{"id":288832,"date":"2026-01-03T06:23:22","date_gmt":"2026-01-03T06:23:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288832\/"},"modified":"2026-01-03T06:23:22","modified_gmt":"2026-01-03T06:23:22","slug":"fiducia-e-amicizia-cosi-taize-ha-richiamato-15mila-giovani-a-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/288832\/","title":{"rendered":"Fiducia e amicizia, cos\u00ec Taiz\u00e9 ha richiamato 15mila giovani a Parigi"},"content":{"rendered":"<p>Cercare e costruire la pace, la gioia, la comunit\u00e0. E un mondo pi\u00f9 giusto. A partire dalla propria vita, dalle esperienze e dalle relazioni della quotidianit\u00e0. Ma con un cuore senza frontiere. Sempre aperti all\u2019amicizia con Cristo e all\u2019azione dello Spirito. Abitando, nella preghiera e nell\u2019ascolto della Parola, un silenzio che non \u00e8 un vuoto ma un luogo d\u2019incontro. Generatore di unit\u00e0. In noi stessi, con gli altri, col creato. Con Dio. Ecco le coordinate del cammino che il priore della Comunit\u00e0 di Taiz\u00e9, fr\u00e8re Matthew, ha affidato con la \u201cLettera 2026\u201d ai 15mila giovani giunti a Parigi da tutta Europa e dagli altri continenti per vivere, insieme, il \u201cPellegrinaggio di fiducia sulla terra\u201d. Un cammino che ora continua, su quelle stesse coordinate, e riporta i quindicimila giovani \u2013 fra i quali un migliaio di ucraini e quasi altrettanti italiani \u2013 nei loro Paesi per essere sempre pi\u00f9 cercatori e costruttori di pace, gioia, comunit\u00e0, giustizia.<\/p>\n<p>Un cammino del quale, <b>da Parigi, \u00e8 stata annunciata la prossima tappa: Lodz, dove dal 28 dicembre 2026 al 1\u00b0 gennaio 2027 si terr\u00e0 il prossimo Incontro europeo dei giovani<\/b>. E sar\u00e0 la sesta volta che il grande evento promosso da Taiz\u00e9 al passaggio dell\u2019anno si svolge in Polonia. La prima fu a Breslavia, nel 1989-1990, e coincise con la caduta della cortina di ferro. Ma altri muri da abbattere sfidano i costruttori di pace e giustizia del nostro tempo, come ricorda la \u201cLettera 2026\u201d di fr\u00e8re Matthew, che con il titolo ispirato alle prime parole di Ges\u00f9 nel Vangelo di Giovanni \u2013 \u00abChe cosa cercate?\u00bb \u2013 ha fatto da filo conduttore al grande meeting di Parigi, con i suoi momenti di preghiera \u2013 quelli vissuti nelle comunit\u00e0 cattoliche, protestanti e ortodosse nelle quali i ragazzi sono stati accolti, e quelli comuni, a sera, all\u2019Accor Arena di Bercy \u2013, gli incontri con i \u201ctestimoni di speranza\u201d, i centoventi laboratori su temi che andavano dall\u2019unit\u00e0 dei cristiani all\u2019ecologia, dall\u2019arte alla spiritualit\u00e0, fino ai momenti di convivialit\u00e0. A portare la loro testimonianza, tra gli altri, erano stati chiamati l\u2019arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich, il vescovo di Ajaccio, il cardinale Fran\u00e7ois Bustillo, e l\u2019arcivescovo Flavio Pace, segretario del Dicastero per la promozione dell\u2019unit\u00e0 dei cristiani. L\u2019evento \u2013 scandito dalle meditazioni quotidiane del priore di Taiz\u00e9 \u2013 si \u00e8 aperto domenica 28 dicembre 2025 e si \u00e8 concluso ieri, gioved\u00ec 1\u00b0 gennaio 2026. Nella notte fra il 31 e l\u20191 i ragazzi hanno vissuto la \u201cVeglia di preghiera per la pace\u201d, seguita dal \u201cFestival delle Nazioni\u201d.