{"id":289000,"date":"2026-01-03T09:29:19","date_gmt":"2026-01-03T09:29:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/289000\/"},"modified":"2026-01-03T09:29:19","modified_gmt":"2026-01-03T09:29:19","slug":"saldi-invernali-2026-ad-arezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/289000\/","title":{"rendered":"Saldi Invernali 2026 ad Arezzo"},"content":{"rendered":"<p>Ai nastri di partenza domani, 3 gennaio, i saldi invernali 2026. Ad Arezzo, cos\u00ec come in tutta la Toscana, la stagione dei prezzi ribassati \u00e8 davvero alle porte e, secondo Confcommercio, \u201caumenta la quota di residenti che acquister\u00e0 abbigliamento e calzature in saldo (62% contro il 61% dello scorso anno e il 57% del 2024), ma il budget medio continuer\u00e0 a ridursi, attestandosi a 139 euro a persona, contro i 140 del 2025 e i 142 del 2024\u201d.<\/p>\n<p>Un segnale che, stando alle analisi dell&#8217;associazione di categoria, confermerebbe la perdurante contrazione dei consumi e una stagione di vendite rivelatasi complessivamente fiacca. Le stime parlando di circa 2 milioni di toscani che approfitteranno degli sconti generando un volume di affari di oltre 315 milioni di euro, in lieve aumento rispetto ai circa 313 milioni del 2025. Alle spese dei residenti si sommeranno poi quelle dei turisti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"aspect-ratio:1200\/789;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/paolo-mantovani-4.jpg\" alt=\"Paolo Mantovani-4\" width=\"1200\" height=\"789\" title=\"Paolo Mantovani-4\"\/>Paolo Mantovani<\/p>\n<p>\u201cI numeri non raccontano un trionfo \u2013 sottolinea il presidente di Federmoda Confcommercio Toscana, Paolo Mantovani \u2013 perch\u00e9 chi acquister\u00e0 durante i saldi potrebbe non averlo fatto nel corso della stagione ordinaria, che \u00e8 stata piuttosto debole in tutte le fasce di mercato, dall\u2019alta moda alle catene low cost. Anche nel periodo pre-natalizio, fatta eccezione per qualche regalo importante e per gli accessori di prezzo pi\u00f9 contenuto, molti clienti sono entrati in negozio per osservare le collezioni, rimandando l\u2019acquisto ai saldi. Le famiglie sono molto attente al risparmio, ma anche al rapporto qualit\u00e0-prezzo cresce poi l\u2019attenzione verso la sostenibilit\u00e0: materiali naturali o comunque poco inquinanti, prodotti made in Italy e capi di utilizzo immediato, pratici e comodi. La moda non \u00e8 pi\u00f9 \u2018di moda\u2019: non c\u2019\u00e8 una tendenza dominante, si sceglie ci\u00f2 che rispecchia la personalit\u00e0 e lo stile di vita\u201d.<\/p>\n<p>Le regole base<\/p>\n<p><strong>Cambi<\/strong>: sono a discrezione del negoziante, salvo difetti o non conformit\u00e0 del prodotto (Art. 129 e ss. D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questi casi scatta l\u2019obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ci\u00f2 risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato (art. 135 bis del D.Lgs. 206\/2005 \u2013 Codice del Consumo). Per gli acquisti online i cambi o la rescissione del contratto sono sempre consentiti entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto indipendentemente dalla presenza di difetti, fatta eccezione per i prodotti su misura o personalizzati (artt. 52 e ss. del D.Lgs. 206\/2005 \u2013 Codice del Consumo).<\/p>\n<p><strong>Prova dei capi<\/strong>: non \u00e8 obbligatoria. \u00c8 rimessa alla discrezionalit\u00e0 del negoziante.<\/p>\n<p><strong>Pagamenti<\/strong>: obbligo di accettazione delle carte e promozione dei pagamenti cashless.<\/p>\n<p><strong>Prodotti in saldo<\/strong>: devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.<\/p>\n<p><strong>Indicazione del prezzo<\/strong>: in Toscana \u00e8 obbligo del negoziante indicare il prezzo iniziale di vendita (il pi\u00f9 basso applicato alla generalit\u00e0 dei consumatori nei 30 giorni antecedenti l\u2019inizio dei saldi) e lo sconto applicato. Cfr. Art. 17 bis D.Lgs. 206\/2005 \u2013 Codice del Consumo introdotto dal D.Lgs. n. 26\/2023 di recepimento della Direttiva UE \u00abOmnibus\u00bb.<\/p>\n<p>300 euro la spesa media: i dati di Confesercenti<\/p>\n<p>Il 92% \u00e8 interessato ad approfittare degli sconti, mentre solo l\u20198% esclude acquisti. E il negozio fisico resta il perno dell\u2019esperienza \u2018saldi\u2019 per l\u201987%. \u00c8 quanto emerge dal consueto sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti sugli acquisti in occasione delle vendite di fine stagione invernali.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza dei saldi resta legata al canale retail fisico: l\u201987% di chi \u00e8 interessato ai saldi progetta di acquistare almeno un prodotto in un negozio. Ma l\u2019online \u00e8 ormai una seconda gamba strutturale: il 54% dichiara che comprer\u00e0 anche sul web e, per effetto della sovrapposizione tra i due canali, almeno il 41% far\u00e0 acquisti sia offline sia online. Tra i 18-34 anni il digitale pesa di pi\u00f9, con l\u2019online al 63%. Per macroarea, il fisico \u00e8 pi\u00f9 alto a Nord e Centro (89% in entrambi i casi) e pi\u00f9 basso nel Mezzogiorno (82%).