno tutte le grandi rivoluzioni culturali quando funzionano fin troppo bene: portare a termine la missione storica.<br \/>&#13;<br \/>\nMTV ha spinto la sua realizzazione fino alle estreme conseguenze, e poi si \u00e8 ritrovata inutile nel mondo che lei stessa aveva contribuito a creare. Non \u00e8 un tradimento, \u00e8 il paradosso del successo.<\/p>\n<p>MTV ha insegnato all\u2019industria discografica una lezione fondamentale: il suono, da solo, non basta. Conta l\u2019immagine, conta il racconto, conta il personaggio. Ha fatto emergere che in termini di commerciabilit\u00e0 del prodotto, l&#8217;immagine conta molto pi\u00f9 della musica stessa. Ha insegnato ai giovani che la cultura pop pu\u00f2 essere una lingua comune, trans-nazionale, immediata, pi\u00f9 efficace di qualsiasi manifesto politico. E alla politica, volente o nolente, ha mostrato che l\u2019intrattenimento \u00e8 un veicolo di consenso infinitamente pi\u00f9 potente di mille comizi.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cI want my MTV\u201d, cantava Knopler.<br \/>&#13;<br \/>\nTutti hanno voluto MTV, finch\u00e9 non &#8220;l\u2019hanno avuta in ogni forma e salsa.&#8221;\u00a0<\/p>\n<p>Oggi quel desiderio si \u00e8 dissolto nell\u2019over-abbondanza: contenuti e videoclip infiniti, accessibili sempre, ovunque, senza attesa e senza mediazione. Il problema non \u00e8 che MTV non passi pi\u00f9 musica, ma che la musica passi ovunque senza pi\u00f9 bisogno di MTV. L\u2019algoritmo ha preso il posto del VJ, la scrollata del pollice quello dell\u2019attesa davanti allo schermo. Tutti hanno tutto quello che vogliono (e non solo), sempre e comunque.<br \/>&#13;<br \/>\nE quindi tutto vale molto meno di quello che potrebbe. Non c&#8217;\u00e8 guida, non c&#8217;\u00e8 mediazione, ci sono solo due occhi rivolti ad uno schermo che riproduce tutto, sempre e comunque, in qualsiasi momento glielo si chieda. Peccato che &#8211; come ricorda Aladino &#8211; sapere cosa chiedere non sia cos\u00ec facile.\u00a0<\/p>\n<p>Oggi MTV sopravvive come marchio e come memoria collettiva. \u00c8 un archivio emotivo di un\u2019epoca analogica, quando scoprire un artista significava aspettare, riconoscere un\u2019intro, restare incollati allo schermo sperando che quel video tornasse in rotazione per registrarlo su una VHS cos\u00ec da cancellare la recita di Natale di tua sorella.<br \/>&#13;<br \/>\nUn tempo lento, imperfetto, irripetibile. Come direbbe <strong>David Bowie<\/strong>, \u201cTomorrow belongs to those who can hear it coming\u201d.<br \/>&#13;<br \/>\nMTV quel domani lo ha sentito prima di tutti. E forse \u00e8 proprio per questo che non poteva sopravvivere abbastanza a lungo da abitarlo.<\/p>\n<p>Music is now closed.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"dimensioneImmagine\" alt=\"MTV come YouTube prima di Internet: perch\u00e9 la sua fine era inevitabile\" title=\"MTV come YouTube prima di Internet: perch\u00e9 la sua fine era inevitabile\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1421231767288705-mtv-music-fine.jpg\"\/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La notte tra il 31 dicembre e il 1\u00b0 gennaio 2025 ha segnato una fine annunciata ma comunque&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":288563,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1444],"tags":[4438,169674,169675,169680,203,169676,204,1537,90,89,30911,1538,1539,169679,169678,169673,169677,111088,253,169672,6371],"class_list":{"0":"post-288562","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tv","8":"tag-approfondimenti","9":"tag-cultura-pop-anni-80","10":"tag-cultura-pop-anni-90","11":"tag-declino-mtv","12":"tag-entertainment","13":"tag-industria-discografica","14":"tag-intrattenimento","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-mtv","19":"tag-music","20":"tag-musica","21":"tag-nostalgia-anni-90","22":"tag-social-media-e-musica","23":"tag-storia-della-musica-pop","24":"tag-streaming-musicale","25":"tag-televisione-musicale","26":"tag-tv","27":"tag-videoclip-musicali","28":"tag-youtube"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115828528526336662","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/288562","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=288562"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/288562\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/288563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=288562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=288562"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=288562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}