{"id":290628,"date":"2026-01-04T12:47:24","date_gmt":"2026-01-04T12:47:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/290628\/"},"modified":"2026-01-04T12:47:24","modified_gmt":"2026-01-04T12:47:24","slug":"larchitetto-ebreo-che-progetto-carbonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/290628\/","title":{"rendered":"l\u2019architetto (ebreo) che progett\u00f2 Carbonia"},"content":{"rendered":"<p>Gustavo Pulitzer Finali (Trieste, 1887 \u2013 1967) fu uno degli architetti e designer italiani pi\u00f9 innovativi del Novecento, celebre soprattutto per i suoi interni navali che rivoluzionarono l\u2019estetica dei transatlantici, ma anche per il contributo decisivo alla pianificazione urbanistica di citt\u00e0 minerarie come Carbonia e Arsia (oggi Ra\u0161a in Croazia).<\/p>\n<p>La vita<\/p>\n<p>Nato in una facoltosa famiglia mercantile ebraica triestina, si form\u00f2 al Politecnico di Monaco di Baviera, laureandosi in ingegneria con Theodor Fischer, figura chiave del Deutscher Werkbund. La sua educazione cosmopolita si complet\u00f2 con viaggi in Italia, Grecia, Inghilterra e Americhe, assorbendo influenze mitteleuropee e rinascimentali. Nel 1920 fond\u00f2 a Trieste lo studio Stuard con Giovanni Battista Ceas, specializzandosi in arredamento e allestimenti, coinvolgendo anche la moglie Ducia Kitter per tessuti e rivestimenti.<\/p>\n<p>Il genio<\/p>\n<p>Il suo genio esplose nell\u2019architettura navale: dagli anni \u201920 realizz\u00f2 interni per navi iconiche come Saturnia, Vulcania, Conte di Savoia (1932), Conte Grande e Victoria, fino al dopoguerra con Andrea Doria (1950), Leonardo da Vinci (1958) e Michelangelo (1960). Pulitzer concepiva gli interni come opera unitaria integrata alla struttura navale, rifiutando \u201cfinti palazzi\u201d posticci: linee razionaliste, materiali innovativi (legni esotici, onici, travertini, ottoni, linoleum) e collaborazioni con artisti come Gi\u00f2 Ponti, Pietro Chiesa e Libero Andreotti crearono spazi moderni, luminosi e funzionali, in contrasto con lo stile classicista genovese.<\/p>\n<p>Le opere<\/p>\n<p>Negli anni \u201930 estese il suo razionalismo alla terraferma: progett\u00f2 la Nuova Borsa di Trieste (1930), uffici a Londra per societ\u00e0 di navigazione e, soprattutto, contribu\u00ec al piano urbanistico di Carbonia (1937-1938) con Ignazio Guidi e Cesare Valle. A lui si devono la Torre Civica (ex Littoria, alta 27,5 metri, ispirata alla Torre del Pretorio di Tarragona e primo edificio completato) e il Dopolavoro, elementi centrali di Piazza Roma. Da quel balcone Mussolini inaugur\u00f2 la citt\u00e0 il 18 dicembre 1938, ma Pulitzer, di origine ebraica, non pot\u00e9 partecipare appieno: le leggi razziali del 1938 lo costrinsero all\u2019esilio negli Usa, dove lavor\u00f2 con Henry Dreyfuss a New York fino al 1947.<\/p>\n<p>La morte<\/p>\n<p>Tornato in Italia, continu\u00f2 con progetti come arredi per Ideal Standard e residenze Ina Casa. Mor\u00ec a Trieste nel 1967, lasciando un\u2019eredit\u00e0 spesso sottovalutata: i suoi diari, recentemente studiati, rivelano il ruolo preminente in Carbonia, oggi omaggiato con una targa commemorativa in trachite rossa vicino al Teatro Centrale. Pulitzer Finali incarna il paradosso di un talento al servizio dell\u2019autarchia fascista, interrotto dalla discriminazione razziale, ma capace di attraversare l\u2019Atlantico, letteralmente e metaforicamente, per ridefinire il moderno italiano tra mare e terra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gustavo Pulitzer Finali (Trieste, 1887 \u2013 1967) fu uno degli architetti e designer italiani pi\u00f9 innovativi del Novecento,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":290629,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-290628","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115836907878767248","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290628","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=290628"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290628\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/290629"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=290628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=290628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=290628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}