<\/p>\n<p>L\u2019interesse \u2018teorico\u2019 per i saldi \u00e8 alto, ma l\u2019esito pratico dipender\u00e0 dall\u2019appetibilit\u00e0 delle offerte messe in campo. Tra i consumatori prevale, infatti, la ricerca dell\u2019occasione, del \u201cvero affare\u201d: il 40% ha gi\u00e0 deciso cosa comprare &#8211; e 2 milioni di persone in Italia gi\u00e0 lo hanno fatto in presaldo &#8211; ma pi\u00f9 di uno su due (53%) dice che concluder\u00e0 l\u2019acquisto solo se trover\u00e0 l\u2019offerta giusta. \u00c8 un punto chiave anche per leggere il tema del budget: il 54% dichiara di essersi dato un tetto di spesa per la moda, senza che questo significhi automaticamente un acquisto \u201csicuro\u201d, perch\u00e9 la decisione finale dipende dalla convenienza percepita.<\/p>\n<p>Tra chi ha gi\u00e0 fissato un budget, la spesa media prevista \u00e8 di 292 euro circa a persona, ma la mediana ci indica che uno su due spender\u00e0 200 euro o meno: un divario che dice molto su come si distribuiscono gli acquisti. Al centro c\u2019\u00e8 un blocco ampio di consumatori che si muove su cifre contenute, mentre una minoranza di big spenders \u201ctira su\u201d la media: il 17% di chi ha pianificato un budget ha messo in conto almeno 500 euro, e un 4% prevede 1.000 euro e oltre. Netta la differenza per et\u00e0: i 18-34 anni prevedono 225 euro, contro i 327 euro dei \u2018senatori\u2019.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno l\u2019interesse per i saldi si concentra soprattutto sui capi utili per il quotidiano e sugli acquisti pi\u00f9 tipici della stagione. In testa ci sono scarpe (61%) e maglioni o felpe (58%), seguite da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%) e magliette e top (30%): una fotografia che racconta saldi usati prima di tutto per rinnovare il guardaroba. Subito dietro si collocano camicie (27%), capispalla (26%) e abiti (26%), mentre accessori e articoli per la casa restano pi\u00f9 marginali, con borse al 16%, biancheria per la casa al 15% e gioielli al 13%.<\/p>\n<p>Tra i 18-34 anni aumenta l\u2019orientamento verso capi pi\u00f9 \u201cda uscita\u201d e pi\u00f9 legati allo stile: gli abiti e completi salgono al 35% (contro il 21% dei 35-65enni), le camicie al 33% (contro 23%) e cresce anche l\u2019interesse per le scarpe, che arriva al 68%. Nel gruppo 35-65 anni, invece, pesa di pi\u00f9 l\u2019acquisto funzionale: restano alte scarpe (58%) e maglioni\/felpe (57%), ma tengono anche intimo (31%) e capispalla (25%), con un profilo pi\u00f9 legato al rinnovo dei capi base.<\/p>\n<p>Saldi, il punto di Federconsumatori<\/p>\n<p>L&#8217;Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha stimato il ricorso alle vendite promozionali da parte delle famiglie: la spesa media sar\u00e0 di 171,90 euro a famiglia (-1,7% rispetto a gennaio 2025), ma appena un terzo delle famiglie approfitter\u00e0 delle promozioni, avendo gi\u00e0 usufruito degli sconti che si sono susseguiti in occasione del Black Friday e dei cosiddetti pre-saldi. Tra queste, esiste un forte divario: vi sono infatti famiglie che spenderanno cifre ben superiori a questa media (anche oltre 340 euro), altre che acquisteranno solo l\u2019indispensabile e altre ancora rinunceranno del tutto agli acquisti.<br \/>Se facciamo un focus sulla nostra Regione vediamo che le maggiori criticit\u00e0 sul capoluogo toscano le troviamo su Firenze, Pisa, Siena, Lucca, San Gimignano, Versilia. Infatti queste citt\u00e0 hanno come caratteristiche principali una clientela mista (residenti + turismo nazionale e internazionale), una forte presenza di catene e franchising: di conseguenza i saldi sono meno aggressivi (30\u201340% iniziale). I prezzi di partenza sono elevati e il rischio maggiore \u00e8 che i saldi siano spesso pi\u00f9 un\u2019operazione di marketing che un vero ribasso strutturale.<br \/>Prato, Livorno, Arezzo, Pistoia, Grosseto riscontrano una clientela prevalentemente locale, con la presenza (chiss\u00e0 per quanto) di negozi indipendenti ancora molto presenti e sconti pi\u00f9 realistici e progressivi (fino al 50\u201360%). Queste citt\u00e0, alla fine rappresntano rappresentano il miglior compromesso qualit\u00e0\/prezzo per il consumatore toscano.\u00a0<\/p>\n<p>Zone interne, Valdarno, Mugello, Val di Cecina, Amiata<br \/>Nei centri minori e borghi commerciali il comportando \u00e8 diverso. I saldi vengono usati per smaltire magazzino, c\u2019\u00e8 un rapporto diretto negoziante e cliente e a volte gli so conti sono pi\u00f9 alti del centro urbano. I limiti sono certo da imputare a una scelta ridotta e a meno marchi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ai nastri di partenza domani, 3 gennaio, i saldi invernali 2026. 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