{"id":29015,"date":"2025-08-05T04:33:09","date_gmt":"2025-08-05T04:33:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29015\/"},"modified":"2025-08-05T04:33:09","modified_gmt":"2025-08-05T04:33:09","slug":"ecco-come-sara-il-macro-di-cristiana-perrella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29015\/","title":{"rendered":"Ecco come sar\u00e0 il Macro di Cristiana Perrella"},"content":{"rendered":"<p>La prima sorpresa \u00e8 stato il ristorante. Un vero ristorante con targa metallica all\u2019ingresso, un nome da rivista di architettura, \u201cMateria\u201d, stile omogeneo che abbraccia tavoli, bicchieri, tende, piante,\u00a0men\u00f9 ricercato e food design. Un ristorante cos\u00ec all\u2019ultimo piano del Macro non c\u2019era mai stato (o perlomeno non nei recenti ricordi).<\/p>\n<p>Il Macro di Cristiana Perrella<\/p>\n<p>Comunque, \u00e8 l\u00ec che la neodirettrice\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2025\/03\/cristiana-perrella-direttrice-museo-macro-roma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Cristiana Perrella<\/a>\u00a0in un torrido giorno di luglio ha incontrato alcuni giornalisti per raccontare in anteprima come sarebbe stato il suo Macro. Un Macro-diverso dal pur ottimo\u00a0Museo dell\u2019immaginazione preventiva,\u00a0firmato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/professioni-e-professionisti\/who-is-who\/2024\/10\/intervista-luca-lo-pinto-direttore-uscente-macro-roma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Luca Lo Pinto<\/a>\u00a0che l\u2019ha preceduta e anche dal\u00a0Macro Asilo\u00a0di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/professioni-e-professionisti\/who-is-who\/2019\/01\/intervista-giorgio-de-finis-macro-asilo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Giorgio De Finis<\/a>, due gestioni fa, nonch\u00e9 da tutte le altre gestioni che si sono succedute da quando questo sofferente museo nato con grandi speranze mai del tutto realizzate.<br \/>Al loro posto, un cambio continuo di direttori che non arrivano mai a concludere il loro progetto, una dipendenza malata dal potere politico, finanziamenti insufficienti e insicurezze sul management che facevano scappare gli sponsor.\u00a0<a href=\"vedihttps:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2022\/12\/storia-museo-macro-riflessioni-ventennale-alessandra-mammi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Questa storia<\/a>\u00a0\u00e8 stata gi\u00e0 vissuta e scritta, quella che invece racconta ora la Perrella \u00e8 ancora tutta da costruire. Con una ammirevole energia, senza pause n\u00e9 incertezze, la direttrice in un fiume di parole ci dice in sintesi che lei vuol trasformare questa avventura rocambolesca in un\u00a0<strong>museo normale<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Il Macro, la sala cinema e gli archivi<\/p>\n<p>A cominciare da s\u00e9 stessa: un direttore che non pretende di inventare qualcosa di nuovo ma vuole costruire qualcosa di certo. Nel dettaglio:\u00a0aprire una\u00a0<strong>sala cinema<\/strong>\u00a0di circa 100 posti da\u00a0\u00a0affidare ad un curatore esperto per garantire una programmazione di \u201cprima visione\u2019\u2019 non solo sperimentale ma che accolga anche film del circuito commerciale; riaprire la biblioteca a consultazione gratuita; fondare un\u00a0<strong>centro archivi<\/strong>\u00a0che renda pubblico il materiale del museo e sia in grado di accoglierne di nuovo grazie a donazioni; rendere visibili a rotazioni le collezioni storiche attualmente sepolte nei depositi; attirare pubblici diversi non solamente addetti ai lavori grazie a eventi e programmi didattici e interdisciplinari. Poi naturalmente c\u2019\u00e8 l\u2019aspetto espositivo che con cicli di mostre grandi e piccole tra le project room e le sale pi\u00f9 capienti, a cominciare dalla Grande sala dove \u00e8 in programma da ottobre la mostra \u201cUnaroma\u201d che firmer\u00e0 insieme all\u2019ex direttore\u00a0<strong>Luca Lo Pinto<\/strong>\u00a0in nome di una sodale continuit\u00e0. Sar\u00e0, racconta \u201cUna grande rassegna dedicata Roma e alla sua scena artistica pensata e allestita come un piano sequenza con uno sguardo fluido che si muove accogliendo nel movimento di macchina anche la casualit\u00e0 l\u2019incontro fortuito\u201d. E qui, chiudendo gli occhi, sembra sentir parlare ancora Lo Pinto con le sue immaginifiche metafore. Segno che il sodalizio ha funzionato.