{"id":289641,"date":"2026-01-03T18:57:10","date_gmt":"2026-01-03T18:57:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/289641\/"},"modified":"2026-01-03T18:57:10","modified_gmt":"2026-01-03T18:57:10","slug":"attacco-al-venezuela-la-russia-dalla-condanna-dellaggressione-ai-rapporti-con-trump-la-posizione-di-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/289641\/","title":{"rendered":"Attacco al Venezuela, la Russia dalla \u00abcondanna dell&#8217;aggressione\u00bb ai rapporti con Trump: la posizione di Putin"},"content":{"rendered":"<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n<p>L&#8217;attacco Usa in Venezuela ha scatenato reazioni in tutto il mondo con vari Paesi che hanno preso le difese di Caracas. Tra gli stati pi\u00f9 attenzionati figura la\u00a0Russia che ha avuto\u00a0una presa di posizione durissima contro l\u2019operazione militare statunitense in Venezuela. Mosca, alleata storica del governo di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/nicolas-maduro\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nicol\u00e1s Maduro<\/a>, ha chiesto la <strong>convocazione immediata di una riunione d\u2019emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite<\/strong> e ha invocato il rilascio immediato del presidente venezuelano. Il ministero degli Esteri russo ha parlato senza mezzi termini di \u00abaggressione armata\u00bb da parte degli Stati Uniti, sottolineando come l\u2019azione militare abbia suscitato \u00abprofonda preoccupazione e una ferma condanna\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n    APPROFONDIMENTI&#13;<br \/>\n    &#13;<\/p>\n<p>Mosca vicina al Venezuela <\/p>\n<p>Nel frattempo, il ministro degli Esteri <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/sergei-lavrov\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sergei Lavrov<\/a> ha avuto un colloquio con la vicepresidente venezuelana Delcy Rodr\u00edguez G\u00f3mez, durante il quale ha ribadito la <strong>volont\u00e0 della Russia di consolidare ulteriormente il partenariato strategico globale con Caracas<\/strong>. Da Mosca \u00e8 arrivata anche la conferma che l\u2019ambasciata russa nella capitale venezuelana non ha riportato danni in seguito alle esplosioni. A rincarare la dose \u00e8 stato Konstantin Kosachev, vicepresidente del Consiglio federale russo, la Camera alta del Parlamento, che in un messaggio pubblicato su Telegram ha escluso qualsiasi giustificazione all\u2019azione statunitense. Secondo Kosachev, <strong>il Venezuela non avrebbe rappresentato alcuna minaccia per gli Stati Uniti<\/strong>, n\u00e9 sul piano militare n\u00e9 sotto il profilo umanitario, criminale o legato al narcotraffico, un aspetto quest\u2019ultimo confermato anche da organismi specializzati delle Nazioni Unite. Per il dirigente russo, <strong>l\u2019operazione militare e le pressioni esercitate contro Caracas nelle ultime settimane sono prive di basi sostanziali e configurano una palese violazione del diritto internazionale<\/strong>. <\/p>\n<p>L\u2019attacco condotto dagli Stati Uniti nella notte tra il 2 e il 3 gennaio ha innescato una reazione immediata a livello globale. Il governo venezuelano ha proclamato lo stato di emergenza, denunciando quella che ha definito una \u00abgravissima aggressione\u00bb, mentre numerosi Paesi hanno espresso condanna e chiesto un intervento degli organismi multilaterali per fermare l\u2019escalation.Lo storico legame tra Putin e Maduro <\/p>\n<p><strong>Le relazioni tra l\u2019allora Unione Sovietica e il Venezuela risalgono ufficialmente al 3 marzo 1945<\/strong>, durante la presidenza di Isa\u00edas Medina Angarita. In quella fase, Caracas avvi\u00f2 un processo di riforme istituzionali volto alla modernizzazione dello Stato, aderendo alle Nazioni Unite e rafforzando i rapporti con i Paesi membri del Consiglio di Sicurezza, nel tentativo di ritagliarsi un ruolo pi\u00f9 attivo nel nuovo assetto internazionale del secondo dopoguerra. Questo primo avvicinamento fu per\u00f2 interrotto nel 1952, quando il colpo di Stato che port\u00f2 al potere Marcos P\u00e9rez Jim\u00e9nez determin\u00f2 l\u2019allineamento del Venezuela al blocco statunitense e la conseguente rottura dei rapporti con Mosca. Le relazioni rimasero congelate per circa due decenni, fino agli anni Settanta, quando il presidente Rafael Caldera scelse di ristabilire i legami diplomatici con l\u2019Unione Sovietica, riaprendo al dialogo tra Est e Ovest in una logica di neutralit\u00e0 funzionale allo sviluppo di collaborazioni economiche, in particolare nel settore energetico.