{"id":288812,"date":"2026-01-03T05:56:19","date_gmt":"2026-01-03T05:56:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288812\/"},"modified":"2026-01-03T05:56:19","modified_gmt":"2026-01-03T05:56:19","slug":"da-gaza-e-dai-territori-noi-non-ce-ne-andiamo-le-ong-puntano-i-piedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288812\/","title":{"rendered":"\u00abDa Gaza e dai Territori noi non ce ne andiamo\u00bb. Le Ong puntano i piedi"},"content":{"rendered":"<p>\u00abPerch\u00e9 non vogliamo dare i dati dei nostri colleghi palestinesi? Non \u00e8 una questione di principio, come abbiamo spiegato in una lettera alle autorit\u00e0 israeliane\u00bb. Monica Minardi, presidente di Medici senza frontiere (Msf) Italia, ci tiene a mettere in chiaro le ragioni del rifiuto della sua organizzazione ad assolvere la richiesta contenuta nelle nuove linee guida di Tel Aviv, all\u2019origine della \u00absospensione\u00bb da Gaza e Cisgiordania. \u00abOccorre comprendere il contesto. Il personale umanitario \u00e8 stato delegittimato\u00bb, afferma. Il 30 dicembre, il Jesuralem Post ha rivelato una lettera del ministro Amichai Chikli in cui accusava di legami con il terrorismo alcuni dipendenti delle realt\u00e0 colpite, le quali \u00abimpiegherebbero l\u2019attivit\u00e0 umanitaria per diffondere una narrativa anti-israeliana\u00bb. \u00abAffermazioni simili, prive di fondamento, mettono a rischio gli operatori e compromettono il lavoro medico volto a salvare vite umane. Ne abbiamo perso quindici nel conflitto. E da oltre quattordici mesi, il dottor Mohammed Obeid, un ortopedico che lavora per noi dal 2018, \u00e8 recluso in detenzione amministrativa senza un\u2019imputazione. In un tale scenario, abbiamo domandato al ministero degli Affari della diaspora e della lotta all\u2019antisemitismo risposte chiare sull\u2019impiego delle informazioni chieste. Non le abbiamo avute. Per questo, in accordo con il diritto internazionale umanitario, non abbiamo  ritenuto opportuno condividerle. Siamo nei Territori occupati dal 1989 e abbiamo sempre adempiuto a tutti i requisiti previsti. \u00c8 inesatto sostenere che non abbiamo rispettato le norme di registrazioni. Da luglio lavoriamo al processo e abbiamo gi\u00e0 presentato la gran parte dei documenti indicati. Con il ministero abbiamo cercato un\u2019interlocuzione costante: purtroppo finora non ha voluto riceverci\u00bb. Quando alle accuse di \u00abinfiltrazioni\u00bb terroristiche, la smentita di Msf \u00e8 netta. \u00abAbbiamo meccanismi di selezione del personale molto rigorosi e un team incaricato di verificarli\u00bb, sottolinea Monica Minardi. Philip Ribero, capomissione di Msf a Gaza e in Cisgiordania, si \u00e8 detto sorpreso dalle accuse poich\u00e9 non erano mai emerse prima \u00abn\u00e9 tanto meno sono state supportate da qualche prova\u00bb.<\/p>\n<p>Il Cogat \u2013 organismo israeliano incaricato dell\u2019amministrazione civile dei Territori \u2013 ha dichiarato, in un comunicato, che il giro di vite avr\u00e0 un impatto umanitario quasi in influente poich\u00e9 le realt\u00e0 bandite rappresentano appena \u00abun 15 per cento del totale e forniscono l\u20191 per cento del volume di aiuti. Questi ultimi continueranno ad essere garantiti attraverso i canali autorizzati e verificati, incluse le Agenzie delle Nazioni Unite, i partner con cui abbiamo siglato accordi bilaterali e le Ong in regola\u00bb. Le organizzazioni internazionali, Onu in primis, per\u00f2, lo smentiscono e parlano di conseguenze \u00abcatastrofiche\u00bb per la popolazione della Striscia dal primo marzo, quando il divieto dovrebbe entrare in vigore. \u00abIl sistema sanitario di Gaza \u00e8 stato decimato dalla guerra \u2013 sottolinea la presidente di Msf \u2013: su trentasei ospedali ne sono rimasti in piedi la met\u00e0 e questi funzionano solo in parte\u00bb. Medici senza frontiere ne supporta sei, oltre a vari centri e cliniche da campo: la sua azione \u00e8, dunque, essenziale. \u00abUn posto letto su cinque dei duemila disponibili dipende da noi. Un terzo dei neonati nasce nei nostri centri. Solamente nel corso del 2025, abbiamo fatto 800mila visite ambulatoriali e curato 100mila pazienti con trauma. Ci occupiamo anche della produzione e distribuzione di acqua potabile per un totale di centinaia di milioni di litri. Per il 2026, inoltre, avevamo gi\u00e0 stanziato tra i 100 e 120 milioni di euro per continuare a rispondere all\u2019emergenza nell\u2019enclave. Senza essere registrati non avremmo la possibilit\u00e0 di far entrare lo staff internazionale e l\u2019equipaggiamento necessario. In sintesi, dunque, non potremmo lavorare. Centinaia di migliaia di persone della Striscia sarebbero privati delle cure mediche salvavita, di accesso all\u2019acqua e dell\u2019assistenza di base poich\u00e9, al momento, non vediamo soluzioni sostitutive\u00bb, prosegue Monica Minardi, con tono evidentemente preoccupato. Tanto pi\u00f9 che altre 36 Ong internazionali rischiano di dovere chiudere i battenti. \u00abProprio per questo non abbiamo intenzione di arrenderci \u2013 conclude Monica Minardi \u2013. Msf continua a cercare un dialogo con le autorit\u00e0 in modo da poter proseguire la sua azione. Non vogliamo n\u00e9 possiamo smettere di curare i gazawi. Sono in gioco centinaia di miglia di vite umane\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abPerch\u00e9 non vogliamo dare i dati dei nostri colleghi palestinesi? 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