{"id":290444,"date":"2026-01-04T09:50:13","date_gmt":"2026-01-04T09:50:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/290444\/"},"modified":"2026-01-04T09:50:13","modified_gmt":"2026-01-04T09:50:13","slug":"il-mosaico-svizzero-del-dolore-alla-messa-per-le-vittime-di-crans-montana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/290444\/","title":{"rendered":"Il mosaico svizzero del dolore alla Messa per le vittime di Crans-Montana"},"content":{"rendered":"<p>La geografia cristiana svizzera assomiglia a un mosaico: molte tradizioni, lingue e appartenenze convivono fianco a fianco, spesso nella stessa citt\u00e0 e nello stesso quartiere, senza per\u00f2 fondersi in un\u2019unica \u00abChiesa nazionale\u00bb. In questi giorni la frammentazione si \u00e8 trasformata in una rete di vicinanza, messaggi comuni e preghiere incrociate, mentre il Paese prova a reggere l\u2019urto della tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Lo far\u00e0 anche oggi, alle 10 nella chiesa della localit\u00e0 alpina, con la Messa concelebrata dal vescovo di Sion, Jean-Marie Lovey, e dal presidente dei vescovi svizzeri Charles Morerod, presenti i responsabili delle altre Chiese cristiane elvetiche. In Svizzera non esiste un solo volto del cristianesimo ma una costellazione di comunit\u00e0: cattolici, riformati, evangelici di diversa matrice, ortodossi delle diaspore, anglicani e piccole realt\u00e0 indipendenti, spesso radicate nelle migrazioni e nella mobilit\u00e0 interna fra cantoni. \u00c8 una storia fatta di confini confessionali, ma anche di scambi quotidiani: un Paese plurale per costituzione culturale, dove la fede segue spesso la lingua (tedesco, francese, italiano) e la storia locale pi\u00f9 che una linea uniforme. Questa frastagliatura non \u00e8 solo statistica: \u00e8 un modo di stare sul territorio. Le comunit\u00e0 sono disseminate e \u00aba misura di valle\u00bb, con identit\u00e0 forti e una capacit\u00e0 di prossimit\u00e0 che diventa decisiva quando esplode un\u2019emergenza.<\/p>\n<p>Il Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec\/Wcc) in questa tragedia agisce come \u00abcassa di risonanza\u00bb e ponte tra confessioni: non sostituisce le Chiese locali ma d\u00e0 voce a una solidariet\u00e0 cristiana globale e la indirizza sia alle comunit\u00e0 colpite sia alle istituzioni svizzere. In due lettere distinte il segretario generale Jerry Pillay ha infatti inviato condoglianze \u00aballe Chiese di tutta la Svizzera\u00bb e, parallelamente, alle autorit\u00e0 federali, scrivendo alle comunit\u00e0: \u00abNon siete soli. Persone in tutto il mondo pregano per voi, piangono con voi e vi sono accanto in segno di solidariet\u00e0\u00bb, e al presidente della Confederazione elogiando \u00abl\u2019impegno del vostro governo per alleviare la sofferenza\u00bb e per garantire cure a chi \u00e8 ricoverato.\u00a0 \u00c8 qui che il mosaico mostra la sua seconda faccia: le tessere restano diverse ma possono comporre un\u2019immagine comune quando i tempi chiamano. Lo si \u00e8 visto dopo la notte di Capodanno a Crans-Montana, dove il dolore ha travalicato etichette e confini ecclesiali. La tragedia funziona da colla fra tradizioni diverse: non cancella le differenze ma le orienta verso un\u2019unica direzione, quella dell\u2019accompagnamento.<\/p>\n<p>Nella stessa comunicazione Pillay invita anche a cercare una forza comunitaria nel lutto: \u00abPossiate trovare forza e conforto gli uni negli altri, e possano i ricordi dei vostri cari diventare una fonte di luce e di pace nei difficili giorni che vi attendono\u00bb. \u00c8 un lessico che appartiene al registro ecumenico contemporaneo: il dolore non diventa terreno di disputa ma luogo di incontro. Si \u00e8 fatta sentire anche la Chiesa evangelica riformata: la presidente Rita Famos ha dichiarato che \u00abi miei pensieri e le mie preghiere sono con i familiari, con i feriti e con coloro che si prendono cura delle persone colpite e stanno affrontando la crisi\u00bb. Anche qui ritorna un tratto tipico del cristianesimo svizzero: la pluralit\u00e0 non impedisce una grammatica comune nelle ore pi\u00f9 buie, fatta di preghiera, cura e ringraziamento per chi soccorre. Sul versante cattolico, tra le altre, la Diocesi di Lugano ha diffuso una nota in cui l\u2019amministratore apostolico, monsignor Alain de Raemy, si dice \u00abprofondamente colpito e rattristato\u00bb insistendo su cordoglio e solidariet\u00e0, ma soprattutto sulla prossimit\u00e0 concreta: la diocesi \u00abassicura la vicinanza di tutti, con il pensiero e con la preghiera, alla popolazione e alla comunit\u00e0 colpita\u00bb, con un\u2019attenzione particolare \u00abagli abitanti del settore pastorale di Crans-Montana e del Vallese, ai loro parroci e al loro vescovo\u00bb. C\u2019\u00e8 spazio anche per un ringraziamento esplicito \u00aba tutti gli enti di primo intervento e alle persone che sono accorse in aiuto\u00bb, quasi a sottolineare che nel mosaico svizzero la risposta spirituale e quella civica camminano spesso insieme. In controluce, la tragedia dei giovani mette alla prova un Paese abituato a vivere di pluralit\u00e0. Ma proprio perch\u00e9 le Chiese sono tante e \u00abdistribuite\u00bb, possono anche attivarsi in modo capillare: una veglia in una localit\u00e0, un messaggio in un\u2019altra, una rete di contatti e ministeri che si parlano pur restando diversi. Il cristianesimo svizzero resta un arcipelago, ma quando l\u2019onda arriva le isole si cercano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La geografia cristiana svizzera assomiglia a un mosaico: molte tradizioni, lingue e appartenenze convivono fianco a fianco, spesso&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":290445,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-290444","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115836211840880228","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290444","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=290444"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290444\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/290445"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=290444"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=290444"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=290444"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}