<\/p>\n<p><b>Giorni per imparare ad essere, sempre pi\u00f9, \u00abpellegrini di fiducia, artefici di pace e riconciliazione, capaci di portare una umile e gioiosa speranza a quanti vi circondano\u00bb, secondo l\u2019invito formulato da Leone XIV nel messaggio inviato a firma del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano<\/b>. In questo tempo \u00absegnato da tante prove\u00bb ma anche da eventi come la chiusura dell\u2019Anno Giubilare e le commemorazioni del 1.700\u00b0 anniversario del Concilio di Nicea, il Papa parla della riconciliazione come di \u00abun appello che proviene da tutta l\u2019umanit\u00e0 afflitta da conflitti e violenza\u00bb. \u00abIl desiderio di piena comunione tra tutti i credenti in Ges\u00f9 Cristo \u2013 sottolinea Prevost \u2013 \u00e8 sempre accompagnato dalla ricerca di fraternit\u00e0 tra tutti gli esseri umani\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abCari giovani, il mondo ha bisogno della vostra visione chiara, del vostro coraggio e della vostra capacit\u00e0 di speranza. Ha bisogno di giovani operatori di pace, capaci di resistere alla violenza, all\u2019esclusione e al disprezzo per gli altri. Ha bisogno di testimoni di una fede umile, concepita non come potere ma come servizio \u2013 si legge nel messaggio inviato dal patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo \u2013. Nella tradizione ortodossa, ci piace ricordare che la vera forza dei cristiani si manifesta nell\u2019amore donato senza condizioni e nella fedelt\u00e0 al prossimo\u00bb. Altri messaggi sono stati inviati, oltre che dai leader di altre Chiese e comunit\u00e0 cristiane, dal segretario generale Onu, Ant\u00f3nio Guterres, e dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.<\/p>\n<p>Come detto, <b>un migliaio circa i partecipanti italiani. Fra loro, alcuni presuli: oltre all\u2019arcivescovo Pace, l\u2019arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo Davide Carbonaro, il vescovo di Cremona Antonio Napolioni, l\u2019arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti. L\u2019incontro di Parigi \u00ab\u00e8 stato un forte segno di fraternit\u00e0: migliaia di ragazzi e ragazze provenienti da diverse parti d\u2019Europa si sono ritrovati per conoscersi, dialogare e riscoprire le radici comuni della fede cristiana \u2013 ha dichiarato Carbonaro, che il 31 dicembre ha tenuto una meditazione nella Cattedrale di Notre-Dame \u2013. Le mani dei ragazzi elevate al cielo nella preghiera hanno restituito l\u2019immagine di una pace disarmante, che nasce dall\u2019ascolto della Parola e dall\u2019accoglienza reciproca. In un tempo segnato da divisioni e violenze, i giovani hanno ricordato che la fraternit\u00e0 non \u00e8 un\u2019utopia, ma un dono che prende forma lasciandosi generare dal Cristo crocifisso e risorto\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p>Accoglienza, dialogo, fraternit\u00e0: parole che tornano nei racconti dei giovani. Come Antonio Comentale di Fano, che testimonia la bellezza di aver conosciuto \u00abnuova gente da tutto il mondo\u00bb? La cosa che l\u2019ha colpito di pi\u00f9? \u00abL\u2019accoglienza delle famiglie nella loro semplicit\u00e0\u00bb. Indimenticabili, per Alessia Pergola dell\u2019arcidiocesi di Potenza, non solo luoghi visitati e workshop: \u00abQuel che mi porter\u00f2 sempre nel cuore \u00e8 la gentilezza della signora Sandra che mi ha accolto e ospitato\u00bb. Simone Colangelo, seminarista di Potenza, \u00e8 andato a Parigi per \u00abcapire e vedere come la fraternit\u00e0 sia possibile e come ci siano riusciti \u201cquelli di Taiz\u00e9\u201d a realizzarla\u00bb. Cosa ha scoperto? Che le \u00abprovocazioni forti\u00bb, quelle che lasciano il segno e di cui i giovani hanno bisogno, non hanno bisogno di \u201ceffetti speciali\u201d ma sono \u00abfrutto di una relazione: quella con Cristo e con i fratelli\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cercare e costruire la pace, la gioia, la comunit\u00e0. E un mondo pi\u00f9 giusto. 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