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"930\" height=\"537\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/macro-roma.jpg\" alt=\"macro roma Parla la nuova direttrice del Macro. Scenari, politica e finanziamenti per il museo di Roma\" class=\"wp-image-1174061\"  \/>Il Macro e la relazione con le scuole<\/p>\n<p>A parte il piano sequenza per\u00f2, il discorso di Cristiana Perrella procede in maniera molto piana e concreta. Si vede che ha studiato anche l\u2019urbanistica e l\u2019architettura che caratterizza il suo museo. \u201cQuesta parte della citt\u00e0 ci dice ha bisogno di un luogo di riferimento per tutta la comunit\u00e0,\u00a0soprattutto giovane, anche perch\u00e9 accoglie alcuni dei pi\u00f9 grandi e importanti i licei storici di Roma (il Tasso, il Righi, il Giulio Cesare), universit\u00e0 come la Luiss e La Sapienza\u2026\u201d Ma nella sua rigida pianta a reticolo, pensata dai piemontesi (siamo a un passo dalla Breccia di Porta Pia) il quartiere \u00e8 privo di una vera piazza. Quella che il progetto di\u00a0<strong>Odile Decq<\/strong>, la celebre architetta che ne firm\u00f2 l\u2019ampliamento voleva restituire agli abitanti, costruendola sul tetto del museo, proprio l\u00ec dove si affaccia il ristorante e dove era prevista una mai funzionante fontana, perch\u00e9 nell\u2019idea della progettista non c\u2019era piazza a Roma che non avesse una fontana.<br \/>Viene in mente che dopo tanti direttori tutti dal piglio autoriale, tutti provvisti di forti personalit\u00e0 \u2013 e tutti maschi \u2013 (le uniche donne al vertice del museo furono per la Sovrintendenza Federica Pirani in quanto direttrice dell intero complesso dei Musei Capitolini e Alberta Campitelli per un temporaneo intermezzo) ecco una\u00a0<strong>direzione femminile<\/strong>\u00a0che dichiara di voler mettere la ricostruzione della casa davanti al progetto creativo, l\u2019esigenza della comunit\u00e0 prima della sua personale vanit\u00e0, il rafforzamento del museo prima della attivit\u00e0 espositiva. \u201cIo faccio volentieri un passo indietro nel bene dell\u2019istituzione\u201d,\u00a0ripete pi\u00f9 volte.<\/p>\n<p>La direzione femminile della Perrella<\/p>\n<p>Come darle torto. Ripartire dalla struttura a questo punto \u00e8 forse l\u2019unica strada saggia. Soprattutto dopo aver visto come l\u2019intelligente, vitale e preventiva immaginazione del museo di Luca Lo Pinto (ci mancher\u00e0) si sia dovuta scontrare con la realt\u00e0 di una manutenzione insufficiente e con i secchi sparsi a raccogliere l\u2019acqua piovana che scendeva dal tetto. Per questo arriva puntuale la domanda:\u00a0\u201cA sostegno di tanto progetto che prevede anche la costruzione di biblioteca e sale cinema,\u00a0rafforzamento dei servizi, manutenzione straordinaria e di conseguenza un aumento di organico, \u00e8 previsto anche un aumento del finanziamento finora stanziato per il Macro?\u201d Gelida e sintetica arriva anche la risposta: \u201cNo\u201d.<br \/>Dunque, \u00e8 sempre lo stesso ci conferma la direttrice:\u00a0<strong>700mila euro<\/strong>\u00a0da cui sono esclusi solo gli stipendi dei dipendenti.<\/p>\n<p>I finanziamenti del Macro<\/p>\n<p>\u00c8 ovvio che per un progetto come quello che ci \u00e8 stato descritto non possono bastare. Naturalmente si pu\u00f2 sperare nei rimasugli del PNRR, nell\u2019arrivo di un mecenate, nel risveglio di grandi sponsor, nella capacit\u00e0 del direttore di fare anche fundraising o nei miracoli\u2026Ma in fondo il punto nevralgico \u00e8 sempre lo stesso: fino a che punto il Comune di Roma crede in questo museo? \u00c8 davvero deciso a farne il Museo maiuscolo di Arte e Cultura contemporanea di questa citt\u00e0 (che sarebbe poi anche una Capitale)?\u00a0\u00a0Ha davvero voglia di finanziarlo e farlo ripartire?<br \/>Non basta la gioia dell\u2019assessore alla cultura\u00a0<strong>Massimiliano Smeriglio<\/strong>\u00a0che nel comunicato stampa dichiara: \u201cSono molto contento. Si sta configurando un nuovo Macro che sar\u00e0 uno spazio vivo e di condivisione dove dialogano tanti aspetti della cultura\u201d. Ma perch\u00e9 questo accada non basta essere contenti, bisogna essere molto operativi.\u00a0<\/p>\n<p>Il Macro e la politica<\/p>\n<p>Solo se ci sar\u00e0 il sostegno e la volont\u00e0 politica di far nascere e vivere un museo solido, tutelandole l\u2019autonomia culturale, garantendone la continuit\u00e0, il sostegno finanziario adeguato e mettendolo al riparo dall\u2019invasione del potere politico, potremmo dire di vedere una luce in fondo al tunnel. Altrimenti tra tre anni alla scadenza del primo mandato di Cristiana Perrella potremmo essere da capo. Un contratto non rinnovato, un\u2019altra giunta, un altro direttore, un altro progetto e un buco nel tetto che nessuno ripara.\u00a0<\/p>\n<p>Alessandra Mamm\u00ec<\/p>\n<p><strong>Libri consigliati:<\/strong><\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)<\/p>\n<p>            Scopri anche<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La prima sorpresa \u00e8 stato il ristorante. 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