<\/p>\n<p>Una nuova e pi\u00f9 profonda fase di avvicinamento si apr\u00ec con l\u2019ascesa di Hugo Ch\u00e1vez alla presidenza venezuelana nel 1998 e di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/vladimir-putin\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Vladimir Putin<\/a> alla guida della Russia nel 2000. Entrambi interpretarono la cooperazione bilaterale come uno strumento strategico per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e ampliare la propria influenza geopolitica. Nell\u2019ottobre 2001 Ch\u00e1vez comp\u00ec la sua prima visita ufficiale a Mosca, definendo pubblicamente la Russia un alleato naturale nella contrapposizione all\u2019unilateralismo globale. Da quel momento prese forma un partenariato sempre pi\u00f9 solido, basato su accordi economici, energetici e militari. Il governo venezuelano concesse importanti spazi alle compagnie russe Rosneft e Gazprom nel settore petrolifero, mentre Mosca sostenne attivamente Caracas nei principali forum energetici internazionali, in particolare all\u2019interno dell\u2019OPEC. Parallelamente, si rafforz\u00f2 il coordinamento diplomatico nelle organizzazioni multilaterali, soprattutto alle Nazioni Unite, e aument\u00f2 la cooperazione nel campo della difesa e della fornitura di armamenti.<\/p>\n<p>Dopo la morte di Ch\u00e1vez, nel 2013, la presidenza pass\u00f2 a Nicol\u00e1s Maduro, gi\u00e0 vicepresidente. <strong>La Russia riconobbe immediatamente la legittimit\u00e0 del nuovo capo di Stato, mentre Stati Uniti e Unione Europea contestarono l\u2019esito delle elezioni<\/strong>, denunciando presunte irregolarit\u00e0 legate alla mancanza di trasparenza, alla repressione dell\u2019opposizione e alle limitazioni della libert\u00e0 di stampa. Sebbene non siano emerse prove definitive, tali accuse portarono all\u2019imposizione di sanzioni economiche e diplomatiche contro Caracas, aggravando l\u2019isolamento internazionale del Paese. Questo isolamento si tradusse nel mancato riconoscimento del governo Maduro da parte di alcuni Stati, nella sospensione di relazioni bilaterali, nell\u2019esclusione da organismi regionali come l\u2019Osa e il Mercosur e nel congelamento di beni finanziari all\u2019estero.<\/p>\n<p>In questo contesto, <strong>il sostegno della Russia divenne essenziale per la tenuta politica ed economica del Venezuela, pur non risultando sufficiente a neutralizzare completamente gli effetti delle pressioni occidentali.<\/strong> Tra il 2014 e il 2015, il Paese sudamericano dovette affrontare una grave crisi economica, aggravata dal crollo dei prezzi del petrolio e dall\u2019impennata dell\u2019inflazione. Fu in questo scenario che Maduro intensific\u00f2 ulteriormente i rapporti con Mosca. Tra gennaio e maggio 2015 si colloca la sua prima visita ufficiale in Russia, dalla quale torn\u00f2 con l\u2019impegno a rafforzare ulteriormente il partenariato bilaterale. Pochi mesi dopo, il 9 maggio, <strong>Maduro partecip\u00f2 a Mosca alle celebrazioni per il 70\u00b0 anniversario della vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale<\/strong>, evento al quale presero parte pochissimi leader stranieri a causa delle tensioni internazionali seguite all\u2019annessione della Crimea.<\/p>\n<p>La posizione ambigua della Russia <\/p>\n<p>Se da un lato la <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/russia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Russia<\/a> esprime forte solidariet\u00e0 dall&#8217;altro la posizione del Paese resta ambigua con Putin che, alleato del Venezuela, \u00e8 consapevole che uno strappo nei confronti di Trump e degli Stati Uniti potrebbe portare a un&#8217;escalation che lo Zar vuole evitare. Un eventuale scontro, diplomatico e non solo, con gli Usa potrebbe avere ripercussioni anche nel conflitto russo-ucraino con Putin che non vorrebbe allargare il fronte\u00a0e distogliere le attenzioni sul suo primo obiettivo. Trump e Putin nelle ultime settimane hanno intensificato i loro contatti per trovare una soluzione al conflitto. Dallo scorso 15 agosto, giorno del summit in Alaska, i due leader mondiali si sono riavvicinati per provare a mettere fine a una guerra iniziata da Putin 4 anni fa. Trump prova a fare il mediatore tra lo Zar e Zelensky mentre Putin cerca di far valere i suoi interessi. Un equilibrio fragile che l&#8217;attacco in Venezuela potrebbe far vacillare.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec Iscriviti e ricevi le notizie via email L&#8217;attacco Usa in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":289642,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[170312,14,164,165,206,166,7,15,3952,242,11,167,12,168,45671,161,162,163],"class_list":{"0":"post-289641","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-attacco-usa-venezuela","9":"tag-cronaca","10":"tag-dal-mondo","11":"tag-dalmondo","12":"tag-donald-trump","13":"tag-mondo","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-portaerei","17":"tag-stati-uniti","18":"tag-ultime-notizie","19":"tag-ultime-notizie-di-mondo","20":"tag-ultimenotizie","21":"tag-ultimenotiziedimondo","22":"tag-venezuela","23":"tag-world","24":"tag-world-news","25":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115832700598360775","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/289641","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=289641"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/289641\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/289642"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=289641"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=289641"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=289641"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}